Buonagiornata un cazzo

barbone_ubriaco

Stamattina ho fatto il culo a Pino il Portier(in)o.

Mi ero svegliato già con la luna mezza nera e mezza storta.

Ho rovesciato il caffè sulla tutina del pupo, profumata di Coccolino, fumante di stiratura. La madre era fuori dal radar visivo (che comprende, oltre la visione diretta che anche ogni uomo possiede, anche una visione laterale che Terminator LEVETE proprio, nonché visione stile carambola: casa mia è fottutamente piena di specchi, e lei mi fotte di sponda, tipo quando penso di essere solo in cucina e mi fiondo sulla bottiglia e poco prima che le labbra si dissetino parte il UEEEEEEEEEE). Ho fatto la solita parentesi esagerata (già).

Vista la recente lavastiratura, il delitto e il castigo conseguente erano di livelli da cronaca nera. Ho provato a smacchiare la macchia con acqua e olio di gomito, ma probabilmente l’olio l’ha macchiato ancora di più. Sentivo i passi avvicinarsi e ho cominciato a strofinare tanto forte da aprire un buco nella tutina. A quel punto non mi rimaneva altra soluzione che chiudere il pupo nella lavatrice, o magari fingere un rigurgito e cambiargli il vestiario. Siccome l’oblò non si apriva (quando finisce la lavatrice, a me non si apre mai, boh, quanto si deve aspettare?), ho optato per la seconda soluzione.

Ma il feldmaresciallo ha ispezionato la tutina che io provvidamente avevo lanciato nel cesto dei panni con un canestro da 3 punti, manco fosse stata una barra di uranio impoverito (del resto, a casa mia, l’uranio arricchito non potrebbe mai esserci, neppure in una metafora). Ha detto “Ma com’è che puzza di caffè? Avvo, la smetti di dare caffeina a un bimbo di 11 mesi?”

“Bimbo? Abbiamo un bimbo?”

“Idiota”

“No, perché davvero, io me lo chiedo, tu dici che è un bimbo? A me pare un motore d’aereo”

“Smettila”

E ride: battaglia vinta.

Vado in bagno fischiettando, ma il fischio se n’è infischiato del rischio: ho finito le ricariche del Gilette Mach 4 (che mi costano più di un’epilazione laser), e mi son squartato la gola con un vecchio bilama che Stephen King ci avrebbe scritto tre romanzi.

Scendo e….PORCAPUTTANAEVA, m’han ciulato la vespa!

Busso come un ossesso alla porta di Pino il Portiere, il campanello non funziona e prendo a pugni lo stipite.

“Pinoooooo, Pinooooooo, cazzooooo, la vespa, Pino, la vespa, Pinoooo”

Lui esce con gli occhi gonfi di sonno.

“Dottò che è stato, si calmi..”

“Nooo che non mi calmo, cazzo, non sono dottore, che cazzo ne sai tu di due anni passati tra udienze aliene, a lavorare su prospetti col pensiero fisso al cazzo di esame che per tre giorni sveglia alle 5 per scrivere di quel cazzo di Caio che schiatta a Pechino e lascia una moglie a Dublino e tre figli ad Urbino con immobili a Portofino e lascia due testamenti senza data nel comodino, eh? Cazzo ne sai di…”

“Dottò non urli, stia a sentir…”

“Urlo quando e quanto cazzo mi pare, non sai chi sono io, io ti rovino, la vespa, m’han fottuto, e tu, tu, tuuuuuuuuu dove caaaazzo staaaaavi? Io ti pago per non fare un caaaaaazzzoo, manco le scale ti chiedo di pulire, manco la posta, che c’è il postino, Pino, tu, che cazzo fai? L’unica cazzo di cosa del cazzo che ti si chiede di fare è stare qui a non fare un caaaazzzooo ma solo guardare che nessuno si fotta un cazzo di vespa del caaazzo, e che caaaaaaaazzzoo”

“Dottò, ha finito?”

“Sì…”

“Lei iersera è tornato ubriaco, cantava l’uomo tigre ma non sapeva le parole”

“E che me ne fotte, che fai spii?”

“Dottò, lei iersera è tornato in taxi, lo scooter l’avrà lasciato chissà dove…”

“Ah già! che sbadato…beh, buona giornata”

“Dottò….buonagiornata un cazzo!”

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