Closing

I closing costituiscono sempre uno spartiacque, il Mar Rosso delle pratiche, tra due fasi di una pratica (la firma di un preliminare, la costituzione di garanzie notarilizzate, la schiavitù degli Israeliti in Egitto e le peregrinazioni nel deserto, etc.).

Di solito il closing è formale ma qualche volta è un casino royale (senz’accentò).

Qualche volta ti tocca la parte di Mosè (o era Noè? No, eh?).

Talaltra la parte dell’egiziano segugio miliziano che affoga [^1].

In alcuni casi il closing non ha alcun senso, in talaltro caso ha un senso preciso, ma è un senso unico.

E tu l’hai preso contromano.

Come quando – sprovveduti! – si lascia al giorno del closing la risoluzione di pendenti questioni di sostanza (la durata di una garanzia, ad es.).

Pippazzo l’altro giorno mi ha assoldato come porta-bozze in un closing di un’operazione sconosciuta (almeno a me).

Sapete come va, il tragitto stampante/sala del closing può rivelarsi più temprante di un triathlon.

Sono entrati 4 avvocati di controparte, il loro cliente, ed infine due signori azzimati, i nostri clienti.

In tutto 9.

Io e Pippazzo stavamo già distribuendo una copia delle 800 pagine (una copia di 800, o 800 copie di 1, è lo stesso), più un pacchetto “light” per il notaro (a lui solo 450 pagine).

Totale pagine: 7.450. 1 contratto principale, 12 (ter) allegati, 12 bozze di verbali.

Nessuno si è seduto davanti a quei grattacieli di carta, probabilmente sembravano posti occupati, o forse perché portavano tutti lenti da sole.

E’ entrato il notaro e si è incazzato perché non eravamo nemmeno lontanamente pronti, qualcuno si è dimenticato di fissare un diverso orario per lui, che di certo non doveva partecipare alla negoziazione.

Dopo il rito sacro dello scambio di bigliettini, con l’immancabile pirla che se li è dimenticati e se ne esce con l’abusata cazzata de “li ho finiti e ancora me li ristampano“, l’avvocato di controparte ha preso la parola e ha proposto subito di abolire l’articolo 2. Pippazzo si è opposto strenuamente:

“L’articolo articolo ARTICOLO dico l’articolo 2 2 2 2…”

“Avvocà ma qui c’è solo fino a 2.2.2, il 2.2.2.2 non esiste…”

“No no non nono, nono, non vo vo volevo dire capisce dire dico cioè dire du du du du due punto due punto due ma tutto l’articolo 2 va salvato, è il cuore del contratto”

“Ma se è un inutile pippone che dice che il singolare è plurale e il genere femminile include il maschile (a travoneee) etc… non mi pare sta cosa essenziale”.

Pippazzo alla fine ha ceduto pur di strappare una concessione sul nome dello studio legale da nominare nella clausola sulle liti.

Due che si accordano e si mettono a scrivere una clausola per stabilire che succede se non si accordano sull’accordo…questi sono i legali.

Il sudore mi imperla la fronte. Se salta l’articolo 2 vuol dire che cambiano numerazione tutti gli articoli dal 3 al 129 e, quindi, abbiamo appena disboscato un’area quanto la Lombardia inutilmente.

Preoccupazione del tutto infondata, perché la ristampa a seguito di rinumerazione è stata solo la prima di 18 ristampe dovute a errori, refusi, calcoli errati, margini smarginati, maiuscole minuscole, minuscole maiuscole, etc.

Alla fine, dopo l’ultima stretta di mano, è rimasto dentro quel senso di vuoto tipico delle fasi di transizioni, quando finisci e indugi sul compito compiuto prima di archiviarlo e andare avanti. Come si dev’essere sentito Mosè quando, nella notte che dispiegava le sue funeree ali placidamente assisa sul suo trono di pallide stelle, si è girato indietro, sull’altra sponda del Mar Rosso, e prima di portare il suo Popolo verso la terra promessa (e il macello sottaciuto), avrà indugiato a rimestare con qualche rubicondo ramo di corallo la spuma del Mar Rosso vermiglia mescolata al sangue cremisi degli egiziani.

Come quando finisci di fare la cacca, ma rimani seduto ancora un altro poco perché in fondo in fondo ti secca di doverti pulirti il culo, e poi ti alzi, con un senso di vuoto (fisico…) dentro, e dai una sbirciatina a quelle acque che hanno un colore tutt’altro che cristallino, ricoperte di carta tutt’altro che candida.

[^1] Ma è pure ‘n po’ coRpa tua, a ciocco d’ebano!, si vedi er mare aperto come ‘na sdraio er dubbio che quaRcosa nun j’ammolla te poteva pure piglià, prima da mette-te a ‘nzeguì uno ‘mmezzo ar mare aperto come ‘na cozza, chi ta credevi da esse, Noè? noh, voglio dire, eh?.

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