Il pranzo tra blogger

Di seguito il verbale fedele di un pranzo tra blogger anonimi.

Interpreti

chiediloamanu nei panni de Lozzì (unica donna che interpreta ruolo maschile…)

Cippe’s e Colpoditacco nei panni de Anastasia e Genoveffa – le zie vedove, maligne e malelingue

Lucidastellina nei cenci ehm panni di Cenerentola – la sorella buona (e prigioniera) di Anastasia e Genoveffa

gigifaggella nella tonaca o veste de O’ Presidè – lo zio, che poi zio non è, che è stato così ribattezzato per aver svolto le funzioni di giudice di pace onorario (giudice che poi giudice non è), dopodiché ha assunto la sgradevole tendenza a darsi arie da gran togato

niphus nei panni di Megamind – il figlio di Anastasia, grande cervello e zero cuore

DAVEBRICK detto il pinza nei panni di Minimind – il figlio di Genoveffa, zero cervello e zero cuore

brum nei panni lerci di Zio Mario – uomo i cui ormoni vivono in un’eterna primavera adolescenziale

signorina s. nei panni de Zia Maria – moglie di Zio Mario

Equilibrista squilibrato NEI PANNI DE Fratello-LO

INTEMPESTIVOVIANDANTE NEI PANNI DI UNA COMPARSA CHE FA UNA SCOMPARSA

suzieq11 nei panni de Cognata-LA

MISS-STRESSO NELLA MINIGONNA DI Lucrezia l’Orgia – sorella di Cognata-LA, gnocca del quarto grado della scala Mercalli

ySINGRINUS NELLA TUNICA DEL Prete – comparsa che compare ogni anno ALLA VIGILIA NATALE puntuale ad ora di cena per la benedizione, e CON DISCUSSIONI CONCENTRICHE VA SEMPRE AD APPRODARE ALLA colletta per il tetto nuovo, che ormai è diventato vecchissimo prima ancora di esser costruito ex-nuovo


Cenerentola: “Ragazzi è pronto, a tavola su su che così diciamo una preghierina prima”

Lozzì: “Ncè sta na sedia de la cucina? Ste sedie de lu salone n’ li pozz suppurtà”

Io: “Megamind vai in cucina a prendere una sedia di paglia allozzì”

Zio Mario: “Ma Lucrezia non viene?”

Cenerentola: “Zio ti preoccupi sempre di tutti, come sei buono…si, viene, diremo una preghierina pure per lei”

Zia Maria: “E a te che te ne frega se viene o no quella sgallettata?”

Megamind: “Minimind vai tu a prendere la sedia allozzì, io devo andare alla rosticceria delle cazzate”

Minimind: “Avvocà lozzì l’ha chiesto a te, vacci tu”

Genoveffa: “Ueeeeee, ve vulete sedè? La pasta se fa fredd e se fa nu schif”

Megamind: “A zì, tanto la pasta tua, calda o fredda, sempre una chiavica è”

Io: “Megamind hai già trovato un ALTRO avvocato che ti scrive quella lettera di disdetta?”

Megamind: “Lozzì aspè vado io a prenderti lassedia”

Anastasia: “Me stet’ a ffà mmattì, meh, ve vulete sede? Sting a cucinà da iersèra, mo’ se fa tutt nu schif…megamind…ndundì’ ndò stì’…”

Genoveffa: “MEGAMAAAIND, MEGAMAAAIND, ANDO STAAAIIND?”

O’ Presidè: “ORDINE!”

Zio Mario: “Dobbiamo aspettare a Lucrezia l’Orgia, sennò io non mi siedo, per rispetto”

Zia Maria: “Tu mo’ ti siedi su una sedia a rotelle e ci rimani, se non la finisci”

In realtà Zio Mario cerca sempre di sedersi di fronte a Lucrezia che, notoriamente, instilla nel prossimo tre domande: 1) ha un topless al contrario o si è solo dimenticata di indossare il pezzo di sotto del vestito?; 2) sarà improvvisamente finita la lana a chi le ha cucito la gonnellina?; 3) non sente freddo alle ovaie?.

Minimind: “ZiòMà, tu a Lucrezia ce le daresti due botte, dì la verità”

Zio Mario: “Neh ma tu che dici, quella potrebbe essere mia figlia!”

Zia Maria: “Tua nipote…”

Megamind: “Ziomà quella “tua figlia” mi ha detto che con te un pensierino ‘ncelo farebbi”

Zio Mario: “quando te lo ha detto? come sto con ‘stà camicia? Ma vero fai?”

Zia Maria, allungando un ceffone sulla nuca di Zio Mario: “Finiscila!”

Megamind: “Quant’è vera la Madonna”

Minimind: “Ma se tu sei adio, che giuri sulla Madonna”

Fratello-lo: “Si dice ateo, non adio, non simuliamo voli pindarici eh”

Minimind: “Ma Megamind non crede in Dio, mica in Teo”

O’ Presidè: “Ordine! ORDINE! perdio!”

Lozzì: “Meh, quann arriv’ ‘sta seggia?”

Cenerentola: “Ti ringraziamo o Signore…”

Megamind: “…se ti porti a Cenerentola con te, ti ringraziamo si, Signore”

Fratello-LO: “Megamind ti ho sentito”

Megamind: “Fatti i cazzi tuoi”

O’ Presidè: “ORDINE! ORDINE! ORDINE! o faccio sgomberare la sala”

Lozzì: “Presidè te vu sta zitt nu poc?”

Io: “PA’, PAAAA’, PAPAAAA’”

Mio padre: “Che ti urli, sto qua”

Io: “Dài sediamoci”

Lozzì: “I steng ancor’ a ‘spettà la sseggia, che t’ puzza virgugnà”

Megamind: “Tiè lozzì, eccoti lassedia”

Io: “zioma’ st’anno a natale peffavore non regalarmi un’altra lapide, eh, sto gia’ a posto per l’eternita’”

Zio Mario: “Tu sfottimi sempre per quel regalo, un giorno mi ringrazierai”

Io: “Ziomà speriamo che ti ringrazi quanto più tardi è possibile….”

O Presidè: “ORDINE! ORDINE! ORDINE IN SALA! SI MANGIA!”

Entra Lucrezia l’Orgia, e in sala cala un silenzio tale che è possibile sentire i microbi respirare.

Il Presidente crede che il silenzio sia dovuto al suo “ORDINE!” e si impettisce tutto.

Ha un occhio nero (Lucrezia, non il Presidè).

Zio Mario: “Lucrezia! Che hai fatto all’occhio, sembri un panda?”

Megamind: “Per sembrare un panda dovrebbe avere anche l’altro occhio nero. Forse se continua a vestirsi così, per capodanno ce la può fare…”

Fratello-lo: “Mega, insieme all’agnello ci metto le tue gengive sulla brace, se non la smetti”

Genoveffa: “Eh si, Lucrezia, che è stato? Siediti, vieni qui…”

Anastasia: “Queste sono le cattive frequentazioni….”

Zio Mario: “La lasciate parlare?”

Lucrezia: “Ho sbattuto contro uno sportello della credenza, sapete, di notte, cercavo il latte, a tentoni”

Megamind: “Ma il latte non va nel frigo?”

Minimind: “Quello a lunga conservazione no”

Megamind: “Dopo che lo apri pure quello va nel frigo”

Lozzì: “Meh viè qua ca ce mettem sopr’ du fett de patate e vid ca pass tutt cos”

Lucrezia: “Mi aspettavate da tanto?”

Megamind: “Zio Mario erano dodici mesi che ti aspettava…”

Zio Mario: “Avete notato che l’avvocà, quello è diventato milanese, mo’ parla tutto difficile, basta che si mette la sciarpa si sente tutto lui si sente…”

Io: “Ziomà, perché, mo’ se uno si mette la sciarpa è milanese? e poi sto a mezze maniche…”

Genoveffa: “Eh avvoca’ però come te la metti tu, si, un poco milanese ci è”

Zio Mario: “Ha fatto i soldi, si sente il gallo sopra la munnezza”

Io: “Ziomà io mi sento gallo sotto la munnezza…”.

Altro silenzio, in cui si può sentire non solo il respiro ma anche il battito cardiaco dei microbi. A tendere l’orecchio, si sarebbe potuto sentire persino il ruotare degli elettroni.

O Presidè: “ORDINE O VI FACCIO ESPELLERE TUTTI!”.

Minimind: “O Presidè si crede Mosè, mo’ ci ordina di salire tutti sull’arca”

Megamind: “Ma Mose’ faceva il falegname?”

Cenerentola: “Ragazzi ma Mose’ era quello del Mar Rosso, quello dell’arca era Noè”

Megamind: “E’ Mos’è o non è Mos’è, è Noè o no(n)è Noè, alla fine quello dell’arca lavorava allo zoo, sennò come li metteva insieme tutti quegli animali?”

Cognatala: “Avvo con quella barba sembri bello e impossibile”

Megamind: “A me sembra che è impossibile che e’ bello…”

Io: “Ha parlato Raz de Cani”

Cognata-la: “Come sempre fuori dal coro tu, eh”

O’ Presidè: “ORDINE! ORDINE! ORDINE!

Megamind: “Ziomà se cade Renzi a chi voti ‘sto giro?”

Zio Mario: “A Berlusconi”

Minimind: “Ma quello ruba, si fa le leggi per rubare, và a minorenni, compra i senatori, corrompe i giudici, fa le corna, aumenta le tasse…”

Zio Mario: “Questo è FALSO! Non ha aumentato le tasse per tutti, mancopessogno! Le ha aumentate solo per chi le paga, ma in Italia sono in pochissimi a pagarle, per tutti gli altri – e sono la maggioranza – non ha fatto niente, non è cambiato proprio niente”

Megamind: “E appunto! Il suo è stato il governo del fare….schifo!”

Zio Mario: “Proprio per questo lo voto. Una volta che trovo uno peggio di me, ti pare che non gli devo solidarietà e il mio voto? Secondo te perché milioni di persone guardano al Grande Fratello?”

Minimind: “Perché sperano di vedere una trombatina in diretta?”

Zio Mario: “Macchè, perché si consolano sapendo che c’è gente peggiore di loro”

Il Prete: “E’ permesso?”

Tutti in coro: “Entrate, entrate”.

Non so perché, ma le gocce d’acqua santa finite sulla testa di Zio Mario e Megamind sono evaporate in uno sbuffo.

Quanto a me, il prete, dopo essersi aggiornato sul mio stato coniugale e lavorativo, mi ha fatto lo shampoo.

Su Cenerentola le gocce d’acqua si sono illuminate.

Su Lozzì hanno assunto viscosità, si sono tramutate in gocce d’olio e lui le ha subito messe in un barattolo con le salgicce.

Su Anastasia e Genoveffa alle gocce ci sono venuti i capelli bianchi e si sono messe a piangere, ci scendevano certe lacrime a quelle gocce che facevano tenerezza.

Sul Presidè le gocce sono diventate inchiostro, lui ci ha intinto la sua Mont-blanc e ha steso un verbale del pranzo.

Le ultime gocce sono finite sul seno di Lucrezia Orgia. E si sono tramutate in sguardi lascivi di Zio Mario.

E pure il prete, secondo me, proprio proprio contento del suo voto di castità non dev’essere stato in quel momento. A pensarci bene nemmeno io, che seguo l’esempio del prete quanto a castità, senza però aver mai votato a favore.

Non so come, ma ad un certo punto abbiamo finalmente cominciato a mangiare.

E da allora ancora non abbiamo smesso.