Diordine smentale

“Come lo chiamiamo?”

“Fai tu”

“Non collabori mai”

“Pino”

“Pino?”

“Lo vedi come fai? Prima chiedi di collaborare e poi non accetti la collaborazione”

“Ma che razza di nome è, Pino?”

“E’ un gran classico, un sempreverde”

“Ma Pino è un nome filiforme”

“Che cavolo è un nome filiforme?”

“Fa pensare a qualcosa d’alto fusto”

“Allora fai tu”

“Non mi dai mai una mano”

“Non ricominciare”

“Eh no, ricomincio. Devo fare sempre tutto da sola”

“Ci risiamo. Io vado alla cascata”

“Eh no, non fuggi, adesso mi senti”

“Okay, sentiamo”

“Non parlo più, basta”

“Okay, non sentiamo”

“Ecco, vedi?”

“Cosa?”

“Così sei fatto tu. Non ti interessa quello che ho da dire”

“Ma se hai detto che non vuoi parlare?”

“Ma che significa! Si dice per dire, se una donna ti dice che non vuole parlare è perchè vuole parlare ma non vuole tu pensi che lei voglia parlare, piuttosto vuole che tu la costringa a parlare in modo tale da fare quello che le piace e pare ma dando l’impessione di stare a fare un favore a te, nel farlo”

“Okay, allora, sentiamo, mi parli per favore?”

“No”

“Adesso era un no che voleva dire no, o un no che voleva dire sì ma pare di no e io debbo insistere affinchè tu finga che no diventi sì solo per il mio insistere?”

“Non cercare di fregarmi”

“No, no”

“Uhmpf”

“Su, sentiamo, che hai da dire?”

“No, non parlo”

“Dai ti prego, parlami, ti supplico”

“No, è inutile che insisti”

“Okay”

“Ecco, vedi?”

“Ma tu fai i trabocchetti sui trabocchetti! Ma sei impossibile”

“Eppure dovresti conoscermi, stiamo insieme dalla notte dei tempi”

“Eva, te la posso dire una cosa?”

“No, con te non ci parlo”

“Ma vai cachi”

“Sì!”

“Cosa?”

“Chiameremo quel frutto cachi, ottima idea ho avuto.”

E fu così che da un banale litigio tra i progenitori della Umanità, venne stabilito che il cachi si sarebbe chiamato cachi, solo che all’epoca non lo si sapeva ancora.

Succede così con tutte le cose. Prima di trovargli un nome, non sappiamo come chiamarle.

Advertisements