Contagio

Elenco particelle fondamentali

Siamo fatti (e sin qui…) della stessa sostanza di cui son fatti i sogni.

Shakespeare la sapeva lunga, non c’è che dire.

Ma pure Nambu, Kobayashi e Maskawa, francamente, non scherzavano, quando ci hanno insegnato che le stesse pochissime particelle, riconducibili a sole 3 macro famiglie (quark, leptoni e bosoni, vedi foto), compongono tutta la materia visibile e invisibile dell’universo.

E, quindi, secondo i più recenti modelli cosmologici, voglio dire, recenti rispetto all’età di Andreotti (ma è vivo? o Gooogle?) Napolitano, che non si conta più in anni o giri di sole, ma la si calcola, l’età di Andreotti Napolitano, deducendola dalle abbondanze relative degli isotopi del carbonio. Quando lo fermano i carabinieri, a Andreotti Napolitano (ma QUANDO lo fermano i carabinieri, a quello?) pare che non gli chiedano “Presidè favorisca patente e libretto“, bensì “Presidè ci faccia tagliare una fettina sottilissima di braccio su questo vetrino, non si preoccupi, Presidè, bastano pochi attimi e pochi atomi per il metodo del Carbonio14 e compilare quindi il campo “data di nascita”. Se non comportasse alcuni rischi per la salute, lo si potrebbe anche segare in due e contare gli anelli, tutto sommato (e tutto segato).

Un altro metodo meno preciso sarebbe un raffronto tra le sue rughe e le modifiche al grado di inclinazione dell’asse terrestre.

Dicevo, secondo le recenti teorie evoluzionistiche, che pure meritano attenzione al pari di Shakespeare, tutto è riconducibile alle stesse 4 particelle di base, e se questo è vero, allora potremmo, senza timore di errare, riformulare il pensiero Shakespeariano come segue:

Siamo fatti della stessa sostanza di cui son fatti gli stronzi” (Avvocatolo, 2015 d.c.)

Se tanto mi dà tanto, possiamo spingerci oltre nella nostra ricerca della verità e affermare che anche i migliori di noi, noi tutti siamo fatti un po’ anche di merda.

E, onestamente, a me pare che nell’evoluzione darwiniana dagli organismi monocellulari, alle scimmie, passando attraverso i Mastella (a propò, ma che fine ha fatto?) e poi i Brunetta e i Salvini per arrivare poi, dopo altri millenni di lentissima evoluzione, all’Homo Sapiens e compagnia bella e a tutta la discendenza, dico, nell’evoluzione dell’umanità dal brodo primordiale di particelle in cui sobbolliva il sistema solare un attimo fa (nell’infinito vettore del tempo, qualche miliardo di anni è un niente, uno sputo, un prurito, un brivido del tempo), dicevo, oggi perdo sempre il filo, scusate, è che dovrei portare il cervello a fare la convergenza, il mio uncinetto mentale perde il filo perché ha le punte stondate dalla fatica di pensare, pensare, pensare, ostinatamente pensare su tutto, anche sulla macchia di inchiostro sull’ultimo bigliettino da visita, che faccio, lo consegno lo stesso?

No dicevo, nell’evoluzione che ha tracciato un preciso percorso – tipo quello dei pellegrini in visita alla Sindone a Torino, che Dio li abbia in gloria tutti, spero prestissimo, che ‘mortacci loro non si parcheggia più a Torino… – eh scusate dicevo che nell’accidentato ma netto percorso dal big bang (gang…) fino a me, a me, se conta il mio parere, a me dico pare che le tracce di stronzi nella sostanza di cui siamo composti oggigiorno superino di gran lunga le tracce di sogni. A me pare, insomma, mi si permetta almeno questo minimo sindacale, a me pare, dico, che le tracce di stronzi in noi siano ben più evidenti.

Non è che voglia sembrare o essere (capirai la differenza, certi giorni) cinico o disincantato, ma al mio culo ci ha preso il millennium bug. Succede, capite, che quando lo prendi in culo 99 volte, alla 100ima perdi il conto perché il tuo DNA è stato programmato, proprio come i Commodore 64 e i Pentium, con solo 2 spazi per contare il numero di volte in cui ti avrebbero inculato, essendo l’architetto della vita ottimista e avendo pensato, mentre sputava nel fango (la nostra origine da una sostanza marrone e tutt’altro che limpida pure mi pare rafforzi la rielaborazione del pensiero Shakespeariano di cui sopra), avendo pensato dico che 99 inculate sarebbero bastate se non agli stronzi per smetterla di incularti, quantomeno a te per indurti a smetterla di girare senza mutande e con le chiappe aperte a mo’ di anguria in esposizione.

E’ stato per tutto quanto uti supra che, quando dopo 3 ore di riunione con controparti agguerrite la mia boss continuava a strisciare le dita (prima lenta da destra a sinistra, poi un guizzo da sinistra a destra come a rilasciare qualcosa) su un pezzo di vetro che se non fossimo nel XXI secolo non sapremmo trattarsi di Ipad, mi sono un poco sfastidiato di fare il Sancho Panza della situazione senza il suo Don Chischiotte, ecco, e quindi dopo 3 ore che proiettavo su un maxischermo che UCICINEMAS ci deve fare una pippa a doppia mano carpiata, dico, dopo 3 ore finalmente mi sono illuminato come un lampione solare e scaldato come un calorifero in ghisa, lento ma inesorabile, e ho pigiato quindi una sequenza precisa di tasti sul proiettore: “source > impostazioni > ricerca nuovo dispositivo bluetooth > connetti > proietta” e all’improvviso 14 persone venute da mezzo mondo si son ritrovate ad osservare sul maxischermo un ENOOOOOORMEEE UCCELLO INCAZZATO (vedi foto).

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Certe volte mi vien da chiedere fino a che punto mi abbiano contagiato.

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