Ma alla fine chi è Avvocatolo?

Un avvocatolo napoletano a San Francisco

Sborn in the USA

I was me.

Quando lo ero, ero felice.

Poi ho scritto questo romanzo che si chiama L’ultimo Abele.

Facebook gli ha pure dedicato una Pagina.

E sono diventato Max, per tutti il Massimo. Della Pena.

Ma siccome mi piace scrivere ci ho aggiunto una “n” diventando Della Penna.

Siccome sono un tipo generoso e filantropo, mi pareva di dover condividere con tutto il mondo (intendo con quella media di 5 lettori per anno, spontaneissimi, a proposito, ragazzi, l’assegno questo mese ve lo mando per posta ordinaria, non ho i soldi per il DHL), dicevo mi pareva filantropico condividere urbi et orbi et cecatorum il mio dolore nella speranza di addolorarvi un poco pure a voi.

Perché – si dice sempre così – pensa a chi sta peggio, voi pensate a me e…se siete stronzi, ne gioirete, altrimenti il mio blog avrà compiuto il suo compito.

In virtù dell’ordine costituito, infine, per i poteri conferitimi dal sommo coltivatore di piante pentapunte verdi, Vi ingiungo di considerare ogni riferimento a fatti (e strafatti) o persone realmente esistenti che doveste credere di trovare nel blog come fuffa atomica, coincidenza astrale.

Come dite?

C’è il vostro cognome in un post?

Beh, non sarete mica gli unici a portarlo, o no?

Ogni trasgressione all’ingiunzione verrà perseguita-ta a norma di legge, e il trasgressore imprigionato e segretato per 100.000 anni nel salotto di mia suocera col compito di fare i pozzetti di Burraco a quattro sdentate.


DISCLAIMER LEGALE

ai sensi del D. Lgs. 2015/6.1.strunz. se hai dubbi circa la natura di questo blog e pensi che potrebbe forse ritenersi una testata giornalistica, te la darei io una testata.

Se poi ne sei convinto, fammelo sapere che ti aggiungo all’elenco degli Sbomballati.

Per quanto riguarda i cookies, ai sensi della legge dell’astensione dal rompere le palle al prossimo, eviterò di infilare un banner in cui vi informo di informazioni che non leggerete all’unico scopo di interrompere la vostra lettura.

Se trovate un cookie sul mio sito spalmateci della Nutella.

Questo blog è una compagnia, di sbomballati per l’appunto.

Il suo vero intento ed effetto può esser definito con le parole di Erasmo da Rotterdam, che nel suo celeberrimo Elogio faceva parlare la Follia in prima persona con queste parole che faccio mie e nostre e vostre:

<<Perché poi io sia venuta qui oggi, e vestita in modo così strano, lo saprete fra poco, purché non vi annoi porgere orecchio alle mie parole: non quell’orecchio, certo, che riservate agli oratori sacri, ma quello che porgete ai ciarlatani in piazza, ai buffoni, ai pazzerelli: quell’orecchio che il famoso Mida, un tempo, dedicò alle parole di Pan.

Ascolterete dunque un elogio, e non di Ercole o di Solone, ma il mio: l’elogio della Follia.

Che cosa c’è di più coerente della Follia che canta le proprie lodi?

D’altra parte io trovo questo sistema più modesto, e non di poco, di quello adottato dalla massa dei grandi e dei sapienti; costoro, di solito, per una falsa modestia, subornano qualche retore adulatore, o un poeta dedito al vaniloquio, e lo pagano per sentirlo cantare le proprie lodi, e cioè un sacco di bugie.

Veste la cornacchia con le penne altrui, fa diventare bianco l’Etiope, e di una mosca fa un elefante. Io invece seguo quel vecchio detto popolare secondo il quale, chi non trova un altro che lo lodi, fa bene a lodarsi da sé.

Da me ascolterete un discorso estemporaneo e non elaborato, ma tanto più vero.

Non vorrei però che lo riteneste composto per farvi vedere quanto sono brava, come usa il branco dei retori. Costoro, come sapete, di un’orazione su cui hanno sudato trenta lunghi anni – e qualche volta l’ha fatta un altro – giurano che l’hanno buttata giù, e magari dettata, in tre giorni, quasi per svago.

A me, invece, è sempre piaciuto moltissimo dire tutto quello che mi salta in mente.

Che bisogno c’era di dirvi tutto questo?

Da me è lontano ogni trucco; non simulo in volto una cosa, mentre ne ho un’altra nel cuore. Non possono tenermi nascosta nemmeno quelli che si arrogano la maschera e il titolo della Saggezza, e se ne vanno in giro come scimmie ammantate di porpora o come asini vestiti della pelle del leone.

Eppure, per accorti che siano nel fingere, le orecchie di Mida, spuntando fuori da qualche parte, li tradiscono.

Il nome mio lo sapete, miei cari… Quale attributo aggiungerò? Quale, se non Arcifolli (e Sbomballati, ndr)?

Con quale altro più nobile appellativo potrebbe la dea Follia chiamare i suoi iniziati?

Ad allattarmi con le loro mammelle sono state due graziosissime ninfe, Mete l’Ebbrezza, figlia di Bacco, e Apedia l’Ignoranza, figlia di Pan.

Le vedete qui con me, nel gruppo di tutte le altre mie compagne e seguaci (dette anche Sbomballate, ndr), delle quali se, per Ercole, vorrete sapere i nomi, da me li sentirete solo in greco.

E perché, dal momento che sto chiacchierando con voi, non essere più esplicita, secondo il mio costume?

E’ forse con la testa, col volto, col cuore, con la mano, con l’orecchio (parti considerate tutte oneste) che si generano gli Dèi e gli uomini?

No davvero!

Propagatrice del genere umano è quella parte così assurda e ridicola che non si può neppure nominare senza ridere (il flauto, ndavv.).

E che cos’è poi questa vita? e se le togli il piacere, si può ancora chiamarla vita?

Ditemi, per Giove, quale momento della vita non sarebbe triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso, senza il piacere, e cioè senza un pizzico di follia?

E di questo è degno testimone il non mai abbastanza lodato Sofocle con quelle sue splendide parole di elogio per me: “Dolcissima è la vita nella completa assenza di senno”.

Firmato: Avvocatolo.

Ovvero, La Follia.

134 thoughts on “Ma alla fine chi è Avvocatolo?

    • HAhaha ahahha Malachina bnauauau la storia della castagna è uno scherzo, un vezzo. Sterne nel suo capolavoro “Vita e opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo” ad un certo punto del libro inserisce un accenno molto curioso all’incidente della castagna. Poi però per centinaia di pagine non ne parla, e il lettore (proprio come è successo a te!) rimane con una curiosità insoddisfatta 😀 Quindi stavo solo citando Sterne 😉 Ad ogni modo il suo incidente era sbellicoso, in pratica un tizio prende una castagna da un panno senza accorgersi che è bollentissima, equindi apre le mani e lascia cadere la castagna, che si infila nella sua patta aperta. E lui fa tutta una serie di movimenti per liberarsi ma essendo a tavola con tanti commensali non può più di tanto fare 😀

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      • Ahhh ora tutto mi è più chiaro 😄 Beh dai, in effetti è un incidente piuttosto esilarante perciò potrebbe tranquillamente essere un evento realmente successo… A te certo, solo a te. Ad ogni modo grazie per la gentile spiegazione, avrei continuato all’infinito 😄

        Liked by 1 person

  1. Pingback: Addio al vecchio “Spiragli di Luce”, benvenuto al nuovo « SpiragliDiLuce

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