Mia nonna in conference

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“Stella della nonna, che sono le congelenz colle… surgelati?”

“Ma no, le CONFERENCE CALL sono telefonate multiple; a volte capita che più di due persone, che si trovano in posti distanti, debbano assolutamente parlarsi tutte insieme…”

“Eh a nonna, ma non ti ho insegnato le buone maniere? Se si parla tutti insieme non si capisce niente”

“Ma no, tutti insieme vuol dire che partecipiamo tutti alla stessa telefonata, ma parliamo uno alla volta”

“E non potete vedervi a casa di uno? Se a casa tua non hai spazio potete venire da me, che vi preparo pure le tracchiulelle a ragù

“Ma no, nonna, sono chiamate di lavoro, e non possiamo mica vederci tutti, chi sta a Milano, chi a Roma, chi a New York, l’unico modo è chiamare tutti uno stesso numero”

“Ma se chiamate tutti lo stesso numero, dopo il primo che chiama, non trovate tutti occupato?”

“Ma no! Si tratta di un numero speciale, risponde da solo a tutti e ci mette in comunicazione”

“Oh, bello, bello, mi fai provare?”

E fu così che prima di Pasqua prenotai il numero d’ufficio per fare una conference con mia nonna e mia madre.

Ovviamente bisogna prenotare il “numero” per evitare che qualche altro collega che non c’entra nulla con la pratica si connetta alla stessa conference: il numero da comporre è infatti sempre lo stesso e viene utilizzato da tutti gli appartenenti ad un certo gruppo (unitamente ad un pin di accesso).

All’inizio della conference la nonna non aveva compreso bene la faccenda.

“Ciao Avvo, sono la mamma!”

“Avvo ma la mamma come mai è da te? Quando è partita per Torino?”

“Nonna ma mamma non sta qui”

“Perché non mi ha detto che veniva da te, ti mandavo due biscotti”

“Nonna, mamma è a casa sua, vero Mà?”

“Sì, sì, sono a casa”

“Ah, già sei tornata?”

“Ma non è MAI partita la mamma, nonna!”

“Ma l’ho sentita lì da te due secondi fa…”

Dopo varie discussioni, convinta mia nonna del fatto che mamma stesse parlando dal suo telefono, ho poi chiuso la conference.

Ieri, rientrato a lavoro, ho partecipato ad un’altra conference, questa volta con clienti diciamo di “standing”, amministratori plenipotenziari, banchieri influenti, persino un paio di religiosi eminenti.

A metà conference, si è sentito il classico “bliiin” che preannuncia l’entrata di un nuovo partecipante alla conference.

Dopodichè è partito un annuncio che mi ha gelato il sangue: “La nonna di avvocatolo – è entrata in conference”.

Un silenzio ottundente è calato saturando le cornette di tutti.

Ho stretto i denti e aguzzato l’udito.

Nessuno fiatava.

Ho capito al volo la drammaticità della situazione: mia nonna aveva richiamato il numero che le avevo fornito giorni addietro, forse voleva farmi una “congelenz coll” a sorpresa.

Decido di ignorarla, non ho altra scelta, prendo la parola e continuo a discutere del deterioramento dei parametri finanziari della controparte.

Dopo trenta secondi inizio a rilassarmi, penso che forse la nonna non avendo capito nulla di quello che sto dicendo avrà riattaccato.

Anche se il dubbio mi ha attanagliato: quando qualcuno esce dalla conference il sistema annuncia la sua uscita, mentre io non ho sentito nessun “la nonna di avvocatolo – ha lasciato la conference”.

Dopo altri trenta secondi sono ormai sicuro che la nonna non sia più connessa.

In quel preciso istante si sente un colpo artificioso di tosse e le seguenti gracchianti parole:

“Avvocà ma mi vuoi far parlare? Ma niente ti ho insegnato? Sei uno screanzato! Ecco, zitto, bravo, volevo chiederti… ma un altro nipotino quando ce lo fai alla nonna?”

Mi scuso con gli amministratori plenipotenziari, i banchieri influenti e persino con un paio di religiosi eminenti in conference e prometto loro che risolvo l’inconveniente in un attimo.

Quindi, mentendo spudoratamente, dico:

“Nonna, non so chi ti abbia dato questo numero, ma sono al lavoro, ci sono al telefono altre persone, attacca subito”

“Ma se me l’hai dato tu il numero! Eh no, eh, eh no, le bugie non si dicono a nonna, e poi sono due giorni che ti chiamo a questo numero e ogni volta la gente mi tratta male e mi chiede chi sono io e io ci rispondo ma chi cazzo siete voi che rispondete al numero di avvocatolo e nessuno mai mi fa parlare con te, ora che ti ho beccato mi stai a sentire, la nonna ti capisce se hai un problema, diccelo alla nonna, perché non mi fai un nipotino? Sei impotente?”

“Nonna che vai blaterando… attacca!”

“Chi è tutta quella gente che rispondeva nei giorni scorsi? Ma pure nel week-end stanno a casa tua? Hai problemi al pipino?

“NONNAAAA!!”

“Eh, che è, ti scandalizzi se parlo del tuo pipino? Sai quante volte la nonna te l’ha lavato? Eh? Che ti sei scordato?”

“Nonna preferirei che non parlassi del mio “pipino” chiamandolo “pipino”, ora per favore attacchi?”

“E quanto sei antico, al giorno d’oggi pure se non hai il pipino che funziona mica è un problema, affittati un pene a ore, un pene ora-le, no?”

“Nonna non so cosa sia un pene orale ma ti scongiuro attacca”

Si cominciano a sentire risate trattenute.

“Tutto ti deve insegnare la nonna, il pene orale è…”

“Nonna non ho intenzione di affittare un pene né orale né scritto, mi stai mettendo in imbarazzo, ATTACCA CAZZO!”

“Eh stella della nonna non ti arrabbiare, se non c’hai i soldi te lo affitto io, anzi sai che faccio? Mo’ metto un annuncio su ebay “AAA cercasi pene in affitto, max 1.000 Euro, contratto di nove minuti, comprese spese condom-iniali”.

E fu così che amministratori plenipotenziari, banchieri influenti e persino un paio di religiosi eminenti, in un pigro e umidiccio lunedì di Aprile, scoppiarono in un applauso corale, perdettero ogni ritegno e trascorsero due ore a chiacchierare – in otto lingue differenti – con mia nonna, ricevendone in cambio un invito a casa sua per degustare i suoi biscotti e le tracchiulelle al ragù.

Poi, finalmente, mia nonna si è scusata con tutti informando loro che quella puntata di Forum che stava per andare in onda non poteva perderla, ma che erano così simpatici che se volevano li avrebbe richiamati più tardi.

A questo punto ero madido di sudore e vergogna, purtuttavia ho pensato che sarebbe potuto andare peggio, quando mia nonna si è sentita in dovere di aggiungere:

“Eh, sia chiaro a tutti, io lo chiamo “pipino” ma non gli vedo il pistolino da quando lui aveva 8 anni, ora non pensate a male, eh, che quello poi se la prende con me”

Dopo l’incidente, la riunione è proseguita sotto gli scrosci d’acqua che frustavano le ampie vetrate della sala in cui ero rinchiuso con altri due partecipanti.

All’uscita dalla sala, mi fissavano entrambi insistentemente il pacco.