Per chi ha voglia di piangere

Trovo questo video straordinario.

Per ovvi motivi di solidarietà e di immedesimazione, il papà di questo video mi ha fatto commuovere in modo oserei dire poco dignitoso.

Lacrime da sbucciamento di cipolle per un reggimento intero (di cinesi).

Quel momento in cui abbandona il suo tutore per fare gli ultimi metri DA SOLO, lui e l’urlo della folla, quel momento di eroismo, mentre il papà lo segue da dietro come un angelo custode, e vede il figlio cadere, non un figlio qualsiasi, ma un figlioletto di 8 anni affetto da paralisi cerebrale, lo vede cadere e non muove un dito per alzarlo, per soccorrerlo, e tu lì per lì pensi guarda che stronzo, a te viene voglia di alzarti anche se sai che è un video, mica puoi davvero aiutarlo tu, ma il piccolo si rialza e continua verso il traguardo, e tu fai il tifo, è inevitabile, non puoi farne a meno, e lui ricade, e stavolta non ce la può fare a rialzarsi, è caduto tuffandosi in avanti, non ha più forze, tu salti sulla sedia e bestemmi e pensi AIUTALO AIUTALO AIUTALO che è stremato, il triathlon per un bimbo di 8 anni con paralisi cerebrale, porcamiseria, che ti è saltato in mente a te, papà, è troppo, AIUTALO, AIUTALO, AIUTALO, ALZALO, ma niente, il padre aspetta, il fotografo non sa neppure se sia il caso di intervenire lui o continuare a scattare, e allora il piccolo si puntella sulle braccine esili, gracili, due grissini snodabili, si rialza e porcaputtana se non taglia da solo quel traguardo.

E quell’abbraccio.

E quelle lacrime del papà che sono di tutti i papà (ma anche le mamme) del mondo.

Se siete dei papà, prima di pigiare play, procuratevi un pacco scorta di kleenex.

Lo stesso vale per le mamme 1, donne che non siano né mamme né papà2, e insomma: per chiunque abbia un cuore nel petto che batte come Unieuro (forte, sempre).