Ma perché fai l’avvocato (se non lo sei)?

Bella domanda.

Bella davvero.

Io non ci sono nato così, ve lo giuro.

Mica sono nato con la camicia e la cravatta.

Nossignore.

Io ero come tutti gli altri bambini.

A cinque anni volevo diventare veterinario onde poter curare cani, gatti, pesci rossi e tartarughe, per non dover mai più subire lo strazio di un funerale di questi cari amici nel giardino di casa.

A sette anni da grande volevo fare il medico, ma non uno generico, bensì il medico che cura la povera gente e non si prende pagato. Come obiettivo secondario, mi proponevo la scoperta dell’immortalità da regalare subito subito a mamma e papà.

A mia madre che mi diceva “finisci di mangiare la cipollata e vai a scuola al posto di dire stronzate”, rispondevo che stavolta facevo sul serio, che non ero come gli altri che lo dicevano ma poi non lo facevano.

Ancora oggi non mi arrendo all’idea che avesse ragione lei.

A dieci anni da grande volevo insegnare ai bambini in Africa, essere un professore, ma anche qui non come i normali prof, bensì di quelli che non si prendono pagati.

Ma mia madre chiedeva chi mi avrebbe imprestato i soldi per il biglietto, quindi liquidava il tutto con un “vatti a lavare i denti e smettila di dire stronzate”.

A quattordici anni da grande volevo fare il calciatore come Maradona e guadagnare un sacco di soldi, ma mica per me, nossignore, volevo guadagnare i soldi per sistemare i miei fratelli e mamma, a papà no perché c’era piaciuta la bicicletta e ora che sarei diventato milionario doveva pedalare, e se avanzava qualche soldo avrei sistemato anche mio cugino e la Suora che mi ha seguito alla scuola materna. Ma mia madre diceva che Maradona prendeva brutte medicine, e “smettila una buona volta di dire solo stronzate”.

A sedici anni volevo fare il benzinaio, perché era stupendo avere uno stipendio fisso e non dover studiare, e tutto sommato avere anche non troppo da fare. Quantomeno, i benzinai del mio paese erano così indaffarati che spesso li dovevi svegliare. E poi i benzinai avevano tutti la moto (a rate). E poi lo diceva pure Luca Carboni. Ma mia madre diceva “spegni quella caxxo di radio e vai a scuola, e smettila di dire stronzate”.

Poi a diciassette anni da grande volevo fare il Dj perchè i Dj cuccavano alla grande e entravano alle feste a gratis. E mia madre “smettila di graffiarmi i dischi, quello è un giradischi non è la ruota della fortuna, vai ad innaffiare le piante, e poi, e poi!, avvocatolo, non sei più ragazzino, smettila, ti prego, smettila di continuare a dire stronzate”.

Poi a diciotto anni ho dovuto scegliere tra le varie opzioni.

Ho scartato medicina, troppo lunga la gavetta e poi si sa, bisogna essere introdotti, e l’unica cosa che mi introduceva alla medicina era il termometro (quando andava bene sotto l’ascella o in bocca).

Professore? E che fai vivi con 1 milione e duecento cucozze al mese?

Benzinaio? No, prima o poi il petrolio finisce.

DJ? Troppo grande per queste pagliacciate.

In pratica, non ho mai avuto scelta, l’avvocatura era il mio destino.

Mi dicevo, non deve essere male andare a dormire sapendo che quell’innocente non è stato ingiustamente punito solo grazie a me, che quel diritto costituzionale era stato osservato grazie alla mia arringa finale, che quel figlio indigente non era stato diseredato grazie ad una mia interpretazione sulla lesione di legittima.

Sognavo di scoprire un cavillo nelle carte costituzionali degli Stati africani grazie al quale facevo ottenere ai milioni di disperati di quelle terre dei risarcimenti dallo Stato tali per cui potevano mangiare fino a scoppiare, sognavo di installare la mia tenda/ufficio in mezzo alla savana con i capitribù che percorrevano centinaia di km sulle loro piante dei piedi nudi, con i vestiti larghi, i bracciali fascianti, gli orecchini al naso, solo per avere un colloquio con me, sognavo di fermare sul nascere la seconda Intifada con una nuova versione, scritta di mio pugno, degli Accordi di Oslo.

Sognavo di diventare insomma un avvocatolo senza frontiere.

Mia madre diceva “fai quello che ti pare, tanto sempre stronzate”.

Alla fine mi sono ritrovato, in estrema sintesi, ad arricchire i ricchi e a far evadere gli evasori.

Forse alla fine fare il benzinaio poteva tornare più utile.

E pure tu, mammà, però, potevi pure dirmi qualcosa, al posto di dire solo che dico solo stronzate.

Perchè, dunque, l’avvocato?

Ed io che caxxo ne so?

p.s. Chiedete a mia madre.

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62 thoughts on “Ma perché fai l’avvocato (se non lo sei)?

  1. Solitamente quando mi chiedono il perché della mia scelta universitaria (giurisprudenza) rispondo che é stata “una scelta per esclusione”, solo che poi lavorando in uno studio legale, ho escluso anche di fare l’avvocato!😁😁😁 e così sono povera in canna e pur essendo grande continuo a fare lavoretti e a non saper ancora cosa farò da grande. Le stronzate saranno stronzate, ma pagano meglio Avvo!😜

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  2. E saresti benzinaiolo?
    Inutile recriminare, quello che conta e’: da qui in avanti , e basta….
    (e’ quello che mi riprometto continuamente e che cerco di fare , invece di pensare a quello che avrei potuto essere , se….)
    Un abbraccio,
    Non Isabella

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  3. Così vanno le cose, mio caro avvo: si parte sempre per fare del bene e si finisce per fare l’opposto. Ogni idealità giovanile trapassa, lasciando solo la corazza del cinismo. Ma non prendertela, in fondo, qualcosa di buono l’avrai anche fatta tra le tue tante scartoffie. Magari, alla fine, alle porte del paradiso, qualcuno vorrà prenderla in considerazione,concedendoti di entrarci senza tanti problemi…
    Una splendida serata a te…

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  4. Era meglio fare il dj che ve ne sono alcuni tra l’altro che oltre ad essere più vecchi di te credo guadagnino pure più di Maradona e tutto sommato non fanno un cazzo come i benzinai!

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  5. I periodi duri ci sono in qualsiasi lavoro…..e il pensiero “Ma chi me l’ha fatto fare” penso che l’abbia avuto chiunque almeno milioni di volte. Mettiamola così, almeno ti fa vivere bene….
    Buona serata Avvo 🙂

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  6. A 8 anni volevo fare la suora (lo giuro). Son passate molte lune da allora: non pratico la chiesa, è vero, ma mi sa che continuando la vita degli ultimi anni, suora mi ci nominano d’ufficio. 😂😂😂😂😂😂
    Sono matta, lo so… 😜

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  7. ” avvocatolo, non sei più ragazzino, smettila, ti prego, smettila di continuare a dire stronzate”.
    Ops mi e’ scappata la Madre che e’ in me! 😆😆😆
    P.s va’ che vai bene come sei,un gran Maritolo e un Grandissimo Papa’polo
    No????

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  8. Io volevo NON diventare mamma.
    Io volevo NON sposarmi.
    Io volevo fare il dottore.
    Alla fine.
    SONO mamma.
    SONO sposata.
    NON SONO dottore.
    Non si è mai troppo grandi per decidere cosa si vuole diventare da grandi.
    Le mamme dicono.
    Ora che son mamma, vorrei solo che fossero felici.
    Ora che sono tutto quello che non volevo essere, sono felice.
    Ora che ho ancora mille sogni nel cassetto.
    Vorrei ancora fare il dottore, ma in un altro campo!
    Ciao Avvo!

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    • Wow Giorgia, tu riesci a commuovermi dovunque appari! Sei una GRANDISSIMA mamma, e una grandissima moglie, e non fa niente che non sei un dottore, chissene! Hai sempre tante altre vite davanti da rinascere 😉 UN abbraccio forte e spero che almeno qualche cassetto di sogni tu riesca a svuotarlo!

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  9. Perché ti sei ostinato a dire solo stronzate, ecco perché!
    In realtà è un bene che tu abbia di che vivere, credo bene, cioè non tu che ingoi rospi e merda, ma la tua famiglia. Però è un peccato non aver fatto quella cosa dei medici immortalatori.

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  10. Se chiedessimo a tua madre probabilmente ci direbbe di non leggere le tue stronzate! Scherzo, gran bel post. In un certo senso mi ci rispecchio anch’io nella tua infanzia. Ancora una volta, complimenti per il post!

    Matt

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  11. E come l’avresti scritto “L’ultimo Abele” se non avessi fatto l’avvocatolo?!?
    Gioia, tu sei uno scrittore prestato all’avvocatura. E l’avvocatura ci ha restituito un grande scrittore!!!
    Altro che stronzare! 😉
    Besitos

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  12. Chiedere a tua madre? ma non dire stronzate! Tanti buoni propositi per diventare avvocatolo. 😀
    Argh! ma io devo smetterla di dire… lasciamo perdere. Grande Avvo! E’ così che si diventa stimati e importanti. idee chiare e niente regali gratis.

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  13. Ciao Avvo.
    I casi della vita sono molteplici. Io, laureato in Statistica, mi sono ritrovato a NON fare lo statistico, ed anzi ad utilizzare computer tutto il giorno. Io, che dei PC avevo perfino paura.
    Comunque il DJ non era una cattiva idea.

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  14. ma pensa se ci chiedessero… cosa vuoi fare da piccolo? invece che da grande!
    io volevo fare l’astronauta per arrivare fin su venere e poi tornare giu in africa, ballare li con i bambini e riportarmi un po di sabbia…
    poi sapevo che avrei fatto la mamma… ma non sapevo assolutamente cosa volesse dire… ed ora che lo so, credo che la mamma, o il papà siano i mestieri piu belli del mondo! il resto… è nooooia!! non non ho detto gioiaaaa!!!
    ps. sai che avrei potuto lavorare per una ditta che all’epoca si chiamava Siffredi Corporation?!?!?!? ma non andai… sdeficent!
    e poi tu non sei avvocato. sei Scrittore! vabbè, pure nu pocheriello avvocato, va!
    ma quindi tua mammetta non ti faceva gia le aulive ascolane???
    mo mo capisco perchè c’hai la fissa delle cipolle puzzolose pure nella carbonara…
    sbaciuzz!

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  15. Secondo me, carissimo avvocatolo, hai fatto la scelta giusta…quella che ti ha dettato il cuore e penso che ci abbia preso (il cuore)… Sei bravo e devi essere fiero di quello che oggi sei… Ti auguro tanta fortuna, soddisfazione e felicità….😊

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  16. Bel post……..la mia é stata una storia diversa i miei mi hanno sfinito xche diventa sai avvocato e alla fine ci sono diventata ma mi è venuta l orticaria poi così faccio tutt altro

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