A un uomo che sarà

1539577-980x

Mi trovo a deambulare, come un paziente in lunga degenza, lungo curvi corridoi ridondanti d’introspezione, accumulando caterve di pensieri zelanti e un pizzico scialbi.

Giaccio nel letto e fissando il soffitto mi pare di scorgervi un lato del tuo volto, quei lineamenti liquidi proclivi al cambiamento continuo, attratti, come acqua dalla luna, da un’oscura forza gravitazionale cui nessuno mai sfugge: il tempo.

Nei miei sogni si erge fulgida una ghirlanda intrecciata di fiori, la tua figura nel futuro imminente, e nella tua lieve dissimiglianza dai miei tratti intuisco un potenziale infinito, ma anche un estenuante cimento che mi attende: supportarti nel sentire quale sia la direzione del tuo vento, quali le tue inclinazioni, le tue originarie e innate passioni, quale il tuo posto in questo pazzo mondo subissato d’empiti di rabbia, percorso da branchi di zucconi alla deriva e infestato di fetido, stereotipato cinismo che i mass media, ad ogni secondo, ci ammanniscono indebolendo la nostra capacità di discernimento.

Devo imparare ad essere uomo, per poterti esser d’esempio, ma non è compito tanto semplice da assolvere. Una ridda di pensieri mi stormisce nel petto come purpurei petali che ondeggino sotto un cielo turchino, ghermisco serti di foglie e li infilo sotto al cuscino, poi le estraggo una ad una e le osservo in controluce: quali valori dovrò provare a insufflare nel tuo giovane animo? Tu che cresci visibilmente – ma con moto impercettibile – davanti ai miei occhi come una pianta, bisognosa di sole, di acqua, di vento, persino di terreno ben saldo che non la faccia volare via. E, tuttavia, sarebbe ben triste vederti confinato in un angusto quadrato di terra annegato nel cemento, e Dio non voglia io diventi per te come quegli sbilenchi steccati di legno che soffocano – come gabbie – i movimenti degli olmi ai bordi delle strade, quelle tristi piante continuamente potate sotto la prima palcatura fino a che ne rimanga snaturata la chioma e mortificato il rinnovo dei getti di rami.

Come fomentare i tuoi pensieri, senza corrugarne l’originalità, senza fagocitare le mille sfilacciature della tua, inevitabile, personalità? Come rastremare la mia ingombrante presenza nella tua vita, senza però abdicare alle mie indubitabili responsabilità di padre?

Forse facendomi casa, per te.

Forse facendomi cippo di pietra, per te.

E allora non ti insegnerò a camminare, ma starò a due passi da te pronto a tuffarmi se cadi.

Non ti insegnerò ad andare in bicicletta, ma starò due passi dietro il sellino, pronto ad afferrarti, e forse ti lascerò cadere, lasciando poi piovere una pioggia torrenziale di baci sulla tua bua.

Non ti insegnerò neppure a baciare una donna, ma scruterò l’orizzonte dei tuoi occhi cerulei per indovinare i tuoi cupi pensieri, e quando saranno saturi di luce plumbea e di cumuli di oscuri nembi, proverò a soffiare forte. E se vorrai parlare con tutti della tua delusione, tranne che con me, non ti terrò il muso, ma rimarrò silente, con le braccia e le orecchie sempre aperte per quando avrai finito tutto gli amici e tutti i diari.

Ti prometto che ogni giorno della mia vita lavorerò per te, senza risparmiarmi, e anche se continuerò a sognare di comprarmi una moto, i denari li impiegherò per la tua istruzione, e i tuoi giochi, e per metterci sopra la testa un bel tetto. E magari quando avrai il tuo lavoro, e non avrai più bisogno di niente, e io sarò pieno di acciacchi, realizzerò tardivamente il mio sogno, e sopporterò bonariamente il tuo tono canzonatorio mentre mi vedrai, ormai quasi nonnetto, arrancare per issare la moto sul cavalletto.

Ti accompagnerò volentieri alle feste, all’ora in cui di solito dormirò, lasciandoti scendere cento metri prima senza prendermela a male, e quando non rientrerai non chiuderò occhio, ma quando sentirò infine i tuoi passi, cercherò di non sbraitare, perché quei passi li ho percorsi prima di te nel cuore della notte e dell’alba.

E se telefonando, tra trent’anni, ti scorderai di dire alla mamma, passami un attimo papà, sentendoti riagganciare io ti saluterò lo stesso in silenzio nella cornetta del mio cuore, senza rancore, perchè anche questo vuol dire essere uomo, rinunciare ai piaceri sottili delle esternazioni senza intaccare minimamente il valore delle relazioni, senza mai dare adito a rimuginazioni.

E se avrò sudato mille camice per imbastirti una festa grandiosa, e dimenticherai o farai finta di dimenticare la foto col tuo papà, non sentirai un lamento, perché l’amore che provo per te è un fotografo con lo scalpello che sviluppa nel marmo le istantanee di te.

E quando avrai un figlio, e mi sfuggirà un consiglio su come calmargli le coliche, capirò il tuo moto di stizza se mi dirai che è trascorso troppo tempo e non mi ricordo più come si fa, e non mi azzarderò a ricordarti di tutte le volte che ho spento il tuo pianto nel mio abbraccio paterno.

E ogni volta che avrai smarrito il sentiero, sarò ancora lì, duro come un cippo di pietra, a indicarti che non c’è nessuna casa, senza pietre, nessuna filosofia, senza pietre, nessun mondo, senza pietre, e che non bisogna mai disprezzare nessuno, neppure un ciottolo, perchè se lo guardi da abbastanza lontano, tutto il nostro pianeta è una enorme pietra. E questo sarò, per te, figlio mio: una pietra miliare, che sta immobile lungo il tuo cammino, dove potrai sederti quando il caldo canicolare soffocherà i tuoi respiri, e proverò a ricordarti da dove venivi. E dovunque tu andrai, sarai sempre passato di qui, e forse non è un granché, ma sarò quanto di più vero e reale tu possa nella vita mai sperimentare.

E allora quando avrai freddo, ti stringerò a me, e la mia pelle ti farà da piumone.

E allora quando rientrerò, al crepuscolo dei giorni miei, finalmente a casa, ti lascerò il mio posto a tavola dove ho mangiato per anni e il mio angolo di divano infossato dai miei mille attimi di dimenticanza, e davanti al fuoco crepitante mi sdraierò sull’assito del pavimento per accarezzare dal basso la giovinezza delle ginocchia tue e di tua sorella.

Per rammostrarti che un uomo è un uomo, e rimane tale anche se scende più in basso di te, e il tempo gli incurva le spalle e ingobbisce la schiena.

Per dimostrarti, infine, figlio mio, luce della mia luce, che non ci sono posti assegnati, in casa, come nella vita: e anche se io non lascerò mai la tua mano, neppure quando sarai partito lontano, comunque il tuo posto nel mondo, figlio mio, dovrai trovarlo da te.

 

Advertisements

79 thoughts on “A un uomo che sarà

  1. Credo che basterà solo far vedere un domani la foto di questi due bimbi a tuo figlio perchè capisca che grande uomo ha per padre. Non ci sarà bisogno di parole. Grazie per questo magnifico post che tornerò a leggere più tardi per godermelo in profondità. Abbraccio

    Liked by 1 person

  2. Saper esserci con amore potente e saper ugualmente mettersi da parte e stare al proprio posto. Questa è la cosa più difficile dell’amore di un papà o di una mamma e tu l’hai espresso benissimo….l’amore è tanto più grande quando sa anche essere discretamente presente! Bellissimo, avvo!

    Liked by 1 person

  3. Che responsabilità decidiamo di prenderci diventando genitori…. Da noi esseri pieni di errore e difetti nascono delle persone pure e indifese….. Come difenderle senza intralciare troppo? Come farle crescere sicure di loro stesse senza imporre i nostri desideri?
    Equilibri di coccole e di no. Dalle tue parole traspare il tuo amore 💕

    Liked by 1 person

    • Mi piace… equilibrio di coccole e di no! Un equilibrio precario che rischia sempre di prendere una direzione preponderante! Eh sì… una enorme responsabilità ma carica di gioie costanti ☺😘😘😘😘

      Liked by 1 person

  4. Chetto! Sei un tesorone…. Ami i frutti che avete donato al mondo, ma lo esterni sempre in modo delicato e garbato…. Regalandoci le tue gioie e le tue paure… Che poi sono anche le nostre…. Il difficile sarà proprio il rinunciare a quegli slanci spensierati che hanno verso di noi… Ma è anche quello è il bello…. A volte l’esser genitori capita… Ma il piu delle volte si sceglie di esserlo e li si deve coccolare, ma anche dire no… E rimanere dietro come diciam sempre. Ed io spero che i ns picc9i avranno il ns coraggio di vivere e non rimanere nel loro giardino incantato, ma che apriranno la porta o salteranno lo steccato ed andranno alla scoperta di… E si siederanno sui muretti o sui rami col le gambe penzoloni….. Little avvo e princess sanno quanto sono fortunati!
    Bacini av!

    Liked by 1 person

    • Ehehe bedduzza tu ormai hai una conoscenza dei miei post che non so neppure se ti accorgi che commentando ne citi a bizzeffe facendo tue non solo parole ma anche i concetti che avevo tentato di esprimere scrivendo. È un piacere grande ricevere commenti così che sono gentili e affettuosi in questa duplice veste, sia estrinseca che intrinseca! Un abbraccio forte e speriamo che davvero i nostri pargoli imparino a vivere liberi! Baci

      Liked by 1 person

      • No professò, non ho copiato giuro! 😁😁 e poi tu hai messo la manina davanti. Mo quasi quasi ti scarabocchio il diario… 😁😁
        Emh… In realtâ ste cose di lia le scrivo pure io, ma io so capretta e non scrittore come te! E ma se ti leggo é perche mi piace!
        E poi io facevo a quanto pare le stesse cose che facevi tu (anche se io non ho vissuto le tue ottomila vite!)…. E vorrei che le vivessero pure i piccoletti!
        Aspetto la pagella! 😳😅
        Ciâ fratè!

        Liked by 1 person

    • Eh vero… esserci e spremerci sorrisi vedendoli andare via e anzi… accompagnarli noi stessi via dalle nostre egoistiche braccia che se potessero non si stancherebbero mai di cullarli… un abbraccio caro

      Liked by 1 person

  5. Tutte le domande che ci si pone, da genitori (che abbiano un minimo di consapevolezza), e le poche risposte possibili, da par tuo, da persona che sa che essere responsabili per qualcuno e prendersene cura non significa tarpare le ali, ma anzi, consentire all’originalità di esprimersi pienamente. Bella l’immagine della pietra, che in fondo può essere anche un inciampo, un ostacolo, ma al tempo stesso un punto fermo. Qualcosa con cui fare i conti, qualcosa che è sempre lì, a ricordare la realtà. Da dove si viene. Ma anche a permettere, da lì, di ripartire, trovando il proprio posto nel mondo, da sé, certo, ma avendo dietro delle buone fondamenta. Bello bello 🙂

    Liked by 1 person

    • E quanto a fondamenta tuo figlio mi pare non potesse averne di più salde e corpose. Non è facile mai, e non sempre esser buoni genitori è sufficiente a vedere i nostri sogni realizzati… vale a dire semplicemente la loro felicità. Ma ti stimo molto per come la pensi e per quel che posso vedere dal blog… per cui mi tengo stretto il tuo splendido commento. Baci baci

      Liked by 1 person

  6. Il fatto è che tutti nasciamo come figli, ma nessuno nasce genitore.
    E’ un mestiere difficile: libri su libri, professori e psicologi, suocere e vicini di casa… ognuno ti dirà cosa devi fare, ma nessuno ha la verità in tasca.
    Ogni papà e mamma incontreranno dei problemi, e spesso si troveranno in imbarazzo a doverli risolvere, se mai ci riusciranno.
    Io mi domando spessissimo se sto agendo correttamente nei confronti del figlio, e nel 95% dei casi sono convinto di star sbagliando.

    Liked by 1 person

  7. Il coraggio viene ogni volta che serve, senza che ce ne accorgiamo, siamo solo spettatori dello crearsi di nuove identità, pronti a consigliare quando viene chiesto e a seguirli silenziosi nel loro cammino, bisogna solo imparare ad esseci nel modo giusto….ma tu già sei avanti, hai la consapevolezza di quale sia! Un abbraccio Avvo 🙂

    Liked by 1 person

  8. È.. è… magnifico!
    Riuscirai a fare, per i tuoi figli, quello che ti sei prefissato e molto, molto di più. Ne son sicura.
    (e anche stavolta mi hai fatto finire i Kleenex :-/ . Ma non è che sei tra i maggiori azionisti della ditta, vero? ;))

    Liked by 1 person

      • Nelle tue promesse ho letto tanto timore. Non devi averne, non ce n’è motivo…
        Ma non è solo questo che leggo, quanto tutto ciò che ancora ti manca. Sii te stesso senza pensarci, vali molto di più di quel che non hai avuto, e lascia che il tuo dolore divenga la tua forza, accetta la sua esistenza e non dimenticarlo mai, perché fa di te quello che sei. Sii fiero di ciò che sei perché lo devi a te stesso e a nessun altro

        Liked by 1 person

    • Grazie a te Caterina. No, non mi sento affatto ridicolo. So bene che è così che mi vedono tutti coloro i quali ritengono che essere un uomo, un maschio, significhi esser un duro… un macho senza sentimenti né sdolcinerie. Ma per fortuna una lunghissima e fortunata frequentazione (non biblica eh!) Con tante donne mi ha fatto capire che i sentimenti li puoi mostrare mantenendo la tua virilità ben intatta. È anche il motivo per cui ho molte più amiche donne credo… perché abbiamo questo in comune 😉 baci baci baci

      Liked by 1 person

  9. Commovente, appassionante, emozionante e coinvolgente! Ma voglio rileggermi tutto con più calma … adesso, chissà perché, mi viene in mente solo un vecchio proverbio “non mettere il carro davanti ai buoi” … forse perché ho vissuto tanto … e penso alle cose “col senno di poi” … 🙂

    Liked by 1 person

  10. Come trasuda l’amore paterno da questa pagina! Bravo Avvocatolo, rendi onore alla categoria. Non esistono solo uomini materialisti e insensibili a questo mondo. Finché ci sono uomini con questi sentimenti c’è speranza per il futuro.

    Liked by 1 person

    • Wow Andrea Grazie di cuore per la testimonianza di ometto, su questo blog se ne vedono pochi anche se tutti Buonissimi (Yzi e Kalosf non fanno testo essendo non-umani…). Finché ci sono uomini che apprezzano questo tipo di uomini io dico che di speranze ce ne sono allora tante ☺

      Liked by 1 person

  11. Mannaggia. Ho letto solo ora questo post e c’è scappata la lacrimuccia. Credo che per qualunque figlio ci vorrebbe un genitore come te e che il tuo un giorno, quando leggerà queste parole, non potrà fare a meno di pensare a quanto è fortunato. Hai un modo di esprimerti che mi piace tantissimo. Devo assolutamente procurarmi il tuo libro 😉

    Liked by 1 person

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s