Mamma dove sei?

Dove sei, mamma?

Da quando sei andata altrove, il mondo qui è impazzito.

Oh mamma, come vorrei che stasera, dopo che ho messo a letto la mia bambina, venissi tu a rimboccarmi le coperte.

Quanto mi mancano le tue lunghe mani, certe sere, certi giorni di lutto internazionale.

Tu che non abbracciavi la nostra religione ed eri di colore, e non avresti torto mai un capello a una mosca e di sicuro non ti saresti mai identificata con nessun estremismo.

Mi hai lasciato un mondo che cambia ad una velocità tale per cui non ho idea di come lo lascerò a mia figlia.

L’odio e l’efferatezza di una parte di mondo mi fa rinchiudere in me stesso come un riccio, e stasera, dopo aver sentito mille notiziari di morte, vorrei sentire solo la mia schiena racchiusa dal tuo abbraccio, supino come un cucciolo, come un feto in una sacca amniotica, vorrei solo dormire certe sere, come questa sera, e sentire i tuoi passi che si allontanano per la milionesima volta dal mio lettino, chiamarti nel buio, dirti ho paura, mi canti un’altra ninna nanna, vieni qui per favore, torna qui, non ti allontanare lungo quel corridoio, inverti i tuoi passi, fammi sentire che non ti allontani, ti avvicini.

Vorrei che mi insegnassi ancora qualcosa, mamma, come reagire dinanzi alle stragi, come comportarmi da uomo, che esempio dare a mia figlia, come raddrizzare le mie spalle e urlare a questa gente che avranno anche ucciso centinaia di persone, ma la loro è ben misera opera. Dio ci manda tutti al Creatore. I nostri amici francesi sarebbero prima o poi morti comunque. Il crimine di quei pazzi scriteriati ha solo consegnato centoventi anime alla nostra pietà, alle nostre lacrime, ai nostri tormenti e alle nostre preghiere. E di questa loro vita tragicamente interrotta rimarrà imperituro ricordo, mentre delle gesta di questi pretesi martiri i giornali si saranno dimenticati al prossimo soffio di crisi Palestinese, o di crisi del Dollaro, o di scandalo della politica. Sono niente, neppure capaci di lasciare nulla, neppure il terrore, ci dimenticheremo di loro e torneremo sereni nei luoghi della nostra vita, perché loro sono solo una delle mille vie che ci conduce a un destino cui nessuno sfugge, nemmeno loro, e siccome posso morire anche per un calcinaccio che precipita, non andrò in giro con uno scafandro, potrò solo andare in giro dimenticandomi di loro. La differenza la farà quel che resta di noi. E io so di essere immortale, perché amo con ogni fibra del mio organismo, e chi mi sta intorno lo sente, e mi porta nel cuore, lo so, e ne vado fiero, e quello è il mio lembo d’eternità, perché dopo me io sarò ancora vivo nel cuore di chi ho amato. Mentre loro, una volta saltati in alto, non lasceranno che un mucchio di cenere.

Di te, mamma, mi resta una vita intera, i tuoi abbracci, la tua risata fragorosa, la tua ironia, la tua infinita dolcezza e anche il tuo rigore, le tue regole, poche, ma implacabilmente applicate, non si ruba, non si menano le mani, le donne sono fiori, fine delle regole, ma guai a infrangerne anche solo una. Mi resta di te tutto l’amore che ho, che ho cercato di distribuire lungo il mio accidentato cammino, costellato d’ogni sciagura eppure fulgido, dove ogni cosa resta illuminata da un baluginio di verde speranza, di gioia, di vita che erompe dagli abissi dove qualcuno vorrebbe relegarla, ma per quanto in profondità si possa spingere un seme, esso diventerà virgulto, attraversando strati di terra nera, la bruma dell’animo che s’incendia dinanzi al calore e al fuoco del cuore.

Mi manchi, e certe volte mi sforzo di ricordare il tuo volto, e lo dimentico, e mi dispero, e vorrei averti qui e se potessi entrare nel mio cuore in questo preciso istante, che scrivo e piango pensando a Parigi, ai morti, alle sparatorie, a tutti quelli che domani dovranno mettere un vestito buono e accompagnare un caro all’ospedale, come quel giorno io accompagnai te, se tu potessi entrare nel mio cuore palperesti quel pulsare di dolore che mi si apre dentro, quando penso a te.

Vorrei averti qui, mamma, vieni qui, ti prego, vieni a dirmi che andrà tutto bene, mamma,  ho bisogno di te, vieni qui.

Mamma.

Vieni qui ancora a me.ger

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