Kavvingrinus – Le Hérisson

Puntuale come le mie battute sulla sua puntualità, arriva Kavvingrinus, rivista settimanale condotta con Kriptonite Joe e Set Ink Ini T Ink Ul Oh. Oggi è un Kavvingrinus cui tengo tantissimo, una persona adorabile che ha un posto d’onore nel mio cuoricino. Diamole la parola…


Io e i libri … una storia infinita [Speriamo di no! Dopo le 1.000 parole taglio eh..].
Leggo, si può dire, da quando non lo sapevo ancora fare [Il che dimostra che tu leggi un poco ad cazzum…],  come ho già raccontato in un post.  
Potrei mai dimenticare le avventure di Geronimo Stilton e le altre serie della collana “Il Battello a vapore”? [Se ti rincoglionisci ancora un poco, certo che sì!]
È con loro che son cresciuta. Serie dopo serie. Ricordo che ogni passaggio al colore successivo (ogni serie aveva un colore secondo l’età dei piccoli lettori), era per me la conferma che “stavo diventando grande” [E grande lo sei per davvero, no a chiacchiere, come a Battiato]. Un po’ come le tacche sul metro dell’altezza appeso in cameretta [Forse da questa usanza deriva il detto sei una mezza tacca?].
Il primo libro tutto mio, lo comprai con i soldi regalatimi dal nonno [I nonni sono patrimonio dell’umanità. Non è la prima volta che compaiono in Kavvingrinus. Ma solo io ho avuto un nonno che mi ha comprato solo birre e mignotte?]. Avevo poco più di undici anni, allora, mi feci accompagnare in libreria e comprai “Il mago di Oz”. Lo conservo ancora come una reliquia.
Appena adolescente ho scoperto le avventure amorose con i libri di Liala [In comune con Mafy, se ricordo bene! Del resto siete entrambe persone che adoro… ] “rubati” alla zia e i gialli di Ellery Queen e Simenon  che trovavo tra gli scaffali di casa.  Non tralasciavo nemmeno le puntatine in biblioteca alla ricerca di nuovi titoli, però eh.

Beh, poi crescendo non ci si accontenta più della sola trama, no [Sì, cioè No, sì, capì?]?! S’inizia ad “assorbire” un libro nella sua totalità: storia, autore, messaggio. Si cerca di capire, di sapere, s’impara che leggere non è sinonimo di sognare o svagare ma di scoprire, conoscere, trovare risposte e pormi domande [Fantastica definizione della lettura. Scoprire. Colonne d’Ercole da varcare. Itaca. Andata e ritorno, domanda cui risponde un libro… aprendoti la mente a nuove domande. Chapeu]. Sicché ho dato il via alla lettura dei Classici [APPLAUSI] e dei romanzi introspettivi, e lì ci staziono ancora oggi.

Da lettore compulsivo quale sono, trovo difficile fare una classifica dei migliori testi letti: ogni libro lascia un messaggio negativo o positivo nella mente. Tra le storie indelebili nella mia memoria, ci sono:  “Un uomo” di Oriana Fallaci [L’ho adorato!], ne son stata così coinvolta da comprare anche le poesie scritte dal protagonista Panagulis; “Ad occhi chiusi” di Gianrico Carofiglio; “Niente di vero tranne gli occhi” del maestro del brivido Giorgio Faletti [Ho preferito di gran lunga Io Uccido, dello stesso autore…].  “Chocolat”  di Joanne Harris e “Colazione da Tiffany” di Truman Capote, due eccellenti trame che la trasposizione cinematografica ha massacrato mortificando il lavoro dello scrittore, il senso della storia, i protagonisti [Uhm su Chocolat non sono molto daccordo, cioè, sicuramente è distante dal libro, ma il risultato a me è piaciuto! Su Colazione da Tiffany hai ragione in pieno. Capote è sofisticatissimo, non lo si può ridurre a semplice glamour. Temo poi che il film abbia inciso sull’immaginario collettivo molto più del libro. Lo stesso mi pare sia successo con “A Sangue Freddo”, dello stesso autore]. E ancora: “Il maestro e Margherita” di Bulgakov [L’autore di Cuore di Cane! Un grandissimo], “Casa di bambola” di Ibsen, “Il piccolo Principe” di A. de Saint-Exupéry [Il piccolo grande capolavoro!]; “La ladra” di M. Tobino; “Memorie di una Geisha” Arthur Golden; “La solitudine dei numeri primi” di P. Giordano; … e molti altri.

Poi ci son dei libri che porto nel cuore. Non li ho scelti io … loro hanno scelto me. Sì proprio così!  Mi han fatto l’occhiolino, mi son saltati in braccio, volevano essere letti da me.  E così che, per esempio, mi son trovata descritta nell’indole di Renée e di Paloma, le protagoniste dell’ “Eleganza del riccio” (M. Barbery); ho approfondito  il concetto di amicizia in “Le braci” scritto da Sandor Marai; ho conosciuto un autore immenso,  J. Saramago,  con  “L’uomo duplicato” [Credo che sia forse tra i primi se non il primo spagnolo dei tempi recenti].
Dai, mi fermo qui ma di libri ammiccanti ne ho trovati molti altri e non han mai sbagliato un colpo.

Sarà anche perché evito come la peste le storie d’amore impossibili e i romanzi smielati, sicché non ho un panorama ampio di tale letteratura,  ma trovo che il concetto d’amore più ampio sia espresso in “Notre-Dame de Paris” da Victor Hugo che, per di più, con la sua minuzia nelle descrizioni dei luoghi, mi ha fatto immergere nella Parigi della fine 400 [Questo è uno di quei classici che mi manca, insieme a tantissimi altri!].

Naturalmente ci son Autori la cui firma è garanzia e dei quali “assorbo” libri su libri.  Il mio rifugio dopo una serie di “letture a vuoto” è J. Saramago:  uno stile di scrittura diverso in ogni romanzo e sempre appassionanti le sue trame.

A. Baricco: mai banale né ovvio. Le sue sono storie senza tempo né luogo, sono pezzi di ciascuno di noi ed è impossibile non ritrovarcisi dentro.  Lui scava gli animi. Letti tutti, saggi e i Barnum compresi.

Uno scrittore che non leggo, ma “ascolto” come un saggio nonno è H. Hesse: riesce ad incuriosirmi, mi porta ad approfondire gli argomenti, mi appassiona.

Nel gruppo dei preferiti c’è anche M. Prust: candida e poetica la sua scrittura. Leggerlo mi culla. No, non ho ancora letto tutta  “La Recherche”, ma sono a buon punto e intendo continuare … con le giuste pause tra un volume e l’altro [Sodoma e Gomorra per me TOP!].  

A questi si aggiungono: il maestro dell’orrore E. A. Poe, la filosofia dei racconti di Voltaire, l’irriverente fantasioso  S.Benni, la cruda O. Fallaci;  I. Calvino, L. Sciacia, L. Pirandello amati sin dai tempi del liceo. Ma non finisce qui …  [Fallaci Calvino e Sciascia… non è che hai sbirciato nella mia anima, no?].

Insomma, autori, generi letterari e titoli a parte,  posso dire che Il Libro è sempre stato il mio antro sicuro dove isolarmi e liberare la mente dalle paturnie o la fonte dalla quale attingere energia positiva. Sì, perché a me leggere ha salvato la vita … ma questa è un’altra storia. [I libri rendono le persone migliori. E si vede tu ne hai letti proprio tanti… GRAZIE per aver partecipato! Anche se omettendo qualsiasi accenno al più grande Libro di tutti i tempi, vale a dire L’ultimo Abele di me medesimo io, ti sei appena fatta un nemico mortale! Non ti vorrò mai più bene eccx!]

 

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23 thoughts on “Kavvingrinus – Le Hérisson

  1. Questa storia con le sue letture la sento vibrare sulle mie stesse corde…
    Sospetto però che a dividermi da Le Hérisson ci siano diversi annetti: Geronimo Stilton e la collana del Battello a Vapore li ho conosciuti rispettivamente a causa (o grazie ai) dei figli e degli alunni.
    Ma tutto il resto, c’è! Ciò significa che un buon libro non ha età.
    O che la lettura mantiene giovani!!! 😀

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  2. tesorella leiiii!!!!!!!!!!!! ha un posticino anche nel mio di cuore! mi spiace solo di averla incontrata quando stava per andare via da roma! di sicuro ci saremmo vista, altrimenti, e la sua permanenza qui sarebbe stata perlomeno più allegrotta!

    Geronimo stilton mai letto!

    Di chocolat ho visto solo il film…… io mi sono innamorata della binoche e di tutte quelle ricette che sembravano pozioni d’amore!

    baricco….mhhhhhh boh! ancora non ho capito se mi piace o no… ma neanche mi impegno piu di tanto a leggerlo…

    Braci e un uomo li abbiam in comune, come qualche altro… wow!

    cateeeeeee!!!!!!!!! ti lovvo tantos! Vabbè, lovvo un pochitignos pure chettolo, va!

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    • Eheheh, AleSprint, ne abbiam tanti sì in comune io e te. Mi ricordo. 😉

      Di’ la verità, Baricco nn ti piace proprio ^_^ . Ti capisco, sai. Il suo modo di scrivere appare astratto, a volte slegato; le sue storie non hanno dimensione spazio temporale, sembrano sospese tra cielo e terra… ma quanto ci sa fare con le parole!

      Abbracci8… 😉😀

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  3. 😂😂 ho omesso il più grande libro “L’ultimo Abele” di un autore che stimo particolarmente, solo per non venir tacciata di “corruzione” 😜😂😂😂😂
    In realtà delle due copie che ho devo ancora leggerne il cartaceo, mentre l’ebook l’ho divorato. 😜
    Sai che temevo leggere questo post!? Invece sei stato grande (come sempre sei). Non ho parole… solo GRAZIE per nn avermi massacrata 😂😂😂
    Io rebloggo… aaaah se rebloggo! 😉😉
    ❤ ❤
    (Non è che sei stato tu a sbirciare la mia, no? ^_^ )

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  4. Ogni volta che leggo questa rubrica mi rimane un pò di tristezza perché, non che già non lo sapessi, ma è come se mi arrivasse ‘na badilata in testa per la consapevolezza di quanti libri esistono e di come non potrò mai leggerli tutti o almeno quelli che vorrei. E in più mo c’è pure sto ultimo abele…eccheccazz…no non ce la posso farcela! 😱

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  5. Un uomo l’ho adorato anch’io! Su Chocolat sono d’accordo con te (un po’ è strano, sai? 😀 ) mi è molto piaciuto il libro ma anche il film. Beh, in realtà siamo più che d’accordo anche su Calvino (come sai) e Sciascia. Un po’ meno su proust ma mica si può avere tutto dalla vita… 😀

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  6. Quale libro mi ha colpito di più in senso metaforico? Devo dire che dopo la comparsa nel mondo letterario de “L’ultimo Abele” sono molto disorientata. Tutti gli altri che avevo in mente sono spariti, si sono volatilizzati, “L’ultimo Abele” li ha polverizzati tutti.
    Quale mi ha colpito di più in senso reale? “Les fleurs du mal” di Baudelaire, nel senso che è rotolato giù da uno scaffale e, a causa della rilegatura importante,mi ha fatto un bozzo in testa.

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