StepChild, Unioni Civili, Gpa, Utero e cervello in affitto a prezzi modici

Da tempo vedo confondere StepChild, Gpa, DDL Cirinnà, affitto dell’utero, “diritto ai figli”. In tanta commistione di argomenti eterogenei, dopo aver letto da qualche parte che un neonato è una “cosa tenera”, ho abbandonato il mio originario intento di non alimentare lo spropositato numero di articoli sul tema (anzi, i temi), ed eccomi quindi a dire la mia.

Facciamo un passo indietro, consentitemelo vista la mia deformazione professionale.

Cos’è un diritto?

Una posizione soggettiva riconosciuta dall’ordinamento come meritevole di tutela. Connaturato all’essenza del diritto, è un corrispondente generale dovere di rispetto dello stesso, che può essere imposto con la forza. Se ho un diritto di proprietà su una casa, a “specchio” tutti gli altri hanno un dovere di rispettarlo. E se qualcuno lo viola, occupandomi magari casa, l’ordinamento mi riconosce l’uso della forza pubblica per ripristinarlo (in teoria…!). Se una situazione soggettiva non è suscettibile di tale tutela, essa degrada a mero interesse (l’interesse a un bel paesaggio, ecc.).

È così per TUTTI i diritti, persino quello alla salute (anch’esso coercibile, con i trattamenti sanitari obbligatori, o più banalmente con l’obbligo delle cinture di sicurezza).

Poi ci sono diritti “particolari”, indirizzati e che hanno quindi un “risvolto” di dovere limitato: se vendo un orologio, ho diritto al prezzo e se il compratore viola il mio diritto l’ordinamento può intervenire.

Dunque, si può parlare di un “diritto ad avere figli”?

I figli non hanno alcun dovere di nascere, tanto per cominciare. Il nostro ego non è un diritto in tal senso.

L’ordinamento, inoltre, non potrebbe MAI e poi MAI riconoscere una tutela forzata di un tale diritto, se mai esistesse, posto che non si capisce verso chi andrebbe esercitato (verso il figlio? Verso l’utero affittato? Verso Dio?).

Non voglio fare facile retorica, so bene che esistono anche diritti “naturali” che nulla hanno a che vedere con l’ordinamento statale e la coercizione. Mi chiedo, però, come si possa sostenere un diritto “naturale” ad avere figli per coloro ai quali la natura stessa si pone come ostacolo alla procreazione.

Per come la vedo io, dunque, le persone, tutte, indistintamente, possono vantare un interesse ad avere figli, giammai un diritto.

Non vorrei esser frainteso.

Sono a favore dell’adozione da parte di coppie omosessuali perché tra la loro situazione, e quella di due etero, non vedo differenze. Le persone devono esser sane di mente (e non poco…) per adottare, la loro sessualità mi pare c’entri ben poco. L’uguaglianza (mi ripeto) non è trattare tutti allo stesso modo, ma trattare situazioni uguali in modo uguale e situazioni differenti in modo proporzionalmente differente.

Sulla Gpa (Gestazione per Altri) in sé non sono sicuro di conoscere me stesso abbastanza a fondo da poter dire se io sia o no a favore. Le questioni etiche (e morali) profonde non riesco a dipanarle in un post, maturano in me in anni di riflessioni, non giorni.

Comunque, con tale espressione s’intende il gesto di una donna che porta avanti una gestazione per conto di altri, senza nulla specificare sul rapporto che intercorre tra la gestante e i futuri “genitori”, su chi mette ovuli ecc.

Di sicuro la Gpa NON indica in nessun caso la StepChild Adoption: quest’ultima espressione indica la pratica di due coniugi che formano una nuova famiglia e uno di loro adotta il figlio “di primo letto” dell’altro. Che i coniugi siano poi omosessuali o etero e che il figlio “di primo letto” sia “biologico” o “affittato”, non cambia la natura dell’istituto, conosciuto sin dai tempi dei Romani.

Se il legislatore non avesse compiuto quell’obbrobrio tecnico che è il DDL Cirinnà (che ho letto integralmente) e si fosse limitato a eliminare le pochissime norme attuali che presuppongono una diversità di sesso tra coniugi per certi diritti (al matrimonio, ecc.), probabilmente nessuno avrebbe neppure mai sentito questa espressione; quantomeno, essa sarebbe rimasta ad indicare la pratica di sempre, ma accessibile a tutti (come penso debba essere).

Quello su cui non ho dubbi, è che non dovrebbe esser mai consentita la Gpa per fini economici. Temo anche che tale pratica possa facilmente sconfinare nella pura vendita (tratta) di un essere umano; così la considero, se chi affitta l’utero mette a disposizione ovuli e spermatozoi.

Bisogna come al solito intendersi sui termini: cos’è un affitto?

E’ un patto col quale una persona si OBBLIGA a mettere a disposizione di un’altra persona una COSA, mobile o immobile, dietro pagamento del suo valore economico.

Una donna che abbia nutrito un bambino per nove mesi col proprio sangue, che abbia sentito il proprio cuore battere due volte, non capisco come possa considerare la gravidanza come un obbligo o un “periodo di locazione” e come possa calcolare il prezzo di tutto questo. Forse, e dico forse, può esser sorretta da aneliti d’amore verso i futuri genitori, e allora il suo gesto può esser inteso come sacrificio spontaneo, in assenza quindi di qualsiasi logica di “dovere contrattuale” o di “diritto alla prestazione”. Ma da qui ad accettare che un bimbo possa esser trattato come un prodotto di un contratto mi pare vi passi una strada che spero non venga percorsa mai. Un utero per me NON è e non sarà mai una cosa paragonabile a una casa, NON può essere tradotto in un valore economico in euro/mese, e il frutto dell’utero men che meno, essendo una vita sacra.

Da decenni, del resto, è vietata la vendita di organi e sangue a livello internazionale, il Consiglio di Europa si è espresso (tra i tanti organismi) in modo perentorio, non vedo perché si debba fare una differenza per l’utero. Poi qualcuno salterà fuori a dire che a Pechino il commercio di organi è già legale: io rispondo che le stesse leggi vigono nell’Isis…

Molti, sempre confondendo i piani, nell’ammettere la Gpa sostengono che il figlio è biologicamente di chi ha messo ovuli e spermatozoi, non di chi affitta l’utero. Ma come ho detto prima, GpA di per sé indica solo gestare per conto di altri, tacendo sul resto. E io mi chiedo, se ammettiamo che una donna possa affittare il proprio utero, come potremmo vietare alla stessa donna di affittare anche gli ovuli? E perché non potrebbe anche fornire gli spermatozoi del marito? E se una cosa la puoi affittare, perché non puoi venderla? E se il committente avesse voglia di evitarsi l’allattamento? C’è davvero tanta differenza tra affittare un utero nove mesi, o affittare un seno per i successivi dodici? Dunque potrebbero sorgere contratti in cui la donna si obbliga a consegnare il “prodotto” semilavorato, magari a sei anni? Se la gravidanza si interrompe, chi piangerà sul latte mai versato?

Se parliamo di diritto ad avere un figlio mediante affitto di un utero, deve esserci un corrispondente obbligo della mamma di rispettare l’affitto e la consegna del figlio, giusto?

Allora dovremmo forse istituire un’Equitalia che con forcipe e bisturi andrà a porre in essere esecuzioni forzate dei debiti d’utero?

Perché questo sarebbe il naturale precipitato del considerare i figli un diritto e l’utero un oggetto di compravendita o affitto.

In conclusione, sebbene io pensi che le unioni tra persone dello stesso sesso debbano avere la stessa disciplina di quelle tra etero, e che la StepChild Adoption per omosessuali ne sia la naturale conseguenza, non ho un’idea generale sul se la GpA sia o meno ammissibile.

Ma di un pensiero son sicuro: l’affitto di un utero, propriamente detto, si presta a conseguenze aberranti che nulla hanno a che vedere con la mia personale idea di genitorialità e di sacralità del corpo umano.

È solo la mia opinione, una tra mille, ma mi farebbe piacere davvero sentire stavolta anche la vostra.

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76 thoughts on “StepChild, Unioni Civili, Gpa, Utero e cervello in affitto a prezzi modici

  1. Io sono contro le unioni civili, gay o etero che siano. Io avrei esteso a tutti l’istituto del matrimonio perché l’unione civile la vedo come un matrimonio a metà, con i diritti ma con meno doveri ed è per questo che sono contro.
    Detto questo, la stepchild adopion non è altro che il riconoscimento di una situazione di fatto, quindi non stiamo dando nessun bambino ad una coppia di uomini o di donne (pare che questa sia diventata la più grande preoccupazione dell’Italia ora, senza considerazioni qualitative, ma solo di forma), ma stiamo permettendo al coniuge (che già viene considerato come genitore dal minore) di esserlo anche davanti alla legge.
    Per le altre questioni, tipo “utero in affitto”, mi riconosco nelle tue perplessità, ma non ho le competenze né sufficiente riflessioni per dire la mia argomentandola.

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  2. Io penso che stiamo giocando sulla pelle dei bambini solo per soddisfare i desideri degli uomini , che niente hanno a che vedere con i diritti, perchè la vita è stata per tutti noi un dono imprevisto cresciuto attraverso il dogma genetico di una paternità e maternità e senza religioni o culture, come natura ci ha fatto.

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  3. Su diritti e utero in affitto sono totalmente d’accordo. Sulla Stepchild se prima avevo una minima apertura ora sono nettamente contrario e la lascerei alla discrezione del giudice, una volta valutato che il figlio di cui si chiede l’adozione non sia frutto di un utero in affitto, altrimenti diventerebbe la legalizzazione di una illegalità. Ogni riferimento alle recenti vicende non è casuale.

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  4. Sei un Grande!
    E direi che concordo con te.
    Come è evidente, nel mio blog non mi occupo di temi del genere, semplicemente perché lì mi interessa esprimere la mia interiorità, le mie più intime emozioni. Ma qui mi trovi particolarmente sensibile all’argomento.

    “Un utero NON è e non sarà mai una cosa, NON può essere tradotto in un valore economico in euro/mese, e il frutto dell’utero men che meno, essendo una vita sacra.”: cosa c’è da dire di più?

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  5. Ecco perché reputo che il diritto dovrebbe essere insegnato in tutte le scuole, almeno le cose basilari. Il ddl Cirinnà ha fatto venir fuori tutta l’ignoranza che c’è in materia giuridica in giro oltre alla pochezza etica morale. Come dicevo altrove, credo che questa pratica dovesse essere messa in discussione a livello mondiale coinvolgendo i paesi anche dove sia permesso perché se questo problema è così forte e sentito aberrante in Italia e Francia, credo sia giusto amplificare la questione. Il problema non è che Vendola abbia utilizzato questa pratica, ma il perché questa pratica è concessa.

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    • assolutamente daccordo, in questo post non c’è volutamente alcun riferimento a Vendola, io rifletto sull’istituto da ben prima che venissero fuori gli affari suoi, di cui onestamente mi importa poco… non lo conosco, non so niente di lui, del suo compagno, e non voglio metter naso negli affari privati altrui. L’etica riguarda tutti, la morale è una questione personale, in questo post esprimo i miei dubbi etici, ognuno ha la propria morale!

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      • Infatti io reputo che è necessaria una mobilitazione a livello europeo, se non mondiale contro questa pratica coinvolgendo anche i paesi che la permettono. Reputo che si stia dando troppa importanza a Vendola quando tantissime altre persone come il senatore lo giudice o grandissime star come la kidman vi hanno ricorso. È giusto che se ne parli, ma non ritrovarmi la bacheca di Facebook con 40 articoli su Vendola e non del vero problema etico giuridico.

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  6. Sono sostanzialmente d’accordo con la tua riflessione. Anche io pensò che il ddl Cirinnà sia parecchio discutibile (le conseguenze si vedranno eccome purtroppo) e aggiungo che è servito al PD e alla sinistra per darsi una patina di credibilità… Considerazioni politiche a parte (assolutamente personali sia chiaro), ritengo che da un lato una società civile debba garantire lo stesso trattamento nei confronti di tutti i cittadini, ma dall’altro è giusto intraprendere quanto meno un dibattito costruttivo sulla questione “utero in affitto”. Non conosco la legislazione americana, ma mi domando se Vendola e il suo compagno non avrebbero potuto richiedere l’adozione di un bambino piuttosto che ricorrere a un metodo che (comunque la si voglia vedere) finisce per reificare il corpo di una donna. Infine ritengo che una discussione su questo tema sia necessaria, quindi ben venga il tuo post!

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    • In America l’affitto è non solo consentito, ma addirittura incentivato. Non c’è una legge federale che io sappia, ma i singoli stati legiferano in materia e da quel che mi dicono i colleghi oltreoceano, praticamente tutti la ammettono anche a pagamento, perpetrando quindi un vero “commercio”. Sono daccordissimo con te sul fatto che il PD abbia provato a “cavalcare” l’onda, ma non ha avuto poi coraggio di fare le cose fatte bene, secondo me impostazione figlia un po’ della strategia del Premier che da sempre prende posizioni equidistanti dal mondo intero, non volendo scontentare nessuno. Finirà però col non accontentare nessuno…

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      • …Quindi questa pratica finisce con l’essere assimilabile a una qualsiasi prestazione di un servizio sanitario privato, a prescindere dalle conseguenze e dalle considerazioni… Del resto Vendola ha il “grano”…

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  7. Bravo Avvoca’! Mi hai risparmiato un post, in sostanza hai detto quello che avrei voluto dire io. Di questo passo il mondo di Matrix è sempre più vicino. Una volta i potenti mettevano incinta le serve, se la moglie era sterile, ora, si prendono in affitto gli uteri, che schifo! Come umani abbiamo il dovere di migliorarci, invece facciamo passi indietro. Se penso quanto ho urlato per partorire mio figlio, col cavolo che poi, lo davo ad un altro! Ciao Giusy

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  8. Mio caro avvocatolo, in questa italietta di ben pensanti ciò che conta è parlare e parlare senza nemmeno sapere di cosa si parli. Detto questo io ho una mia idea che probabilmente non sarà di moda: non esiste un diritto al bambino per nessuno, nè per gli etero nè per i gay (ed in particolare nell’ambito lesbico dove la cosa, per natura, è molto più semplice). E ciò si estende (per gli uni e per gli altri) a quelle pratiche che precedono addirittura l’utero in affitto (fecondazione in vitro, ecc…). Non è una disgrazia non avere un figlio. E’ solo un modo di esserci in questo mondo. I bambini sono certamente una ricchezza, ma non per questo è possibile giustificare qualsiasi pratica pur di averli “propri” (perchè l’adozione è tutt’altro discorso, che appunto non va confuso e che invece dovrebbe essere estesa a tutte le famiglie). Aggiungo solo un altro elemento, il mondo gay dovrebbe avere coscienza che la dignità che gli è propria è nella “differenza”, non negli scimmiottamenti della eterosessualità, anche nel presunto bisogno di paternità/maternità. Purtroppo, pur essendo un uomo di ampie vedute, ho ancora molto chiara la dignità di una persona. Ed a mio avviso essa riposa su ciò che si è. E concludo: lasciami dire “benvenuto Tobia” (perchè una vita che nasce anche tra i giochi degli umani è sempre benvenuta), ma i papà di Tobia ed in particolare uno dei due, dovrebbe farsi una profonda domanda su quale visione di uguaglianza tra le persone si poggia il suo progetto politico… Un abbraccio e scusa la lunghezza

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    • Ma che scusa e scusa, i commenti li peso, non li misuro, e il tuo è “leggerissimo” per me perché mi vede decisamente allineato e rispettoso della tua idea. Anche io penso che non esista NESSUN diritto ad avere figli! E le differenze ne ho parlato, vanno rispettate e nel rispettarle però bisogna trattarel in modo differente, appunto perché sono differenze! Come dici tu, scimmiottare un’uguaglianza che non c’è a me non piace. E non piace neppure per etero, sia chiaro, ho parlato non a caso di GpA senza altre specificazioni, non mi importa chi siano i “committenti”, i miei dubbi rimangono a prescindere dal loro sesso, dubbi che sono certezze morali per quanot riguarda ogni pratica di mercificazione!

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  9. La penso esattamente come Kalofs, quindi non mi dilungherò oltre. Scrivo solo di un’esperienza che ho avuto ascoltando dei conoscenti che mi ha lasciata senza parole, rischiando forse di andare off-topic. Questa coppia non poteva avere figli e si stava interessando alla tecnica dell’utente in affitto (soldi e possibilità di farlo), io chiesi, ma scusate perché non pensate ad un’adozione? La risposta non meritò commenti…. Ti prego, magari ci arriva qualche bambino con problemi, con traumi, con esperienze talmente orribili che sarebbe difficile da aiutare…. Ecco, in quel momento ho pensato, chissà le turbe che voi potreste creare a vostro figlio… Comunque, questa storia mia ha fatta riflettere sul fatto che, forse, spesso l’adozione non viene presa in considerazione anche per motivi aberranti come questi…

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  10. Concordo a grandi linee con la tua riflessione pur senza aver le tue conoscenze giuridiche. Innanzitutto anche io credo che sui temi etici serva tempo per maturare una opinione e che non necessariamente essa alla fine sarà quella giusta. E nel mondo di giusto c’è comunque ben poco. Di sicuro condanno sia il modo in cui questa legge è stata trattata( dire discussa mi sembra eccessivo) e sia tutto il bailamme di espertoni che successivamente hanno detto tutto ed il contrario di tutto ovunque spesso senza neppure saper di cosa stessero parlando. A grandi linee sono quindi d’accordo con te e sul fatto che sia pericoloso parlare di affitto. Mi chiedo se però la “donazione” possa essere lo stesso attaccata…non so…una sorella non può aver figli…l’altra sorella si e acconsente a donare il figlio. Che succede a questo punto? Entrambe le sorelle in carcere e figlio in orfanotrofio? E potrebbero essere amiche o parenti. In questo senso credo che la legge sia proprio pessima. Ma ancora sui temi etici questa parola del diritto siamo sicuri che sia quella giusta? Ho diritto a nascere? Ho diritto a vivere?Ho diritto a morire?La questione è davvero spinosa per cui mi limito a criticare tutti quelli che in questi giorni si stracciano le vesti preoccupati per sti poveri bambini ma poi se ne fregano se altri bambini sbarcano o affogano in mare o se le nostre bombe intelligenti gli piovono addosso. Insomma…ecco…ho l’impressione che sto diritto sia al solito usato un pò alla cazzo di canee perdonami se ho detto cane!

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  11. Mi piace molto come hai affrontato il problema, molto professionale ma anche con cuore e passione. Be’ sono quasi completamente d’accordo con te, dico quasi perché sulla GPA forse (e dico forse) la penso diversamente. Tecnicamente non si tratterebbe di vendere un bene, ma sarebbe piuttosto un “servizio”, per quanto discutibile. Mi rendo conto che parlare di beni e servizi nel caso di sangue, organi e gravidanze come minimo fa storcere il naso.
    Forse se le adozioni fossero più semplici nessuno si sognerebbe di affittare un utero…

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  12. Sono molto in linea con quello che dici. Avere un figlio non può essere un diritto, semmai dovrebbe essere un diritto naturale avere un padre e una madre. Ma questo me l’hai già sentito dire nel post (minchione!) in cui parlavo di Stepchild e di pollo con i peperoni. Sulla questione invece aggiungo che, invece dell’utero, potremmo istituire il cervello in affitto. Soprattutto per i nostri politici!

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  13. Meglio di così, con competenza ed esaminando ogni aspetto, davvero non potevi spiegarlo e concordo in tutto con il tuo pensiero. I diritti devono essere uguali per tutti…ma il puro egoismo non è e non sarà mai un diritto 😉

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  14. Sono d’accordo con Kalofs ed altri. Detesto questa smania del figlio a tutti i costi,, sono contro tutte le tecniche di concepimento, spermatozoi e ovul icongelati, Mi fa orrore questo voler violentare la natura. Non parliamo poi dell’utero in affitto, quando porti un figlio nella pancia, lo senti lì, è parte di te, di nutre di te, la prima volta che lo senti muovere! E’ un’ emozione che ripaga di tutti i pensieri. E io dovrei passare la palla dopo il parto?Ma per piacere …E poi se proprio non arriva non c’è bisogno di farne una tragedia, ci sono tanti bambini in cerca di genitori …

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  15. Ci voleva un parere autorevole ed ex-catedra .
    Tutti parlano di questi temi andando “a pelle” ,senza conoscere diritti, leggi ed etica , tutt’al piu’ dando retta all’ultimo che ha parlato o a quello che dice il proprio partito di schieramento.
    Sono contenta di aver letto il tuo post , scritto , oltre che dall’uomo di legge , da un uomo con un grande cuore e tanta umanità.

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  16. Credo che sul problema dell’utero in affitto, in Italia si sia fatto un gran polverone di ipocrisia. Tale “pratica” è molto più diffusa di quanto non si creda, soprattutto fra le coppie eterosessuali (le cosiddette famiglie tradizionali). Quindi non è un problema che riguarda solo le coppie omosessuali. Ma siamo in Italia e gli italioti non amano pensare troppo.
    Personalmente non sono d’accordo con l’utero in affitto, ma nemmeno con l’inseminazione artificiale “legale” portata all’estremo. Avere figli è un desiderio legittimo e sacrosanto, ma non è un diritto. Bisognerebbe saper accettare i limiti che la natura a volte ci impone (senza distinzione di genere). Sono temi molto delicati e profondi che dovrebbero stimolare le coscienze al confronto, e non allo scontro ideologico-religioso…E la Stepchild adoptionè tutta altra cosa. 🙂

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  17. Ciao Max,
    bell’ articolo scritto con lo stile del professionista e l’animo del padre.
    Concordo con te su tutto. Mi sento di respingere anche solo l’idea della maternità surrogata e non solo per i motivi da te addotti. Non credo esistano donne che offrano il loro utero senza remunerazione, almeno non ne sono informata. Supponiamo pure che la pratica sia lecita legalmente ovunque, come lo è in molti stati. Mi pongo questa domanda: considerati gli esborsi da parte dei richiedenti, siamo certi che tutti siano davvero messi sullo stesso piano? Perché l’uguaglianza non è solo tra etero e omo, ma anche tra benestanti e meno abbienti. E una coppia etero o gay (come te non faccio alcuna differenza tra i committenti, m’interessa la questione in sé) operaia, per esempio, non potrà mai permettersi il ricorso al cosiddetto “utero in affitto”. Non è allora una scelta classista? E se è classista non è un’opportunità che si darebbe a tutti. Quindi vedo una contraddizione nel concetto proprio di uguaglianza, perché in effetti non esisterebbe.
    Altro punto. È necessario un figlio a tutti i costi per sentirsi coppia più unita e felice? Ripeto, etero o gay non importa, a livello di coppia i diritti civili devono esere uguali per tutti. Ma il bambino è un diritto civile?
    Non ho avuto figli, non per scelta, ma è andata così. Non per questo il mio matrimionio ne ha risentito. Non esiste per me un diritto al figlio, o meglio, il figlio non è un oggetto del desiderio e non è un trofeo. Nelle esperienze di fecondazione assistita che ho avuto modo di conoscere da vicino ho riscontrato, alla base, la necessità di autoaffermazione, un po’ di egoismo anche, spesso l’esigenza di riempire un vuoto che si era creato nella coppia. Motivazioni che non giustificano, a mio modo di vedere, il concepimento di un figlio o la ricerca di averne uno mediante pratiche surrogate. Mi chiedo se questa ricerca a tutti i costi corrisponda effettivamente a un diritto del nascituro o non piuttosto all’appagamento del desiderio di una coppia fatta di persone che non hanno forse preso completamente coscienza della loro identità come individui. E se proprio si vuole arricchire l’incontro, perché non addottare bambini che esistono già?
    Io sono per l’adozione a oltranza, per coppie etero, omo, per single. Esistono tanti bambini al mondo che hanno necessità di affetto e di uscire da situazioni di miseria. Ecco l’affetto è un diritto, ma mettiamo al centro le necessità del bambino prima di tutto.
    Spero di essere stata sufficientemente chiara e razionale visto che la questione mi appassiona molto da sempre anche quando era in discussione la Legge 40 quindi indipendentemente dai fatti recenti.
    Troppo analitica, eh? Che ci vuoi fare 😉
    Primula

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  18. Questa è una legge per certi versi nata vecchia. Avessero equiparato le unioni gay ed etero al matrimonio sarebbe stato meglio. E da quel matrimonio sarebbero discese, in via del tutto naturale, stepchild e adozione per etero e gay. Su Gpa e utero in affitto, ho più di qualche perplessità. Dovessi scegliere, nel chiuso di una cabina elettorale, direi di no. È compravendita. Non diverso dall’andare in un paese del terzo mondo e comprare un bambino. E se aborriamo questa pratica, dobbiamo aborrire anche l’utero in affitto.

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  19. Che dirti? Questo tuo post conferma l’impressione che avevo di te, in quanto persona capace di pensieri alti e profonde riflessioni. E’quel che ci manca in questo periodo: troppi sono coloro che sbraitano come una muta di cani appresso alla volpe. Ma nessuno ragiona, cercando di comprendere dove si sia andando a parare. Ormai queste dinamiche si sono diffuse in modo quasi capillare. Ascoltando e leggendo, si apprende di persone tra le più diverse e di differente estrazione sociale, che ricorrono ad espedienti nuovi, per bypassare problematiche di diversa natura, che impediscono all’individuo il raggiungimento dello scopo preposto. E’su ciò che si dovrebbe discutere a livello globale ormai, vista la globalizzazione anche della società. Fino a quando si starà qua a discutere, ad ingiuriare, a proibire questo a quello, non verremo a capo di nulla. E il mondo prenderà delle pieghe alle quali non avremo nemmeno cercato di dare delle risposte quantomeno all’altezza; in sostanza rimanendo a rimorchio di non si sa quale idea d’etica o di morale da usare come veicolo per le generazioni future. E’questo l’assurdo dell’attualità: si parla di diritto ad avere figli, oppure a proibirne ad una categoria piuttosto che ad un’altra,ma non si sa come indirizzare questi figli nella vita a venire. Poichè è certo che, i bambini saranno gli adulti di domani, e con questi problemi avranno un approccio, il quale sarà mutuato dal rapporto che avranno avuto con i loro genitori…
    Grazie infinite per il post
    un caro saluto

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  20. In questi giorni in cui si è letto di tutto e di più sul web su Vendola, su chi fosse a favore o meno, con i toni più disparati, alcuni davvero disdicevoli, devo prima di tutto farti i complimenti proprio per la lucidità, la pacatezza, la competenza e l’apertura con cui hai affrontato il tema, davvero lodevole! Ed è questo che forse più mi preme dirti, oltre al fatto che condivido appieno il cuore del tuo ragionamento…non esiste un diritto ad avere bambini! Credo che ci vorrebbero più persone che parlano con i tuoi toni, portandoci a riflettere, ma sempre con uno spiraglio di dubbio, con la titubanza nel cuore, quella sana, che porta a riflessioni profonde.
    Non so che dire di più, se non che ti ho letto e apprezzato davvero tanto…
    altri 100 punti ad Avvo in un colpo solo 🙂 un abbraccio grande

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    • Grazie Miss la tua testimonianza è sempre preziosa e lo sai, quando poi è così bella è una vera gioia! Di Vendola non parlo e non parlerò mai perché è una questione privata, temo anche strumentalizzata da più parti, ne so ben poco e non ho francamente interesse… è uno di migliaia di persone che ha percorso quel tipo di esperienza, non vedo perché dovrei sentenziare… discutere di un singolo caso è questione di morale e la morale a Vendola non sarò certo io a fargiela eheh. condivido con te che i toni sono spesso inutilmente accesi, il che alimenta la superficialità. gridare “Vendola mostro” dice tutto e non dice nulla… oltre che essere poco decoroso. In questo credo che wordpress sia un pochino meglio di Facebook dove se ne vedono davvero di ogni! Un abbraccio a te 😘

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  21. Caro avvocatolo non posso pensare ad un bambino come ad un essere senza dignità, trattato senza quel rispetto che gli è dovuto proprio come persona umana ., ma fatto al contrario oggetto di compravendita.E’ una pratica , quella dell’utero in affitto, tesa a soddisfare esclusivamente l’egoismo di due persone che vogliono a tutti i costi un figlio pur non essendo in grado di procreare. E non capisco nemmeno, al di là dei soldi avuti, come una donna che per nove mesi ha tenuto in grembo un figlio, possa poi cederlo senza batter ciglio.. Allontanare dalla vera madre un neonato nel momento in cui ha maggior bisogno del contatto fisico, a parte il discorso sull’allattamento, della madre è un abuso che considero aberrante. Se non si possono avere figli si prenda in adozione un bambino . Punto. Volere a tutti i costi un figlio, anche quando naturalmente non si può, non è dimostrare amore.. Amore è sacrificio, è donarsi,è anche riconoscere i propri limiti e andare incontro a chi ha bisogno. Buona serata caro avvocatolo. Grazie per il tuo post. Isabella Ps Ho trovato il commento di Kalosf quello di una persona molto intelligente. Grazie anche a lui.

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  22. Un figlio è un dono, che non chiede di arrivare e non sa dove nascerä. Come i genitori non sanno chi gli arriverä.
    Volere un bambino a tutti i costi è puro egoismo. Se la natura ha scelto questo si vede che cosi deve essere. Non si ë meno famiglia o meno persone se n9n si ha avuto questo privilegio.
    Ho studiato diritto solo alle superiori e quindi non ho tutte le nozioni necessarie, ma tu le hai snocciolate col tuo solito savoir faire. Cioè sei stato chiaro ma col garbo che ti contraddistingue sempre, senza metterti su piedistalli inutili.
    Ora dico una cosa impopolare. Sono daccordissimo su unioni omosessuali e civili. Io stessa ancora non sono sposata. Le persone hanno piena liberta di essere come sono e devono essere rispettatiin quanto tali. Per i figli x forza come diritto alle coppie gay ancora devo arrivarci. Se la natura ë fatta in un modo anche quello mi pare remi contro… E loro per primi devono accettare loro stessi. Si tratta di due uomini o due donne. Per procreare c’é bisogno di uomo e donna. Altro conto invece è trovarsici crescere un bambino.
    Mentre invece sono daccordissimo sui diritti delle coppie gay assimilandoli a qualsiasi altra coppia etero.
    Con le adozioni che sarebbero davvero importanti purtroppo siamo indietro xche girano troppi soldi intorno.
    L’utero in affitto…. Condivido cio che scrivi e non so dirlo meglio. Avendo avuto la fortuna di essere mamma non capisco come si possa poi lasciare andare una persona che x 9lunghi mesi hai nutrito, protetto, tenuto dentro. E poi tutto cio che si fa x farli nascere…
    Ah… Se avessi dovuto affittare il seno x allattare lia avrei speso na fortuna visto che ë durato due anni e mezzo! 😁
    Vabbe avv… Gira che te rigira quando torni potente a bomba non ce n’ê!
    Grazie di essere come sei!

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  23. L’utero in affitto io lo considero una aberrazione, una situazione vergognosa ed inamissibile.
    Alla fine, diciamolo chiaramente, il neonato viene di fatto “ceduto” in cambio di un “corrispettivo”.
    E’ uno schifo, Avvo, e bisogna dirlo.
    Senza contare che si sta parlando di un bimbo, che avrebbe DIRITTO (lui sì) ad una madre, che invece gli viene tolta.
    Questa è compravendita di minori, altroché.

    K!

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  24. Sono totalmente d’accordo con te Avvo. Non si ha il diritto ad avere figli. Io non li ho avuti. Li ho cercati, ho fatto quello che era possibile per procreare un figlio senza infrangere leggi o mettere a repentaglio la mia salute ma il figlio non è venuto. Non solo: i medici -sono stata seguita da esperti di fama – non sono riusciti a fornirmi una motivazione. Il mio fa parte dei casi per i quali non c’è una spiegazione. O almeno la medicina non è riuscita a trovarla. Quindi non so perché io e mio marito non abbiamo potuto averne. La nostra culla è rimasta vuota.Non è una cosa facile da accettare ma è andata così. Questo per dire che so di cosa si sta parlando quando si ragiona sul desiderio di avere dei figli. Tuttavia non ho mai pensato alla maternità e alla paternità in termini di diritti. Semmai in termini di opportunità. L’opportunità di avere un famiglia, di vivere l’esperienza della nascita e della crescita di una famiglia, della sua progettualità, della generazione e dello scambio di amore che la nascita e la crescita di un figlio comporta. Della possibilità di un futuro di cui sei anche tu parte in causa. Un figlio non deve nascere a tutti i costi e non per permettere a me di vivere l’esperienza delle genitorialità. Un figlio ha il diritto di venire alla luce nelle condizioni più naturali del mondo, di essere consegnato al grembo della madre dopo il parto, di sentire il suo odore, il suo calore, di essere allattato e svezzato da quel corpo nel quale è cresciuto per nove mesi. E’ una pratica che viene rispettata e seguita scrupolosamente da noi esseri umani con tutti i cuccioli di animale: perché non deve valere per i cuccioli d’uomo? Perché una coppia- etero o omo che sia – deve sottoporre un bimbo che professano di desiderare ed amare tanto, al trauma di un distacco così importante, così rischioso, così brutale? L’amore è amore. Tra uomini e donne, tra uomini e uomini, tra donne e donne. Ma l’argomento dell’amore non può essere un lasciapassare che giustifica qualsiasi atto da parte dell’uomo. Se una coppia non può generare figli, c’è la possibilità dell’adozione: una pratica che dovrebbe essere concessa a tutti.

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      • Dai, non piangere Avvo ;-). La negazione della maternità è un’esperienza molto forte che può arrivare ad annientare le donne. Ne ho viste tante perdere letteralmente la ragione di fronte alla realtà di non potere generare dei figli. A me onestamente non è successo, anche perché ho potuto contare su mio marito e su una condivisione di valori profonda sul concetto di genitorialità. Anche io avevo il desiderio di diventare madre ma ancora di più sentivo quello di creare una famiglia, di fare la mia parte perché mettere al mondo bambini – e poi ragazzi e poi uomini -sereni. Vengo da una famiglia numerosa dove i miei genitori non sono riusciti a non trasmetterci la fatica degli impegni, le responsabilità, il fardello che noi figli rappresentavamo per loro. Ci amavano e si prendevano cura di noi, ma quanto eravamo faticosi, e quanti sacrifici erano costretti a fare! Quando ho incontrato Luigi, avrei voluto creare con lui una famiglia diversa da quella nella quale sono cresciuta. Non è andata così. I miei fratelli e sorelle invece ce l’hanno fatta: hanno delle belle famiglie. Fortunatamente ho tanti nipoti. Non è la stessa cosa che avere dei figli, lo so. Ma tra me e quei ragazzi c’è scambio di amore e di complicità che spero portino con se anche quando saranno grandi e inevitabilmente distratti dalla loro vita. Io sono sempre stata dalla parte dei bambini. Un bambino non ti chiede di nascere. Li facciamo nascere noi e abbiamo il dovere di metterli al mondo nelle migliori condizioni perché abbiano una vita normale, senza aggiungere variabili impazzite alle tante che segneranno comunque le loro esistenze. Questo è buonsenso, no?

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  25. Ciao Avvo, sei proprio una bella persona, e con questo post non fai che confermare questa mia opinione. Non posso raccontare la mia storia, ma la questione utero in affitto è, a mio parere, una cosa tremenda, una pratica che non so come si possa mettere in pratica (scusa la ripetizione) e non perché siamo in un paese cattolico o altro. Come si può pensare che una donna possa liberarsi della propria creatura, così, per soldi… per carità fanno anche di peggio, ma è aberrante. Oggi ho sentito che ci sono anche casi di bambini abbandonati dai chi li “aspettava pagando…” perché nati malati, è peggio della pulizia razziale, non lo so! Ma l’umanità oramai sta andando alla deriva e la scienza non sta aiutando in direzione opposta.
    Siamo diventati delle cavie, degli animali da studiare, sezionare, vivisezionare… come ha giustamente osservato Paolabaronio, adotta un bambino, ce ne sono milioni…. ma quelli devono ingrassare altre casse forse è per quello che è così difficile portarli a casa e dare quell’amore di cui avrebbero bisogno.
    Ciao Avvo, e grazie.

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  26. interessante articolo .. pensa che proprio ieri mi è capitato di parlarne con tre donne e sono rimasta sbalordita dalla loro posizione contrariata dall’adozione aperta a tutte le coppie. A quanto pare per molte persone se sei Gay non possiedi i requisiti morali per essere un buon genitore. Siamo nel 2016? già ma siamo in Italia : un paese rovinato. La cosa che mi ha raggelato è stato constatare che le amenità che sento dire al Gasparri di turno tramite i mass media forse rispecchiano davvero la mentalità della gente. Io sono eterosessuale ma non è una scelta sono nata così e potevo altrettanto nascere lesbica : sarei stata indegna di avere un figlio allora?
    Chi può decidere per me se posso o non posso essere un buon genitore a priori, chi può giudicare questo ?
    Per l’utero in affitto (espressione già connotata di un giudizio moralistico) sottolineo che io sono donna e del mio corpo faccio ciò che voglio, attraverso me viene la vita e questo è un dato incontrovertibile. Se decido di partecipare alla creazione di una vita anche prestando il mio corpo sono libera di farlo e se l’Italia è troppo retrograda per questo si continuerà a farlo all’estero. Buena suerte.

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  27. Ho letto con attenzione tutto quello che hai espresso con chiarezza. Partiamo dalle cosidette unioni civili, un qualcosa in meno del matrimonio, mi pare di capire. Ovvero le legittimazione a convivere di due persone, omo o etero a piacere. Quindi stabilire “diritti” e “doveri” tra i due conviventi e nei confronti di terzi, leggi lo stato. Non sono ferrato in materia ma mi sembra che in caso di nascita di figli tra una coppia convivente etero – per il momento lasciamo fuori gli omo – il riconoscimento del figlio sia complicato. Avvo, vieni in soccorso.
    Gli omo, salvo impedimenti naturali, che possono esserci tra tra gli etero, possono procreare. Come? O in modo naturale – leggi la sacrosanta sacopata – o con Gpa. Non ci trovo nulla di strano. Se ne vogliamo fare una questione etica, allora mettiamo nelle leggi anche i valori etici della norma. Ma mi sembra una grande ca@@@@a.
    Per quanto riguarda adozioni e stepchild sono in linea col tuo pensiero. tanto più che i giudici mi pare stiano andando verso questa soluzione.

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  28. Trovo che questa volta tu abbia fatto una buona introduzione di facile comprensione x chi il diritto nn lo ha mai studiato. Mi trovi un po discordante sul discorso dell’utero in affetto li dove citi che una persona possa farlo in termini di affetto. X affetto nn credo uno c possa riuscire.. nn stiamo parlando di comprare un giocattolo. Dopo 9mesi…. e forse parlo da mamma… è inevitabile il legame mamma figlio… x affetto potresti nn volertene separare… invece credo che chi lo faccia lo fa in modo venale… mirato a quello. Senza mezzi termini. Il volere a tutti i costi un figlio…. ma nn è mica obbligatorio! Molti etero nn riescono ad averne e forse forse doveva andare così. .. e nn ostinarsi ad avere a tutti i costi un figlio.poi boh

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  29. Come già suggerito da qualcuno, forse sarebbe stato meglio modificare le leggi che regolano i matrimoni per eliminare la discriminante riguardante il genere di appartenenza – ma forse, prima sarebbe stato necessario un ritocco alla Costituzione: da ignorante, mi pare di ricordare che la famiglia sia definita composta da uomo e donna. Ricordo male?
    A ogni modo, forse hanno optato per creare questo nuovo costrutto sociale per avvicinarsi all’obiettivo per gradi: siamo un paese – ahinoi – con una forte tradizione di cattolicesimo invasivo (e a volte anche un filino ipocrita) e su certi temi non è assolutamente raro che si tirino in ballo ordini superiori o altri argomenti non esattamente oggettivi.
    Avranno pensato che andandoci piano, ci sarebbero stati meno problemi?

    Partiamo dalle questioni di fede: non tutti condividono l’idea di moralità della Chiesa – o di qualsivoglia religione – perciò non vedo perché imporre a chi non ci crede delle limitazioni dovute a precetti non condivisi. Se la discriminante sessuale si limitasse al matrimonio religioso, la cosa sarebbe relativamente accettabile, ma portare questo tipo di argomento anche in un ambito laico (si parla di matrimonio come contratto sociale, non come sacramento) è ridicolo, sarebbe come se il legislatore imponesse al Vaticano di cambiare parti di dottrina. È fede: ci si crede o non ci si crede, ma in assenza di conferme o smentite oggettive della realtà di questi ordini morali, è una discussione su chi ha l’amico immaginario più figo, e lo dico da credente in… qualcosa. E tra l’altro, l’amico immaginario più figo è il mio! 😛

    Altra cosa di cui ho letto o sentito spesso (non qui, mi pare): non si può chiamare matrimonio perché il matrimonio è il diritto della donna a diventare madre.



    Dovessi di nuovo leggere o sentire una stronzata del genere (come se le parole mantenessero in eterno il loro significato originario) evocherei Cthulhu per fargli ingoiare questi nazisti dell’etimologia – categoria che purtroppo annovera anche miei cari amici – perché l’idea di condividere della preziosa aria con loro mi disgusta.
    Il matrimonio è un contratto o una promessa con cui si dice “io, per te ci sarò, sempre”. Fine.
    E se uno della coppia dovesse rivelarsi sterile? E i matrimoni tra persone anziane, li vietiamo?
    ‘fanculo all’etimologia, quando ormai le parole hanno acquisito altri significati (più o meno petalosi 😛 ).

    Passiamo alle questioni più succose.
    Ed ecco “La Natura”, un comodo paravento che non serve a granché, in questo caso, visto che è nella nostra natura andare oltre la natura, così da cambiare ciò che non ci piace dell’universo, grazie a cultura e progresso tecnico.
    Per natura, nasciamo nudi ed esposti alle intemperie. Col progresso, ci copriamo con i vestiti e creiamo delle case in cui ripararci, quando fa troppo freddo o troppo caldo (o per altri motivi).
    Per natura, quando il nostro corpo subisce certi oltraggi (incidenti, aggressioni etc.) deperiamo e/o moriamo. Col progresso, abbiamo ideato farmaci e tecniche mediche con cui cercare di salvarci la vita.
    Per natura, l’aspetto che abbiamo ce lo teniamo. Col progresso, possiamo modificare il nostro aspetto grazie a tecnologia (apparecchi per raddrizzarci i denti, per esempio) e cosmetici.
    Per natura, se nasciamo con delle tare abbiamo la vita più difficile o persino più breve. Col progresso, alcune di queste tare abbiamo imparato a gestirle (esempio: l’anemia mediterranea, che anche se avvantaggia nei confronti della malaria, ha la bizzarra abitudine di far morire la gente molto giovane).
    Per natura, ci possiamo riprodurre solo in coppie che comprendano un uomo e una donna che siano entrambi fertili. Per progresso, possiamo riprodurci anche se metà della coppia (o tutta la coppia) è sterile e/o composta da due uomini o due donne. Esistono vari modi.

    E veniamo al nuovo punto: quella che chiami gestazione per altri! Non vedo perché dovrebbe essere vista come un abominio: se una donna può decidere come gestire il proprio corpo abortendo per un qualsiasi motivo, perché non dovrebbe decidere come gestire il proprio corpo partorendo i figli di altri?
    L’importante, imho, è che lo faccia sempre di sua spontanea volontà, non costretta né da altre persone, né dalla povertà: perché, sempre per mia opinione, non è chic (eufemismo per dire: è ripugnante) privare gli altri della propria libertà e l’idea della compravendita di mocciosi mi fa un po’ cagare!
    Dire che una donna non dovrebbe essere separata dalla “carne della sua carne/sangue del suo sangue” è una cosa ridicola, se quella donna decide lei stessa di separarsi dal “frutto del suo ventre”: una donna sola non può forse decidere di dare il proprio figlio in adozione, per qualsiasi motivo? E non sto nemmeno a parlare dei casi in cui lo butta proprio per strada: può dipendere da tante situazioni, ma non mi sembra proprio un legame affettivo profondo e inscindibile col suo piccolo!
    E allora, perché dovrebbe essere diverso per una donna che faccia “da incubatrice” a favore di una coppia di amici, di parenti o perfino di conosciuti?
    Io non vedo la pratica della gestazione per altri come abominevole di per sé: vedo come aberranti certi fenomeni che possono o meno accompagnarsi a essa, come la compravendita, la costrizione o lo sfruttamento delle persone. E la permetterei imponendo rigidi controlli, eventualmente estesi a tutte le nascite (che diavolo ne so, esami del DNA obbligatori per individuare i genitori biologici di ogni bambino, così da essere certi che non si stia facendo mercato di bambini o di genitori “surrogato”).
    Alla fine, il genitore non è necessariamente la stessa persona che ti ha concepito e/o partorito: altrimenti la stessa adozione perderebbe di senso!

    Riguardo l’adozione, di figliastri (ed ecco perché si preferisce l’inglese stepchild) o meno, da parte di coppie omosessuali: non capisco perché non permetterla, buttando nel cesso dettami morali la cui verità è tutto tranne che autoevidente!
    Magari, prima ancora di iniziare l’iter per l’adozione (immagino che ci siano indagini sui trascorsi penali, perizie di psicologi, verifiche fiscali etc.) chiederei al moccioso se gli andrebbe bene essere adottato da una coppia di persone dello stesso sesso. Ma le stronzate come “ogni bambino deve avere una mamma e un papà, per forza” si scontrano col fatto che nella vita, un genitore potrebbe rimanere da solo per abbandono, incidente o malattia: che si fa, si toglie il bambino al genitore superstite? O si obbliga il vedovo o la vedova a risposarsi, perché il bambino deve avere una coppia di genitori etero?

    E infine, il diritto a essere genitori: dici bene quando affermi che non è corretto parlare di un diritto, nessuna autorità terrena può garantire la realizzazione di questo diritto. Potrei volere un mio figlio biologico e non averne per mille motivi: potrei essere da solo o sterile/impotente, la mia compagna/moglie potrebbe avere dei problemi congeniti etc.
    Infine, potrei essere omosessuale: due uomini da soli non possono avere figli, idem due donne da sole. In entrambi i casi, con difficoltà non del tutto coincidenti, si potrebbe tirare in ballo nell’equazione una persona amica del sesso opposto che sia disposta a fare le cose alla vecchia maniera.
    Potrei adottare un bambino, ma come minimo dovrei essere sposato con una donna, in Italia.
    Ma dire che la natura non lo permette e che delle persone omosessuali non dovrebbero scimmiottare gli etero è una cosa agghiacciante, perché alla fine della fiera, un uomo omosessuale è comunque un uomo, e una donna eterosessuale resta sempre una donna: il desiderio di volere una discendenza biologica potrebbero averlo anche quando i loro orientamenti sessuali li dirigono verso gente con lo stesso set di genitali.
    Così come una persona eterosessuale potrebbe non volere dei figli propri e non ci sarebbe granché di strano.
    Perché se alla fine non si può parlare di diritto a essere genitori, si può certo parlare di diritto a provarci (e a oggi non c’è modo di chiedere al nascituro se la cosa gli/le vada bene): dover essere bloccati da questioni assolutamente soggettive nella testa di altri, finché non si ammazza/deruba nessuno… è questo l’abominio!

    Un’opinione, informata o meno, non è un fatto (le opinioni sono come le gonadi: ciascuno ha le proprie e con quelle deve fare i conti, non con quelle degli altri) e dunque non può diventare un muro per impedire le scelte altrui.
    Non voglio dire “vale tutto, iniziamo il far west!!1!11!” ma solo che si dovrebbero operare dei distinguo tra ciò che produce certamente un danno (uccido, sevizio, derubo, truffo etc.) e ciò che non è dimostrato lo faccia – nel bene e nel male, la psicologia e la psichiatria non danno risultati assoluti: nemmeno i corpi si comportano tutti allo stesso modo, figuriamoci le menti, che sono ben più plastiche della materia (con l’eccezione di certi parlamentari perbenisti e farlocchi).
    Vigilare ha un senso, vietare… non sempre.

    Questa è la mia opinione, e chiedo scusa per il papiro 😛

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    • Un papiro interessantissimo. Comincio su un punto che mi “punge”, lo scimmiottare, credo di aver usato in qualche punto il termine e non vorrei tu mi avessi completamente frainteso (se era a me che ti riferivi). Per me “scimmiottare” la natura è prendere un utero da una parte, un ovulo da un’altra, uno spermatozoo da un’altra ancora, e con questo “espediente” esser convinti che si è stati furbi e quindi il figlio non è di nessuno dei tre (gestante, donna che si toglie l’uvulo, uomo che si toglie lo spermatozoo). In generale come ho provato a dire nell’articolo, non ho ancora una opinione salda sulla gestazione in generale, mentre vedo che tu invece sei in questo molto determinato, buon per te! Io però aborrisco quella per contratto, per i motivi che ho esposto e che tu in parte pari condividere: i contratti, la legge, l’ordinamento, non possono garantire “diritti” a farsi dare un figlio da altri. E questi “altri” come dici tu mai e poi mai devono essere in condizioni di operare scelte non libere, come può esserlo la povertà. La natura non è forse un argomento a favore del divieto, ma il fatto che noi si superi i limiti indossando abiti o mettendoci una crema antirughe non vuol dire che la natura non conti un cazzo. L’incesto è contro natura. Non mi pare mai nessuno abbia avuto nulla da ridire su questo punto. QUesta è una regole etica. Universale. “oggettiva”, nel senso che intendi tu. Non voglio paragonare gpa e incesto, però voglio solo dire che l’argomento che esponi tu non mi convince per ammettere “la qualunque”. Secondo me i fini che muovono le persone cambiano di molto la questione. Se un governo imponesse con la forza a delle donne di portare avanti gestazioni per i militari in modo da avere un esercito più numeroso, credo che nessun uomo sulla faccia della terra sarebbe a favore. Questo è quel che intendo quando dico che i fini contano. E il fine economico è un fine debole, debolissimo di fronte a scelte come una gestazione per altri. Che poi la GPA non faccia danno, questo è ancora da appurare temo. Ci sono conoscenze nascoste nel mondo… magari 1000 anni fa nessuno pensava che i raggi UVA potessero far venire il cancro… io dico che è presto per tutti per esser sicuri su temi così profondi…

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      • La questione del scimmiottare già non ricordo se derivi dall’articolo o da un commento – memoria del pesce rosso 😛

        La faccenda dell’incesto può essere attinente solo di traverso (come gli altri esempi portati da me): non la definirei una norma universale, quanto piuttosto culturale. Non sono pronto a giurarlo, ma immagino che sia dovuto a una maggiore tendenza a fissare tare nella discendenza.
        Etica e morale, allla fine, sono soggetti a mutamenti come tutti i prodotti culturali.
        Ah, e non vorrei passasse l’idea che sono favorevole all’incesto 😛 solo non ritengo l’avversione all’incesto un imperativo naturale, non c’è un campo di forza che impedisca certi connubi, né viene un coccolone a chi ci provi. Ci sono “solo” leggi.

        Trascurando l’incesto, la gpa probabilmente troverà più facilmente opposizioni per un sacco di motivi. Non sono contrario, ma capisco perché sia come minimo una pratica borderline, eticamente 🙂

        PS: devo decidermi a usare un solo nick 😛

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      • Minghia su questo mi trovi molto disaccordo! L’incesto è vietato da leggi scritte nel nostro DNA. La legge dello stato c’entra niente… è marginale e mai mi fermo a dar troppo peso alle leggi statali, ci sono stati che ammetono pena di morte, adulterio come reato, mozzamento di testa, per carità, le leggi statali le fanno gli uomini e direi i peggiori tra gli uomini! Però no, no no, non ci siamo sull’incesto amico mio! CIoè, rispetto la tua opinione e capisco che non sei certo a favore, eh, ho capito bene, ma per me è una delle poche certezze rimastemi!

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      • Ammetto di non aver seguito granché il progetto genoma, però…
        – due parenti stretti possono generare figli (il loro connubio non è automaticamente sterile
        – i figli di incesto, oltre a non nascere automaticamente deformi come credono i personaggi in Cent’anni di solitudine, non sono automaticamente sterili. Non più di chiunque altro
        – se il dna negasse l’incesto, immagino che non avremmo più aristocratici in Europa: cacchio, sono parenti così stretti da aver coltivato l’emofilia! (Ammetto che questa è una mezza trollata, ma anche le trollate hanno un fondo di verità 😛 )

        Comunque pace, possiamo andare d’accordo anche con opinioni diverse su una cosa che fa schifo a tutte e due 😄

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  30. Ho letto anche altri post sull’argomento e mi sono lanciata in commenti lunghissimi cercando di esprimere il mio parere e rifletterci su con calma, perché non è affatto una questione che si può prendere alla leggera. Arrivo qui e leggo quello che penso, niente di più o di meno, ovviamente in termini tecnici, che non saprei usare (anzi, ne rubo qualcuno) 🙂 Bravo Avvo 🙂

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