Sarà l’autunno

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Negli ultimi tempi sono riuscito a combinare tanti e tali di quelle cagate, peraltro sotto gli occhi di tutti, che m’aspettavo da un momento all’altro un collegamento in diretta da casa con qualcuno che, piangendo, mi dicesse “siamo orgogliosi di te, avvo”.

Un po’ come con i concorrenti dei reality.

Peccato che – qui – colui che rimane vivo, dopo tutto e dopo tutti, non vince alcun premio e non viene invitato in studio dalla Marcuzzi.

Qui l’ultimo che rimane, chiuda la porta.

Ieri pensavo a nulla di tutto sopra, ma quello che sto per scrivere sotto quello che c’è sopra (c.d. sotto-sopra).

Che ora che ci penso, se c’è un sotto, questo sta sempre sotto sopra, mentre il sopra non è detto che stia sopra tutto (fernet branca).

Dicevo, anzi scrivevo, che ieri pensavo… anzi contavo, contavo quanti soci di sesso maschile ci sono in studio, e per contarli non mi sono bastate tutte le punte libere delle dita delle mani e dei piedi.

Poi mi sono dedicato alla conta delle donne socie, per contare le quali mi è bastata un’altra punta di un altro mio organo biologico (peraltro con funzioni molto importanti).

So perfettamente a quale organo state pensando, e lasciatevi dire che siete ben strani se voi usate quell’organo per contare.

Io intendevo la punta del naso, comunque.

Insomma anche negli studi legali si segue il principio seguito da tante monarchie europee in passato, in cui prevaleva la linea maschile nella genealogia, dimenticando che mater semper certa est.

Ma io francamente conosco il calore che emana un pulcino, uno vero.

Conosco il picchiettare del picchio sul tronco, lontano e alto, l’unico al mondo non confondibile con nessun altro suono.

Conosco le macchie che lascia il muschio sulle ginocchia, e l’alone che permane nonostante le lavatrici.

Conosco il sapore della polvere sulle more.

Conosco il ticchettio diffuso della pioggia su una tettoia di lamiera.

Conosco l’ombra fitta e magica che c’è alla base di un salice piangente.

Conosco la consistenza del fango tra le mani, e come secca rapido, e le rughe che disegna sulle mani, e come riacquista viscosità al contatto con l’acqua.

Conosco tutte queste meraviglie ma non le ricordo, o forse ricordo meraviglie mai vissute.

Invecchiare, diceva il compianto Mark Twain (qualcuno in una sua biografia scrisse – intendendo tesserne le lodi – che l’anno in cui morì Twain, il 1910, fu l’anno in cui – guarda caso – nel cielo si spegneva la cometa di Halley), significa ridursi a questo, a ricordare esclusivamente cose non accadute e non ricordare nulla di ciò che è stato.

E a volte è proprio così che mi sento, come se stessi invecchiando, come se stessi dimenticando quello che c’è stato, sostituendolo con fantasie di vita mai vissuta.

Sarà l’autunno.

 

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32 thoughts on “Sarà l’autunno

  1. Ciao Avvo, questo autunno ti rende saggio e profondo, ma ci tengo a dire che l’ho capito da subito che contavi con la punta del naso!😜 un megabaci8 a te e alle tue meravigliose produzioni artistiche e mi riferisco ai tuoi figli!!! 😁😘😘😘😘

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  2. Bello questo filo di pensieri. Questo non sense che fa la conta e gioca con le parole come un bambino per poi introdurre poesia, vera. “La polvere sulle more” è stupenda. E Twain era una stella, davvero. Complimenti, Avvo, ti sento vivo [e dovrei leggerti più spesso]. Invecchiare è l’altro ramo di un’iperbole. All’incontrario. O sotto-sopra. Aveva ragione anche Fitzgerald. Si torna da dove si è venuti. Nel cosmo del “possibile”…

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  3. mi piace piu qua…
    ma se ieri non pensavi a nulla di tutto sopra… come lo hai scritto sotto se quello sopra non lo pensavi? ti è venuto rdirettamente così di getto di scrivere il sopra sul sotto??? o hai scritto prima il sotto ma poi dovevi metterci un sopra? e a parte che pensavo che tu contassi con la punta del… l’alluce!
    a parte che se le conosci le ricordi, non sapendo di ricordarle tutte ste cose…
    e che male c’è nel fantasticare? tanto le cose vissute sempre ti appartengono comunque.
    poi di cagate ne hai fatte… e menomaleee!
    a parte gli scherzi due begli affarini profumosi e cicciottosi li ha fatti!
    e due belle creaturine di pagine e inchieostro pure li hai regalati al mondo…
    quindi affangul la smarcuzzaus che c’ha pure le zampe storte! 😀

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  4. Bentornato Avvo!
    Mi mancavi…
    È vero, ti leggo quotidianamente (e ti tormento coi miei commenti con altrettanta frequenza), ma qui è più “tra di noi”. Le piogge, prime avvisaglie dell’imminente autunno, hanno ammantato di malinconica opacità il tuo sguardo che sembra occhieggiare da dietro un vetro appannato. E allora rispolvera quel semplice gioco fatto da un dito che scrive liquide parole di condensa a ritrovare il sole!

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  5. Orsù battiamo le mani. L’avvo è tornato. Per restarci e essere come la comete di halley? Però non mi pare che siamo nel 1910.
    Scusa ma il naso per cosa lo usi? Per annusare oppure per soffiarci?

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  6. E’ come se questo post fosse diviso in due parti, una dedicata al tuo io più caciarone, l’altra a quello più malinconico e “sentimentale” (sai che io intendo questo termine come un complimento). E’ come se stessi dicendo che tra ciò che fai e ciò che scrivi, tra quello che immagini e quello che davvero è stato o che vivi in questo momento, i confini si stanno facendo più sottili. Io credo che sia proprio scrivere, che fa questi scherzi, confonde e intreccia le cose. Ma forse è perché anch’io sto invecchiando, o perché è autunno anche qui 😀
    E bentornato, eh! 😀

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    • Ciao amica cara! Grazie intanto per il bentornato! Le tue analisi sono cambiate affatto, sempre acute e azzeccatissime, tanto che leggendo te scopro cose che mi riguardano e che però mi sfuggivano! Un abbraccio e a presto!

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  7. Avvo ti quoto in pieno anche perché pure io c’ho na certa. Per quel che riguarda lo spazio che le donne stanno acquisendo nel mondo del lavoro credo dipenda molto dai contesti. Ad esempio nelle Pubbliche Amministrazioni le donne stanno prendendo piede ma mi rendo conto che non tutti i contesti lavorativi sono uguali. Comunque le frasi che hai scritto mi hanno sensazioni tattili ed emotive (mi sono immaginata la pioggia sulla lamiera, l’ombra del salice ed il suo profumo). Ci sono sensazioni che non svaniscono con l’età: dammi retta.
    Un sorriso per te.
    p.s. ma il tuo indirizzo mail è sempre lo stesso?

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