Kavvingrinus – Beep Beep 74

unnamed.jpg

Puntuale come la fine delle cose belle, arriva uno degli ultimi Kavvingrinus. Si avvicina dunque il momento di decretare il vincitore. Forse, se Pisellino Stellare accetterà di mettere alla mercè del mondo la sua ignuranza, forse pubblicheremo stavolta la storia di noi tre come lettori. Ma questo lo vedremo la prossima settimana. Per ora puppatevi beep beep…


Ho sempre amato i boschi … [… e chi se ne futte]

… e il caso ha voluto che avessi la fortuna di poterci abitare accanto [Aspetta che prendo i pop-corn]. Ricordo con piacere i castagni che tutti i giorni, affacciandosi alla mia stanza, mi auguravano buongiorno e la notte si facevano custodi dei miei sogni.

Nei boschi si nascondono infinite storie, esattamente come infinite sono le loro foglie che allo stesso modo delle parole, ornano i tronchi di racconti apparentemente identici che però, a dipendenza da come la luce li illumina, assumono forme assai particolari e singolari [Ma beep beep non era quel personaggio veloce come un fulmine?].

Credo che il mio cammino tra i libri é stato e lo é tuttora, una bellissima passeggiata solitaria tra il bosco incantato della letteratura umana [Tutto sto sproloquio per sparare questa minchiatomica? Però ammetto che è ad effetto la frase. La userò su Facebook facendo finta di non conoscerti, che cacchio me frega].

Un cammino iniziato tra mille paure [e mille seghe non necessariamente mentali] e timidezza, spinto però dalla curiosità ad affacciarmi sulle fronde più basse di alberi [Tu hai la fissa per gli alberi, secondo me rinasci Castano…] con nomi assai invitanti … Topolino, Braccio di Ferro, Tiramolla, Geppo, Pugacioff  [Dove cazzo sei vissuto? Ma soprattutto quando? All’età del ferro?], Tex, Dylan Dog, Asterix e molti altri che non ricordo nemmeno più. Pomeriggi interi, isolato da tutto e tutti [Ci fossi rimasto, isolato…], passati a sfogliare le storie più bislacche, mondi fatti di animali parlanti e ladri non poi tanto cattivi, mondi in cui nonne preparavano panini e torte perfette tanto da mettermi un appetito inverosimile senza dimenticare mondi fatti di donne eccitanti con curve troppo sporgenti per la mia ancor acerba immaginazione  [Questo mi pare Dylan Dog, decisamente].

Dai quei mondi, un giorno, come per magia vidi sbucare un albero [Che ti dicevo? La fissa, c’hai la fissa. Chiaro simbolo falloformico. Guagliò, mi dispiace dirtlelo, ma pure che non lo sai, sei ricchione] gigantesco. Meraviglioso. Un albero con foglie colorate e un tronco [Ma non mi dire! Un albero con un tronco? E io che ne ho visti sempre con almeno due/tre tronchi ciascuno…] bellissimo, attraente come nulla d’altro prima. LA STORIA INFINITA [Sì, la tua. Senti una domanda, ma è previsto che lo citi un libro o dobbiamo sciropparci ancora un mucchio di menate?], fu il mio primo vero libro [Ah, non me n’ero accorto che parlavamo di un libro]. Lo ricordo bene perché una volta giunto lassù, in cima a quella storia, mi resi conto dell’immensità che mi circondava. Immensità dentro la quale mi ci fiondai. [Non è che c’era qualche albero?]

Salivo ovunque [Anche sugli alberi?]. A casaccio. Non sempre riuscivo a raggiungere la cima, ma quando ci riuscivo era bellissimo scoprire sempre nuovi orizzonti [Non vorrei fare il pignolo ma gli orizzonti nuovi si scoprono andando avanti, non salendo in alto].

Altrettanto improvvisamente [Altrettanto? Perchè, cos’altro c’è di improvviso?] i miei interessi di colpo [Di colpo? Direi quasi… improvvisamente!] vennero catturati [Qui avrei aggiunto “All’improvviso…”] da una selva oscura (questa da qualche parte l’ho già sentita) dove c’erano alberi [Aridaje… però stavolta c’è pure la fregn… ehm la selva] dai nomi bizzarri … CARRIE, IT, SHINING [Ah, il vecchio caro King!], e molti altri ancora. Erano piante che intimorivano e io per non dare nell’occhio [Sapessi quanto ti darei io nell’occhio a te!] decisi di scalarle tutte in notturna, senza far rumore. Per alcuni anni ho venerato Stephen King [Io fino al 2012] e compagni come degli Dei. Esagerando, tanto da ritrovarmi dopo alcuni anni di insonnia [Citazione del libro Insomnia del King?], completamente esausto e senza forze.

C’é voluto un bel po’ di tempo per “disintossicarmi” [Non ti è riuscito tanto bene…] da quella abbuffata pazzesca, e riprendere lentamente la mia marcia. Questa volta decisi però di badare maggiormente alla scelta e soprattutto alla quantità degli [Indovinate di cosa…. suspance…] alberi da conoscere, non disdegnando paesaggi già visti o parzialmente esplorati in passato. MARCOVALDO, IL DESERTO DEI TARTARI, IL BAR SOTTO IL MARE, IL SIGNORE DEGLI ANELLI [Il mio prossimo acquisto! Mi mancano solo tre vite future da vivere, poi giuro che lo prendo], I PROMESSI SPOSI, IL CONTE DI MONTECRISTO, I MISERABILI sono […quelli come te] alcuni dei quali mi hanno indubbiamente lasciato dei ricordi indelebili. Ho sempre evitato le mode e i libri che andavano per la maggiore [Del resto il Signore degli Anelli chi cazzo vuoi che lo abbia mai letto?], non per snobismo ma perché per natura preferisco starmene tranquillo e indisturbato sul mio [Non dirà albero, vero? Nessuno crede che potrà dire albero, no?] albero senza dover fare la colonna [Adesso tu mi spieghi chi cazzo è che sale con le colonne sugli alberi?] per salire e scendere. Non escludo che alcuni libri di moda negli anni scorsi li possa leggere tra un po’ 😉

Ultimamente sono finito [Qui ci stava un punto…], quasi per caso direi, in una vasta radura disseminata di [di che sarà mai disseminata? Una radura di fiori? Di patate? Di fregna?] alberi [Ma se ti piacciono tanti perché non te ne infili uno… in tasca… ] nuovi, alberi poetici. Salgo ovunque alla ricerca di uno spiraglio illuminante che mi indichi il senso di questo nostro cammino quaggiù [Che cacchio ti sali se ti servono indicazioni per giù? Se tanto mi dà tanto, quando devi andare in deltaplano scendi a chiedere indicazioni in cantina] , tra questa giungla di parole e pensieri. Aggiungerei pure che nella poesia sto trovando i materiali ideali per costruire il mio personale rifugio che mi ripara dalle avversità della vita [Spero che tu trovi il tuo rifugio. Che sia ermetico. E che tu non esca mai più!].

Ho sempre amato i boschi [Ah sì? Avrei detto più gli alberi]

… e il caso ha fatto si che adorassi camminarci dentro. [E noi abbiamo adorato, in realtà, camminarti affianco. Bellissimo Kavvingrinus. Uno degli ultimi…]

beebeep74 😉

Advertisements

58 thoughts on “Kavvingrinus – Beep Beep 74

  1. E’ un pochino che ti seguo Avvo ma…non ho ancora capito cosa fate su sto blog. Comunque ogni tanto passo! Mi diverto sempre!
    E poi… Beebeep mi piace
    W 1974
    e poi non dite che siamo vecchi!!!
    the best

    Liked by 1 person

  2. ahhhh il buon vecchio Dylan Dog. Certo però con tutto sto salire chissà che vista….compra un bonsai fai meno fatica…Ti vedrei bene anche tipo Naomi Klein vivere su un albero (o sull’albero metaforico della letteratura)…certo la domanda dove vivi un po’ viene, però scrivi sempre delle cose fantastiche e divertentissime!!!

    Liked by 1 person

  3. Interessante metafora tra boschi ed alberi … non so come mai … mi ha ricordato il tanto da me “amato” …. Barone Rampante …. (ora Avvo mi scuoia). Lettura interessante questa di beepbeep74 … interessante nel suo modo di porla, di esprimersi … a mio avviso una delle più singolari lette fin ora in questo appuntamento settimanale. Complimenti!

    Liked by 1 person

    • (mannaggia all’invio… grrrr) dicevo che è una bella storia da lettore, scritta con fantasia. Tutti questi boschi mi fan venire in mente un libro di Eco “Sei passeggiate nei boschi narrativi”.
      Trovo che beepbeep abbia azzeccato il parallelismo. 😉
      Sui libri che dire… tutti han letto Stephen King e io non mi son mai decisa a farlo. :-/ Che dici, Avvo’, ci provo?

      Però che peccato questo sia uno degli ultimi Kavvingrinus 😥
      Ti dico sin d’ora che io il verdetto finale, non lo voglio vedere… :-/

      Liked by 1 person

  4. Rendi comico qualsiasi racconto, anche quando non lo è affatto, con questa rubrica hai sicuramente vinto il titolo di “Dissacratore dei Blogger” anche se a volte hai fatto davvero fatica, visto la bellezza del racconto, anche questa volta non ti è riuscito molto bene….ma almeno ti salvi sempre nel finale 😉

    Liked by 2 people

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s