La bussola

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Ogni tanto lascio che mia figlia infranga regole che le ho imposto io stesso, con mia moglie. La quale a volte non condivide. È complicato da spiegarle, mentre lei mostra cenni di sdegno esacerbato, cosa mi brucia dentro quando incito nostra figlia a trasgredire usando dei toni di rimprovero che lasciano trapelare come il mio cuore stia, in realtà, esultando.

In sintesi, ho vissuto finora una vita in larga parte dominata dal rispetto di milioni di regole che non mi sono imposto da solo, ma che ho trovato preconfezionate nella società, nella famiglia, tra gli amici. Le ho quasi sempre seguite. Mai nessuno mi ha conferito alcun premio per questo.

Tutt’oggi, lo scandire gesti al ritmo di regole d’ogni tipo, alcune inconsce, continua ad essere la parte più grigia e, purtroppo, quantitativamente preponderante della mia vita.

Ma ci sono stati attimi in cui ho infranto le regole.

Senza ritegno.

Quando uscivo nel cuore della notte in moto e percorrevo duecento kilometri a velocità folle, e qualche volta spegnevo i fanali, e il giorno dopo avevo un esame.

Quando mi tuffavo da una scogliera senza costume.

Quando in gita facevo all’amore con una ragazza mentre altre due dormivano accanto ignare di tutto (spero!).

Quando parlavo ad una controparte col cuore e non col codice in mano.

Quando mentivo ad un cliente dicendogli che aveva torto anche se la legge gli dava ragione, perché ritenevo una infamia il tentativo della sua multinazionale di rapinare una poveraccia tentando di sbatterla fuori a suon di finti aumenti di capitale dalla società che aveva impiegato un vita intera a creare, e che mi faceva inevitabilmente pensare a mia madre.

Quando disegnavo sul grembiule.

Di regole ne abbiam bisogno tutti, ma io credo che molte siano semplici superfetazioni.

E poi, credo che la creatività spesso si nutra della destrutturazione, della deliberata violazione di regole che, per definizione, se seguite alla lettera, ci rendono tutto sommato uniformi a tutti gli altri.

Indossare lo stesso vestito degli altri, lo stesso grembiule per tutti i bimbi, attenua le differenze economiche e sociali nell’estrinsecazione più superficiale di un essere umano: l’abito. Che non fa il monaco. Ma credo che questa, come tante altre regole, possa servire paradossalmente da stimolo alla creatività, come limite da infrangere per potersi manifestare.

Stravinskij ha fatto sognare il mondo rottamando il cardine della tonalità, ovvero violando spudoratamente quelle regole consolidate, seguite da tutti i musicisti che l’hanno preceduto nei secoli, che imponevano di passare da una nota all’altra, da un modo tonale all’altro, da una triade all’altra seguendo una “tendenza naturale”. Lui ha riscritto daccapo tutte le regole della musica “armonica”. Ha riscritto il concetto stesso di armonia. Prima di lui, tutti i compositori sceglievano una triade di tonica di base, e poi tutte le altre ruotavano necessariamente attorno a quel fulcro, disponendosi a monte o a valle secondo precisissime linee di forza centrifuga (allontanamento dalla triade) o centripeta (avvicinamento). Senza queste regole, si potrebbe financo dubitare del talento di Stravinskij, che invece, dopo iniziali polemiche, risaltò proprio per l’aver infranto tutte le regole precedenti.

La trasgressione mi pare un terreno naturale nelle cui zolle si esprime con violento potenziale il talento individuale.

E il mio sogno è che i miei figli si strappino di dosso lo stesso vestito degli altri, che rifiutino di passare la vita alla ricerca di omologazioni rassicuranti, di pregiudizi collettivi da indossare come grembiulini lindi e anonimi.

Mi piacerebbe ispirare la vita dei miei figli con pochissime regole.

E mi tornano in mente le parole del giurista Ulpiano del II secolo d.C. che per anni ho visto troneggiare sulla facciata del palazzo di giustizia a Milano: Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere, alterum non laedere, suum cuique tribuere.

Vivi onestamente.

Non far mai del male agli altri (alterum non laedere).

E, nei limiti in cui ciò dipenda da te, riconosci sempre a ciascuno il suo (suum cuique tribuere).

Mi pare sia tutto lì. Il resto sono solo declinazioni.

Non potrò disegnare per loro mappe dettagliate di vita.

La vita è una tempesta e per quanto un capitano si sforzi di esser accurato, le onde gli impediranno sempre di disegnare coordinate precise.

Non potrò neppure dir loro per ogni tempesta se sia meglio proseguire per Nord o per Sud, per Est o per Ovest.

Quello che credo sia alla mia portata, è mostrar loro come, nella vita, ci sia bisogno, comunque, di punti cardinali per orientarsi.

Cercherò di esser per loro una semplice bussola.

O forse anche meno: una semplice stella polare, che di punto cardinale ne indica uno solo, e tutti gli altri punti potranno sceglierli loro stessi; e non è detto che seguano le linee del campo magnetico terrestre.

Che importanza ha, poi, che direzione prendano: se cammineranno abbastanza verso Nord potranno arrrivare al Sud, e non si sbuca forse all’estremo Est andando sempre verso Ovest?

Magari, novelli Stravinskij, sceglieranno altre scale, altre mappe, altri modi di allontanarsi o avvicinarsi.

Io, nel frattempo, ogni volta che mi guardano, brillo anche se fuori è buio.

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35 thoughts on “La bussola

  1. Tu hai ragione, ma capisco anche tua moglie perché tua figlia ancora è piccola e incitarla a trasgredire adesso, alle vostre semplici regole vuol dire per me crearle parecchia confusione…..come può stabilire a quali è consentito trasgredire e a quali no, cosa che ancora facciamo fatica noi a stabilire? Se può trasgredire ad una poi si sentirà di poterlo fare anche con le altre visto che è stata autorizzata, e come si potrebbe poi darle torto. Il tuo è un discorso di “non omologazione” molto sensato e preciso ma, secondo me, da affrontare quando sarà più grande e in grado di capire certi concetti non semplici…. Buona giornata Avvo 🙂

    Date: Thu, 7 Apr 2016 06:02:24 +0000 To: silvia-1959@live.it

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    • EH Silvia partiamo dal presupposto che anche se ha solo 4 anni, la sua intelligenza non ha nulla da invidiare a quella di un adulto. Ai bambini manca l’esperienza, non l’intelligenza. Poi io ho detto che la incito, ma indirettamente, tramite un semplice tono di voce che rimane però di rimprovero per la trasgressione. Onestamente, preferisco abbia qualche confusione, piuttosto che cresca con una salda convininzione che scrivere con un pennarello sul muro abbia la stessa gravità che tirare un pugno al fratellino appena nato o fare i capricci perchè non vuole la pasta al sugo! Io non riesco a dimostrare la stessa severità su registri tanto differenti. Questo è quel che intendo dicendo che mi sento più di indicare una direzione, che dare istruzioni dettagliate. Ma chiaramente in tema di educazione dei bimbi si è sempre detto tutto e il contrario di tutto, quindi la mia posizione potrebbe ben esser completamente cannata e la tua corretta, who knows! Ho letto 4 manuali di pedagogia… scritti in 4 epoche differenti: senza esagerare, di principi in comune ne ho visti davvero pochi! Insomma mi pare una scienza non molto attendibile… qui si fa quel che si può 😀

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  2. In realtà avvocatolo, nonostante la bellezza del post, ho sensazione che il tuo ruolo non debba essere quello di spingere ad infrangere le regole. Se colui che deve dare le regole (che devono essere chiare e “possibili”, spinge la persona alla quale le da ad infrangerle, si ingenera una confusione che il bambino non comprende. Quale regola sarà allora da osservare veramente e quale altra no? L’applicazione pedagogica per il bambino è ben diversa dalla nostra. Dunque resta la bellezza del post, ma attenzione a giochi incomprensibili per i più piccoli 😉 Un abbraccio grande

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    • Mmm Kalosf per la mia piccola esperienza, mia figlia comprende benissimo che tirare un pugno al fratellino è una regola che non ammette deroghe per alcuna ragione al mondo, mentre disegnare fuori dal bordo di un foglio sì. I bimbi ragionano molto per simboli, non a caso si insegna loro tantissimo tramite le favole, che sono alla fine racconti pieni di simboli e sottintesi non detti. Credo, al contrario, che sia proprio l’inflessibilità di tutte le regole a creare confusione… o se non crea confusione, crea un appiattimento di valori che a me non garba! Non può pensare che la violenza abbia lo stesso disvalore di una mano sporca di terra o di un capriccio per la pappa… poi non è che io stia lì a dirle “vai fottitene delle regole”! Al contrario, come ho scritto, la redarguisco comunque, quale che sia la regola violata, solo che quando si tratta di regole per me secondarie e arbitrarie (che ne so, si cena alle 8, per esempio!), non mi viene proprio da usare la stessa severità di quando le scappa uno schiaffo o un calcio al papà o alla mamma! Ma come sai rispetto sempre, come te!, i punti di vista diversi, quindi ben venga lo scambio dialettico con te che sei sulla stessa lunghezza d’onda di SIlvia 😀

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      • Mio caro Avvocatolo, probabilmente la mia visione dipende dal fatto che i bambini di cui mi occupo (e che sono molti) sono collegati al mio mondo lavorativo (tra insegnamento e mondo della cultura)… Un abbraccio 🙂

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  3. La penso come te, Avvo’, a parte alcuni punti saldi nel rispetto di altri, le altre regole son fatte per essere infrante. Uscire dai dettami, spesso, è una scarica di adrenalina: ci fa sentire vivi, ci aiuta ad affermare la nostra personalità.
    ^_^
    (SOno straconvinta che il vero peccato è : non peccare)

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  4. La penso come te, Avvo’, a parte alcuni punti saldi nel rispetto di altri, le altre regole son fatte per essere infrante. Uscire dai dettami, spesso, è una scarica di adrenalina: ci fa sentire vivi, ci aiuta ad affermare la nostra personalità.
    ^_^
    (SOno straconvinta che il vero peccato è : non peccare)

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  5. Io credo che il ruolo del genitore sia certo quello di dare regole precise e punti fermi, per quanto ci si riesca, senza creare troppa confusione. Ma sono con te quando dici che usare la stessa disapprovazione per violazioni diverse aumenta la confusione, non la riduce. E comunque, man mano che un bambino cresce gli si deve anche insegnare l’autonomia. Quindi, tutto sommato, fargli sperimentare la violazione delle (di alcune) regole. Lasciare che scopra. E’ una delle cose più difficili del mondo, secondo me. La confusione non è del tutto evitabile e forse non è neanche giusto pensarlo, anche dalla confusione nasce la chiarezza, il costruirsi da sé una propria strada che non sarà mai uguale a quella di chi ci ha preceduto (qualche volta, aggiungerei, per fortuna!). Noi siamo in costante dibattito interno su quanto e come e in che cosa essere inflessibili. Qualche volta la nostra confusione si riflette sulla difficoltà di essere “autorevoli”, sembriamo poco convinti persino. Ma alla fine, mi pare che sulle cose fondamentali (che sono né più né meno quelle che hai citato tu) ci sia chiarezza. Per il resto… sai che sono anticonvenzionale ribelle e indipendente… e quindi….:D 😀 😀

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  6. Non so cosa sia essere genitore e non so nemmeno che mamma sarei stata. Da figlia, negli ampi limiti dei quattro segni cardinali che i miei genitori avevano delineato per me, ho trasgredito, a volte con tacito consenso. Questo mi ha dato una marcia in piu’in termini di curiosita’ nei confronti della vita ma anche di piu’consapevole gestione delle difficolta’. E poi i genitori sono 2, e mio padre e’sempre stato un po’avvocatolo dentro,per mia grande fortuna… un abbraccio

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  7. Ciao grande capo indiano!
    A parte che non capisco i milioni di regole in amicizia…. Cioe?
    Intendi il rispetto? Beh quello si certo, ma non credo sia una regola da trasgredire!
    Ho capito perfettamente cosa intendi! E la penso cosi. Come quando al parco dopo scuola andiamo tutti a sfogarci… E hai voglia a dire non sporcatevi e non buttatevi per essa che non si fa…. Loro fanno propri9 i gatti e scavano sui ciottolini! E quanto mi piace sta cosa che fanno anche se noi diciamo con scarsa foga che non si fa! O quando vuole disegnare l’erba rossa. Lei sa benissimo che è verde, ma se ti dice che oggi la vuoke rossa che le dici? O quando fanno il bagnetto non le fai sbattere i piedini? O se io impasto con la farina, non gliele fai sporcare le mani? Siamo noi i primi! Queste ed altre traagressioni fanno bene al vuoriciotto ed ai sorrisi… Certo che se poi decide di torturare il coniglietto o menare alla cuginetta, quello non si fa!
    Ah e se litiga con un’amichetto noi li facciam fare che devono sbrigarsela da soli… Certo se si fan male li dividiamo, ma non ci si immischia, che son cose loro!
    Emh… Embè… Mo la stella polare ti pare poco? Come dici tu prenderanno la rotta che vogliono, ma se si sono persi e voglino un piccolo aiuto basta che alzino lo sguardo!

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  8. I figli vanno accompgnati, ma a volte (specialmente quando cerscono) l’unica cosa da fare sarà indicare loro la strada. Magari anche con l’esempio.
    Poi, riguardo le regole… sono obbligatorie in ogni contesto strutturato, ne hanno anche gli animali.
    Il rispetto delle regole è importante, ma anch’io le ho infrante, e forse infrangerle ha segnato alcuni dei momenti più memorabili della mia vita.

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  9. Secondo me, il ruolo del padre è quello di far trasgedire sempre un po’ i figli. Un esempio banalissimo è quando prima ci sgridano per qualcosa e poi ci portano la cioccolata per chiedere quasi scusa… E la mamma fa il personaggio cattivo dell’opera! Comunque, si, alcune regole sono davvero fatte per essere distrutte, Stravinskij è un esempio perfetto 🙂 non fu anche cacciato dall’accademia?

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  10. Le regole sono fatte per essere infrante Ma c’è sempre il mite, il perimetro dell’altro e degli altri. Ho sempre seguito questa prassi ma spesso mi sono scontrato col sopruso altrui che mi ha spinto a infrangere le regole. La citazione di Vulpiano è vera, sta in noi applicarla.

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  11. ” … qui si fa quel che si può”. Questa è la cosa più vera che hai detto, e possiamo aggiungere “si fa del nostro meglio”! Le regole sono fondamentali per un bambino, un bambino senza regole cresce insicuro … è inoltre abbastanza ovvio che le trasgressioni non sono tutte uguali, dovrà quindi esserci un castigo di diversa entità, non un insegnamento a trasgredire, se non altro per il fatto che anche se non la si insegna la trasgressione ci sarà comunque in tutte le fasi della crescita … rimpiangerai di averci anche solo pensato … ha,ha,ha,haaaa! … quando starai sveglio di notte per sentire se si apre la porta di casa e qualcuno ritorna … e a che ora ritorna! ” o babbo!, me l’hai insegnata tu la trasgressione!” … Scherzo, naturalmente, su questo … ma i valori che vuoi trasmettere ai tuoi figli non hanno bisogno di mille discorsi, loro li imparano dai tuoi comportamenti, i figli ti osservano anche quando tu non te ne accorgi … tutto il resto … non è facile, ma viene da sé. 😉

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  12. Le regole…queste (s)conosciute. Pare che trasgredendo, si batta forte la testa, nel male ma anche nel bene. E nel.bene,ma anche nel male, davanti abbiamo un mondo tutto da scoprire. Io personalmente,ho sempre trasgredito,spinta dalla sofferenza che mi sentivo costretta a vivere. Ho sofferto ancora di più,senza quelle regole imposte da altri; poi,nuda,me le sono ristabilitr,le regole. Le mie. Il mio credo personale. Che ogni tanto infrango, o altrimenti sarei una persona impalata a una vita sempre uguale a se stessa. Le regole sono fatte per essere infrante e sempre,sempre ristabilite. È.qui, la curiosità dell’uomo a conoscere e controllare e imporsi a se stesso.

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  13. Le regole ci vogliono, quelle che fanno rispettare gli altri, per il resto bisogna vedersela da soli, perchè alcune regole sono fatte solo per essere a favore di chi le fa (scusa il giro di regole…). Per mia figlia sono il “sud” (calore di mamma), ma per il resto gli ho insegnato che la bussola ha talmente tanti trattini che sta a lei scegliere quello che vuole.

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  14. Ciao Max, sono passata a salutarti, non posso più restare su wordpress, bouquetfiorito l’ho cancellato e questo blog che avevo appena aperto qualche giorno fa l’ho dovuto cancellare, ho un blogger che mi crea problemi, forse tu lo conosci si chiama Piero Pontrelli, mi sono dovuta cancellare anche da facebook per ben tre volte, mi devo nascondere per un po’, Alessia l’ho già salutata, privatamente, le ragazze del tuo gruppo non sono riuscita, ti prego salutale tu per me, mi mancano tantissimo, stavo bene insieme a voi si era creato un bel gruppo, stavo bene anche con te, sei un grande uomo, sei una grande persona, sappi che ti seguo sempre anche non mi presento, preferisco che non mi veda quello là, sei stato un grande amico per me e ti ammiro molto, purtroppo è da febbraio che ho problemi con questa persona. Se puoi salutarmi anche Primula, non ho avuto il tempo di salutare tutti, ho un sacco di amici qua su wordpress e su facebook, mi mancherete veramente tanto. Ti auguro un buon proseguimento di vita a te e alla tua famiglia e il grande successo che meriti. Ti voglio un gran bene.

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