Kavvingrinus – Avvocatolo

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Puntuale come la morte arriva la morte (temporanea) di Kavvingrinus! La parola al parruccone viola.


Non amo i generi, amo gli autori, di solito morti; il tempo è il miglior recensore [Che razza di proverbio è?]. Non è un proverbio [Non si parla ai commentatori!].

Il primo libro di cui ho memoria [MEMORIA? TU? BUAUAUAAUUA] narrava di un cane [Autobiografico?] abbandonato, di Bulgakoviana [Mettere “iana” in fondo al nome non farà di te un esperto di Bulgakov] memoria. Finiva ammazzato. Non ricordo titolo né autore [Ma va?].

Il secondo fu L’uomo che non sbagliava mai [Praticamente l’uomo dei sogni di tua moglie…], di Steve Perry. Un fantasy su un uomo dai nervi d’acciaio. Mi fece sognare.
Finiva ammazzato. I miei avevano i loro gusti.

L’ultimo Azteco, di Gary Gennings fu altro libro che mi segnò nel profondo durante l’adolescenza; un arazzo stupendo di storia Azteca sul cui sfondo si consuma un incesto tra fratelli indescrivibilmente dolce. Non ho più pianto tanto su un libro [Probabilmente ti sei scordato Non ti muovere…], nemmeno su gli altri di Gennings della serie dell’Azteco.

Incappai presto in A Futura memoria, se la memoria ha un futuro [Se la memoria ha un avvocatolo…] di Sciascia, che mi lasciò stupefatto (alla seconda lettura [FALSO!]) per i dibattiti profondissimi sulle pagine dei giornali dell’epoca: altri tempi [Sì, di 127 senza aria condizionata, bellissimi].

Crescendo, mi appassionai a Eneide, Iliade e Odissea [Andiamo, questa è meno credibile di quella che leggeva Goethe e pensava fosse un libro Harmony!], un’umanità di un’attualità disarmante e Ventimila Leghe Sotto i Mari [Leghe?], nonché L’isola misteriosa che mi ha fatto capire cosa significhi inserire una “svolta” in un romanzo. Seguirono titoli “comandati”, I ragazzi della via paal, Cronache di Poveri Amanti, Il sentiero dei nidi di ragno et similia, ma nessuno di essi diventò autore “totale”, come lo fu invece Stephen King, che incontrai al liceo quando soffrivo d’insonnia [Ne deduco che stai ancora al liceo…], e quindi fu fatale l’imbattermi nel suo Insomnia. Lasciai il King solo quando nel 2012 lessi Doctor Sleep, pallido tentativo di dare un seguito a Shining [E chi se ne futte, questa è la storia dei libri che hai letto, non di quelli che non hai letto].

Ho avuto un lungo periodo al liceo di stampo “politico”: Mussolini socialfascita di Bocca (più altri suoi saggi) unitamente a Mussolini l’Italiano di Lepre mi convinsero che non ero fascista, né comunista, ma che aborrivo la violenza [Se hai finito di fare lo sborone, vorrei mettere qui le foto delle svastiche che disegnavi, caro il mio comunista].

Continuai con Se questo è un Uomo, di Levi, Il Diario di Anna Frank e una raccolta di lettere di condannati a morte [Che sei veramente cojone…]. Ne uscii così strapazzato che tornai sul tema solo dieci anni più tardi con Viaggio al termine della notte, di Cèline, con la sua ironia fulminante.

Nella “maturità” [Maturità? BUAUAUAUAUA] arrivò Hemingway e tutti i suoi romanzi; della sua vita mi intrigai al punto da partire per Cuba a caccia [Di buttane, dillo!] dei luoghi che echeggiavano del suo mito. Mi ero lasciato un ultimo libro che finii proprio in quella epica vacanza: Verdi Colline d’Africa. Mi sentii a casa pur se dall’altro lato dell’Oceano [Sempre detto che sei un Orango Tanghero]. Qui trovai la famosa frase circa l’irrilevanza della letteratura americana pre-Mark Twain; appena rientrato dall’America in Italia, tornai oltreoceano leggendo tutto quel che trovai di Mark Twain. Di lui cito solo Vita Dura [Per fare lo sborone, lo sappiamo], biografia graffiante, e il suo rapporto “sereno” con la morte, tanto distante da quello morboso di Hemingway. La sua vita è di un tragico assurdo, e dimostra come dietro i sorrisi si celi tanto dolore.

Il suo Tom Sawyer, peraltro, ha ispirato il Jack Sawyer di Stephen King. Fili strani che si tendono tra i miei autori preferiti [Fili strani che si tendono tra le palle di chi sta leggendo questa storia infinita], come il filo che lega lo pseudonimo del King (Richard Bachman) con un altro mio autore “totale”, Richard Bach, uomo di sensibilità rara.

Cent’anni di Solitudine (c’è bisogno che dica che è Marquez? [No, cazzone]) e tutti gli altri capolavori del genio sudamericano me li sono gustati con animo trasognato. Cito solo Vivere per raccontarla perché mi ci sono perso [E perché continui a fare lo sborone], prima di proseguire con Per nascere, son nato di Neruda, che mi ha scavato dentro [Dalle parti del cervello, vero?] tunnel interi di sentimenti.

Allende con Il Piano Infinito mi mostrò il “diverso” e aprì con un paio di suoi romanzi la porta alle “donne” [Sono entrate loro? O tu? E dove?]. Fu un lungo periodo di esplorazione [Delle donne e delle pene…]: Maraini (La lunga vita di Marianna Ucria), Noemi Klein (No Logo), Jane Austen (Orgoglio e Pregiudizio e Mansfield Park [Non è vero, hai letto i titoli su Wikipedia! Nessuno si legge Mansfield Park, andiamo!]), Charlotte Bronte (Jane Eyre), Oriana Fallaci (altro autore totale), Kinsella (tre della serie I Love Shopping), Mazzucco (Vita), Harper Lee con Il buio oltre la siepe di cui mi colpì la figura (ovvio!) dell’avvocato Atticus. L’amicizia con Capote [Ostentare conoscenza della sua vita non farà di te un uomo migliore, sanno tutti che minchione sei] m’indusse a interrompere la serie “rosa” per leggere A Sangue Freddo. Inutile ogni commento. Ripresi la serie con La mia Africa, di Karen Blixen… chi mi conosce sa quanto possa esser stato importante questo libro per me. Volevo essere una farfalla di Marzano mi ha quasi fatto desistere dalla serie rosa (Orripilante!). Così come non sono riuscito ad affezionarmi a Sveva Casati Modigliani per la sua ripetitività; salvo solo Leonie.

Impossibile non citare Vergogna di Coetzee, superlativo, su una violenza sessuale, e Io, Nelson Mandela, biografia di un GIGANTE.

Di recente ho scoperto la Byatt e il suo capolavoro Possessione. Chi ama i libri e la poesia non dovrebbe mancarlo.

Tra i titoli importanti per la mia storia, Caino e Abele di Jeffrey Archer: una storia pazzesca di riscatto e odio, che mi fece scoprire John Fante, altro dei miei autori preferiti. Epica una scena in cui Bandini piscia nei guanti della suocera… [Meglio che tua suocera non legga quel libro, sai?]. Anche lui dimostra un rapporto bizzarro con la morte, quasi un file noire che lega i miei autori preferiti, come Dickens, che adoro oltre ogni dire.

Da Fante arrivò l’onda degli autori sarcastici, di cui cito solo i “totali”: Bukowski, da cui ho ereditato lo scopo di scrivere poesie per portarmi a letto le ragazze [Far finta che non sia vera questa cosa sbandierandola impunemente come se fosse divertente non farà di te un santo, sappilo], De Silva (un avvocato per di più napoletano!), Mordecai Richler, John Niven, Nick Hornby e Frank McCourt. Anche Moore (Il vangelo secondo Biff. Amico d’infanzia di Gesù, si CREPA dalle risate!) merita una citazione benché abbia letto solo un suo romanzo; rimedierò.

Fuori da ogni “categoria”, Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta [Arte che ignori, hai sempre distrutto moto!], di Pirsig e Se ti abbraccio non aver paura, di Fulvio Ervas. Entrambi parlano di disabilità, peraltro in un viaggio padre-figlio in motocicletta, l’emblema meccanico dell’abilità, in un ossimoro tra mezzo di trasporto e trasportato.

Altra menzione speciale a Volti nascosti di Dalì (sì, Salvador [E chi, sennò, tuo zio?]) e per il capostipite del romanzo moderno, Vita e opere di Tristram Shandy, Gentiluomo, di Laurence Sterne.

Hosseini mi ha colpito per le miserie umane descritte, così come (sebbene descriva tutt’altra situazione) Il resto di niente, di Enzo Striano; quest’ultimo mi colpì, ovviamente, anche per il suo spaccato stupendo di storia napoletana [Di cui non sai una cippa].

L’utilità dell’inutile [La tua utilità…] di Nuccio Ordine mi ha invece lasciato a bocca aperta dinanzi allo splendido florilegio di cultura che è questo libro.

Citerei anche molti libri di divulgazione scientifica (almeno Einstein e Feyman fatemeli citare!), ma è meglio di no. Dico però che mi hanno stravolto la personale visione del mondo.

Prima di espormi alle vostre vendette, aggiungo un cenno ai francesi (Proust, Dumas e Sthendal sopra tutti) e ai giapponesi (Mishima e Ishiguro altri due autori totali [Ti manca Yoshimoto, Yamamoto e Suzuki e apri una concessionaria], ma dico che per numero spiccheranno sempre gli italiani, tra cui i miei preferiti sono Calvino, Eco, Bevilacqua, Pirandello e Camilleri.

Mi dispiace aver sforato ma siete fortunatissimi che non abbia elencato gli autori di cui vorrei leggere almeno una pagina, prima o poi!

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44 thoughts on “Kavvingrinus – Avvocatolo

  1. È con una certa tristezza che mi accosto a questo ultimo (seppur temporaneamente ultimo) Kavvingrinus… È stato interessante e oltremodo piacevole conoscere le storie di tanti che fanno delle proprie letture un pezzo di vita. Un grazie di cuore ai tre amici che, con originalità, ci hanno condotto per mano in questo percorso tra gli scaffali della memoria del variegato mondo dei libri! Davvero bravi, ragazzi! 🙂
    E ora Avvo: non ti sei certo risparmiato! Ti sei fatto a pezzettini da solo!!! 😉
    Dalla tua storia emerge il profilo di un grande lettore, ma sospetto che avresti avuto molto altro da dire….

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  2. Devo provare a leggerlo quel libro della Maraini, sei già la seconda persona che ne parla bene. Non amo molto Dacia di solito, preferisco di gran lunga Fosco (il padre, gran viaggiatore e meraviglioso narratore di fànfole, oltre che splendido scrittore a mio parere). Mi dispiace ma Possessione invece non sono riuscita a finirlo, l’ho abbandonato a metà. Su Twain e Neruda e Calvino nulla da aggiungere, la Versione di Barney l’ho trovata fantastica. Vabbè dài sì, sei stato bravo 😀

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  3. Bravo! Oggi mi prendo possessione!
    Per assurdo non l’avevo letto.
    La Kinsella???
    A me non piace.
    Però, parolacce a parte… (forse troppe, ma io sono un po’ all’antica) complimenti!!!
    Divertita☺

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  4. Bel Kavvingrinus, ma hai dimenticato un paio di letture: la Torah e Harry Potter [ti presento Sally Potter, visto che leggi storie precolombiane di incesti]!
    Bella anche l’immagine, ha un che di fiammeggiante 😀

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    • AHhahaha Conte Granulare ma la Torah devo ancora finirla, non mi pareva giusto citarla! MEntre Harry Porker adesso dovrà attendere un altro libro che mi hanno consigliato “Trattato in dodici volumi per esperti dell’arricchimento di Plutonio”…

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  5. Io vorrei dire al mio caro amico avvo, che non sono proprio certo che lui sia riuscito a leggere tutti questi libri davvero, perchè è fin troppo impegnato a cambiare parrucche e gestire l’immagine sempre così sorprendentemente speciale…;-)

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  6. E bravo avvocatolo che qualche spunto me lo hai dato pure tu! Molti autori citati li ho letti pure io e penso siano state gran belle letture.

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  7. Solo tu ti potevi scrivere e pigliare per i fondelli cosî! Grandi letture…. Ma secondo me ne mancano tante! Kav è stata una bella rubrica che ci ha dato modo di conoscerci e di conscere opere che altrimenti magari non avremmo mai letto!
    Ho solo un sassolino….
    Ps. E menomale che ero io lunga, eh!

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      • Chissà con quale immane fatica….
        Ma conoscendoti, ci saremmo anche sciroppate l’altro migliaio di parole che dici di aver tagliato (non è che la tua amica fa la parrucchiera e corri il rischio ti tagli pure la parrucca?) soprattutto per i tuoi commenti autodissacratori!!!!

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  8. Posso dire che mi dispiace un sacco che sia finita questa rubrica?? 😣
    Comunque non ti smentisci proprio mai… riesci ad essere vagamente strunz pure con te stesso!!!Ahah. Ma quanto hai letto???? Mi sento un’ignorante

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  9. Naaaaà… nn ci credo! Ma te davvero hai letto Kinsella, la Maraini e la Austen?!?!?! 😮 😮 Mah!?!?
    A parte questo è i diversi autori in comune, Avvo’, qui più che prendere appunti, c’è da salvare l’intero pezzo è di tanto in spesso, attingere dritte letterarie.
    Lo farò. … sappilo… 😉

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  10. Quindi se ti innamori di un autore poi lo leggi in lungo e in largo. Mi pare giusto. L’ho fatto anche io con alcuni, King, Pirandello,Hosseini, Allende, Baricco, De Carlo,…. Ho toppato con Zafon: entusiasta del suo primo libro, ho definitivamente chiuso con Marina, tanta fu la delusione.

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    • Sì, è proprio così. Non ho letto tantissimi autori ma quei pochi che ho lettome li sono spupazzati in lungo e largo! Interessanti ke tue letture.. autori che amo tutti! E anche io ho mollato Zafon!

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