I love shopping (tua sorella)

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Sto sperimentando uno strano fenomeno.

La mia smania di shopping sta raggiungendo livelli da autentica donna.

Per cominciare, ormai io non ho più gusti alimentari, ma gusti promozionali.

Ogni volta che vado al supermercato faccio training autoctono, e mi ripeto mantramente: ho bisogno solo di latte, pane, carne, pesce e formaggi, ho bisogno solo di latte, pane, carne, pesce e formaggi, lattepanecarnepescieefor-mag-gi.

Poi alla cassa piazzo sul nastro: Peroni a limone, limoni a peroni, latte di soia senza latte, hamburger senza carne, fazzoletti di carta delle isole vergini, sushi condito con sale rosa dell’Himalaya, 3×2 boccioni da 18 litri di detersivo liquido per lavastoviglie che poi devo comprare (oltre alla lavastoviglie, che non ho) anche una busta della spesa in cemento armato con rinforzi al titanio per infilarceli dentro, pacco “armageddon” di pannolini taglia 24 kg che sia mai che col conto che arriva mi cago addosso, biscotti anni ’80 che manco Fonzies se li mangerebbe, secchi come il culo di un cammello (morto e sepolto), e insomma ogni altro prodotto che io abbia incontrato sul mio cammino e che sia offerto in 3×2, 4+1, il primo a 9.99 il secondo a 0.1, ecc.

Ho sviluppato una visione periferica che fa invidia alle donne: individuo in un nanosecondo, su uno scaffale di duecento metri, il punto esatto in cui c’è il cartellino “prezzo più basso”: sono capace di togliere il bastone ad una vecchina che si avvia in quella direzione, di sciogliere il collare al cane di un cieco, di dare un pugno nel pancione di una donna in-cinta, se necessario ad avere l’ultimo “prezzo più basso”.

Compro persino gli assorbenti, se sono in offerta.

Me ne frego della mia allergia ai latticini, se la mozzarella ha un -40%.

Se ci sono offerte riservate ai titolari di carta, lascio il carrello in una corsia (legato però con un lucchetto, che i due euro si sa, te li fottono in un lampo, ho visto gente che si sentiva male, salire sull’ambulanza avvinghiata al carrello), salto i cancelli d’ingresso e mi fiondo al punto informazioni per sapere come ottenerla. Il punto è che me le perdo sempre, e credo di avere diciotto tessere Fidaty (Esselunga), quattrocento carte payback, e non so più quali altre, col risultato che non prendo mai un regalo manco a morire.

Ogni euro risparmiato, comunque, è un euro guadagnato, e non ho mai capito com’è che quando arrivo alla cassa la cassiera non mi porge, come mi aspetto sempre, una busta con dei soldi dentro.

Sono sempre io a dover cagare il grano. Mah.