Mamma ho perso la password

Ho una pessima… non ricordo, okay?

Ah, sì, memoria.

Ho una pessima memoria, bisogna darmi credito, non come la mia  banca.

Dimentico le password con una certa facilità. Del resto ne ho almeno qualche dozzina (di dozzina, si intende).

Amazon, YouTube, WordPress, Gmail, Inps, Agenzia delle Rapine, Iniquitalia, Pc casa, Pc Ufficio, Ipad, e potrei continuare.

Di recente ho dovuto compilare il mio 730. L’amico sosia di Mr. Bean (non il marito di Mrs. Bean, eh, ma quello con l’ego ad elio) aveva lanciato roboanti annunci persino su Marte circa il famigerato 730 precompilato. E quindi ero felice come una mosca nella merda fino al collo (vedete quanto la felicità sia tutta questione di punti di vista), anche se le mosche non hanno il collo, quando mi accingevo giorni addietro ad avvalermi dell’insostituibile aiuto del Fisco Italiano (ci vuole un Fisco Bestiale, cantava Carboni, per pagare tutto sto mare di tasse).

Dico a mia moglie di non passarmi nessuna telefonata, mi siedo al pc, sollevo i polsi in segno di preparazione, e poi calo come una mannaia sui tasti.

Destinazione: Agenzia delle Rapine.

Per entrare devo inserire le credenziali. Uhm. Proviamo con la solita password. Niente. Proviamo con l’altra solita password. Nulla. Aspetta! Mi ero segnato la password sul cellulare. Vediamo. Come l’avrò registrata? Ah sì, ecco qui. Provo la password che ho recuperato sulla rubrica, ma niente. Ah già, ogni tanto ci cambio il numero finale e salgo progressivamente dal 1 in su. Riprovo con passwordSolita1. Nisba. Passwordsolita2, ma de che. Arrivo a Passwordsolita123  e capisco che non è la via giusta. Un lampo di genio e di euforia autocompiaciuta mi sconquassa: ma posso entrare anche con le credenziali INPS!

Metto le credenziali INPS. E la user, quale cacchio sarà? Boh. Recupero la User dalla rubrica, ma anche questa password non funge. Ma io sono furbo, mica no, quindi mi fiondo sul programmino che ho installato per ricordare le password (Lastpass.com). Anche lì, ovviamente, ci vuole una password e una user. Metto l’ultima che ricordo. Nisba. Allora penso sia il caso di far partire la procedura di recupero password. Bene, la nuova password mi verrà spedita all’account email specificato in fase di apertura. Bene. Benissimo. E QUALE CACCHIO E’ QUESTA MAIL? Provo su una gmail che uso di solito per registrarmi. Anche lì, ci vuole una password. Che ho dimenticato. Riparto con la seconda procedura di recupero. Mi chiede una domanda segreta. E bravo, se è segreta, io che ne so la risposta? Qual è il tuo migliore amico d’infanzia! E cu cazz che ma ricord! Mnagg la maiell!

Dopo innumerevoli tentativi e aver elencato tutta la classe, scopro che avevo messo come risposta il nome di un amico immaginario. Bah.

Entro, recupero la nuova password del programma ricorda-password. Faccio finalmente login. Vado a vedere la password dell’INPS e la trovo! YUPPIE!

Con il cuore in gola, torno sul sito dell’Agenzia delle Estorsionate, e inserisco i dati INPS. Niente! Non ho aggiornato la password sul programma salva-password. Eh sì, perché le password non solo devono essere di 180 caratteri, contenere numeri, minuscole, maiuscole, onciali greche, simboli e pernacchi, ma per quanto SCADONO ogni tot.

Parto con la procedura di recupero che volevo proprio evitare. Procedo e il sistema mi avvisa che mi manderà un PIN di SEDICI caratteri (manco la CIA avesse voglia di entrare a farsi i cazzi miei sul mio profilo INPS…), di cui otto li manderà su una mail, altri otto su un’altra.

Bene, non mi resta che entrare nei due indirizzi mail forniti all’INPS. Entro in uno e miracolosamente non devo recuperare la password: era salvata nel pc. Nell’altro account, invece, la cosa si complica. Altro giro di recupero password, alla fine ottengo l’AGOGNATO PIN.

Entro nel sito dell’INPS. Una volta dentro mi accorgo che io NON volevo e non dovevo entrare nell’INPS, ma nel sito dell’Agenzia delle Scudisciate, per cui faccio logoff e mi reco al sito giusto.

Faccio Login. ALLELUJA. Scarico il 730 precompilato. Che poi, tra parentesi, anzi senza (ma anche no), pre-compilato… dentro ci hanno scritto come mi chiamo, dove cavolo abito e che codice fiscale ho, informazioni che avrò detto in almeno un miliardo di documenti, persino Amazon lo sa. Ma almeno le spese sanitarie, penso, è molto bello che siano già qui, gli scontrini della farmacia sono tutte ad inchiostro antipaticissimo, sono illeggibili già quando arrivi a casa, figuriamoci dopo un anno di gita nel mio portafogli. Vado a vedere… DODICI euro di spese mediche.

Ma sai che c’è? Ma vaffanCud và và!