Michelangelo era uno scultore di me…diocre virtù

Io faccio l’avvocato.

Direi che i più arguti tra di voi l’avranno arguito (essendo arguti che manco Manuela) dal mio nickname.

E quando mi chiedono se ci faccio o ci sono, io rispondo sempre la prima.

Non sono un avvocato ma ci faccio, ecco.

E quando fai l’avvocato hai – è purtroppo pressoché inevitabile in Italia, un po’ meno in UK ma non posso stare qui a spiegarvi la differenza tra un barrister e un sollicitor perché se non ve ne foste accorti siamo in una incidentale – a che fare coi clienti.

E i clienti sono propensi agli ossimori.

Benché spesso ignorino che trattasi di figure retoriche consistenti nell’accostare due morfemi di significato opposto o fortemente antitetico.

Del tipo:

– Un contratto non vincolante;

– Una risposta specifica ma non dettagliata;

– Un’amichevole diffida;

– Mettiamoglielo al culo ma morbido;

– Una cazzo di figa (anche se di recente tale espressione non è più tanto ossimorica…).

Poi ti credo io che i nostri lavori sono paraculi.

Sfido chiunque a fornire una risposta chiara e netta e univoca ad un cliente che chiede di redigere una diffida per la sua banca che sia dura ma amichevole, non si sa mai che la banca decida di chiudere i rubinetti, una letteraccia che evidenzi i comportamenti truffaldini subiti dal cliente ma senza dare del truffatore al destinatario, una e-mail che minacci un amichevole contenzioso.

Non a caso la maggior parte degli atti di citazione li si redige avendo come obiettivo la chiusura “bonaria” della vertenza e la conseguente rinuncia del giudizio che si va ad instaurare.

Un po’ come dire che si punta un cannone su una zanzara per rappacificarsi con essa (meglio una ciabatta, ad ogni modo, danneggia un po’ meno il muro nel caso in cui si decida di interrompere le trattative), o che si inizia a scopare per raggiungere la verginità.

Ecco, ora gran parte della cattiva fama che ci portiamo addosso noi avvocati, e gli avvocati d’affari in particolare, è colpa del Manzoni.

Con il suo dottor (aridaglie!) Azzecca-garbugli ci ha diffamato sempiternamente.

Sto disgraziato!

Ecco uno dei passi (Capitolo III) de I Promessi Sposi che più ha contribuito a questa diffamazione oltre lo spazio e il tempo:

Chi dice le bugie al dottore, vedete figliuolo, è uno sciocco che dirà la verità al giudice. All’avvocato bisogna raccontar le cose chiare: a noi tocca poi a imbrogliarle”.

Ma nessun cliente ha mai letto Manzoni, purtroppo.

E così all’avvocato il cliente racconta sempre un’accozzaglia di bugie, visioni personali, fatti incompleti ed imbrogliati, e poi tocca sempre render chiaro ciò che è oscuro.

Noi non imbrogliamo proprio niente!

E’ chiaro che a domanda sbagliata segue risposta che è corretta rispetto alla domanda sbagliata, ma sbagliata rispetto all’ipotetica domanda corretta (che rimane negli imperscrutabili anditi dell’animo (de li mortaci…) del cliente).

Un cliente giorni fa mi ha chiesto: “se regalo dei soldi a mio figlio per l’acquisto di un immobile, secondo lei si può dire che ho donato indirettamente l’immobile?”.

Ed io “Ovviamente si, c’è giurisprudenza copiosa in tal senso”.

In seguito ho scoperto che i soldi al figlio glieli “regalava” perché costretto da sentenza di condanna…

Non c’è da meravigliarsi se poi dalle nostre penne (meglio, dai nostri notebook) escono fuori diffide amichevoli, suppliche arroganti, contratti non vincolanti, lettere di intenti non intenzionali, pareri senza opinioni, spiegazioni inspiegabili.

Perché il “materiale” grezzo che ci viene fornito dai clienti per le nostre “sculture” giuridiche è scadente.

E’ un po’ come se nei magazzini dell’Opera del Duomo di Firenze ci fosse stato un enorme blocco di merda secca.

Il genio di Michelangelo certo avrebbe escogitato qualcos’altro oltre a spostare il peso del David su una gamba.

Ma Michelangelo sarebbe pur sempre passato alla storia come uno scultore di med…ia bravura.

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