Stop alla Eterofobia – Chiacchierando con Veronica

Qualche tempo fa ho conosciuto una donna, una mamma, e una lesbica, e mi sono accorto che erano tutte e tre una sola persona, ed è scattata una simpatia reciproca, basata su interessi comuni:  la phya, come la chiama lei, o la patata, come la chiamo io.

È nata un’intervista semi seria, paradossale: in un mondo omosessuale, cosa comporterebbe essere etero? L’idea non è nuova, ma ci siamo divertiti tanto a realizzarla e speriamo induca a riflettere. Che impresa, eh?

Buona lettura da me e Veronica (è quella bella nella foto sotto… non confondetevi con quella con la parrucca che sono io, eh). Fatelo un salto da Veronica mi raccomando eh! 😙

 

 

V- Io non ho niente contro gli etero, ma vorrei sapere un po’ di cose. Sai, sono sempre stata un po’ curiosa. Quando ti sei accorto che ti piaceva la patata? E come hai vissuto quel momento?
A- Mi è sempre piaciuta, ma ricordo il giorno in cui l’ho capito chiaramente. Oh, è stato terribile. Mi sono ritrovato a fissare le bocce di mia cugina. Da allora ho capito che qualcosa in me non andava, e questa sensazione si riproponeva a ogni soffio di gonna. Ho provato a smettere, sono andato dal dottore, ma si è messo a ridere.

V- Come l’hanno presa i tuoi genitori?
A- Con filosofia. E comprando più carta igienica. Mi amano per come sono, non per come trombo. [Qui c’era una domanda censurata che ripropongo per voi miei lettori che siete di stomaci forti: V. con quante persone hai fatto coming in? A. Aspetta che apro google traduttore… dunque “Venire dentro”? Ah, coming in allora solo con mia moglie e ci sono usciti due figli… con tutte le altre coming out].

V-  E i tuoi amici?
A- Oh, ai miei amici è stata dura confessarlo. Poi, una volta vinta la mia naturale ritrosia, ho scoperto che non ero solo! Tantissimi amici erano estimatori del tubero proprio come me, eppure nessuno fiatava mai! Però quando ci riunivamo tra noi ci scambiavamo le figurine, le biglie di vetro e le storie di quante patate avevamo dissotterrato dai terreni più aridi.

V- Il tuo fidanzato storico come l’ha presa? Eravate una bella coppia, all’epoca.
A- Lui fu uno di quelli più traumatizzati quando, in un’intervista al Corriere della Sega, dichiarai che mi piaceva la patata. Pur di mollarlo senza traumatizzarlo gli dissi che volevo farmi prete. Passammo dieci giorni a discuterne, ma poi anche chissenefrega.

V- Scusa se te lo dico, ma appena ci siamo conosciuti ho subito capito che sei etero. Perché ostenti?
A-  Sei davvero una brutta persona! Credi che io ostenti perché ti ho ammorbato con la formazione del Napoli, con gli albumi d’uovo che mangio per la palestra, con La Gazzetta dello Sport? Perché ho i peli sotto le ascelle e non mi ricordo dove stanno i calzini? Perché saluto il vicino con “buona patata anche a lei”? Non è da questo che si capisce che sono etero. Ci sono etero che ballano danza classica, per dire.

V- Non hai paura che avere due genitori di genere diverso crei confusione in un bambino?
A- No, perché i bambini hanno bisogno di essere amati e basta. Però, per uniformarmi, indosso sempre una parrucca. Non si sa mai, la società è piena di eterofobi, ma un giorno troverò il coraggio di essere me stesso e di non nascondermi più.

V- I tuoi sono gay, com’è possibile che tu sia etero? Secondo alcuni studi pare possa dipendere dall’alimentazione, dall’inquinamento, dalla supercazzola con scappellamento a destra o da alcuni libri di favole fuorvianti. Che ne pensi?
A- Io sono stato allevato da due donne. Quel che fanno a letto i miei genitori, onestamente, è affar loro. E poi che ne so, a me la patata piace da quando ho memoria.

V- Con la tua fidanzata come decidete chi  fa cosa?
A- Io decido giusto il colore degli interni dell’auto. Poi lei me li fa cambiare.

V- Ti è mai capitato in albergo o al ristorante che vi trattassero come amici? Tipo risatine quando avete chiesto una matrimoniale? 
A- Non sai quante volte. Ogni volta che arrivo alla reception di un Hotel e chiedo la matrimoniale, il tipo mi guarda schifato. Dal parrucchiere, poi, non ti dico. Quando entro con mia moglie dice “Ah, bene, tagliamo i capelli anche a sua figlia?” e io “Non è mia figlia, diamine, ci portiamo solo due anni!” e lui  “Amica?” al che mi secco e confesso “È mia moglie” e il parrucchiere sgrana gli occhi e mi taglia le orecchie.

V- Se tu muori, sei consapevole che alla tua compagna non spetterà nulla? Non era meglio, a questo punto, nascere gay?
A- Me lo chiedo, sai, come sarebbe stata la mia vita, se fossi stato omosessuale. So che a lei non andrà niente, né i miei beni, né la mia pensione. Mi preoccupa anche che possano levarle i nostri figli, visto che per questo Paese la nostra non è considerata una famiglia. Per questo cercherò di schiattare più tardi possibile.

V- Io ho tanti amici etero, tutte brave persone. Siete così dolci, con questa convinzione che si possa andare d’accordo con una persona di sesso diverso! Però sono contraria che abbiate dei figli. Non pensate al loro benessere?
A-  Io sono stato allevato da due madri, ho respirato amore talmente tanto, che ne ho pieni i polmoni. E ne ho pieni i coglioni, se permetti, di tutto questo clamore, mi piacerebbe un mondo dove le inclinazioni sessuali e affettive tornino ad essere un affare privato di cui si occupano solo le persone coinvolte e non una materia di dibattito politico. Un Paese in cui ci siano diritti per tutti e non privilegi per pochi. La vera uguaglianza non è trattare tutti allo stesso modo, ma trattare ugualmente situazioni uguali e diversamente situazioni diverse.

V- Se il Buon Dio ha creato i bonobo, non credi che il sesso tra due esseri di genere opposto sovverta l’ordine naturale delle cose? Non è contro natura?
A- La natura è sopravvalutata. Ci sono tante cose contro natura che vengono osannate. Perché vestirsi e curarsi il cancro sono “secondo natura”? E Gesù? Ma secondo te, moltiplicare pani e pesci, camminare sull’acqua e resuscitare morti è “secondo natura”? Eh?! E poi, se anche fosse “contro natura” avere due genitori di sesso opposto, ma sai che c’è? E chi se ne frega! Per i bambini è importante essere amati. Punto.

V- Un’ultima cosa, io non ho problemi a uscire con te. Ma non è che poi ci provi con me? Vi conosco, voi etero…
A- Secondo te, io avrei perso tempo con questa intervista se non avessi avuto intenzione di provarci? Scherzo, non è che siccome mi piacciono le donne, allora ci provo con tutte. E poi, parliamoci chiaro, non è che tu sia particolarmente scopabile con quei capelli!

Buon fine settimana.

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