Lettera appesa all’Appendino

Cara Appendino,

No, aspè, che poi si offende, gentile SindacA di Torino ti scrivo questa lettera sperando che essa ti trovi in salute, e che ti giunga.

Se ti arriva aprila, perché se non la apri, temo che non potrai leggere questo che ti scrivo (nemmeno il mio suggerimento di aprirla), nonostante i tuoi superpoteri.

Se non ti arriva, mi raccomando non aprirla, che poi la legge qualcun altro, e non darti pena a leggerla, non mi offendo, solo vedi di restituirmela se non ti arriva, ché altrimenti ho speso il francobollo per niente.

Se invece ti arriva e la apri, leggila.

Se non la leggi, tanto vale che non la apri e me la rendi. Puoi sempre dare la colpa al questore.

Leggila senza fretta, tanto la sto scrivendo piano piano apposta per darti il tempo di assimilare parola per parola, vedi questi spazi così lunghi? Sono spazi fatti spazi apposta per farti riposare la vista.

E il cervello.

Che lo so, non è colpa tua, è una eredità, nessuno può imputarti gli effetti di un cervello che non hai governato tu, ma che ti sei ritrovata così com’è senza poterci fare nulla.

Succede.

L’inverno s’appresta e il tuo arduo compito di governare questa nave senza cocchiere (o era no-cchiere, no, eh?) sta per entrare nella fase ostica.

Te lo dico da mò: potresti smetterla di far buttare il sale per terra? Tanto non nevica più dal 2006.

Capisco che porti fortuna, però qui esageriamo.

Ho visto le strade più salate delle acciughe di mia madre.

Che poi mi si rovinano le scarpe, oibò.

Potresti poi cortesemente allungare di qualche millesimo di secondo i semafori pedonali? Quando attraverso un viale mi sento Bolt e penso che Torino sia l’unica città della Galassia dove c’è gente che non riesce ad attraversare un viale con controviale in un’unica sessione semaforica di verde.

Non fai a tempo a dire “verde” o “merde” alla francese, che è giallo e gli automobilisti hanno già messo alla frusta i loro cavalli di metallo.

Poi un piacere a titolo personale, per cortesia: se ci tieni tanto alle multe, puoi spiegare ai torinesi che il centro della carreggiata NON può essere usato come parcheggio e fare un paio di multine ad hoc?

Due foglie due le vogliamo ranzare via dalle strade? Mia figlia su questo è daccordo con te, meglio lasciarle così, ci si sente più Mowgli e possiamo giocare a fare avventure nella Jungla.

Quanto all’aria, è pulita, non capisco questo accanirsi contro di te. Hai persino bloccato gli Euro 1-2-3 (stella!), certo, lo hai fatto solo in quei giorni in cui la gente cominciava a vomitare sangue per le strade e se facevi una scoreggia usciva la polvere dal culo, ma questo dimostra la tua somma saggezza, appena il limite si è ridotto sotto la soglia del 10 tumori al giorno, hai permesso di nuovo a tutti di ronzare in auto, bien!

Per la questioncina di Piazza San Carlo, hai ragione te, il questore doveva informarti. Ma guarda che pirla! Non ti ha detto niente! Tu te ne stavi lì, tranquilla, nel salotto di casa tua, che poi manco tifi Juve che te ne fotte di guardarti la finale di Champions, e quello il questore che fa? Decide tutto di testa sua senza manco mandarti un whatusp. Che ignominia!

Il salone del libro, poi, è andato a cannone. Brava! Bravissima! Che ce ne fotte se Milano alla prima edizione ha fatto trenta volte i visitatori del salone di Torino alla sua prima edizione? Acqua passata. Milano ci ha già “rubato” la moda, la TV, la pasticceria, l’editoria, l’industria, le sedi di tutte le più importanti società (persino il Sanpaolo), sarò sazia no? Vuoi che si metta pure a rubare il salone del libro? Ma no, stiamo sereni, stai serena, non fare nulla che vedrai loro rinunceranno e l’anno prossimo manco lo faranno il salone.

E i negozi? Chiudono come funghi, tutte le grandi marche sono fuggite da Torino, l’ultima Borsalino, ma quella era fallita già in tutta Italia quindi chi se ne frega, dico io! Fai bene, non muovere un dito, che vadano tutti in fallimento, che ci importa? Abbiamo sempre il negozio di pop-corn e di gelati fai da te, oltre alla polenteria. Noi siamo popolo!

Sui mezzi GTT si gira con il metaldetector, ah e ti ringrazio per aver ricreato fedelmente l’atmosfera di Baghdad alla vigilia della caduta dell’ultimo dittatore, però se si potesse tornare a livelli non da cinema Hollywoodiano francamente sarei più sereno. Lo so, lo so, ormai la GTT è sulla stessa strada di Borsalino, forse per questo si borsalineggia a tutto spiano. Ho anche apprezzato molto la tua capacità di reazione nei momenti di crisi, e come hai suggerito non ho aperto nè porte nè finestre nei giorni di inquinamento massimo. Certo sono due settimane che dormo in strada perchè mia moglie ha colto la palla al balzo e non mi risponde manco per citofono perchè dice che così salgono gli acari della polvere, ma per il bene della città questo ed altro.

Apprezzo anche la presenza massiccia di polizia nelle piazze centrali della città, lì dove disordini non ci sono mai stati: per le leggi della statistica è proprio lì dove non è mai successo un cazzo che con più probabilità succederà il bordello, mentre a San Salvario o nei dintorni di Porta Palazzo vado serenissimo, che tanto, si sà, lo stesso fulmine non colpisce mai due volte nello stesso posto. Nel dubbio comunque mi porto mutande di ferro e portafogli di stagno (buraaattino).

I parchi per bambini, a proposito, che fiore all’occhiello! Scommeto che sei andata tu di persona a verificarne lo stato: certo, non sei un ingegnere e bisogna accontentarsi dell’altalena monocorda-sbilenca con strusciata di culo incorporata, lo scivolo con doppia funzione ludica e scolapastica, l’arrampicata su transenna et similia.

Chiudo citando il rapporto Rota, mi spiace che tu non abbia replicato a LaStampa.it che te lo poneva a risposta della tua indignata lettera al giornale per aver osato dire che Torino è in declino.

Dico, potevi vantarti di tale rapporto! Dice che per valore aggiunto e produttitivà siamo finalmente penultimi nel Centro-Nord! Daje Sindaca! Ci sei quasi riuscita!

Ti basta farci scalare ancora di un gradino e saremo ultimi e si sa cosa si dice degli ultimi, saremo i primi!

Vive la France…

 

Advertisements