Aria chiara aria azzurra

L’aria condizionata, a me, le palle non riesce a farmele girare, al massimo me le rinfresca…

E quindi nel guidare attraverso questa rete di blo(g)cks, come li chiamano a Manhattan, sudo come un poro di mela al forno dalla fronte ma nel frattempo l’aria fredda mi accarezza di brividi.

Che essendo aria fredda, tende a cadere in basso, molto in basso, mentre l’aria calda, che è piena di entropia, vola alto, piena di livelli energetici, stringhe di materia che vibrano impazzite.

L’aria condizionata dell’auto mi fa rinsavire, come sempre.

Qui le allucinazioni si interrompono perché sono svenuto dal caldo.

[Noè: “Hard dick!”

Ufficiale delle notifiche da DIO: “hard disk?”

Noè: “No parlavo del C…”

Ufficiale delle notifiche da DIO: “La Razza?”

Noè: “Non era un uccello?”

Ufficiale delle notifiche da DIO: “La Razza è un pesce, cazzo”

Noè: “Eh NO e, no-è, nonono, devo capire bene ‘sta storia della razza, l’ultima volta non ci siamo intesi col tuo Boss sul divieto di grigliate a bordo-arca e si sono estinti i due leocorni che poi mi sono dovuto inventare la canzuncella per sfuggire l’Ira Funesta del tuo Boss”

Ufficiale delle notifiche da DIO: “Vuolsì così colà (cocà) dove si puote ciò che si vuole, e più non mi ammorbare”

Noè: “Scusate capo, capo!, non ho capito, ogni razza compresa….non ho capito che razza di istruzione è quella sulla razza?”

[Ufficiale delle notifiche da DIO: “Noèèèèèè, prendi due pesci per ogni razza, compresa la Razza.

Tutti i mari si ritireranno, il deserto avanzerà, e tutti i pesci moriranno (lessi), e Noè costruirà un enorme acquario su 4 ruote, pescherà due pesci per ogni razza (compresa la Razza), e li salverà portandoli a zonzo nel deserto per 40 giorni e 40 notti.

Dopo millenni di apparente ingiustizia, in questi giorni Dio ha quindi deciso di mandare l’Essiccamento Universale per rimediare al favoritismo del Diluvio Universale verso i pesci.

Alla notizia del Diluvio Universale, avrebbero brindato di sicuro, i pesci, se non fossero stati pesci, perché vivendo nell’acqua difficilmente brindano. O troppo facilmente, forse, a loro basta aprire la bocca o le branchie, ecco, forse dovrei dire, più precisativamente, che per i pesci è difficile riempire o soprattutto svuotare i bicchieri per brindisi, ma per il resto (del Carlino ma anche no), potrebbero brindare ad nutum (e ad nuotum).

Ci avete mai riflettuto su quanto abbiano gioito i pesci, per il Diluvio Universale, e a quanto siano stati favoriti rispetto a tutti gli altri animali (tranne forse gli uccelli e le zanzare)?

[Le allucinazioni continuano: il serbatoio dell’auto in trasparenza appare ricolmo di martini e gin (e fitz!) e sanpietrini di ghiaccio tintinnante, il porta lattine mette le ali come Red Bull.]

Questo caldo a Torino (capitale della magia nera e bianca, non a caso capitale della Juve) è sicuramente un indizio del fatto che Dio ha finalmente deciso di porre fine all’ingiustizia che da secoli e seculorum grida vendetta.

Arrivo all’auto e per saggiarne la temperatura infilo nell’abitacolo, restandone fuori col corpo, un San Daniele che dopo 2 secondi netti esce dall’auto Parma(stra)cotto.

Esco fuori nel sole (sembra di essere proprio NEL sole, dalle parti della cromosfera), sono ormai avvezzo al caldo, ci ho fatto il callo al caldo, se dovessi schiattare (come probabilmente schiatterò) e dovessi finire (come probabilmente finirò) all’inferno, chiamerei subito Miss-Tresso e le chiederei “Quando vieni?” e lei, in lacrime “Avvo che posso fare per te?” e io “Mandami due coperte di lana pesante, fa un freddo nel pentolone di Belzebù, nonostante lo zolfo e la fornace del diavolo le temperature di Torino non ci riusciamo ad avvicinare“.

Ore 13.15

[Le prime allucinazioni non tardano: eschimesi incisi nei tronchi del viale alberato starnutiscono dal freddo, sanpietrini di ghiaccio tintinnano come fossero ad un cocktail shakerato, la manetta degli idranti rossi scoppia e l’acqua zampilla, Elsa di Frozen batte un piede a terra e congela tutto compreso i Turet e comincia a nevicare, su di noi cala l’INVERNO PERENNE, e io tramortisco quel pirla del Principe Hans delle Isole Vergini che vuole fermare Elsa].

Se avessi gli ingredienti, potrei strofinare metà aglio sotto quelle felle di pane che sono i miei piedi, metterci un pizzico di sale, due kilokazz di basilico e otto maree di olio extra-puttana di Oliva, e farne due bruschette abbrustolite che sono nu’ bijoux (cheese flavoured).

Ho mocassini troppo sottili.

Torino, esterna.

0re 07.10

Rinvenire una SanTa Lucia (non la Santa della vista che pure aiuterebbe nella ricerca, ma la ricotta) nel mio frigo è stata impresa più ardua della Spedizione di Kulik, che sia detto senza parentesi, ‘sto tipo, nonostante il nome, non ebbe molta fortuna.

In più, rispetto alla pianura siberiana di Tunguska, nel mio frigo ci sta solo un termostato e una lampadina, che poi sia detto (tra parentesi), ma perché la roba nel frigo deve essere illuminata, e nel congelatore dobbiamo ravanare alla cieca? perché nessuno ha mai pensato di mettere una cazzo di lampadina nel congelatore, o al cinema vicino ai numeri delle poltrone, oppure sotto al divano, al centro, onde facilitare le operazioni di soccorso e recupero telecomandi smarriti? Domande…

Aria chiara, aria azzurra, aria fresca esce dal frigo che lascio aperto per un attimo lungo un brivido, il re del brivido (Horror), il mio frigo che, senza mia moglie, pare una foto in 3d dell’Evento di Tunguska (c’è tanto di frisk view su nguuugl), solo freddo e foglie secche e marce, rosmarino mummificato accanto e prezzemolo imbalsamato.

E quando hai finalmente capito come si apre l’acqua fredda capisci che fredda veramente non uscirà tanto presto, non prima che finiscano la Salerno-Reggio-Calabria perlomeno.

Invece tocca armeggiare mezz’ora col miscelatore perché non capisco mai dove sia la calda nonostante i disegnini rossi e azzurri sul rubinetto dovrebbero aiutarmi (non è colpa mia se il colore termico a volte è sulla parte verso CUI girare, altre volte DA cui girare), maledetta globalizzazione incompiuta, su questi standard qui la Unione Europea dovrebbe rompere i coglioni, non sulla lunghezza delle banane.

Io e la piantina di basilico ci guardiamo in cagnesco, agogniamo entrambi un rubinetto che sia collegato direttamente ad una fonte sorgiva in alta quota (possibilmente in Antartico, ma anche l’Artico andrebbe bene alla bisogna, e alla sogna, ammesso vi siano montagne lì).

Casa Avvocatolo.

Ore 06.00.

AVVERTENZA IMPORTANTE

QUESTO POST VA LETTO DAL BASSO VERSO L’ALTO, PARAGRAFO DOPO PARAGRAFO
SE NON LO AVETE FATTO DOVETE SOLO PRENDERVELA CON VOI STESSI CHE SIETE COCCIUTI E NON LEGGETE MAI LE MIE AVVERTENZE E MANCO VI ACCORGETE DELL’ORARIO CHE VA AL CONTRARIO LUNGO IL POST
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