I diversi siamo noi

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Bo Paske è un ragazzino con i capelli rossi e gli occhiali. Come ce ne sono milioni. Bo, però, è autistico. Nessuno vuole mai sedersi con lui a pranzo.

Travis Rudolph è un giocatore di football che è finito sui giornali di mezzo mondo perchè ha deciso di sedersi di fronte a Bo a mangiare. Un gesto la cui eccezionalità sta tutta racchiusa nell’enorme arretratezza mentale. Siamo noi, con i nostri pregiudizi che, purtroppo, facciamo risaltare per contrasto un gesto che non meriterebbe alcuna considerazione in un mondo “normale”.

A casa mia ha vissuto per molto tempo un mio cugino affetto da una forma particolare di autismo, e conosco molto bene questo tipo di discriminazione. Lui ha due mani, due occhi, due braccia e un grande cuore come quello di Bo.

Un cuore più grande di quello che batte nel petto di molte persone “normali”.

Evitare di sedersi accanto a un bambino affetto da autismo, o qualsiasi altra condizione di salute: quello è il gesto che vorrei vedere fotografato e messo in prima pagina sui giornali.

Perché in tutta questa storia, in tutto questo finto buonismo e attivismo per aiutare i terremotati, gli immigrati, i rifugiati, gli sfigati di mezzo mondo, ci dev’essere necessariamente una buona parte di persone che opera per pura ipocrisia, se poi un Travis finisce sui giornali per essersi seduto a tavola.

Perché in tutta questa storia, a ben vedere, i diversi siamo noi.