Storia di Natale

zzzzzzzzzzzzzzzzzzz [Foto Personale]

Vieni qui, che papino tuo ti racconta una storia.

C’era un uomo piccino, che aveva sempre vissuto respiri piccini, in una città piccina, tra gente piccina.

Un giorno scrisse un libro piccino, niente di importante per gli altri, anche se lui, l’uomo piccino, aveva sogni grandi e molti erano puntati dritti su quel libricino piccino.

Un giorno, non si sa come, una vecchina si rivolse all’uomo piccino, piangendo.

Disse che la fiaba scritta dall’uomo piccino le interessava tanto, ma che non aveva una carta di credito e, quindi, non sarebbe mai riuscita ad averlo, nonostante volesse a tutti i costi averne due copie da regalare e una da leggere.

L’uomo piccino era sicuro che la vecchina non avrebbe mai accettato una proposta bislacca che gli saltò in mente, ma si sentiva il cuore ribollire per lo struggimento della vecchina e per la sua condizione che le impediva di togliersi una qualsiasi voglia su internet. Intuì anche che non doveva passarsela affatto bene, visto che, da quel che disse la vecchina, il marito di lei le aveva proibito di comperare più di due copie. In realtà a lei ne servivano tre, avendo due amiche con cui ogni settimana condivideva le letture e non potendo regalarne una copia all’una e non all’altra. Decise quindi che, semmai fosse riuscita in qualche modo, le avrebbe regalate entrambe e magari poi avrebbe chiesto di ottenerla in prestito.

L’uomo piccino avanzò la sua proposta: “Tu”, disse alla vecchina “Tu mandami un bonifico, io userò la mia carta di credito al posto tuo, mettendo il tuo indirizzo anziché il mio e così avrai le tue copie visto che ci tieni tanto”.

Dopo due ore il bonifico era partito dal conto corrente di una perfetta sconosciuta, al conto dell’uomo piccino. Che in vita sua aveva avuto a che fare con migliaia di persone nel mondo dei mondi che è internet, e non aveva mai rivelato a nessuno il suo nome e cognome, forse giusto a due tre persone e, sicuramente, questo è certo, mai e poi mai aveva dato a nessuno i suoi dati bancari, neppure una sola persona poteva dire di averli mai avuti, neppure tra i suoi più intimi amici, figuriamoci una perfetta sconosciuta.

Ma questa volta aveva voluto fare un’eccezione.

Perché, per quelle strane ragioni del cuore che la ragione non comprende, si è sentito toccato dai racconti sinceri della vecchina.

E così per Natale la vecchina ebbe le sue copie. Forse anche una in più, ma poco conta, ebbe le sue copie. E fu così sollevata dall’apprendere che non era stata frodata, come all’inizio aveva temuto, nonostante poi avesse acconsentito ugualmente a trasferire i soldi.

E questa, papino, è una bella storia di Natale, non credi?

“Papino, non mi hai detto una cosa”.

“Che cosa?”

“Come si chiamava l’omino piccino piccino di questa fiaba?”

“E’ il tuo papà quell’omino. E questa non è una fiaba, ma una storia vera”.


La “vecchina” ha letto il mio post e mi ha risposto così via mail (la prima è una sua foto vera):

Solo per dirti che non sono così vecchina

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ma così…

vecchina