Kavvingrinus – Intempestivo Viandante

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Amici, eccoci giunti alla seconda puntata di Kavvingrinus (rubrica congiunta con Ysingrinus e Kalosf), con la storia di Intempestivo Viandante.


Le mie letture di bambina che ricordo con più piacere sono di due categorie: una era quella che oggi si definirebbe “chick-lit” e che all’epoca per fortuna non aveva etichette, anche se effettivamente si trattava di libri che leggevano di solito le ragazze: Piccole Donne per intenderci, o Pollyanna, o Pippi Calzelunghe. Tutti libri che ho amato tantissimo e forse, a ripensarci, per motivi non così diversi, perché nonostante le apparenze, erano tutte storie per lettrici, forse, ma storie di ragazze comunque non convenzionali. Jo March era un vero maschiaccio e una scrittrice, decisa a scegliersi un marito per conto suo (vero che all’epoca l’aver rifiutato Laurie non glielo avevo perdonato facilmente, ma più tardi ho capito…), solo dopo aver raggiunto l’indipendenza economica. Pollyanna, pur essendo una bambina molto “bambina”, aveva quella bella caratteristica, che è stata molto ridicolizzata se non vista come una patologia (la “sindrome di Pollyanna”, ossia il vedere la realtà in modo esageratamente positivo, peccando di eccessivo ottimismo). In realtà, il gioco della felicità è stato per me, all’epoca, un grandissimo aiuto per affrontare situazioni difficili. Per come la vedo io, non si trattava di vedere tutto rosa, ma di non perdere di vista gli aspetti positivi che possono esserci anche nei momenti più duri: questo permette di affrontare le difficoltà con il sorriso o se non altro con più forza e un atteggiamento più positivo, che non mi sembra poco. E poi c’è Pippi, la mia Pippi, la ragazzina più coraggiosa, forte, allegra e libera del mondo, quella che viveva da sola con un cavallo e una scimmia a Villa Villacolle, con un padre “re dei negri” (che un giorno qualcuno si è inventato anche una accusa di razzismo contro Astrid Lindgren, ma via… nessuno avrebbe potuto leggere Pippi e diventare razzista, secondo me), sempre in viaggio, che ogni tanto la veniva a prendere, la portava in qualche avventura, le lasciava un po’ di monete d’oro e via, ripartiva.

La seconda categoria di libri per “giovani adulti”, come si dice adesso, era ancora più avventurosa, e decisamente più unisex. Mi vengono subito in mente Tom Sawyer e Huckleberry Finn (ah, quanto meno ricca sarebbe stata la mia infanzia, senza Tom e Huck! E anche Un Americano alla Corte di Re Artù e i Racconti sul Fiume, la quintessenza dell’ironia), ma anche L’isola del Tesoro, Robin Hood, I Tre Moschettieri, Il Richiamo della Foresta (quanto amore, per quel libro!), Peter Pan (adorato), Alice nel Paese delle Meraviglie (che però ho apprezzato di più “da grande”, in versione integrale e in inglese), Pinocchio, Gian Burrasca, e poi vabbè, tutto Salgari e un altro degli amori letterari della mia vita, Cosimo Piovasco di Rondò, il Barone Rampante, che mi ha iniziato a un idillio con Calvino che dura ancora oggi. E non parliamo poi del grandissimo Rodari, di Giovannino Perdigiorno, del Professor Grammaticus e del filobus numero 75, che “in partenza da Monteverde Vecchio per Piazza Fiume, invece di scendere verso Trastevere, prese per il Gianicolo, svoltò giù per l’Aurelia Antica e dopo pochi minuti correva tra i prati fuori Roma come una lepre in vacanza.. E la Collina dei conigli di Adams, anche, la splendida odissea di un gruppetto di conigli che sfuggono a una morte terribile, guidati da un giovane sognatore un po’ profeta e dal suo fratello più saggio, tra pericoli, amori, insolite amicizie e bellissime storie “mitologiche” raccontate dal narratore del gruppo per dare forza ai compagni e dimenticare la paura del buio e dei nemici…
Insomma, ragazzini scapestrati, pirati, ladri gentiluomini, filobus imbizzarriti, conigli profughi, nobili che trascorrevano la vita sugli alberi, partecipando alla vita del mondo, dentro e fuori allo stesso tempo, un po’ come gli scrittori e gli artisti, tutti accomunati da una cosa che mi porto dietro e per cui non li ringrazierò mai abbastanza: la ricerca della libertà, libertà della mente, del pensiero e della fantasia prima di tutto, perché senza quella non si va oltre.

Venendo a tempi più recenti, qui posso anche essere più breve, perché si sa che sono le cose dell’infanzia e della prima giovinezza quelle che restano incise nel cuore per tutta la vita ☺

Mi sono presa a un certo punto una sbandata per un giallista americano a sua volta innamorato dei gialli all’inglese: John Dickson Carr (che scriveva anche sotto lo pseudonimo di Carter Dickson), uno che disseminava i suoi libri di indizi falsi e veri, uno dei pochissimi che riuscivano davvero a sorprendermi quasi sempre con la soluzione, e un genio dei “delitti della camera chiusa”, non so quanti metodi ingegnosi abbia elucubrato per consentire ai “suoi” assassini di uccidere e poi allontanarsi indisturbati da un luogo perfettamente sigillato, camminare sulla neve senza lasciare tracce, ecc.

Poi abbiamo Shakespeare, naturalmente. Chiunque fosse si è piazzato nel cuore e nella testa di ciascuno di noi e lì è rimasto e c’è ancora, e ci legge come un libro aperto.

Il mio amatissimo Oscar (Wilde), genio e sregolatezza, eccentrico e sensibile, provocatorio e appassionato, dotato di un’eleganza, una ricchezza di stile tali da fare della sua lingua un continuo fuoco d’artificio, una scrittura di bellezza quasi ineguagliabile secondo me.

Poi c’è la Yourcenar, con le sue Memorie di Adriano, di cui ho parlato nel blog, che tratta tutti i temi che hanno a che fare con l’umano, e con tale profondità di pensiero da lasciare senza fiato.

E ancora libri per ragazzi, vecchia passione mai estinta. La Storia Infinita e tutta la saga di Harry Potter sono tra i libri più belli che abbia letto. Le Tredici Vite e Mezzo del Capitano Orso Blu… beh, credo di non aver mai riso tanto su un libro in vita mia, in autobus, da sola, in mezzo alla gente, ovunque e comunque… di un tedesco, poi, chi l’avrebbe immaginato… 😀

Aggiungo, tra i miei preferiti, Amado, Chatwin e Sepulveda. Confesso che ho vissuto di Neruda è una delle cose più straordinarie che possa capitarvi di leggere. Concludo con un romanzo contemporaneo, La vera storia del pirata Long John Silver di Biörn Larsson è strepitosa, una vera gemma, l’ho amata dalla prima parola all’ultima.


 

Le letture di bambina di Intempestivo mi paiono tutto… tranne letture da bambina. La grandissima para…colpi ha avuto l’accortezza di dire che Piccole Donne lo “leggevano di solito” le ragazze. Avesse detto un libro per ragazze tout court, le avrei versato olio al peperoncino nel flaconcino del liquido per le lentine…

Quel testo tratteggiava, tra i tanti, un personaggio (la Jo March che ha ben descritto Intempestivo) che era poco meno di un alieno per un Paese in pieno puritanesimo dove, ancora cent’anni più tardi, si vendevano barattoli di pelati con disegnata la casalinga di Voghera.

Quanto a Pippi Calzelunghe ho adorato anche io questo cartoon… ops, ma è un libro? O forse sono molti libri? La versione femminile di Huckleberry, per quella vena di matta maturità di fondo che contraddistingue sempre i “diversi” in letteratura (come nella vita; ve la immaginate Intempestivo a 8 anni? Secondo me rimproverava la maestra di continuo…).

La solita para…colpi, di Tom Sawyer e Huckleberry Finn ha detto che sono letture per “giovani adulti“; non avesse aggiunto “adulti”, le avrei versato della vodka mista a sputo nel serbatoio della Nescafè. C’era un tipo, un ubriacone, si chiamava Ernestino, di cognome Hemingway, che in Verdi Colline d’Africa se ne uscì con una frasetta che bisognerebbe sempre ricordare: “Tutta la letteratura moderna statunitense viene da un libro di Mark Twain, Huckleberry Finn. (…) Tutti gli scritti Americani derivano da quello. Non c’era niente prima”.

Lo stesso dicasi de I Tre Moschettieri, in tutta la loro saga che allunga le sue propaggini ne Il Visconte di Bragelonne e in Vent’anni dopo. Dumas padre era un maestro insuperabile, come forse solo i francesi sanno essere, dell’uncinetto di parole con cui adornare centinaia di pagine che, senza quei ricami, potrebbero sembrare vuoti come il nulla (Proust, tanto per dire, o Stenhdal, a me son sempre sembrati in ciò tremendamente simili). Prima di classificare I Tre Moschettieri come libro per ragazzi bisognerebbe ricordare che lo stesso autore ha scritto Il Conte di Montecristo, che onestamente andrebbe vietato ai minori. 

Guardando poi in rapida successione un po’ tutti i titoli (di cui, quelli che non nomino, sono per lo più a me sconosciuti), compreso l’ultimo su cui si sofferma Intempestivo (meritevolmente!), ovvero Il Barone Rampante, mi pare di scorgere come in uno specchio il riflesso di una donna, blogger, mamma e scrittrice, che è anticonvenzionale, ribelle, indipendente, eppure con le radici fisse in un saldo terreno, che ha evidenti tratti dell’ossessione compulsiva nel suo perseguire un folle progetto di tenere 6 rubriche a settimana, insomma una che vive sugli alberi come il Barone e ci guarda un poco dall’alto!

Riscopro sui suoi scaffali un nome che avevo quasi dimenticato, Rodari, un vero genio, di cui la citazione sul Filobus è una gemma autentica.

Mi manca (tra gli altri) la Collina dei Conigli e l’accalorata descrizione letta mi fa venir voglia di comprarlo immediatamente. 

Il meta-romanzo di Carr / Dickson è per me un esempio che voglio seguire per il mio nuovo lavoro, ne parlavo con Ysingrinus tempo fa che, a sua volta, mi ha consigliato Manuale di Investigazione. Perché scrivere non è tutto, nei romanzi, giocare coi lettori è un piacere sottilissimo. 

Fossi stata in Intempestivo mi sarei fermata su Shakespeare e Wilde, strepitosi e immortali, e Yourcenar, ma lei ha voluto ancora citare la sega (sì, no, no, non ho sbagliato, perché se conoscete Intempestivo sapete che si fa proprio le pippe su certe opere e attori, anzi attore, com’è che non c’è RW?) di Harry Potter: tra i libri meno interessanti che non ho letto e che MAI leggerò! 

Confesso che ho letto tutto d’un fiato questa splendida storia.

E Neruda rimette a posto tutto.

Tutto.

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97 thoughts on “Kavvingrinus – Intempestivo Viandante

  1. Henry Potter,a parte, i personaggi e i titoli citati da Intempestivo sono piaciuti tutti anche a me….
    La naturalezza con cui ci porge il suo trattato ce lo rende” leggero”, anche se alle spalle vi si percepiscono una organizzazione mentale e un bagaglio letterario da paura …..

    Anch’io sono una lettrice accanita ma io i libri li trangugio e li assorbo, non ne ricordo quasi mai i titoli(ma gli autori,tutti) e non servo per una critica fattiva e interessante ….

    Questo per dirvi che la vostra iniziativa e’ bella e lodevole , ma che io dovrò limitarmi a…..mangiarla , come faccio di solito coi libri..

    La risposta a Intempestivo e’ “alta” ….
    Complimenti!

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    • Ti assicuro che non tutte le storie sono all’altezza di Intempestivo… tutt’altro! Ce n’è per tutti i gusti e di tutte le estrazioni, non bisognerebbe spaventarsi ma al contrario! Concordo con te, comunque, che si intuisce la grande cultura della ragazza… del resto non ha citato neppure una Iliade né una Odissea eppure la sua cultura umanistica su quel tipo di letture traspare da ogni pagina del suo blog… insomma una grande sicuramente! Ma tu non scoraggiartiiiii! Mandaci la tua storia su! ANche solo su un libro, perché no? Baci!

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  2. Uff oggi è la giornata in cui devo dissentire dai miei amici. Con Ysi ho dovuto dissentire su Geronimo, con te su Harry Potter. Diciamo che la Rowling è un’ottima sintetizzatrice di altre storie, però l’impianto sotterraneo di Harry Potter giocato a specchio (rifletti e vedrai che l’impianto profondo ruota tutto intorno al IV ed i libri sono posti in modo specchiato per temi e situazioni) è davvero straordinario… Difficilmente ricreabile…

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    • Amico mio il mondo è bello perché è vario… io devo ancora leggere tanto di Mishima, di Gintzburg, di Capote, di Saramago…insomma, c’è così tanto in giro 😀 Harry Potter sicuramente è straordinario, non fosse altro per i milioni e milioni di lettori che ha conquistato, ma proprio non riesco a dedicarmici sapendo che poi è una saga molto lunga e mi porterebbe via tanto tempo! No no no, Harry Potter proprio no! Quanto a Geronimo, concordo con te, più tardi gliene canto anche io quattro! Ma secondo me Yzi scherzava…

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      • Ti posso dire che Harry Potter è una saga lunga e di?libri sempre più ciccioni, ma si legge in un lampo.
        Purtroppo patisce di alcuni problemi, alcuni innati e altri appioppati
        1 – la traduzione della prima edizione italiana è la cosa più vicina che abbia mai visto alla pratica della tortura! Una vergogna che nemmeno gli animali… spero che la nuova traduzione sia fatta da una persona meno arrogante.
        2 – la Rowlig haa ottime idee, ma è scarsina come stile: scrive abbastanza bene da leggersi in un soffio, ma non così bene da…
        A – nasconderti che Il calice di fuoco è una storia basata completamente su un buco di logica che potrebbe divorare il sole, da quanto è grande
        B – nasconderti che ha un gusto perverso per bruciare cento e più pagine in roba inutile “per fare atmosfera”, tipo che nel settimo libro, per metà del tempo non succede niente
        C – nasconderti che molti personaggi sono caratterizzati con l’accetta (ma c’erano un po’ di sorprese, per esempio: quando Harry vede nei ricordi di un insegnante che razza di idiota fosse su padre da ragazzino… impagabile!)

        A parte i gravi difetti, se si affronta la lettura in modo non prevenuto, è una serie di libri molto piacevole

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      • Non vedo perché perder tempo con libri molto piacevoli visto che mi mancano ancora migliaia di CAPOLAVORI intramontabili da leggere! Leggerò Harry Potter dopo che avrò finito con i classici, quelli veri!
        Grazie per la disamina comunque, molto divertente 😀

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  3. Miiinc…ehm, caspiterina perdincibacco adesso mi ci vuole una giornata per rispondere ai commenti. Per ora ti dico solo che Harry Potter può essere non interessante solo se non l’hai letto. Per un amante della mitologia poi… dell’Iliade, dell’Odissea, dei greci e della cultura umanistica, guarda che ne è tutto impregnato! E vabbè, ora torno a lavorare, ma poi ripasso (è una minaccia) 😀

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  4. PS. (e poi vado davvero a lavorare e torno dopo, ma già che ci siamo…) Forse a te più ancora che la Collina dei Conigli (che comunque consiglio sicuramente) suggerirei Le TrediCi Vite e Mezzo…. di Moers. Ragazzi, se c’è un libro folle e incredibile… completamente stralunato, splendido. Credo che lo recensirò a brevissimo 🙂

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  5. Che quadro suggestivo di letture e di lettrice!!!
    Mi soffermo di più sulle lettura da fanciulla e da ragazza…è verissimo, è una fase della vita in cui si fermano e si formano ricordi indelebili e le letture fatte hanno in parte forgiato quella parte di noi che poi è sbocciata. Mi sono ritrovata tanto nelle letture che solitamente le ragazze facevano a quell’epoca e anche in quelle più unisex e avventurose….ma rileggere attraverso le mirabili parole di Intempestivo la Collina dei conigli, ecco quel passaggio lì mi ha proprio emozionato e ha fatto riafforare ricordi magici.
    Bella questa rubrica, complimenti ai nostri Tre Moschettieri per l’idea e per come la stanno portando avanti 🙂

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  6. no vabbè! ale viandante for president! belle letture! davvero! e come vicepresidente pollyanna! da un prisma faceva uscire l’arcobaleno! io da bambina desideravo essere jo march… e quanto ho pianto quando aspettavano il papà, o quando si è dovuta tagliare i capelli… ma l’aria di casa e di buono che usciva fuori quando tutte le donne si riunuivano a leggere e cucire davanti al cammino….
    la fuga rocambolesca dei conigli è stata troppo bella da leggere in effetti… della serie “se vuoi, puoi”!
    e concordo col fatto che la tempestiva è tosta a tenere così tante rubriche in piedi! io già mi impiccio senza averne manco mezza!
    manco io ho letto harry potter, ma mi è piaciuto il fatto che la rowing abbia scritto il primo capitolo perchè era trimasta sola col figlio e si è dovuta inventare qualcosa per sbarcare il lunario…. azz: l’ha proprio sbancato il lunario!

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    • Azzzzz hai capito come ha sbarcato il lunario! Non lo sapevo questo aspetto della Rowing. Ma essendo totalmente stupido, io non cambio mai idea. Anzi ci ho ripensato 😀 Maddai pure tu hai letto i conigli… insomma devo assolutamente rimediare!!!

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      • si si! è stata brava a provare a scrivere per andare avanti…. emh ma non lo leggo cmq… proprio non mi scendono i fantasy, pure se harry è meno fantasy degli altri…!
        e porca l’oca mi sono scordata i conigli nel mio cv…. ma tanto, visto il tenore dei due letti, il mio tu non lo pubblicherai mai, vero?
        si, si, leggili i conigli perchè ne vale la pena sai!

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      • Io devo avere avuto un’infanzia difficile. Non ho mai letto Piccole donne né manco tutti quelli che avete citato voi… Cosa mai scriverete di me quando vi manderò le mie mille parole?

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      • Pierre ti assicuro, ci sono storie di lettori di ogni livello… fidati, sono stra-sicuro che per quanto ti sforzi non riuscirai mai a stare nella parte bassa 😀 Ma in fondo non c’è nessuna parte bassa o alta. Volevamo conoscere voi, davvero, e parlare di un argomento che piace a tutti e tre noi, i libri! Non importa quali, nè quanti, davvero. Noi tre del resto non siamo nessuno, non siamo critici letterari, men che meno autori blasonati, siamo tre ragazzi che cercano un dialogo su un argomento comune, tutto qui! Ti aspetto personalmente con ansia positiva!

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  7. Hai una parola “buona” per tutti… Se penso che ho scritto mezzo papiro sulla Rowling D: Comunque di Pippi Calzelunghe ricordo le videocassette con le puntate del telefilm, erano bellissime!

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  8. Grande Avvo! Mi piace il tuo stile nel presentare queste storie: stile Avvo, diciamo. O meglio: Avvostile 😀
    La parte sul peperoncino, sulla vodka e sul Barone Rampante stanno in pole-position!

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  9. “una donna, blogger, mamma e scrittrice, che è anticonvenzionale, ribelle, indipendente, eppure con le radici fisse in un saldo terreno.” Ecco, solo per queste parole ti adoro, potrei quasi persino arrivare a dire ti lovvo (quasi). Insomma, ti sei fatto un’amica per la vita…

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  10. Avrei voluto dirti che Harry è stato ucciso da chi lo ha chiamato “maghetto” e ha scritto, evidentemente senza averlo mai letto, che è uno fa credere che tutto si risolva con la magia. Che si può trovarlo non interessante solo SE NON lo si è letto. Ma poi ho pensato alle 50 sfumature e alla sega (sic) dei vampiri che NON HO mai letto e che MAI leggerò, e allora chi sono io per… E se poi aggiungo che detesto Hemingway e non riesco assolutamente a digerire Proust, forse capirai che il mondo non lo guardo poi così dall’alto. Al massimo dai rami del ciliegio su cui mi arrampicavo da bambina e su cui avrei tanto voluto sedermi per leggere (ma non ho mai osato) 😀

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    • DETESTI HEMINGWAY!!! Dovevi dirmelo prima 😈 Come si faaaaa… tra l’altro non vorrei dire ma Hemingway somiglia in molti tratti caratteriali al caro RW (ora mi ammazza) e ha concluso in simil modo la sua vita… come puoi dire di detestarlo? Troppo depresso? No questa devi spiegarmela. Passi Proust… che in effetti come ho detto penso sia a volte un fine ricamatore di nulla, però bisogna riconoscergli genio a pacchi… e se tu ti decidessi una buona volta a seguire i miei consigli e prendere Proust era un neuroscienziato forse ti ricrederesti… dico passi Proust ma Hemingway DEVI spiegarmi!

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      • Guarda che hai scatenato il mostro che è in me…
        A parte l’alcool temo di non vedere alcuna somiglianza. Hemingway per quel poco che so di lui era un macho misantropo. Robin era una persona talmente piena di vita, le caratteristiche che ammiro di lui sono la mitezza, l’empatia, la gentilezza innata, il rispetto, la sensibilità, il grande senso di ironia e autoironia a parte ovviamente il genio comico. come sai, non sono affatto dell’idea che lui si sia ucciso a causa della depressione, se non indirettamente, ma per i mali incurabili che lo hanno colpito e che non gli avrebbero permesso di condurre la vita che voleva…
        Comunque non è assolutamente una questione di carattere in realtà. Temo sia stato un approccio sbagliato. Una parte del Vecchio e il mare letta troppo presto a scuola e trovata di una noia talmente mortale da togliermi per sempre ogni desiderio di ritentare un avvicinamento. Come dici tu, ci sono talmente tante meraviglie in giro… e così poco tempo…

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      • Touchè sull’ultima parte. Quanto alle qualità Hemingway era ironico e autoironico ma alla iconografia di massa questo non piace… e tuttavia avendo letto Tutto ciò che ho trovato in giro di Hemingway ti posso dire che era MOLTO ironico. E misantropo e macho sono due etichette a mio avviso posticce che gli hanno affibbiato. Lui era semplicemente uomo… con la U maiuscola. Ma quanto a sensibilità… ha descritto pagine e pagine sugli istinti suicidi (da qui capisci u poco la autoironia…) che dimostrano una profondità… babbè ma è inutile parlare! C’è tanto altro in giro hai ragione 😉

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      • Eh, hai ragione, l’iconografia di massa fa dei gran danni. Poi siccome io, a differenza di te, dei tuoi consigli tengo conto, ti dirò che ho inserito Lehner nella wishlist e che forse (forse, eh!) potrebbe essere la volta che mi decido a tentare davvero di riprendere in mano qualche cosa di Hemingway (magari un altro libro)…

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      • Se lo fai NON cominciare da Fiesta o da altri su cui subiresti le influenze del sentito dire… prova con Isole nella corrente. È una sorta di specchio… e parla di figli… lontani… di isole… di mare… di solitudine e compagnia e nostalgia. Prova con quello o con Verdi colline d’Africa. Il Vecchio e il Mare era una sfida di story teller… voleva vedere fin dove spingersi con una storia dove non succede assolutamente nulla e vedere fin quando le parole il semplice intreccio delle paorle potesse sostenere un libro intero. Un poco quel che è riuscito a Williams con Stoner. Non è davvero però rappresentativo della sua opera credimi! E poi io adoro i periodi brevi e Hemingway era un maestro insuperabile… frasi di tre parole…in sequenze interminabili… insomma se non si è capito è uno dei miei preferiti 😁 ho tutti i suoi libri in cofanetti tra i più preziosi della mia biblioteca 😁

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      • Il mio doveva averli più bassi. Credo che quasi sempre con mia sorella ci aiutassimo, una delle due faceva il “primo scalino” con le mani intrecciate e l’altra ci saliva sopra, poi una volta raggiunto il primo ramo, aiutava la prima a salire… (la fortuna di avere una sorella Gianburrasca non ha prezzo!)

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      • Eh, da noi aranci e melograni non ce n’erano, noi siamo noddici… e probabilmente gli alberi al nord crescono meno, tra l’altro, come i fiori. Sono rimasta impressionata, ricordo, dalla differenza di dimensioni di certi fiori, tra nord e sud… 😀

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  11. Non mi stanco di ripetere che AMO i libri, li adoro, ho un rapporto quasi fisico con loro. Mi piacciono quelle biblioteche massicce dove gli scaffali stipati di libri sembrano ammiccarti e dirti “vienimi vicino …”. Ovunque si parli di libri io ci sono, e quindi eccomi qua. Ottima scelta. Li ho letti quasi tutti, tranne alcuni che proprio mi stavano antipatici, vedi Pollyanna e Pippi Calzelunghe . Piccole donne invece mi piaceva e anche La piccola fadette, Il buio oltre la siepe, l’ultimo dei giusti, Hemingway. Potter mi lascia indifferente, 3 uomini in barca. E inoltre a 12 anni avevo già letto L’amante di Lady Chatterley e I peccati di Payton Place e Madame Bovary. Li nascondevo sotto il materasso e dissi a mia madre che alla mia cameretta avrei pensato io. Mia madre tirò un respiro di sollievo. E anch’io …

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