Monastero Zen (in Tibet)

Rifiuto di essere anch’io una di quelle tante facce stanche che hanno chiuso il cuore nella loro 24 ore, sorrido vedendo ciò che si stanno perdendo, anche dove non mi é concesso il mio spazio mi prendo in questa scatola di cemento che si sta stringendo, vivendo (Ti Sto Parlando – Articolo 31)


Ragazzi, l’anno che ci aspetta alle spalle…”.

“Eh boss, ci siamo lasciati alle spalle, semmai”.

“Stà zitto, Avvocatolo, non interrompermi, sono come un coito, io, e comunque so io quel che voglio dire io, io ho detto ci aspetta alle spalle, e io questo volevo dire, io, è in agguato, l’anno che verrà”.

“Ma parli del 2016, quindi?”.

“No il duemilaquind… ma la smettete di interrompere, Pippazzo, quando mai hai contato un…?”.

“Va bene, va bene, stiamo zitti”.

“Anche questa è un’interruzione…dicevo, il 2015 è in agguato, ci aspetta alle spalle, io mi rilasso, e lui, l’anno ZAC!, ve s’encula”.

“Com’è che a rilassarti sei te, la Boss, ma l’anno ce s’encula a noi, che pure abbiamo chiappe serrate tutt’altro che rilassate?”.

“Vi avverto…poi vi sbatto fuori…non interrompete il coito, voglio dire, il capo. Noi dobbiamo essere come un monastero zen. In Tibet.”.

“Quanto quanto quanto…”.

“Seee dimmi quanTo tu verrai…”.

“Quanto a mo, quanto ammo, quanto a mona, mona, a mona, quanto a monaci, ci siamo, bo, bo, bo!, boss, boss, dico boss, dammi un boss, dimmi boss, un boss, è vero, dico cioè, cioè dico, più reclusi di un ti, di un ti, diunti, diuntibetano, di un monastero tibetano, monastero, e sco, e sco, e scopiamo forse, forse, forse, forse, si, forse no, anche meno”.

“Ultimo avvertimento… La crisi è andata, è in crisi pure la crisi, ora bisogna approfittarne, sgraffignaere clienti agli altri, lo diceva pure Steve Jobs (il cui cognome, credete a me, è tutto un programma in fatto di trovare lavoro) stay allupate,stay frisc, andate in giro, iscrivetevi nelle palestre più “in”, frequentate i tennis club, scovateli i clienti, stanateli, fategli TANA!, pr, ragazzi, pr, PI ERRE, dico io, Pu-bli-c-re-la-tion-ship è LA PAROLA.”

“Veramente sono due di parole…”

“…faccio finta di non aver sentito…andate a sciare nei posti à-la-page, frequentate i porti turistici, compratevi una barca, se non ce la fate affittatela, fatevela prestare, rubatela, FINGETE che sia vostra quella parcheggiata, ma datevi daffare, il tempo passa…ho fiducia in voi, io, tanta fiducia che quest’anno vi raddoppio il variabile oo enti ra ia ro”.

“EH?”

“Ho detto VI RADDOPPIO IL VARIABILE olo ienti opra mila uro”

“Ma che stai a blaterà, enti opra mila uro??”

“Vi…raddoppio…il…variabile……suiclientisoprai trecentomilaeuro”

“Ah…mo’ si spiega… quindi dovremmo dunque…palestra, tennis, barca…, in pratica ci stai dicendo che i tuoi clienti li segue un altro team di 5 avvocati e noi ce la spassiamo come fai tu oggi?”

“Spiritoso…s’intende che tutto quanto uti supra voi lo facciate nei ritagli di tempo. L’avvocato è sempre immerso nello spazio-tempo-lavoro, è un neorealista”

“Neorealista? Io pensavo stronzo”

“Ti strozzo avvo…”

“E e e, boss, boss, boss, dico boss, senti boss, hey boss, tu bo, tubbo, tu boss, senti un po’, po’ po’ po’, il fi, il fi, il fisso, fisso, fisso, sai, dico cioè, ci aumenti il FISSO?”

“Monastero Zen, ho detto, cazzo! Non mi ascoltate…vi pare che un monaco zen e tibetano pensa a sti’ dettagli?”.

“Non pensa manco a rubare una barca per accaparrarsi clienti altrui fingendo di essere ciò che non è, senza contare, a tacer d’altro, che…dove diavolo troverebbe un porto turistico, in Tibet?

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A cena con delitto (tentato)

Qualche sabato fa la boss mi ha invitato a cena a casa sua.
In realtà mi ha sequestrato tutto il giorno per un lavoro che 1) avrebbe potuto benissimo fare da sola ma soprattutto 2) avrebbe potuto benissimo esser completato il lunedì della settimana entrante (senza esagerare…anche del mese entrante…).
Dunque mi sequestra, mi costringe ad un’inutile maratona di drafting, mi fa saltare il pranzo, e quindi a ora di cena, marito e due figli rientrati affamati come vegetariani rinchiusi in una macelleria, si decide a chiedermi se “NON è che mica vuoi fermarti per cena“.
Prima che potessi rispondere ha estratto dal frigo un pentolino con delle melanzane coetanee della via Lattea.
Lo ha piazzato sotto il naso del (povero) marito rincorrendolo mentre tentava di sgattaiolare via lungo il corridoio verso il suo unico rifugio ancora inviolato (il cesso) e ha chiesto “Senti un po’ se sono ANCORA buone?”.
E lui, evidentemente avvezzo a certi controlli anti-muffa : “noo, non puzzano per niente, poi nel frigo ci possono stare pure 3 mesi”.
E lei: “Ahhhh pensavo solo 3 settimane, mi preoccupavo”.
Quando ha estratto dal forno una pasta che sembrava fosse cosparsa di gorgonzola non ho voluto indagare sulla natura di quelle macchie verdi, mi sono improvvisamente ricordato di aver lasciato una “cosa” sul fuoco e ho declinato l’invito.
Lei “Ma come una cosa sul fuoco sei qui da 8 ore?“.
Veloce…pensa…pensa…o confessi e crepi di intossicazione o ti inventi qualcosa…
Boss ma tu che vuoi da me, il ragù mi piace stretto stretto. Buon appetito a tutti eh, come se avessi accettato, eh”.
Uscendo mi sono chiesto se le melenzane marce potessero avere effetti letali.
Nel chiedermelo mi sfregavo inconsapevolmente le mani, ingobbendomi di un altro cm, credo.

L’indecisa

Ho l’immensa e non meritata fortuna di avere un boss nato vissuto e pasciuto al nord.

Il boss, oltre che del nord, è leghista e donna.

Son tre malattie dalle quali difficilmente si guarisce, almeno le prime due.

Di peggio c’è solo l’amore per la Brutale, una bici a pedali molto costosa.

Io ho proprio un bel nulla contro le donne, è mica colpa loro se son nate donne.

Le donne sanno mai che vogliono.

La donna avvocato, poi, quand’anche lo sapesse, per deformazione professionale verrebbe mai a dirlo a te, e se proprio glielo chiedessi tu (cazzo vuoi?), te lo direbbe nel modo più ambiguo possibile.

Crederete mica che l’ambiguità sia un difetto, tutt’altro, trattasi di pianificazione architettonica di vie d’uscita (quella che si chiama “exit strategy“).

Sono anni che cerco di capire ogni quanto e su cosa voglia esser aggiornata il boss.

Sentite la risposta:

“Certo più frequente di una volta l’anno, salvo che per un anno non ci sia nulla da segnalare, ma meno frequente che giornalmente, a patto che non ti capiti qualcosa da segnalare in un giorno qualsiasi e questo giorno non sia quello in cui hai deciso di farmi l’aggiornamento annuale”.

Gli uomini, i lupi e gli avvocati si somigliano (quando dormono)

Così basso che un verme può guardarci sopra (T. Capote – A Sangue Freddo)

Se Dio mi avesse messo la bocca in cima ad un bastone per selfie, mi sarei sputato nell’occhio, di tanto in tanto.

E’ che appartengo ad una categoria molesta che non digerisco: quella degli avvocati d’affari.

Che poi, diciamocelo, di affari affari, non è che se ne vedano tantissimi, però qualcosa si muove.

“Avvo, la crisi è finita”

“Mah, mi pare un po’ ottimistico…”

“Finita, ti dico, è finita, la crisi è andata, e….”

“E…?”

“…”

“La crisi è andata, eeee…….???”

“E…Silvia da settimana prossima è a casa, lasciamo che persegua altri interessi”

“Ma se è incinta!”

“Appunto”

“Appunto che?”

“Se una si fa mettere incinta non ci tiene al lavoro, ha altri interessi, che segua pure i suoi interessi, ho a cuore gli interessi di tutti, io, persino, PENSA!, dei “miei” uomini”

“Ma Silvia è donna…”

“Appunto, che cazzo mi frega? Si faccia mantenere dal genio che l’ha impollinata”

Più in basso di così, al verme ci viene il torcicollo per guardarti sopra.