Volti nascosti [solo ricordi sparsi]

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Ci son romanzi, come volti, nascosti, che hai letto di notte, mentre fette di buio affilate come rasoi fendevano l’intrico dei rami che parevano ghermire il telaio della finestra che ti ha visto nascere e crescere, e dove hai corso a perdifiato senza alcuna fretta finché il vento non ti ha portato via, come il polline, a far nascere gemme lontane nello spazio e nel tempo da quella tua terra natia e da quella speranzosa adolescenza.

Ci son tende canadesi malamente fissate al terreno, pentole sporche su tavoli di pietra, zaini pesanti all’imbocco, ci sono aghi di pino per tappeto, e ci sono panni su un filo a gocciolare come umidi desideri, c’è una piazza nel campeggio punteggiata di amici perduti, ci sei tu cavalcioni di un muretto coi piedi che spazzano archi di circonferenza nel basso vuoto, le ginocchia a sfiorare quelle della ragazza che hai di fronte conosciuta due giorni prima e con la quale ti sei già detto tutto tacendo.

C’è qualcuno che spunta alle spalle dell’alba e porta a tutti cornetti su un largo cartone, caldi di forno, ci sei tu che accendi una sigaretta per sentirti un po’ grande, aspiri il veleno come fosse premitura d’esotica frutta, e con aria di finto godimento trattieni i colpi di tosse che ti sconquassano dentro.

Il tuo diario fa il giro delle mani, quasi solo donne, è la tua condanna, parlare da uomo senza riuscire a esser letto da uomo, è il tuo Facebook d’altri tempi, ognuno lascia il suo like con la penna, e dopo più di venti anni quelle firme, a te tanto care, diverranno geroglifici indecifrabili dei quali non riuscirai, mestamente, neppure a stabilire una sola che sia una paternità.

Pensi che sei fortunato mentre sei sdraiato sul retro-sedile d’una vecchia 2CV a guardare se il cielo è pieno, da dietro il lunotto angusto, mentre Ligabue canta un disco appena uscito e il tuo amico di sempre guida con le ginocchia e con le mani se ne rulla un’altra, tu sempre troppo timoroso per provare, la tua paura, la tua salvezza.

Senti la risacca di quella spiaggia, laggiù in Calabria, la pelle s’increspa di brividi al tocco di mani che esplorano mondi nuovi rimasti intatti per diciassette anni, chiudi gli occhi e il ginepro pare esploso di nuovo in un odoroso fiore di rara bellezza, il bianco di tutti gli occhi che hai incrociato sul tuo cammino si è come depositato nella tua memoria ammantando di neve le colline delle rimembranze, foglie gialle d’autunno restano attaccate ai tronchi per via della pioggia, e il vento tenta di strapparle facendole tremare come falene, i pensieri sciamano fuori dal petto come api impazzite che dal favo portino stille di miele fuori nel mondo, letti di ospedale cigolano sotto i baci rubati alle ali della paura per quell’incidente che poteva esser mortale, spegni una candelina in un deserto Africano, pesti coi piedi l’uva matura, chiudi sempre più forte gli occhi e ridi delle tue antiche paure.

Dicono che diventare grandi sia guardare il mondo con occhi diversi perdendo il disincanto degli sguardi innocenti e che, in definitiva, sia un gioco da ragazzi. Temo sia vero, come vero, mi pare, sia l’immane cimento in cui ogni adulto prima o poi si imbatte: ritrovare l’incanto negli sguardi fugaci al suo giovane passato, senza un solo rimorso, e nemmeno un rimpianto.

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103 thoughts on “Volti nascosti [solo ricordi sparsi]

  1. “ritrovare l’incanto” e mai permetterci il lusso di riperderlo, per l’affannarsi girando a vuoto d’ogni giornata, ma nemmeno tra rimorso e rimpianti, come dici. Concordo. Abbiamo una vita da preservare e alimentare ogni giorno, dei semi che ci piantarono e che piantiamo, delle radici che, salde o recise, ci restano come affondo nei corpi, un affondo dove la vera quiete e pace hanno casa, anche quando dobbiamo essere altrove, perfino da noi stessi
    non rileggo
    un pensiero di volata
    commento poco
    ma m’è venuto così
    buona giornata, Avvo’

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      • bellezza chiama bellezza e il tuo scritto stamattina m’è arrivato come qualcosa di cui si ha bisogno, di cui abbiamo tutti bisogno, anche se le vite, i percorsi, le vicende, sono diverse
        grazie a te
        una meravigliosa giornata, Massimo
        alla prossima,
        dora

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      • Grazie di cuore Dora, è stupendo sentirsi dire che un proprio scritto (che è scritto per esser letto!) ha suscitato belle emozioni nell’esser letto! Buona giornata Dora!

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  2. Una delle tue cose più belle, secondo me. No, il disincanto non è il prezzo da pagare sempre per diventare adulti, è solo il prezzo di chi ha paura di meravigliarsi ancora, di chi essendo stato disilluso qualche volta non sa più vedere il ginepro fiorire. Niente rimorsi o rimpianti, ma nel nostro futuro c’è il nostro passato, quello che noi scegliamo di portarci dietro. A noi scegliere bene… :*

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  3. Io credo nella vita ci siano momenti nei quali non puoi che vivere il disincanto: delusioni, sofferenze, dolori od anche l’intensa abitudine che fa di un giorno uguale ad un altro, nel quale ti trascini attendendo che qualcosa cambi (o forse no? chissà…) e laceri le parti di te che non sanno accontentarsi e ch’eppure si accontentano. Poi, come se le energie si concentrassero in un punto dentro di te, cominci di nuovo a percepire l’incanto, la primavera. Cominci a sentire che puoi essere qualcosa di diverso, puoi riprendere quella meraviglia che hai lasciato da parte. Che sia un innamoramento, una passione, una figlia (come nel tuo caso), allora cominci a porti domande, a vedere che il mondo sta tornando a girare… E ricominci a guadare con occhi diversi. Non dura a lungo. Perchè in fondo siamo impastati di abitudine e l’abitudine è “comoda” (mentre non l’incanto che ti porta a cambiare e ti conduce dove forse nemmeno vorresti). Ma quando c’è quella meraviglia, hai coscienza del mondo, hai coscienza delle tue possibilità e lì puoi decidere chi essere… Ciao Avvocatolo. Sempre uno spettacolo i tuoi post

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    • Eh quando esce fuori Sandro dal cilindro di Kalosf a commentare è uno spettacolo pirotecnico! Hai ragione caro, hai espresso un concetto profondissimo e per nulla scontato: l’incanto spaventa. Perché ti mette a contatto coi sogni e ti toglie tutte le scuse che a volte cerchiamo per rimanere nel solco della “comoda” abitudine… cambiare non è mai facile! Ma tu lo fai sempre perché sei veramente un grande! UN abbraccio e grazie mille di aver arricchito non poco il post col tuo passaggio.

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  4. GRAZIE! mado quanto è bello leggerti! lo so, te lo dico troppo e troppo e manco te ne accorgi piu… ma di fronte a tutto ciò, come si puo non dirtelo? ho lo stomacuccio tutto aggrovigliato ora…. quante vite hai vissuto Davidù! e che bello che ti hanno portato ad essere proprio così…. e grazie ai tuoi piccolini e a tua moglie che ti permettono ogni giorno di meravigliarti di nuovo e fare ohhhhh….
    emh….. chissà se ti ricordi i miei pure di diari! 😀 altro che facebook….. stavano nelle mani di tutti tranne che le mie fra un po! e li mi hai mostrato i tuoi! che gnoccherello fritto che eri! tutte appresso ti stavano!
    è vero, alcune cose le teniamo nascoste dentro di noi…. e le coccoliamo e le terremo per sempre sperando di non dimenticarli mai, ma sono solo nostre….
    eravamo belli quando da piccoli gioivamo per una coccinella, per una nuvoletta….. e si, stare con gli amici a sentire ligabue… e chiamare (so che lo hai fatto pure tu!) la persona che ti piaceva mentre eri al suo concerto per fargli sentire piccola stella senza cielo!
    e che bello dire tutto tacendo… che è la piu bella complicità che si possa creare….
    a volte il disincanto si perde, ma si ritrova, si devono come i colori, le magie… non li chiamerei rimpianti o rimorsi, ma piccole malinconie perchè si vanno un attimo a visitare quei buchini che tutte le esperienze vissute ci lasciano dentro…. il passato è nostro ed è prezioso…. i pollini che abbiamo sparso volano felici e si pianteranno chissà dove, ma con delle radici forti come le tue sicuramente creeranno delle piante, alberi, fiori ancor piu belli e forti!
    emh…. vabbè, so la solita prolissona! cià chettolino!

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    • Sìììì l’ho fatto pure ioooo! Chiamare dai concerti ahhaha sia Piccola Stella, un grande classico, ma anche Albachiara di Vasco! E non c’erano i videotelefoni ancora, solo la voce… che emozioni! E tutti quei flash inutili (perchè figurati se il flash da sopra gli spalti arriva fino al palco!) di gente che si portava la macchina fotografica ingombrante? EHhh non mi abituerò mai ai tuoi complimenti, Alessia, non li darò mai per scontati, perché ci tengo a te! Pure che stiamo lontani e pure che per il mondo una relazione via web è roba da poco, per me non lo è , e quando ci tengo alle persone e alle relazioni io tendo a non darle MAI e poi MAI per scontate, ma meritarmele ogni giorno! Mi riempi sempre il cuore quando mi dici queste cose, sallo! Baci baci

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      • ah dimenticavo di dire, dico, dimenticavo di ricordare che ricordo benissimo lo scambio dei diari qui sopra! Sai che ieri ne ho trovata una bellissima hahaha te la devo far leggere! Stasera la fotografo, una (che giuro non so chi diavolo sia!) che mi ha scritto “sei uno stronzo ” e poi tutto un pippone assurdo perché io le avrei detto “di donne come te me ne trovo quante ne voglio” ahahhaha ammappate che stronzo che ero ahahahha

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      • ahahah! e commmmè che ti sei ricordato di ricordare di non dimenticare sta cosa?????
        ma non ti ricorderai mai di fotografare e mostrarmi sta cosa stupenda! eri davvero uno stronzettolo oh…. emh, non vorrei farti rimaner male, ma pure sui diari che hai già messo, ricorreva sta parola, e ti volevan pure far fuori! hahaah!

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      • eh già hai perso la retta via me sa! chissà quante vittime hai lasciato?!?! te volevo vedere ai tempi guarda! mo sei diventato uno gnoccherello tenerello! beh ma ogni tanto ti ridai ai vecchi albori pero eh! 😀 bacini e bacilli! ne abbiamo in quantità!

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      • Adesso non vorrei tirarmela, però di vittime ne ho mietute davvero un sacco! Eppure non ero mai io a lasciarle ahahah si vede che ero davvero stronzo! SOno stato mollato milioni di volte!

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  5. A volte, almeno per me, non sono rimpianti o rimorsi, ma solo tanta nostalgia. L ‘incanto credo non tornerà mai più, perché significherebbe abbassare le difese ed essere di nuovo vulnerabili, tanto vulnerabili. Io quel rischio preferisco non correrlo più.

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    • Oh no no no cara! Perchè! E’ bello essere vulnerabili… okay ci si fa male, te lo concedo, si cade in mille pezzi… pure questo è vero, però nel rialzarsi, nel circondarsi di persone vere, nell’entrare dentro le persone, anche quelle sbagliate, c’è tanto che vale la pena non credi? No no no… non dirmi così che mi fai dispiacere! Coraggio coraggio e perchè no abbi anche incoscienza! Ma non perderlo l’incanto… un abbraccio forte.

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      • Non sono solo commenti da giornalista. Mi hai riportato alla mia prima vacanza con gli amici. 19 anni, maturità alle spalle, sacco a pelo e campeggio in Calabria. Si chiamava Uliveto. Qualcuno aggiunse sull’insegna con lo spray ‘rosso’. Ti lascio immaginare: era il 1980…

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      • Che spettacolo! Sì, scusa, non volevo etichettarti, sottolineavo solo che i commenti tuoi entusiasti, considerato il mestiere che fai, mi rendono duplice onore e gongolamiento! Ah il sacco a pelo! Che ricordiiii

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  6. Mi ritrovo soprattutto nella parte in cui scrivi “Il tuo diario fa il giro delle mani, quasi solo donne…”. Facebook è uno strumento strano… Ogni reazione non sembra essere solo il frutto di un algoritmo, perché si potrebbe trovare traccia del passaggio di qualunque “amico”, ma il più delle volte sono le “amiche” a dimostrare più interesse.

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    • Eh eh… verissimo. A me succedeva soprattutto con il diario proprio quello fisico, la smemoranda, era PIENA zeppa di scritte di amiche, mi lasciavano commenti, racconti, miliardi di strofe di pezzi musicali all’epoca di moda… gli uomini solo una firma!

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  7. Piu bello che mai questo post , soprattutto per il tuo pezzo , ma anche per tutti i commenti.
    I tuoi ricordi non sono i miei , per differenza di epoca ,ma ho goduto per intero “l’incanto” del tuo diario , scritto o solo tenuto a mente.
    Purtroppo, anche da bambini e da giovani si possono avere esperienze cosi’ dolorose da cancellare tutte le altre…..
    Per me e’ stato importante prendere coscienza su chi io fossi realmente , oggettivizzando tutto ciò che mi accadeva intorno ed evitando i copioni gia scritti imposti dalla società’ di quel tempi…..
    L’unica mia nostalgia riguarda i miei figli quando erano piccoli .
    Come mi ritrovo in te quando racconti dei tuoi bambini!

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    • Grazie non-Isabella! E’ vero, ci sono commenti che arricchiscono oltre ogni dire questo post. E’ una cosa di cui vado davvero fiero (anche se non ce n’è in effetti motivo… o se c’è, non è evidente per niente!) la qualità dei commenti che leggo qui. Un concentrato di belle persone che portano pezzi di sentimenti, di tante belle persone. Senza falsia modestia, non lo vedo capitare troppo spesso sui blog che decine di persone piazzino commenti sostanziosi, carichi di sentimenti e di esperienze. Ripeto, forse non dovrei neppure vantarmene, nel senso, probabilmente non è che possa attribuirmi il merito che in giro c’è bella gente, ma insomma mi sento un privilegiato ad avere a disposizione così tanti commenti da incorniciare! E il tuo è tra questi… e capisco la tua nostalgia, i figli piccoli sono un dolcissimo momento di vita, credo non ve ne siano altri altrettanto teneri nella vita, forse quando nascono i nipotini, ma immagino sia meno intenso! Baci baci baci

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      • Invece il merito e’tuo che attiri i sentimenti degli altri sicuri di essere capiti , dopo aver letto i tuoi cosi’ articolati e multiformi (!)…..
        Da come scrivi, non sembra tu abbia avuto una sola vita…

        Insomma , baci anche a te!

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    • Ma che splendido complimento! Dico, il fatto che ti pare io ne abbia vissuta più d’una… credo che in ognuno di noi ci sia tanta avventura, forse a me pare tanta perché non ho dimenticato niente e vi propino continuamente pezzi di passato 😀 E voi avete un cuore grande che non vi annoiate mai! Baci baci!

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  8. Rimorsi zero, rimpianti molto.
    Rimpianti per il tempo andato, per le persone conosciute e perse, e per tutte quelle ragazze cui ho donato i miei silenzi, ma cui avrei dovuto donare le mie parole.
    Ma ero troppo timido.

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  9. che strano il caso a volte, non ero ancora entrata qui e da me rammentavo un camino acceso e castagne scoppiettanti ma soprattutto le risate da bambina… Hai una penna che intingi in un calamaio magico… “libri letti con una luce sotto le coperte che odoravano di proibito e di vendette… ” beh… radici del tempo riaffiorate e mai dissaldate… 🙂

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  10. Sai credo che il disincanto non si perda mai…solo che poi intrvengono l’epserienza e la ragione che lo fanno affievolire, ma il fondo il bambino che è rimasto in noi emerge sempre, perfortuna! 😉

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  11. Con tutta me stessa mi aggrappo all’incanto… al guardare la realtà con occhi di fantasia, ogni giorno ^_^°
    che fatica però… quanta realtà pronta ad avvolgermi e schiacciarmi… ma se riesco… anche solo per un attimo… ne vale proprio la pena 😀
    Buona serata ❤

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    • Cara collega! Sara bedduzza, e hai ragione, è una fatica, a me la fatica è alleviata dalla mia bimba, ma in effetti poi ci sono i momenti bui, i momenti no, i momenti in cui il mondo ha un volto feroce e grigio e di pietra… ma proprio in quei momenti trovo rifugio in quegli incanti! Ti incanti quando vedi solo incantesimi e dimentichi tutto… qualcuno diceva che la felicità sono attimi di dimenticanza! Baci baci

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      • … i bambini ci aiutano a rivivere la magia… credo che sia uno dei tanti motivi per il quale li amiamo… con loro ripercorriamo quel sentiero di favola che a volte abbiamo smarrito…
        Un abbraccio ❤

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  12. No, non penso che diventando adulti si perda lo sguardo di curiosità, di gioia, di – appunto – disincanto… Anzi! Si può migliorare ancora di più. Il problema non è tanto diventare adulti e perdere tutta l’infanzia, ma è essere bambini e non averla. (non so se è chiara)

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  13. “Diventare grande” è imparare ad assumersi le proprie responsabilità. Spesso si associa tutto questo al diventare seriosi e cupi. Non è detto. Non dovrebbe essere così. Bisogna cercare di fare in modo che non sia così. Fine commento serio.
    Tutto bene, ricchiò? Ahahaha. Io tutto a posto, anche se non passo quasi più da qui. Un saluto. Non ti abbraccio sennò ne approfitti… ti conosco.

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  14. Dopo aver conosciuto il disincanto… i momenti d’incanto valgono di più perché sono più consapevoli, potrei dire (in effetti l’ho detto), sempre che abbia senso…
    Ogni bene Avvo, ogni bene! 🙂

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