Kavvingrinus – Marta Vitali

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Come ogni Venerdì, allo scoccare del trentesimo minuto delle ore otto, arriva Kavvingrinus, rubrica di librità condotta da Ysingrinus, Kalosf e da me medesimo io me.

Oggi sentiamo cosa ci racconta Marta Vitali:


Leggo sin da bambina, o meglio da piccola erano gli altri che leggevano per me, filastrocche, fiabe, favole [La ragazza si dimostra da subito più precisa di un buchellatore di Emmenthal, con la distinzione sottile tra fiabe, favole e filastrocche ed etichette, le quali, sebbene alimentari, raccontano a volte favole meravigliose] e etichette degli alimenti, si! Perché da piccola i miei genitori tendevano a leggere ad alta voce la maggior parte dei cibi che avrei ingerito di lì a breve [Uhm il che spiegherebbe, nel mio caso, come mai mia madre dicesse così spesso “Merda!”].

Poi crescendo hanno smesso.

Le filastrocche me le hanno ripetute talmente tante volte che le ho imparate a memoria, utilizzate poi, successivamente a scuola quando si decideva chi giocava e chi aspettava il suo turno. [Cioè sceglievi il turno filastroccando? Uhm…]

Memore di queste esperienze, non riesco tutt’ ora, che di anni ne sono passati 32, ad addormentarmi senza leggere almeno 10 pagine di un libro qualsiasi [Applausi].

Che poi, qualsiasi non è mai [Eh no, qualsiasi è qualsiasi, mai è mai, non confondiamo gli avverbi!].

Sono profondamente convinta che sia il libro a scegliere me e non vice versa. [Sono profondamente convinto che questa sia una strunzata…]

Prima dell’ acquisto, di altri per me [Ragazza dì un poco alla gente che continua a fare cose per te che ci sono anche io, eh, se han nostalgia], dell’ IPad ero un’accanita lettrice di libri rigorosamente cartacei, poi, ho scoperto la comodità di portare una libreria sottobraccio, e mi sono orientata verso l’ acquisto degli ebook. [Ah, pensavo avessi un braccio di gru…]

Ricordo come se fosse ieri, il primo libro che ho letto. [Siamo sicuri che non fosse proprio ieri, sì?]

“Io speriamo che me la cavo” [UANEMA E CON QUESTO HAI GUADAMBIATO SITTORDICIMILA PUNTI, SORE’!] libro scritto nel 1990 da Marcello d’Orta, raccoglie temi scritti da bambini in cui raccontano il loro punto di vista verso la camorra, il contrabbando e la prostituzione, questo fu il primo di una lunga serie di libri assegnatomi dalle maestre prima, dai professori poi, che letti e riletti anni dopo hanno assunto un significato diverso.

Crescendo ho spostato l’ attenzione su altri libri, ecco che sono comparsi, “I Porci con le Ali” [Interessantissimo! Mai letto…] “Futari H”, la scoperta del sesso per me è avvenuta dopo una fase di ricerca e di applicazione della teoria letta tra pagine di libri.

Arriva l’ amore, ecco che Harmony [Intendi i preservativi, vero?] fa la sua comparsa e con esso gran parte delle collezioni , Rosa, Rossa, Azzurra, abbandono questa collana quando mi accorgo che l’ Amore non è come scritto nei libri.

L’ Amore può anche finire male, qui, entra in gioco Harry Bosch [Fiuuu, temevo un altro Harry Potter!] e Kay Scarpetta.

Così come nella vita, anche l’ Amore ritorna, le vendette si mettono da parte e ricomincio a leggere racconti e storie sdolcinate.

Con il passare del tempo riesco a scindere il mondo fantasioso presente nella mia mente dalla realtà, ecco che inizio a leggere manuali tecnici che aiutano nell’organizzare la giornata, ripulire l’anima insomma, malloppi pesanti quanto due mattoni utili come fermaporta.

Inizio così ad entrare nelle librerie e seguire l’istinto, scoprendo alcuni autori fino ad allora sconosciuti, ma tutt’ora attivi ed altri, diventati oramai cenere [Quindi immagino meno attivi] che hanno scritto opere degne di nota [L’ho sempre detto che pure i morti possono scrivere opere degne].

Oggi leggo un po’ di tutto.

Dalle etichette degli alimenti perché si sa, ciò che si impara da bambini non si scorda mai, un po’ come andare in bicicletta, alle istruzioni della macchinetta del caffè, da National geographic in inglese, per non dimenticare la lingua a El Mundo in spagnolo, sempre per lo stesso motivo.

Il libro della sera del momento è: “L’ utlimo Abele” [AHHHH AHHHH AHHHHH INFAMIAAAAAA TENTI DI CORROMPERMI PER FARMI DIMENTICARE LA INFAMITA’ DI AVER PREFERITO SANDRO A ME!] il prossimo sarà “Una ragazza come me” e quello dopo ancora “Io amo”.

Nel tempo libero, tra una pausa pranzo e l’ altra, forse sarebbe meglio dire, tra una ricarica della chiavetta internet e l’altra, compro Cosmopolitan, un mensile femminile, che leggono anche i maschi (così almeno dicono) che parla di tutto e di più, da dove spesso, molto spesso, non troppo spesso, prendo spunto per gli articoli del mio blog. [Una rivista il cui nome mi pare ti si addica: Cosmopolita Marta!]

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60 thoughts on “Kavvingrinus – Marta Vitali

  1. È permesso? Timidamente colgo l’invito di Avvocatolo a uscire allo scoperto e provo a farlo in punta di piedi.
    Vedo che le etichette alimentari trovano un vasto consenso! Peccato siano crittografate in caratteri a volte talmente minuscoli da mettere a dura prova anche i miei occhiali da lettura.
    Un plauso alla simpatia di Avvo che, con l’aggiunta di una x in fondo al nome, non sfigurerebbe nel prontuario farmaceutico, alla voce “antidepressivi”. Al pari del Prozac, infatti, crea dipendenza!!!

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    • Ahahah Molfy carissima son felice che tu ti sia indotta a commentare pubblicamente! Vedrai che le persone ti accoglieranno con calore ☺ Qui gira bella gente modestamente 😎 Fantastica l’idea di aggiungere una x ahahah direi anche una z Avvocatoloz o Avvocatolox suona davvero bene 😁😘😘😘

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  2. Lettrice abbastanza agli antipodi rispetto i miei gusti. A parte ciò sto pensando che non ho letto Io speriamo che me la cavo però ho guardato il film! Vale come punteggio? Invece sto best seller di cui tutti parlano, il cui nome dell’autore mo non mi ricordo, ma che mi pare sia una sorta di avvocatolo…ecco prima o poi me lo devo leggere pure io che inizio a sentirmi come una pecora nera! 😞

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  3. Grazie dell’accoglienza!!! =D
    Di Marcello D’Orta ho letto anche “Dio ci ha creato gratis”. Dici che faccia curriculum? 😉
    Buona giornata a tutti!

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  4. Ah!ah!ah! Allora, è vero che i libri scelgono te, perché ti trasmettono qualcosa…un qualcosa di cui hai bisogno in quel momento, insomma inconsciamente scegli e tac! Era il libro giusto! 🙂 🙂 🙂 Grazie!! 🙂 🙂 🙂

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  5. Devo dire che a parte Io speriamo che me la cavo, che tengo ancora nella piccola biblioteca sotto al comodino al posto del pitale, non abbiamo altri gusti coincidenti… Porci con le ali lo trovai una palla, non adatto allo scopo di trovare dei bei momenti tra se e se. Per il resto tutte belle letture a parte una. Brava Marta!

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  6. Ahahaha, ho riso moltissimo e mi è tornata in mente una cosa che avevi detto sui nomi con le stesse iniziali (per la mia storia). Avevi ragione, ho trovato altri due personaggi di libri con le stesse iniziali che mi piacciono molto.

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  7. Non ho trovato molti interessi in comune con queste letture, a parte “Io speriamo che me la cavo”. Contrariamente a Giorgio, però, “Porci con le ali”, di Marco Lombardo Radice e Lidia Ravera, io non lo trovai palloso, secondo me rispecchiava realmente una generazione, quella degli anni ’70, che era in crisi con se stessa e col mondo, l’incapacità di comunicare, di rapportarsi … tante contraddizioni con un linguaggio nuovo che si andava costruendo … forse non un libro eccezionale, ma interessante sicuramente, tanti ragazzi di allora (era il 1976) ci si sono riconosciuti … bello il neretto Avvo, mi è piaciuto assai! 😀

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  8. Una presentazione simpatica, mi hai fatta sorridere, ma anche inorridire per i punti a Io speriamo che me la cavo, che ho letto anche io. Il perchè l’ho spiegato da Isy. Per il resto condivido parecchie cose che Marta ha scritto sui libri anche se non ho molte letture che coincidono con le sue.
    p.s. ma perchè mai ho avuto la sensazione che un libro mi chiamasse??? Sempre io a doverli scovare, uff! Sarà che ho un nome un po’ inconsueto, pazienza!

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