Boris e la primavera sono arrivati

Amici wordepressi e wordfelici, ieri con la primavera è arrivato Boris, il mio terzo romanzo! Provo a parlarvene sperando di incuriosirvi!

Boris è un bambino con un sogno: andare a scuola. La sindrome di Asperger da cui è affetto, la sua cecità, il suo mutismo e la miopia degli ispettori ministeriali che analizzano il suo caso renderanno il suo percorso impervio e tormentato. Nella sua avventura non è solo, ma ha un amico speciale, Yuki, che lo incoraggia alitandogli in faccia strofe di canzoni famose. La vicenda dei due amici si intreccia con quella di due amanti, una donna greca in fuga da un ex marito violento, e un militare dal fisico atletico che, improvvisamente, smette di rispondere alle sue lettere d’amore e scompare nel nulla.

Riuscirà Boris ad avere il suo agognato banco?

E i due amanti riusciranno a ritrovarsi?

Tratto da tre storie vere che mi sono state raccontate in mesi di colloqui sia telefonici che via email. Una esperienza pazzesca! Storie crude e nude, come la realtà…

Boris è anche il secondo volume della tetralogia che ho in mente, opera in quattro volumi di cui il primo è “Sono solo io”. Siccome le cose semplici non ci piacciono, però, la “saga” può essere letta a vostro piacimento, potete prendere un solo volume dei quattro che usciranno, potete partire dal secondo e poi passare al primo, o potete anche solo leggerne uno a caso. Ogni romanzo della saga “storia di uno strano”, infatti, è un poco… strano, ed è completo pur essendo inserito in un quadro più ampio. Insomma, fate un poco ‘gna cazz’ volete eh!

Buona lettura!

https://www.amazon.it/dp/1520789149

I diversi siamo noi

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Bo Paske è un ragazzino con i capelli rossi e gli occhiali. Come ce ne sono milioni. Bo, però, è autistico. Nessuno vuole mai sedersi con lui a pranzo.

Travis Rudolph è un giocatore di football che è finito sui giornali di mezzo mondo perchè ha deciso di sedersi di fronte a Bo a mangiare. Un gesto la cui eccezionalità sta tutta racchiusa nell’enorme arretratezza mentale. Siamo noi, con i nostri pregiudizi che, purtroppo, facciamo risaltare per contrasto un gesto che non meriterebbe alcuna considerazione in un mondo “normale”.

A casa mia ha vissuto per molto tempo un mio cugino affetto da una forma particolare di autismo, e conosco molto bene questo tipo di discriminazione. Lui ha due mani, due occhi, due braccia e un grande cuore come quello di Bo.

Un cuore più grande di quello che batte nel petto di molte persone “normali”.

Evitare di sedersi accanto a un bambino affetto da autismo, o qualsiasi altra condizione di salute: quello è il gesto che vorrei vedere fotografato e messo in prima pagina sui giornali.

Perché in tutta questa storia, in tutto questo finto buonismo e attivismo per aiutare i terremotati, gli immigrati, i rifugiati, gli sfigati di mezzo mondo, ci dev’essere necessariamente una buona parte di persone che opera per pura ipocrisia, se poi un Travis finisce sui giornali per essersi seduto a tavola.

Perché in tutta questa storia, a ben vedere, i diversi siamo noi.