Amministratore Dimissionato (Amministratore di-missionario – vedi nota)

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PRONTO?”

“Dove sei?”

“Alla fine del filoA del telefono…dove vuoi che sia, hai chiamato il mio interno…”

“Si, già, senti vogliamo dismettere un amministratore, mi mandi due righe su tempi, modi e adempimenti?”

“Che intendi per dismettere? Si dismettono le attività, mica gli amministratori”

“Lo vogliamo far dimettere”

“Forse ti sfugge che le dimissioni, by definition, sono un atto spontaneo”

“Eh noi spontaneamente abbiamo deciso di farlo dimettere”

“Non funziona così. Se la decisione la prendono i soci, si chiama revoca, e non sono dimissioni spontanee, anzi non sono proprio dimissioni, ma revoca”

“Chiamala come ti pare, che dobbiamo fare per dimetterlo?”

“Aridaje, non puoi “dimettere” un amministratore, o si dimette lui di sua spontanea volontà, o lo revocate”

“Fa differenza?”

“Beh se si dimette quasi sicuramente non gli dovrai corrispondere somme”

“Mentre invece se lo dimettiamo noi?”

“Cosa è che non hai compreso della frase ‘non è possibile dimettere un amministratore’?”

“Si si hai capito che intendo, non fare il filosofo, se lo facciamo dimettere spontaneamente che cambia rispetto alla revoca?”

“Non puoi farlo dimettere ‘spontaneamente'”

“Ma insomma non possiamo fare niente? Il solito Paese dove è vietato persino pestare i barboni”

“Potete revocarlo”

“E che differenza c’è tra le dimissioni e la strada della revoca – diciamo – spontanea?”

 

“Spontanea o no, quella della revoca è una strada onusta di prebende3

“…”

“Tu Ovviamente non hai la più pallida idea, tu, di cosa voglia dire onusto”

“Se è per questo nemmeno prebenda…”

“Devi cagare 5 un sacco di grano”

“Ok, ok, chiaro, allora preferiamo la strada delle dimissioni spontanee”

“Mi fa piacere che preferiate questa strada ma, scusa la domanda, lui lo sa che vuole dimettersi di sua spontanea volontà?”

“No ma un sacco di gente non sa quello che vuole…insomma mi dici che dobbiamo fare per farlo dimettere spontaneamente?”

“Ora te lo dico un’altra volta, non puoi obbligarlo a dimettersi spontaneamente! E’ un nonsenso!”

“Allora mettiamo che si dimette spontaneamente senza che lo obblighiamo, diciamo che glielo ‘suggeriamo’ e…”

“….suggerite con o senza fucile?”

“…non mi interrompere…mettiamo che glielo suggeriamo e che lui accetta il suggerimento….che dobbiamo fare?”

“Dovete nominare un altro amministratore, mi pare abbastanza logico, no?”

“Che iter dobbiamo seguire? Che tempi ci sono?”

“Beh, quando sei sicuro che si dimetterà spontaneamente e con le gambe intatte, devi convocare un consiglio di amministrazione, aspetti 8 giorni, quindi si riunisce il consiglio, prende atto delle dimissioni, nomina, anzi coopta un nuovo amministratore, e alla successiva assemblea ratifichi la nomina, poi ci sono le comunicazioni al registro imprese, a casa madre, etc.”

“Benissimo, senti le dimissioni deve darle prima del consiglio o possiamo azzardare e prenderne atto in sede di consiglio?”

“No, non c’è bisogno di dimissioni prima del consiglio, queste possono avvenire anche durante la riunione”

“Bene, faremo così, prendiamo atto delle dimissioni durante il consiglio, mi piace questa soluzione, senti, nei destinatari della convocazione non mi ci mettere il dimissionario, eh”

“Perchè?”

“Beh, non vogliamo mica che sappia delle sue dimissioni prima della riunione dove lo dimettiamo?

Stando a quello che c’è scritto sul nostro sito, milioni di clienti nel mondo hanno scelto noi.

Non c’è scritto – tuttavia – perché mai l’abbiano fatto.

E comunque ciò dimostra solo un fattoB.


Che nel mondo ci sono milioni di persone che scelgono un po’ a cazzo2.

SEGUONO DUE NOTE TRADIZIONALI (A E B) – PER QUELLE NON-TRADIZIONALI VEDERE PRIMO1 COMMENTO.

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A4. IN  REALTA’ ERO  POCO   OLTR IL  FILO  PRECISAMENTE  DOPO        CORNETTA

B. IO  POSSO OSARE  AZZARDI GUA  RDATE  NEL  PIMO  COMMENTO  LA  MI PROPOSTA

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