Le donne preferiscono gli stronzi

Avvertenza

Questo post è una risposta al post di Cippe’s,  e quindi un insulso insulto all’intelligenza femminile, e non andrebbe letto né da donne nè da uomini, che siano etero, gay, lesbo, trans, Emilio Fede o, peggio, Colpoditacco o altro ancora poco importa.

Avvertenza sull’avvertenza.

L’avvertenza non andrebbe letta prima del post. Inoltre, questa avvertenza sull’avvertenza andrebbe letta prima dell’avvertenza (dovreste smetterla di ostinarvi imperterriti a leggere i post dall’alto in basso senza che nessuno ve lo abbia mai chiesto).

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Non è che tutte le donne preferiscano gli stronzi.

Nossignore.

Alcune donne preferiscono gli stronzi.

Queste donne non sono mai a loro volta stronze, per lo più crocerossine con la sindrome da conversione di tutti i gay e degli stronzi in principi azzurri, perché le stronze, manco a dirlo, preferiscono te, ma questa è un’altra storia.

Inutile accompagnarle al sabato mattina in tutti gli outlet della tua regione e di tutte le regioni limitrofe, e quando hai esaurito quelle limitrofe ti spingi sul mare, ci disegni sopra un ponte, e continui dall’altra parte del continente.

A nulla vale aprirle lo sportello dell’auto (anche se sei contromano in corsia d’emergenza).

E’ pura perdita di tempo sorbirti le loro lamentele sulle amiche che (i) non rispondono mai al cellulare, (ii) arrivano sempre in ritardo, (iii) arrivano sempre in anticipo, (iv) arrivano sempre in orario mentre tu sei in ritardo, (v) parlano troppo, (vbis) troppo poco, (vi) che fanno troppe domande su dove hai comprato questo e quello costringendoti a rivelare i tuoi “affari” , etc.

Non aggiunge nulla alle tue speranze accorgerti della nuova messa in piega e indovinare il codice a barre del nuovo shampoo, pagare sempre tu il conto mentre fai finta di andare in bagno, essere un pluriprofessionista informatico/idraulico/antennista/filippino/pagatore di bollette.

Assolutamente ininfluente che tu sia un Rocco tra le lenzuola, e un Hallo Spank nel tempo che scorre tra due amplessi, senza mai lamentarti di quanto tempo ti tocchi trascorrere travestito da Hallo Spank anche se sotto sotto (ed intendo proprio sotto) ti senti Rocco.

Non migliorerà la situazione rispondere sempre al telefono anche se sei in confcall con Putin e Barràck, né sorbirti la sua crisi di pianto di mezz’ora per l’unghia spezzatasi proprio il secondo dopo avervi spennellato sopra 18 euro (tuoi, di chi sennò?) di splendido smalto trasparente (‘azzo serve?).

Non importa che tu abbia due lauree, tre master, un lavoro, la fedina penale immacolata come quella dello psiconano (siamo pur sempre nella repubblica delle banane), spalle larghe, occhi chiari, menischi intatti, fianchi stretti e culo sodo.

Alcune donne, nonostante tutto quanto sopra, preferiranno sempre gli stronzi.

E, sul verbo “preferire”, il titolo di questo post è ben preciso.

Non è che alcune donne amino gli stronzi, o siano fissate con loro.

No.

Alcune donne PREFERISCONO gli stronzi.

Ed il verbo “preferire” implica un’alternativa, già sperimentata e scartata, all’oggetto della preferenza.

E quell’alternativa sei, immancabilmente, tu.

Quindi esplodendo il concetto: “Alcune donne, dopo averti abbondantemente provato, preferiscono gli stronzi a te, te che almeno sulla carta non hai proprio un cazzo che non vada bene“.

E sono esattamente quelle alcune donne per le quali alcuni uomini (quelli come te, per esempio) perdono, immancabilmente, la testa.

La mia ex, dopo avermi provato per 72 mesi (quindi ben al di là del periodo di validità del diritto di ingiustificato recesso), ha deciso che ero troppo poco stronzo.

Dice che tu eri sulla carta perfetto, ma lei è attratta dagli stronzi.

E, coerentemente, ha preferito uno stronzo autentico, di quelli che non rispondono al telefono, che non sai mai con chi siano, dove siano e quanto siano vestiti, che se ti devono portare a cena fuori ti suggeriscono di prendere un taxi o il tram (A/R), di quelli che non trovano mai un minuto per dire alla loro moglie che hanno un’altra e quando trovano il tempo succede sempre qualcosa per cui “non se la sentono di darle un dispiacere così grande proprio ora”, quelli che a fine serata, nonostante tu abbia ordinato una pizza margherita e loro il filetto al pepe verde, dividono il conto a metà salvo poi lasciar pagare la loro metà alla loro dolce metà, accampando improbabili guasti dei bancomat, gli unici esseri umani sulla faccia della terra che ogni tanto non ricevono sms o email (sappiano tutte le donne beone che non esiste possibilità tecnica che un sms o una email non venga recapitato/a), di quelli più allampanati dell’uomo-lampada titolare del Nobu, con più tatuaggi di Corona, l’orecchino e la tavolozza (di legno) per lavare i panni scolpita sul ventre, fottutamente belli (si mi rode) ma anche fottutamente tamarri e convinti che l’eleganza consista nell’anteporre una giacca all’abbigliamento della palestra, con l’auto sportiva, un passato di droga e frequentazione di bordelli e case da gioco, con la stessa fedina penale che avrebbe lo psiconano se non fossimo in una repubblica delle banane, che si ricopre di bolle al solo nominare la parola “matrimonio” o “famiglia” o “vacanze insieme” o “figli” o “mutuo” (vabbè pure io) etc. etc. (in pratica son sempre bollati).

Ebbene, la mia ex (che – sia detto per inciso – è tornata con quello che era il suo ex all’epoca in cui diventò la mia futura ex) mi ha telefonato per dirmi una “cosa”.

Cosa sia questa “cosa” i più arguti tra di voi (…) lo dedurranno dalla canzone che è “Per Dimenticare” degli Zero Assoluto.

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