Ecco tredici buone ragioni per preferire una birra a uno come me (e un panino al salame)

Ci sono almeno tredici sante ragioni per preferire una birra a uno come me (e un panino al salame).

La prima, è che sono idiota. Ma non completo. L’ho già detto. Lo so. Questa è la seconda buona ragione per preferire una birra. La birra ha memoria, io no. E poi ha una testa dura. Credetemi, ci si può fare molto più con una bottiglia di birra, che con la mia capoccia. Lei, per esempio, può essere usata come dildo (Ceres è tra le migliori). Lo so, detta così suona schifosa, ma provate prima (stappatela, eh, mi raccomando) e poi mi dite. Anche piena a metà, sì. La mia testa invece è sempre vuota, e in ogni caso di diametro inadeguato. Ma non sempre è stato così. Anche la mia capoccia un tempo è uscita da… vabbè spero di non dover essere io a svelarvi che non nasciamo sotto i cavoli, e che cavolo!

Ho una pessima memoria. L’ho già detto, vero? Da qualche parte. E se aggiungi a una scarsa memoria a un’abbondante idiozia, il mix è perfetto. Ma la mia è la peggiore idiozia, quella incompleta (non l’ho ancora detto, questo, vero?). L’idiota completo, alla Dostojevskij (si scrive così? Non lo ricordo, non ho una grande memoria) è perfettamente ignaro d’essere idiota, non ha specchi, campa felice. Io invece mi accorgo di continuo di quanto sono imbecille. Come quando (IDIOTA!) parcheggio senza por mente a dove parcheggio, e il giorno dopo mi batto la mano in testa (SEMI IDIOTA!) accorgendomi di quanto sono stato idiota, visto che mi succede praticamente venti volte al mese di perdere l’auto. Se fossi completamente idiota, la mattina, capite, vagherei con un vago sorriso per le strade cercando la casa di Saturno in Venere e mi farei abbindolare dai tipi di Scientology, ma mi farei abbindolare completamente. Invece, ogni volta, mi faccio fottere! Vedo un libro in omaggio e mi fiondo e loro mi fanno due/tre domande alla larga e io rispondo, e SOLO DOPO mi accorgo che sono di Scientology e scappo via, soffrendo come un cane perchè mi dispiace deluderli di non aver trovato un nuovo adepto.

Sono poi completamente inadatto a ogni forma di socializzazione scritta: un analfabeta della chat. Davvero. Mi incazzo di continuo, per miliardi di ragioni tutte mie, che ho capito dopo anni che sono appunto solo mie e di nessun altro al mondo, o quasi. Tipo, se stiamo parlando e devo allontanarmi dalla chat, a meno che non si sia bucata la vasca d’equilibrio idrolitico che impedisce a un reattore nucleare di estinguere la razza umana e ci sia bisogno del mio aiuto per salvare il mondo, io avviso. La gente non solo non lo fa, ma avendo una memoria migliore della mia, quando torna, tipo dopo due giorni, riprende il discorso come se fossero passati due secondi. E io rimango che mi chiedo “E CHE CAXXO NE SO DI COSA NE PENSO DELLA QUESTIONE” se la “questione” di cui parli ora me l’hai accennata due settimane fa?

Sono ossessivo nelle mie passioni. Non ho passioni, ho ossessioni di passioni, tu chiamale, se vuoi, possessioni. Se mi prende (come mi ha preso) la fissa per i lavori in legno, compro (come ho comprato) sega elettrica, piallatrice, legna equivalente a mezza Amazzonia e viti a legno e tasselli e ogni forma di kit che le ceste del Lidl possano ospitare nel corso di dodici mesi, compro manuali per lavorare il legno, manuali su come si leggono i manuali per lavorare il legno, mi iscrivo alle community di chi non capisce un cazzo di legno ma fa finta di no, e proseguo leggendo l’enciclopedia delle conifere per capire sin dall’origine come si ottiene il legno. Poi, dopo due mesi lascio tutto in cantina. E me ne dimentico. Ma non del tutto, come farebbe un perfetto idiota. Me ne dimentico, ma me ne ricordo ogni tanto solo per dispiacermi d’essermene dimenticato, e di aver sprecato tanti soldi.

Avevo iniziato questo posto con un intento ben preciso. Che non vi svelerò nemmeno sotto tortura, ecco.