Kavvingrinus – Giomag

image1 (6)

Puntuale come solo la morte e le tasse sanno essere, torna, altrettanto simpatico delle suddette, Kavvingrinus, rubrica di intrattenimento scritto di quanto si è letto chi ha letto e ci ha letto e detto. Kalosf e Ysingrifulus vanno esplorati per leggere che dicono loro di quel che han letto su ciò che han scritto e ci han detto coloro che han letto.


Non avendo ispirazione per scrivere alcuna delle mie sciocchezzuole [Al tempo… vediamo se non hai scritto sciocchezzuole pure stavolta…], ho deciso di partecipare al prestigioso concorso indetto dai valenti ysingrinus, avvocatolo e kalosf, che considero tra le migliori menti [Menti? O sei sincero? Cominci bene…] presenti su wp, imparziali [Cu’ cazz!] e per niente inclini a farsi condizionare da adulazioni [A fess d mammt; aggiungerei, galantuomini, mai volgari]. Li immagino come giudici inglesi, con martellino in mano e parruccone [Perché immaginare quando puoi guardare il mio avatar?] riccioluto in testa. Così devono essere.

Non vorrei vantarmi ma [Ma lo stai per fare, lo sento] la mia biblioteca è piuttosto fornita, tanto che ormai l’acquisto di nuovi volumi è ridotto al lumicino a causa della mancanza di spazio [Questo non vuol dire, metti che vivi in un monolocale pieno di barattoli di melenzane sott’olio? Che ragionamento è, poco spazio, pochi libri, biblioteca fornita? Ah povero Aristotele…]; non mancherò comunque, esclusivamente in caso di vittoria, di rimpinguare la collezione con l’opera ultima di uno dei giudici. Chi ha orecchie per intendere intenda [Penso che questa storia comincia a piacermi…].

La mia passione per la lettura ha seguito nel tempo delle fasi, un po’ come Picasso [Che diceva diceva senza mai dire un casso… chissà chi mi ricorda…] con i pennelli per chi è pratico di pennelli; elencherò in breve queste fasi esemplificandole con qualche titolo illustrativo. Tutto quello che scriverò sotto l’ho già scritto da qualche parte, perciò qualcuno potrebbe accusarmi di essere ripetitivo; del resto se ho già scritto da qualche parte di quanto sto per scrivere non posso cancellarlo [Stringi…].

La mia infanzia [Azz pensavo che eravamo già arrivati alla terza età, ancora all’infanzia stiamo?] è stata rallegrata dalle letture, in edizione originale [Addirittura, ma intendi proprio il mano-scritto?], delle opere di Dumas [Romanzo popolare per eccellenza, non so se dopo o prima Sue], Salgari e Verne; mia madre, accanita lettrice tuttora, me li regalava a Natale al posto della pistola che chiedevo a Gesù Bambino [Eh beh, perchè non l’hai chiesta a tua madre? Capace che te la dava. Carica. Magari dalla parte della canna…]; la cosa mi ha aperto la mente predisponendomi all’infelicità di colui che sa di sapere in un mondo che non sa e che non gliene frega niente di sapere che tu sappia. Sono stato funestato dalla lettura del famigerato libro “Cuore” di De Amicis: tanto da arrivare ad emulare Garrone ed accusarmi di crimini mai commessi [Strunz! Scusa eh… dicevo a Garrone]. A quei tempi vivevamo in una casetta, e se non proprio in ristrettezze economiche non c’era molto da scialare; perciò […perciò scialacqui le parole guagliò, qua stiamo ancora a tre autori e un libro…] la scelta del libro da acquistare era sempre ben ponderata. Le favole erano considerate troppo da bambini: tuttavia zia Catò, pace all’anima sua [Amen], mi regalò un suo antico libro delle più belle fiabe di Andersen [Andersen, andersen, circolaren! Tu dire libri yah, noi leggere yah, attrimenti io attormentare, yah], in edizione originale e con una bellissima traduzione di inizio novecento; purtroppo lo feci cadere nel vasino della pipì [Il che può voler dire due cose: o che leggevi precocemente, o che ti pisciavi sotto tardivamente… non saprei dire cosa sia peggio, eh] rendendolo inutilizzabile. Recentemente ne ho ricomprata una versione moderna, per niente soddisfacente [Avrai pure qualche tazza non occupata da usare ancora…].

Oggi può sembrare politicamente sbagliato, ma ai miei tempi c’erano i libri per ragazzi ed i libri per le ragazze. La commistione era sconsigliata; nel tempo i costumi sono cambiati, questa saggia separazione si è persa, e i risultati si vedono [Mica tanto….].

Durante l’adolescenza ho sperperato tutte le mancette ricevute, perlopiù dai nonni materni, in giornalini. Il Monello, L’Intrepido, Il Giornalino dei ragazzi, e poi Lanciostory, Skorpio; disdegnavo Tex e Diabolik, perché avevano troppo poche pagine e quindi ritenevo il rapporto qualità/prezzo non adeguato. Topolino mai acquistato, ma molto letto successivamente a mio figlio. Più tardi arrivarono i supereroi Marvel; anche quelli li finivo in un batter d’occhio, e perciò mi toccava comprarli tutti. Di Lanciostory ricordo la stupenda saga dell’Eternauta; questo Natale l’ho trovata in una libreria, l’ho acquistata e regalata a mio figlio: tutta una scusa per rileggermela, mi sono commosso. L’autore fu fatto sparire dalla dittatura argentina negli anni ‘70; allora non lo sapevo, l’ho scoperto adesso.

Vivendo come saprete in un piccolo paese del maceratese, non era agevolissimo approvvigionarsi di libri; bisognava recarsi nel capoluogo, ma per fortuna iniziavano a prendere piede quei Club del Libro [Ah! Chi non si è fatto gabbare almeno una volta?], o Euroclub, dove ci si iscriveva e con un prezzo ridicolo si ricevevano tre libri a scelta; poi rimaneva l’obbligo di ordinare almeno un libro l’anno. Iscrivendo via via tutta la famiglia la biblioteca si ampliò notevolmente; tra i tanti cito due libri fondamentali: Niente di nuovo sul fronte occidentale, di Erich Maria Remarque, uno dei più bei scritti sulla follia della guerra; ed uno che forse pochi conosceranno [Confermo per quanto mi riguarda], Cinque dita di Gayle Rivers e James Hudson, che raccontava di cinque commandos americani in Vietnam, quando per Vietnam si intendeva la vittoria di Davide contro Golia.

Nella mia esistenza da single [Non mi meraviglia lo fossi, mi meraviglia piuttosto tu non lo sia più…] a Parma, ebbi modo di curare molto la mia educazione sentimentale […e di farti tante pippe; se fossi onesto lo avresti aggiunto]: approfondii la teoria in classici come Le 120 giornate di Sodoma, o il Kamasutra, per non parlare del Tao dell’Amore; questo mi permise di conoscere a fondo le mie potenzialità, e di passare dei bei momenti tra me e me [Ah ecco! Volevo ben dire. Come non detto, sei onesto]. Conservo ancora questi manuali indispensabili in un sancta sanctorum; se nel tempo la memoria dovesse andare potrebbero ancora essere utili, ammettendo di ricordarsi per far che [Le pippe, te lo ricordo io].

Pendolando quasi tutti i fine settimana divenni un accanito lettore di fantascienza [Dici che i treni erano ai limiti della umana fantasia?]; un classico Urania mi bastava però solo per il viaggio di andata; per il ritorno dovevo arrangiarmi con qualche rivista [Ah, le ore trascorse in treno…]. Anche qui voglio consigliare due titoli: Morte di Megalopoli di Roberto Vacca, dove i sistemi computerizzati che pervadono le macchine si ribellano all’uomo, quanto mai d’attualità; e sempre del genere apocalittico Il giorno dei trifidi [Ma sono i trifidi actiregularis che fanno cagare Alessia Marcuzzi?], di John Wyndham, una ristampa.

Tra l’altro devo dire che nella mia prima esperienza lavorativa ebbi modo di meravigliarmi del fatto che [… ti avessero assunto? Pure io…] la maggior parte della gente con cui lavoravo sembrava ignorare l’esistenza dei libri [Ua, e  che lavoro facevi, installatore di condizionatori al Polo Sud?], al di fuori di quelli di testo sui quali erano stati costretti a studiare e purtroppo qualcuno a laurearsi; per questo mi chiamavano Intellettuale della Magna Grecia, che ho sempre preso come un complimento [Forse era un modo elegante di dirti “Ricchiooo”] anche se forse l’intenzione non era quella. L’epiteto in quei tempi mi accomunava al segretario della DC, Ciriaco De Mita, ma la cosa non mi inorgogliva.

Per lavoro posso dire di aver letto parecchi manuali, ora un po’ meno perché mi sono stufato (anche di lavorare); però due libri posso consigliarli a tutti perché universali: Il linguaggio del corpo di Lowen Alexander, molto utile per affrontare i colloqui per non sembrare seduti sulle uova, e Come trattare gli altri e farseli amici, di Dale Carnegie che in un certo momento era considerato un guru della ruffianaggine. Seguendo i suoi consigli, confido a ysingrinus che leggo sempre i suoi scritti e persino i suoi disegni [Leggere i disegni di Yzi è un atto eroico, cui non credo minimamente] con ammirazione, tanto sono profondi; e ad avvocatolo che le sue storie in ufficio [Che non scrivo da almeno sei mesi, SALLO ruffianone dei miei stivali] sono esilaranti e le sue poesie sui bambini oltremodo toccanti; su kalosf pur non conoscendolo potrei dire di ammirarlo a prescindere, deducendo la sua grandezza dalla stima che suscita universalmente [Paraculo, sei paraculo, non c’è che dire!].

Quando decisi di mettere la testa a posto [Eh? Quando? PERCHE’ SONO SEMPRE L’ULTIMO QUI DENTRO A SAPERE LE COSE?], mica di convivere o di provare a stare insieme come si dice adesso, uno dei punti a favore della decisione fu la comune passione per la lettura; passione che ci accomuna tuttora, almeno quella, dopo trenta e più anni. I generi sono un po’ diversi: un’occhiata alla mia biblioteca vi porterebbe da Aristotele e Erasmo (che ho acquistato per le belle copertine ma non ho mai aperto) a Peppone e Don Camillo; dagli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio al Jeeves di Woodehouse; insomma mi vanto di spaziare dal sacro al profano e di mischiare allegramente mele con pere senza imbarazzi [Le pere stan bene con tutto, al postutto].

In un certo periodo mi sono formato sulla geopolitica, e mi sono letto numeri su numeri di Limes [Io il lime me lo bevo, fai tu]; dopo la prima guerra in Iraq, capito l’andazzo del mondo, ho smesso ed ora ricasco nel vizio sporadicamente.

Di solito leggo tre o quattro libri alla volta, di argomenti diversi: per dire, ora mi dedico a L’uomo inquieto di Henning Mankell, Io, Gesù di Robert Graves e Tempo di seconda mano di Svetlana Aleksievic (maledetto Gorbaciov!), e sul comodino tengo Tre uomini in barca per non parlare del cane, di J.K.Jerome [Un libro GIGANTE!], che apro sempre volentieri quando voglio farmi quattro risate. Il mio problema è che poi tutto mi si mescola in testa, e quindi se nell’immediato penso di aver capito tutto, a breve Il tempo diventerà inquieto e finirà con Gesù in una barca di seconda mano.

Se conteggio però la maggior parte dei libri leggi negli ultimi cinque anni, direi che in maggioranza sono gialli [Si vede che conservi male la carta, amico caro, o sono molto antichi…]: tra gli italiani Camilleri, Malvaldi, Carofiglio e Dazieri su tutti; la spagnola Alicia Gimenez-Bartlett; ogni sorta di svedesi, danesi e [Le svedesi e le danesi mi piacciono pure a me… anche loro, come le pere, stan bene con tutto] nordici in generale: su questi ci tengo a dire che la passione era iniziata ben prima che scoppiasse la mania Millenium, con i capostipite Siöwall-Walhöö ed appunto Mankell; tra i tanti prediligo l’islandese Arnaldur Indridason. Consiglio per farsi buon sangue il finlandese Arto Paasilinna: non è un giallista ma un grande umorista.

Senza intenzione di influenzare la giuria, ammetto che mi rammaricherei se la vittoria non mi arridesse; anzi mi rattristerei proprio, e forzando la mia natura mi vedrei costretto a riempire i loro blog di commenti malevoli. Ma non credo possa succedere, sono troppo intelligenti. [Tanto intelligenti che adesso, e solo adesso dopo che ti sei sperticato con tutti e tre, posso dirti che non c’è nessun vincitore, il concorso non è tra voi lettori, ma tra noi tre…]

Advertisements

42 thoughts on “Kavvingrinus – Giomag

  1. Impareggiabile la “velata” ironia dei tuoi commenti, Avvo ‘ 😉 😂
    Levando Erasmo e Carofiglio, ne avessi letto uno di tutti questi autori! Ma tant’è. ..
    Visto che ama gli autori nordici e la fantascienza , mi permetto di consigliare a giomag un romanzo

    Liked by 1 person

  2. ah giomag, quello che vuole essere grave…. aò! e menomale che io ero stata paracula eh! tu invece asssssssolutamente no! ahhhhhhh beh!
    ma ne avessi letto mezzo di questi libri?!?!?! bou!
    concordo che i nordici siano molto papabili ed interessanti! avvo, no gli uomini biondi perchè a me piacciono i mori! e poi ultimamente sei mooooooolto agitato nè!
    lo vedi che c’è qualcuno che è stato piu prolisso di me ed è partito alla lontana come me? grazie giò! bella storia pero!
    vabbè, tu avvo puoi fare io comico. Allora perchè non fai pure una raccolta di battute???? davvero eh!

    Liked by 2 people

  3. Carissimi! Il senso di Smilla per la neve, come tutti romanzi di Hoeg, l’ho letto da quel dì, come tutti gli altri suoi romanzi, alcuni molto noiosi. Sono contento di aver partecipato a questo concorso dove, come tutti i concorsi, vince solo chi lo organizza. Con immutata stima (oddio, proprio immutata no… )

    Liked by 1 person

      • Non posso che elogiarvi! Ma si può migliorare, e mi permetto di proporre un miglioramento per la prossima edizione: una piccola quota di partecipazione. Come possono essere già sei mesi che non scrivi storie di ufficio? Devo aver letto un post vecchio allora! Peccato, a me piacciono!

        Liked by 1 person

  4. Dumas, Verne, Salgari, il Monello, l’intrepido, il giornalino dei Ragazzi… se queste erano letture sconsigliate alle ragazze, dev’essermi sfuggita la saggezza della separazione (e forse i risultati, in effetti, si vedono) 😀
    Di “Niente di nuovo…” ho visto il film e non ho letto il libro, ricordo ancora la scena finae come una delle cose più struggenti che mi sia mai capitato di vedere e lo consiglio moltissimo per spezzare ogni mitologia guerrafondaia. Jeeves, una meraviglia, e anche Guareschi, benché anche in quel caso abbia più visto i film che letto i libri (ma ne ricordo qualcuno fantastico, anche al di là della saga Don Camillo/Peppone) e certo, Jerome… Aristotele ci ho provato ma… no. Erasmo sì, devo leggerlo, assolutamente. Anche a me gli svedesi e i norvegesi non dispiacciono affatto. Ma io dico sempre, se pensate a un Larsson, scegliete il migliore, Bjorn… (forse non dovrei dirlo perché la saga di Millennium non ci ho neanche provato, ad aprirla).
    Come sempre, i commenti di Avvo sono… beh, i commenti di Avvo (ma no?!) 😀

    Liked by 3 people

  5. Pingback: Libri e trivelle | L'uomo che avrebbe voluto essere grave

  6. A parte il fatto che penso proprio di avere un qualche annetto in più di Giorgio, e quindi, mio caro Avvo, non vedo cosa ci sia da rimarcare sull’età, questo post mi è piaciuto troppo, troppo!
    Non solo per i tuoi commenti, che ci hanno fatto sbellicare dalle risate (come puoi vedere ho detto “ci”, non per plurale maiestatis, ma perché, come sempre, anche le mie gatte ridono a leggere i tuoi commenti) , non solo per quello, ma per il racconto di Giorgio, fatto in maniera così ironica ed autoironica che, se ci fosse un premio, avrebbe già meritato di vincerlo. L’unica cosa che mi risulta strana è che Giorgio affermi questa separazione tra libri per ragazzi e libri per ragazze … magari la facevano solo i maschietti, perché io non me ne sono mai accorta, da ragazzina ho letto Il Monello, L’Intrepido, Il Giornalino dei ragazzi, Lanciostory, Skorpio, la saga dell’Eternauta mi ha coinvolto e appassionato, ma non mi sono mancati nemmeno Tex, Diabolik,Topolino … e non mi sono persa nemmeno i vari Pattini d’argento e Pollyanna … magari, facendo questa separazione, noi “ragazze” ci siamo lette tutto, mentre i “ragazzini” soltanto una parte del leggibile … De “Il senso di Smilla per la neve” ho visto solo il film, che mi è piaciuto molto, in realtà, ma dovrò leggere il libro se si dice sia migliore del film … però, se volete, il film ve lo presto! Bene, detto questo, devo confessarti una cosa … se io fossi il giudice che deve giudicare (già che altro deve fare un Giudice?) il commentatore migliore … io voterei per te! Mi fai troppo ridere e mi rallegri le giornate anche quando sono più grigie che mai. Per questo ti abbraccio e ti sbaciucchio … come fossi mio figlio! Bye! ❤ ❤ ❤

    Liked by 1 person

    • Marianne ma che dolce che sei! Mia madre non potresti esserlo però! Io sono stagionato mia cara… quindi al massimo sorella maggiore. I tuoi bacini amicali me li prendo volentieri perché sei una splendida persona! E grazie per il “voto” come commentatore eheheh tra l’altro il concorso è proprio tra noi tre commentatori ufficiali! Ti mando un grande abbraccio e grazie per le info sulle tue letture! Ma tu partecipi vero?😘😘😘

      Liked by 1 person

      • Vai tranquillo che potrei esserti madre … so bene che il concorso è tra voi, ti leggo sempre, quindi per me hai vinto! Partecipare? Essere sottoposta al grassetto? Giammai! 😀 😀 😀

        Liked by 1 person

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s