Cartarifrangente

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Per chi non avesse seguito la mia diretta Facebook, vi racconto una delle mie ultime mattine.

Cominciamo dalla notte prima. Che più che notte, è stata nottata.

Non avevo dormito e avevo il colon molto irritabile. E non solo quello.

Arrivo in cucina con la giovialità di un polipo lesso (a fette), e sento mugugnare alle mie spalle: è Ivan Drago, alias la mia principessa di 4 anni, che deve soffrire del disturbo dissociativo di personalità, temo.

Ogni tanto si sveglia così, con la luna non storta, ma capovolta. Mi urla

“FAMMI IL LATTEEEEEEH”.

“Certo amore, subito amore”.

“NON CI STANNO I BISCOTTHEEEEE”

“Hai ragione, scusa a papà, ecco i biscottini”

“NO QUESTIIIIH MA GLI ALTREEEEHI”

“Okay, ecco i frollini allora”

“NO HO DETTO GLI ALTRIIII”

“Ma quali?”

E con il dito, proprio come si farebbe con uno schiavo che non parla la tua superiore lingua, ha indicato “gli altri” biscotti (erano gli stessi… ma altri, da pescare nel medesimo pacco da cui avevo pescato io…).

Le metto il pacco davanti e le dico, cominciando a perdere un certo grado di serenità, che può sceglierli da lei.

Mentre sorseggio il mio caffè extra-strong, qualcosa si muove dentro, e non è un bastimento. Insomma mi assale il tipico squaraus mattutino post-latte-e-caffè (e sigaretta, un tempo, ma ora non più).

Mia moglie se la ronfa insieme al piccolino, per cui mi toccherà cagare con la porta aperta per controllare “tempesta” (questo uno dei tanti nomignoli di principessa, insieme a “scintilla”).

Prima di andare, son riuscito a vestirla con contorcimenti particolari perchè non voleva mollare il pupazzo che aveva in mano e ho dovuto farle cambiar mano 3 volte per infilarle canottiera, camicia, maglia. Devo fare presto, rimangono 15 minuti di cui 10 mi servono per il tragitto scuola-asilo.

Finalmente guadagno la tazza, ma con uno spiraglio di porta, non proprio spalancata che pare brutto, ed è così, non c’è nulla di cui meravigliarsi perchè diventare genitore vuol dire abdicare al diritto di chiudere la porta all’atto di cagare.

Sono lì che la guardo, lei esce dalla visuale e io mi inclino su un bordo della tazza per sbirciare, e mi parte un concerto per strumenti a fiato (e fieto).

I miasmi si spandono con mia grande soddisfazione; ora, non fate quella faccia, sappiamo tutti che l’unica merda che puzza è quella degli altri.

Comunque, s’era infittita la nebbia nel bagno, non ci vedevo quasi più e per fortuna dal Nebraska (così chiamato perchè c’è tanta nebbia) avevo portato a casa la cartarifrangente, un particolare tipo di carta igienica che ha delle fluorescenze che aiutano a cercarla nel buio o tra le nebbie del Nebbiaska (fanno anche un eccellente vino lì, il Nebbriolo).

Perchè mentre sei sulla tazza non puoi sbagliare, ci sono Stati tipo l’Alabama che ha introdotto l’obbligo di tenere in casa rotoli con fendinebbia.

Non puoi sbagliare e prendere la vestaglia di tua moglie, pare brutto.

Dunque ero lì che ancora però eseguivo dei pliè interiori, quando vedo un’ombra chiara passare rapida davanti la porta. Dopo pochi secondi, eccola ricomparire.

Non mi capacito, pare un angelo.

Poi si ferma finalmente: è mia figlia.

Ivan Drago.

COMPLETAMENTE, FOTTUTAMENTE, IRRESPONSABILMENTE NUDA.

Io non posso ancora alzarmi e le sbraito di vestirsi, e le chiedo perché abbia fatto una cosa così. Che domanda stupida, la mia: per quale motivo vuoi che una bimba di 4 anni faccia qualcosa? Perchè le va!

Gliela avrei anche perdonata, ma quel che è successo dopo no.

Mi ha guardato con odio autentico, si è voltata, mi ha dato le spalle, si è accovacciata e davanti ai miei occhi increduli ha cagato sul parquet.

Meno male che non è di quelli troppo chiari…

 

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