Help IT

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Il dipartimento di IT di ogni studio e ogni azienda è quel gruppo di Nerd tutto felpe e occhiali tenuti col nastro adesivo nero, che si occupa di quei problemi non risolvibili con un “ctr alt canc” o con un riavvio del pc.

Ora, molte aziende e studi, con la crisi, hanno affidato all’esterno tale servizio, e con “esterno” intendo non solo e non tanto “esterno” allo studio, ma anche esterno all’Italia e spesso all’Europa (e alla fascia dei pianeti interni, se è per questo).

La sigla IT potrebbe trarre molto in inganno: di italiano, in questi team, c’è ben poco.

Se già gli informatici italiani hanno il gusto per gli acronimi inglesi, figuriamoci gli informatici Svizzeri, Bengalesi o abitanti nella nube di Oort.

Prendiamo per esempio la parola “token”.

Da che mondo è mondo e da che universo è universo, gli oggetti di plastica che misurano all’incirca mezzo centimetro di larghezza per tre di lunghezza, e che consentono l’accesso a servizi o prodotti altrimenti preclusi, si chiamano “chiavette” in Italia.

Non perché somiglino a delle chiavi, quanto perché “aprono” mondi altrimenti inaccessibili.

C’è la chiavetta del caffè, la chiavetta internet (che ti apre una finestra su windows, anzi su explorer), la chiavetta USB (che ti apre il mondo copia&scappa), etc.

Gli IT people NO, non potevano chiamarla “chiavetta”.

La chiamano “TOKEN”.

Un nome misterioso, dal vago sapore esoterico, che evoca un totem, un tabù, un idolo sacro (token, che dal dizionario mi risulta significare gettone, il che è poco… significativo).

L’altro giorno ho chiamato questi signori:

“Buongiorno”

“Buongiorno un corno, qui sono le 04 di notte”

“Ehm non sapevo che ci fosse questo fuso orario tra un piano e l’altro dell’edificio”

“Ci hanno trasferito dal terzo piano alle Isole Fiji”

“Ma io ho composto un numero interno!”

“Mai sentito parlare di deviazione di chiamata?”

“Ok, senta ho un problema al pc che non si accende…”

“Da quale studio chiama?”

“Uh, pensavo serviste solo noi… chiamo dallo studio legale associato a delinquere Pippo & Fiuto di Torino”

“Bene, mi dice il suo numero di serie?”

“Mah non saprei, dovrei chiedere a mia madre”

“Humor italico vedo… il numero di serie del suo pc”

E qui si vede la prima differenza con gli italici IT people, che adorano chiamare i pc “Macchine”.

“Ehm, non lo so”

“Ma senza numero non posso fare nulla”

“Eh…”

Sbuffa, come a dire “tutto io ti devo dire”.

“Guardi sotto il pc”

“Vedo la scrivania…”

“Sotto il pc, vicino lo slot per l’sdch”

“Cosa è un sdch?”

“Guardi la porta firewire 1394”

“Ciumbia?”

“Dalle parti della batteria, c’moooon, let’s gooo!”

“Ma la batteria è dentro il pc, non la vedo da fuori…”

“Senta, ci dev’essere un’etichetta gialla, non può non vederla”

“Ah si, ecco, il n. è aufheuiprf2908492038929”

“Ma che fa, no, il numero di serie non è alfanumerico, ma solo numerico”

“E quindi?”

“E quindi non deve leggere “aufheuiprf”, ma dirmi solo i numeri. Le ho chiesto un NUMERO di serie, non un ALFA-NUMERO”

“Mah… dunque il n. è 2908492038929”

“Bene. Host name?”

“Eh? Non ho capito, può ripetere slowly?”

“H-O-S-T N-A-M-E, qua-le ca-zzo di h-o-s-t n-a-m-e ha?

“Avvocanzo Mal E Panz”

“Il nome del suo host server, c’mooon!”

“Cosa è un host server c’mooon?”

“Va bene, attenda in linea, lo cerco io, lasci il pc acceso”

“Ma le ho già detto che il pc non si accende”

“Va bene, attenda in linea, lo recupero io”

Ma porcamignotta, se potevi vederlo tu sto host name, che me lo chiedi a fare?

“Bene, lei è l’utenza UDPStiKazz123. Accenda il pc”

“Cosa è stato poco chiaro nelle mie parole ‘non si accende il pc’? Le faccio lo spelling?”

“Lei ci provi ad accenderlo”

“Ecco”

“Ha acceso?”

“A genio della lampadaaa, non si acceeeen-de!”

“Ci ha provato?”

“No, non ci ho provato, ho sentito l’aura del pc morta con le imposizione delle mie mani e così ho intuito a livello di subconscio che il pc sarebbe rimasto spento… certo che ci ho provato, Bill Gates de noantri!”

“Ok, ok, attenda un attimo in linea”.

Mi sorbisco diciotto minuti lordi della nona di Beehtoven in monotono.

Ritorna:

“Senta provi a staccare il cavo di rete”

“Fatto”

“Rimetta”

“Fatto”

“Succede niente?”

“No”

“Ritolga”

“Fatto”

“Rimetta”

“E basta! Che c’è, spera che a furia di scoparmi il buco del pc con un cavo di rete quello si eccita e si riaccende?”

“Aspetti che mi consulto con i miei colleghi, non spenga il pc… [musichetta d’attesa] eccomi, prenda il fermacarte sulla sua scrivania, quello vicino a dove tiene la sua mano destra”

“Ma lei come diavolo fa… vabbè, fatto”

“Bene, lo prema con forza sul pc, una botta secca mi raccomando”

Sbam

“Si è riacceso…”

“Bene, ora partirà un sondaggio sul gradimento dell’intervento”

“E’ anonimo?”

“Certo”

“Non vedo l’ora”

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41 thoughts on “Help IT

      • Normalmente sì ma questo davvero non ce la fa…altri invece si negano al telefono se parli inglese ma rispondono sempre se chiamano le colleghe che parlano francese. Sto cercando di recuperare il francese studiato all’università per sopravvivere… (comunque almeno se vado in sede mangio decorosamente, prima lavoravo per un’azienda inglese).

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  1. ‘Na botta e via!
    Funziona spesso, e non solo per riavviare un pc.
    Buona settimana Avvo!
    PS: non è che con felpa nera e occhiali scuri alla fine mi diventi un po’ Nerd pure tu? 😉

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  2. Hahahaha, oddio la telefonata!!!
    Immagino il tuo form di gradimento.
    Assomiglia molto alle telefonate per guasto alla linea che effettui all’operatore di fiducia. Sei fortunato se parla la tua lingua.
    Avvo, me fai morì. Ma tu lo sai che IT non sta per ITalia vero? Lo hai detto solo per depistare quelle persone che si sentono già con la soluzione in mano solo perché sono convinte di parlare con un abitante nativo italiano?

    Buona giornata AvvoITDEPT…
    Smuacccckeeete!

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  3. I migliori it service sono di Urano in realtà. Comunque caro il mio avvocatolo sei molto a digiuno di informatica vedo. Bisogna sempre avere un fermacarte pesante, meglio se a forma di testa dell’Isola di Pasqua, da usare alla bisogna.

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  4. E allora me lo potevi dire pure prima che mi devo procurare un oggetto contundente! Ma vale pure per i cellulari mosci?
    Ho fregato WP e ti ho trovato uguale pure se non ti metteva nel lettore! Gnac gnac!
    PS. Ce credo che scopi bene con la vaporella… Te piace vincere facile eh… Bonci bonci bo bo bo!
    Sei sempre da scompiscio avvo! Non si può non leggertiiiiii! Sbaciuz a te e all’it! No il pagliaccio eh!

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    • Ahahahah eccola finalmente! WP ti ha estratto da sotto le macerie dello spam! Vale solo per i cellulari tosti, credo… ma poi che c’entrano i cellulari? Forse mi sono scordato un taaaaaaaaaaaaag!

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  5. Condivido parola per parola. Ogni tanto vivo la stessa esperienza. Aggiungo una mia visione del fenomeno: io penso che si possa essere dei geni, ma se non si è in grado di farsi capire dagli altri (perché ti piace e fa comodo fare casta) per me sei un emerito coglione (perdona l’eufemismo). Il problema degli tecnici informatici puri, è che sanno programmare la macchina ma non sono in grado di comprendere le esigenze dell’utente finale, cioè quello che conosce il lavoro vero e come deve essere svolto, quindi hanno anche il difetto di non sapere ascoltare. Finché posso cerco sempre di cavarmela da solo. Passo e chiudo.

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  6. chi fa da sè fa per tre. IT ovvero Information technology. Diamine siete rimasti all’età dalla pietra anzi del ferma carte. Quel sistema si usava quarant’anni fa, quando un bel colpo di martello sulle schede faceva ripartire il main host ovvero quei voluminosi oggetti ibernati a 18°.
    pensavo a call center più evoluti.

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  7. Eheh come hai ragione… Potrei farti dozzine di esempi analoghi a “token” (si dà il caso che io lavori in un dipartimento it): da “startare il sistema” a “downloadare” a “deployare” fino al molto in voga “roadmap”. Laddove posso io uso sempre l’italiano e quando non posso cerco sempre di spiegare al mio interlocutore con definizioni, esempi e analogie.
    A nostra parziale discolpa posso dire che ogni professione ha il suo linguaggio. Pensiamo ai musicisti di tutto il mondo che parlano di “allegro” e “pianissimo”. I medici poi… Dietro ogni parola si nasconde un’insidia. Anche voi avvocati non scherzate, il vostro “comparire” lascerebbe immaginare scenari quasi magici e invece si tratta di scenari ben più concreti e preoccupanti.

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