Kavvingrinus – Lu Sognatrice

Puntuale come un Kavvingrinus, torna Kavvingrinus, rubrica di rincoglionimento giovanile settimanale come solo le settimane sanno essere. Quest’oggi vi presento – insieme a Kalosf e Pisellino (non chiedetemi perchè si faccia chiamare così) colei che fece il grande sgarro, ovvero Lu Sognatrice, che ebbe l’empietà improvvida di inviare la sua storia di lettrice a Kalosf e non a ME, che sono PADRONE dell’UNIVERSO. Vediamo, vediamo subito cos’ha da dire (a sua discolpa):


Sono sempre stata una Sognatrice Cronica: è così che amo definirmi.

Non per poetico narcisismo, ma perché è nella mia più intima Essenza [Certo che non sei Narcisa. Del resto, un Narciso, non Userebbe mai le Maiuscole per Definirsi come Sognatrice Cronica, né per indicare la propria Essenza, n’est pas?].  

C’è da dire, però, che non sarei mai diventata tale [Narcisa?], senza un piccolo aiuto: i libri…

I libri sono sempre stati un modo per evadere dalla realtà [Ma mai nessuno è evaso di prigione grazie a un libro, tranne Hurricane]:

un modo per sentirmi “a casa”, in un mondo tutto mio…

Il primo “incontro letterario” mi vede ancora come un’anonima spettatrice, ma è importante menzionare questo evento [E menzioniamolo…], perché ha condizionato in maniera molto profonda la mia vita di lettrice.

Ero ancora una bambina, forse di sei o sette anni.

Ogni sera, con trepidazione, attendevo il momento di andare a letto:

era il “momento della favola”!

Mia madre, paziente, mi rimboccava le coperte e apriva le pagine di un libro… e quale poteva mai essere, se non Piccole donne, di Luoise May Alcott? [Non avevo alcun dubbio!]

Forse il Primo libro in assoluto di ogni ragazzina che si accosti alla lettura… forse:

per me è stato così [C’è da chiedersi:

come mai vai a capo sempre dopo i due punti? Che cacchio ti hanno fatto di male, ti han punto?].

E sono stata sempre legata a tal punto a quel ricordo infantile, che non ho mai letto il libro, se non molto più tardi.

Nonostante ciò, la storia di queste quattro sorelle è sempre stata un modello per me, soprattutto perché una di loro è il mio quadro spiccicato: una sognatrice che vive in una dimensione parallela, e che si affida all’inchiostro di una penna.

Una ragazza malinconica che non trova mai il suo posto nel mondo e che, solo dopo molte tempeste, riesce a realizzare i suoi sogni e a trovare l’amore.

Il primo libro realmente letto (fine anni ’90) è stato Il primo incontro, scritto da Mel Gilden, e basato sulla serie televisiva di Beverly Hills 90210 [Di cui mi sentivo a volte Brandon, a volte quell’altro che pareva James Dean, come si chiamava, accidenti? Quello che si puppava Brenda? Boh. Piccola digressione: quanto dovevano essere strafatti di coca i genitori di quei due per chiamare i loro figli Brandon e Brenda? Cos’è, i nomi in USA si pagano un tanto a lettera?].

Questo approccio non è stato particolarmente formativo, ma lo cito perché con esso sono passata da semplice “spettatrice” ad “attrice” [E infatti reciti alla grande! Son due ore che ci hai lasciato ad intendere che avresti parlato dei tuoi libri…].

La vera scalata è cominciata tra la l’infanzia e l’adolescenza, sempre grazie a mia madre: da ragazza amava leggere [Cioè pur di non parlare dei tuoi libri, mo’ ti metti a parlare di quelli letti da tua madre!] i romanzi rosa di Liala, così mi ha “regalato” tutti i suoi libri [Quelli di tua madre o quelli di Liala? In entrambi i casi non ne esce bene la figura materna, sallo]. È stata una fase fondamentale, che sebbene mi abbia un po’ “rovinata”, alimentando la mia concezione dell’amore romantico, mi ha anche avvolta in un mondo magico e mi ha lasciato dei “valori” [E “io” dico che “questi” valori sono molto belli, anche se hai il “vizio” di “virgolettare” pure le “virgolette”, secondo la mia “opinione”].

Inutile passare in rassegna tutti i titoli [Tutti no, ma se cominciassimo a dirne uno non sarebbe malaccio]:

basti sapere che sono poco più di una quarantina [Uh che coincidenza! Come Molfy… solo che lei li legge all’anno :-D].

Tappa importante della mia “seconda adolescenza” è Dio su una Harley, di Joan Brady  [Mai sentito! Ma il titolo mi intrippa!]. Non sono mai stata molto religiosa, almeno fino ai miei 17 anni [Peccato, altrimenti qui una bestemmia te l’avrei tirata…], quando questo libro mi è “casualmente” capitato tra le mani, in un periodo molto buio della mia vita… e mi ha offerto la risposta che stavo cercando [E “quale” fu questa fantomatica “risposta”, se “posso” chiedere?].

A questo si aggiunge: La nostra vita nelle stelle (Niall Williams), con cui ha cominciato a farsi strada il mio amore per i Celti e le tradizioni irlandesi [Celti amori meglio coltivarli da piccoli].

Seguono: Fiabe irlandesi (Yeats), Il mulino dei dodici corvi (Otfried Preussler) e Harry Potter e la pietra filosofale [Sarà contenta Intempestivoviandante di constatare quanto questa saga sia letta anche tra i nostri amici di blog; per parte mia, sto ancora leggendo la Torah, e chi sa, sa]. Con questi ultimi quattro, mi sono leggermente aperta un varco nel genere fantasy.

A metà del mio percorso liceale (e poi grazie all’università [Università che è arrivata a metà del percorso liceale? All’anima del salto!]) ho cominciato a leggere qualcosa di più impegnativo [Sai che ci vuole, più impegnativo di Potter! :-D], stimolata anche dai miei studi.

Tra i tanti: Goethe (I dolori del giovane Werther [Ah finalmente qualcuno che lo cita! Un bel modo di deprimersi, nessun giovane può dirsi giovane se non ha letto i dolori!], Le affinità elettive [Un libro sempre più rosa; secondo me lo ristamperanno presto in Harmony] e il Viaggio in Italia), Coleridge (La ballata del vecchio marinaio), Stevenson (La freccia nera, L’isola del tesoro [Che, per quanto io adori Stevenson, però, non può dirsi poi tanto impegnativo, essendo per molti versi l’essenza del romanzo popolare], Lo strano caso del Dottor Jekill e del signor Hide), Calvino (Se una notte d’inverno un viaggiatore, Ultimo viene il corvo, Il cavaliere inesistente e Le città invisibili), Shakespeare (Il re Lear e Romeo e Giulietta), M. Ende (La storia infinita), Chrétien De Troyes (Lancillotto del Lago, Perceval), Hemingway (Di là dal fiume e tra gli alberi), Keats (Poesie).

Altre “tappe fondamentali” sono:

Martin Eden (Jack London), Orgoglio e pregiudizio e Persuasione (Jane Austen).

Martin Eden è la storia romanzata dello stesso London: un ragazzo di strada che sogna di diventare uno scrittore famoso [Potrei essere io!], per elevarsi agli occhi della donna amata, ma che poi si suicida [No, non sono io], perché si sente schiacciato dal peso della sua stessa vita.

Anche qui, inutile dirlo, ho visto me stessa: per il sogno di diventare una scrittrice (non necessariamente famosa) e per il mio inseguire una chimera amorosa.

Con Jane Austen, invece, non ho fatto altro che alimentare la favola alternativa e inesistente del Principe Azzurro: un bel Signor Darcy tutto per me! [Che però è un tantinello stronzo, per essere proprio Azzurro; lo definirei più un principe giallo…]

Un Uomo che fosse realmente Uomo: serio, maturo, leale e trasportato da un amore profondo e sincero.

E Persuasione mi ha insegnato che l’Amore Vero non conosce tempo, né distanza…

Continuiamo, con alcuni romanzi storici di Valerio Massimo Manfredi:

L’impero dei draghi, I cento cavalieri, Lo scudo di Talos, Le paludi di Hesperia e L’armata perduta. Tramite quest’ultimo romanzo, sono arrivata all’Anabasi di Senofonte, ma è stata un’ardua impresa finirla.

Ho divorato invece, con piacere, l’Odissea e l’Eneide [Omero e Virgilio… mica pizza e fico], che resta in assoluto il libro più bello che abbia mai letto. Non credo sia un caso che Dante abbia scelto Virgilio, come guida nel suo viaggio nell’al di là.

Tra le mie ultime letture, cito Mangia, prega, ama (Elizabeth Gilbert) e L’arte di amare (Erich Fromm): due libri che mi sono stati davvero di aiuto, in questo periodo della mia vita, insegnandomi ad avere pazienza, a volermi bene e a non arrendermi mai.

Un posto speciale va al mio amato Tolkien (di cui ho letto: Il Signore degli anelli, Roverandom, I figli di Hurin, Lo Hobbit).

Non tanto per avermi fatto conoscere la Terra di Mezzo, la Contea e la lingua elfica, ma perché se non fosse stato per lui, adesso non starei qui a scrivere la mia storia di lettrice per Kavvingrinus [Il che toglie ogni valore alla tua partecipazione! Tolkien lo leggerò dopo che ho finito di leggere Harry Potter… vale a dire dopo che avrò letto la Torah in dodici lingue e ne avrò capito le implicazioni più profonde].

L’amore per Tolkien mi ha portato a conoscere una persona meravigliosa:

grazie a lei ho aperto il mio primo blog e intrecciato il mio destino con quello di altre preziosissime persone.

In questo caso sì: potrei davvero dire che leggere mi ha cambiato la vita. [Anche a noi, un pochino 😀 Grazie di cuore!]

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25 thoughts on “Kavvingrinus – Lu Sognatrice

  1. Avvo, te l’ho mai detto che ti ADORO?!?!?♡
    Grazie per la citazione! 😉
    Comunque non ti ci vedo nei panni di Luke Perry, forse in quelli di Perry…Mason!!!
    “Colei che fece il grande sgarro” però ha ispirato la parte migliore di te: i tuoi neretti sono da scompiscio!!!

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      • Ahah, alla faccia del buonissimo, Avvo, ma ti perdono 😛
        Risposta uno: della saga di Rowling, il primo è l’unico che ho letto 😄
        Risposta due: a volte i due punti hanno bisogno di respirare. Anche per questione di grafica o di senso, spezzo e vado a capo, ma per indicare che il periodo non è finito, metto i due punti.
        Risposta tre: le virgolette servono per evidenziare parole o concetti e poi dai… Darcy non è tanto stronzo: è quella cretina di Lizzie che non capisce niente 😄 Immagino il Grande Avvo, nei panni di Dylan 😛 la prima partr sul mio temporeggiare a parlare di libri, mi ha fatto morire 😄 e sappi che l’aver puntualizzato lo sgarro, ha solo confermato la tua simpatia per la Narcisa Sognatrice Cronica. Ma sei perdonato, caro Giuda A sòla 😄

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      • Bauauau auaahahahha darmi del Giuda e della sòla TU quoque tu 😂😂😂 è vero mi stai troppo simpatica e anche se mi son sforzato di dimostrare il contrario non ci son riuscito 😂😂😂😘😘😘

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  2. Ehm Avvocatolo, quando hai voglia, prima leggiamo insieme la Torah e te ne spiego le implicazioni profonde. Poi passiamo a Tolkien, lo leggiamo insieme e te ne spiego la simbolica. Poi passiamo ad Harry Potter. E anche lì ne cerchiamo di comprendere il senso (che per altro per come scrivi tu ti piacerebbe un sacco)

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  3. però che dolce che è lucia eh! 🙂
    avvo, a me di beverly hills mi piaceva Steve! che gnoccolo che era! ti ricordi che dicevano che alla fine brandon e brenda sarebbero stati adottati e quindi non gemelli e si sarebberomessi insieme…. invece niente!
    aò ma sto azzarola di potter…. tutti tranne io! e manco narnia o talkien…..
    e lascia stare darcy che invece è la quintessenza della sensualità, sessualità e romanticismo! tiè!
    come sempre scompiscevoli i grassetti!

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  4. Allora io propongo una raccolta di firme per farle ridurre (non voglio dire eliminare, sarebbe utopico) l’uso di virgolette e due punti!!
    Mi sta contagiando! Ahhaha
    Su Martin Eden mi avete fatta morì 😀

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  5. “Celti amori meglio coltivarli da piccoli” ahahahahahaahah! Ma da dove ti escono???
    Molto carino questo Kavvigrinus, anche se con letture decisamente lontano da i miei gusti. A proposito… quasi dimenticavo… indovina che libro mi è arrivato per il compleanno??? 😀

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  6. Mi sono assentata per un po’ e mi sono persa un sacco di risate … adesso recupero, parto da qui e leggo tutto fino a mettermi al passo … e già mi sto divertendo davvero tanto! Come sempre, il grassetto è fantastico … letture un po’ strane e anomale, ma interessanti, c’è sempre da scoprire e imparare accostandosi a mondi lontani dal proprio … ma chi sono questi brandon e brenda? ❓

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