Nessuno si salva da solo

Come può uno scoglio
Arginare il mare
Anche se non voglio
Torno già a volare
Le discese ardite
E le risalite

Tu, piccolo me, che fai?

Abbandona quella ridda di cupi pensieri, lasciali correre sul mare come filacciose nubi spinte dalla tramontana.

Non lasciare i tuoi sentimenti all’addiaccio, raccoglili dall’assito del pavimento, non lasciarti fagocitare.

Sei bellissimo, piccolo me.

Non è questione di cervello, ne usiamo tutti con parsimonia.

Importa la mente.

Importa quanto hai sofferto, alle donne, non per sindrome da crocerossina ma per empatia dovuta ad eguaglianza di tragitto percorso. Non solo alle donne, in fondo, ma a tutte le persone vere interessa cosa c’è dentro.

Quello dura una vita.

Gli addominali una stagione o dieci.

Poi la risacca del tempo ammorbidisce qualsiasi scalino.

La mente, piccolo me, la mente resta, nonostante le tempeste degli anni piovute giorno a giorno sulla tua vita.

La rugiada stillata dai tuoi occhi, caro mio, raccolta dai prati delle tue guance, fa sbocciare i fiori della vera bellezza interiore.

E se hai incontrato persone che guardavano il telaio della finestra più che le stanze su cui affacciavano i tuoi occhi, lasciale andare senza timore: sarebbero scomparse in ogni caso col tempo. Il tempo non scalfisce mai quello che hai dentro, solo, come diceva qualcuno, sposta tutto in un altro posto. Quel che ti han scritto nel cuore, non si cancella mai, anche se brucia.

Non vergognarti dei lividi sulle ginocchia, solo chi è caduto milioni di volte, ha conosciuto la vera bellezza, dicono.

Esci da quel bagno.

Non c’è bisogno che tu chiuda a chiave, nessuno entrerà.

Nessuno busserà.

Non farmi sentire quel serico stridore d’unghie sulla tua gola, lasciala in pace l’anima, con tutte le sue rastremature, un bravo vasaio sa che un vaso deve sempre averne.

Accogli la vita e lascia che diventi mosto dentro te, e poi vino di cui inebriarti. La tua argilla spargerà pezzi di te d’attorno, ti spalmerai sulle superfici dure dei vasi di ferro tra cui siedi immobile, ma sarai sempre satollo di vita finché ne avrai.

Tu, piccolo me, sei bellissimo. Ho pianto tanto prima di dirtelo, mi sono odiato con ogni fibra, ho sputato in quello specchio milioni di volte, e quanti pugni nello stomaco e ore di sudore, non è mai cambiato niente su quella bilancia, piccolo me, si è solo spostata di qualche centimetro.

E non c’entra nulla quanto pesi, piccolo me, la tua propriocezione, il tuo senso di “te” deve soffermarsi altrove.

Dicono che l’anima pesi ventuno grammi, io ti dico che non ha peso e non cambierà mai perché è totalmente disincarnata anche se affonda nella tua carne e ne sente ogni scossone, compresi i graffi in gola e i bruciori di stomaco.

Non perderti, perché non te ne accorgeresti: quando hai perduto te stesso, non c’è più nessuno che possa accorgersi che non ci sei più, perché se ti perdi non ci sei più tu.

Non inseguire i falsi idoli: il tempo li annerisce, polverizza tutta la materia, e di tutta questa materia, cosa ti resta, se non un mucchio di ricordi?

Se potessi conservare il fisico dei tuoi giorni migliori, al prezzo di non serbare alcun ricordo, se cancellassi dalla mente, come da una lavagna, tutta la tua memoria, ne sarebbe davvero valsa la pena di viverla tutta, questa vita?

Io non potrò mai cancellarti, piccolo me, perché anche tu sei parte di me, ho sofferto con te, ho rimesso l’anima piegato in due come te, a casa come alle feste dove il clangore era assordante nel tuo silenzio interiore, e ti porto dentro me, muto ma presente.

Voglio allungarti una carezza, piccolo me, perché a volte il ricordo di tutto quello che siamo stati insieme mi strugge e preme dietro le pupille.

Non so davvero come hai fatto a lasciarmi un ricordo così meraviglioso della tua infanzia, con tutti i morti che hai seppellito, le persone che ti hanno deluso e tradito, i topi che uscivano quando avevi invitato gli amici a vedere la partita e tu volevi sparire, i tagli, i marchi a fuoco, il fumo nei polmoni, le promesse da marinaio di tuo padre, e tutta quella legna che t’è toccato spaccare, con le mani gelate e screpolate alle intemperie, perché i ceppi grandi costano meno ma nella stufa non ci stanno, belle domeniche le tue, e tutte quelle pulsioni verso l’universo profondo, le notti stellate sdraiato sul tetto di quella scalcinata Renault 5, tutti quei desideri affastellati come legna d’estate, in attesa di ardere nei mesi a venire che non venivano mai, piccolo me, tutti quei sogni, sono ancora dentro me, intatti come un suono nel vuoto.

Nessuno te li realizzerà i tuoi sogni.

Nessuno ti cercherà.

Nessuno ti troverà.

Nessuno busserà a quel bagno.

Esci.

Nessuno si salva da solo.

Nessuno.

Tranne te.

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64 thoughts on “Nessuno si salva da solo

  1. “Non perderti, perché non te ne accorgeresti: quando hai perduto te stesso, non c’è più nessuno che possa accorgersi che non ci sei più, perché se ti perdi non ci sei più tu ……………….. Nessuno te li realizzerà i tuoi sogni. Nessuno si salva da solo. Nessuno. Tranne te.” – NO WORDS NEEDED –

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  2. Quando guardo alcune mie foto da piccolo, anch’io mi relaziono a quello che *ero* in confronto a quello che *sono*.
    Speranze svanite, amori infranti, traguardi raggiunti.
    E montagne di errori, alcuni compiuti in buona fede, altri per colpa, altri per vizio, altri per provare qualche brivido.
    Ma valeva la pena, certamente.
    Valeva la pena vivere, e crescere, ed amare.
    Anche solo per vedere crescere mio figlio.

    K!

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      • Non c’è bisogno di specificarlo, volevo solo verificare se ricordavo bene io!
        Considerato che me l’hai confermato, è positivo per me, vuol dire che dopo l’intervento operatorio, la mia attività cerebrale e la mia memoria non hanno subìto danni, ciò vuol dire che sto bene, si mi sto riprendendo bene e, sinceramene non vedo l’ora di ritornare a lavorare per riprendere in mano la mia vita normale di tutti i giorni 😊 un caro saluto

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  3. Quando il piccolo Te si chiude in bagno fagli bussare dai piccoli principi
    La Principessa fara’ fara’ un the’ e 1000 domande
    il Principino lo incantera’ coi suoi sorrisi…e pian piano tornera’ a sorridere.
    😊

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  4. ed eccolo il piccolo grande uomo! che ha dentro se quel bimbo che nonostante tutto ha avuto tanto di bello intorno e ora sa darne tanto a chi è intorno a lui!
    ah questo sarebbe il post POTENTE? Ma questo è una bomba! un uragano! un vulcano!
    e niente… sei TU! e quando sei Tu, non ce n’è…
    e bussa alla porta! e il tempo non deve cancellare, ma solo levigare, altrimenti non saremmo piu noi ora e domani, se non conservassimo quello di ieri…
    ed essendo tu gnocco, pure se ti specchi vedi belle cose! se guardi bene dentro vedi ancor piu bello!
    lacrimuccia e sorrisone!
    oh, ma la canzone è magnintastica! sai che mi sembra un po’ stile amelie e mi ha trascinato un po’ nel magnifico mondo…!

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  5. … e sdraiarsi felici sopra l’erba ad ascoltare … un sottile dispiacere … Capire tu non puoi … Tu chiamale, se vuoi … emozioniiiiiii … La gioia di poter descrivere il dolore … sembra un controsenso, ma non lo è … Un pezzo toccante, coinvolgente, pieno di … emozioni! 🙂

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  6. Una lettera al piccolo te…..😍😍😍 Se ci penso io alla mia piccola me vedo una persona completamente diversa….e quante cose mi direi per vivere in maniera diversa. Vivevo in un guscio.
    Io ho scritto una lettera alle mille me invece…. Ma te non vieni più a leggermi 😤😨😲😒😭😜😖

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  7. Sono felice di essermi presa il tempo necessario per leggerti (cosa peraltro che faccio sempre 😉
    Quante cose avevi da dire a questo tuo bellissimo te, quanti scogli da superare quanti ammonimenti, esortazioni, incitamenti d’amore…si vede bene, oggi, dentro quello che sei questo tuo piccolo bellissimo, che fa luce e risplende e ha dovuto lottare e soffrire e tu hai anche combatutto e pianto per farlo venire fuori.
    Sono i tuoi post migliori, quelli che amo di più, dove scrivi con l’anima e la tua anima è uno scrittore d’eccezione

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    • Figurati quanto sono felice io, che tu abbia preso non solo il tempo di leggere ma anche di lasciarmi un così bel commento e così stupende parole per me… di cui (lo sai, non c’è bisogno realmente che lo dica di nuovo) sono meravigliato e orgoglioso! Scrittore d’eccezione tra tutte le cose che potevi dirmi, è tra le migliori 😀 Baci a profusione nucleare!

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  8. Porca miseria ora sono io che devo utilizzare le tue parole “mi hai fatto entrare in una centrifuga …”
    Buona domenica e grazie per avermi inserita nel gruppo non ho avuto tempo di ringraziarti lì e lo faccio qui …poi lo farò anche lì 😉

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