Il cimitero dei ricordi

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Il cimitero dei ricordi è un luogo senza confini. Negli anni di ciascuno di noi, le sue lapidi aumentano senza sosta. Piccoli oggetti ci ricordano chi era quell’amica con cui uscivamo quando ancora avevamo i capelli lunghi (una rosa essiccata ancora tra le pagine di un vecchio diario, un biglietto di un concerto tenutosi venti anni fa, robe così), in quale casa abitavamo quando ancora dormivamo sotto lo stesso tetto con i nostri genitori, in quale città, quale scuola frequentavamo, i professori che temevamo.

Ci sono persone di cui mi rimangono solo i pensieri. Tra queste quella che ho amato di più, la mia mamma di colore, volata via quando avevo tredici anni. Non ho nessun oggetto suo, nessuno, niente, neppure un bottone o un ago. Eppure è tra le più presenti.

Oggi, però, pensavo a un altro cimitero, quello dei sogni: negli anni i nostri sogni cambiano, o meglio sostituiamo nuovi sogni a quelli antichi, che vanno a finire in una terra desolata che, però, è sempre dentro noi. Sognavo di diventare un campione mondiale di moto, è evidente che quel sogno non è più realizzabile, eppure dentro me è ancora lì, integro.

Insieme a tutte le persone che non sono più nella mia vita. Dove vanno, queste persone?

Quelle persone che smettiamo di sentire, di vedere, di cercare, che fine fanno? Non sono, per noi, in tutto identiche a quelle che sono morte? Nel nostro mondo, loro sono in un unico posto: in un cimitero in cui ogni tanto andiamo a passeggiare, e qualche volta ci fa persino male vedere quelle foto sulla lapide, a pensare che fino a poco tempo prima eravamo lì che correvamo insieme per la strada.

Gira che ti rigira, le persone che ti trovi sempre a fianco, quelle da cui ti separa solo la morte, sono sempre le stesse: la tua famiglia. Eppure, sono quelle persone che ci troviamo spesso a ignorare più di tutte, a trascurare, a trattare male.

Com’è strano continuare ad attraversare gli anni della propria vita, senza aver afferrato minimamente il senso di tutto questo peregrinare.

Alle volte, ecco, alle volte mi pare un cieco andare.

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14 thoughts on “Il cimitero dei ricordi

  1. Nulla è sprecato. Mai.
    Nè il tempo, nè le energie e non credo nemmeno le false amicizie.
    Tutto nella vita è esperienza, tutto.
    I ricordi, le delusioni, gli attimi di felicità, i sogni, la disperazione.
    Noi siamo un prodotto di tutte queste cose, in continua trasformazione.
    Non bisogna arrendersi, non bisogna vivere di false speranze. E’ sbagliato rifugiarci in ciò che vorremmo essere ma piuttosto è bello sapere di combattere per quello che un giorno saremo, o non saremo. A questo punto non conterà più.
    Ciao Avvo.

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    • Oh ma credimi, non volevo dire affatto che qualcosa è sprecato. Anche solo finire in un cimitero… ci offre l’occasione di riflettere, di riandare con la memoria ad altro, al contorno, da un biglietto di un concerto parte il ricordo di un amico, e di una stagione, o di un genitore che c’era allora e poi non più… no, niente è sprecato, quei sogni prima di diventare pietre, ci hanno attraversato da parte a parte modificandoci! Un abbraccio

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  2. Aò e me puoi fa venì da piange così tu?
    I sogni… Quelli non li perderemo mai… Perche sono dentro di noi. Anzi, siamo noi. I nostri sogni siamo noi. Ecco. Anche quelli che non realizzeremo… Un animo un oo motociclista lo hai dentro. E quello nessuno te lo toglie…
    I sogni stanno li in quello spazietto solo nostro dove ci entra solo chi lo merita davvero…
    Per le persone… Beh quelle che non ci sino più accanto evidentemente dovevano fare solo un pezzo di tragitto con noi… Quanti passano e quanti passeranno… Poi ci sono quelle persone che spero continueranno a camminarmi vicino… Altrimenti mi faccio tanto male…
    Ora soffiamo sul tuo di sogno!

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  3. Bellissimo post Avvo. E’ davvero triste pensare alle persone che abbiamo perso per strada senza averle perse realmente… e a quelle con le quali avremmo voluto continuare a camminare mano nella mano e invece ci sono state portate via…
    Malinconico ma stupendo
    Vale

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