L’ultimo Abele – ma di che tratta?

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L’ultimo Abele  sta per compiere due mesi, è un piccolo sogno che ho realizzato grazie soprattutto a voi che leggete, commentate, mi spronate e che avete creato interesse con il vostro interesse.

Più di uno mi ha chiesto di saperne di più prima di comprarlo, perché avete sentito dire che è un libro non semplicissimo.

In realtà L’ultimo Abele, come certe immaginette, cambia aspetto a seconda del vostro punto di vista, ma non c’è alcun bisogno di essere intellettuali per capirlo, per la semplice ragione che chi l’ha scritto non lo è, un intellettuale.

Per provare a convincervi ho pensato di rendere pubblica la “guida alla lettura” che ho inviato non so più a quanti amici.

Mi sento di consigliarlo soprattutto a voi che apprezzate quel che scrivo, perché ritroverete quel che vi piace qui, qualsiasi cosa sia (e se me la dite, mi fate un piacere, perché così la coltivo, questa “rosa” che vi piace!).

TIPO DI ROMANZO

L’ultimo Abele è la triste, amara tragedia, in tre atti più prologo come si conviene ad una tragedia, di un avvocato emigrato per sfuggire alla fame. Chissà se vi ricorda qualcuno…

La tragedia è scritta da un buffone , per cui non mancano i momenti esilaranti.

La struttura del romanzo è la classica tragedia descritta da Aristotele, in tre atti a simboleggiare le fasi della vita: nascita/adolescenza, maturità, vecchiaia/morte.

L’ultimo Abele ha anche un prologo recitato (come le tragedie) da una voce che poi scompare: il prof. Walker Johnny. Tale prologo è un omaggio a Una banda di idioti, dello scrittore suicida John Toole, nella cui prefazione si legge una storia vera simile a quella del mio prologo: la madre di Toole importunò il prof. Walker e lo tampinò finché non lo convinse a fargli pubblicare il libro del figlio morto. Un po’ quel che è successo a me con l’autrice Silvia Fasano Genisio, la quale ha parlato del mio libro alla sua casa editrice e se, quindi, troverò un editore sappiate che devo dire grazie a lei. L’unico aspetto che non ho imitato della buonanima di Toole, è morire suicida (potrebbe non mancare molto però…).

STRUTTURA

L’atto I vede la nascita della storia d’amore più strampalata che io abbia potuto immaginare, e si intitola “L’amore ai tempi della colite”. Qui troverete sparsi 160 colori menzionati in ordine alfabetico. La numerazione dei capitoli segue l’andamento della sequenza di Fibonacci, ed è doppia, una serie di capitoli hanno numerazione a numeri (capitolo 1, 1, 2 ecc.) e una serie a lettere (Uno, Uno, Due, ecc.). Questo a simboleggiare la doppia elica del DNA… ma non datevene alcun pensiero di capirla: quando mai avete letto un libro pensando al numero dei capitoli? In ogni modo vi verrà svelato alla fine.

L’atto II intitolato “Una banda di (perfetti) idioti” (in omaggio al già citato romanzo di Toole)  descrive la maturità sentimentale e professionale del protagonista e il grigiore di una vita vissuta abbandonando i propri ideali. Qui trovate menzionate solo decine di sfumature di grigi, nessun altro colore, tranne l’amore. Come in ogni tragedia classica, l’atto II (alla fine) è dove le tensioni esplodono (quel che a teatro, di solito, viene reso con molte persone che si inseguono intorno a un tavolo). Dovrebbe chiamarsi “climax”, e nel mio romanzo è una riunione soci dove voleranno coltelli avvelenati e qualcuno finirà investito malamente da un’auto.

Per non esser troppo “canonico”, però, ogni tanto vi rivolgerò direttamente la parola, rompendo coi canoni classici del romanzo dove la voce narrante non si rivolge mai al lettore, facendo finta di ignorarlo. Non me lo sono inventato io questo “gioco”; la “rivoluzione” rispetto ai canoni classici l’ha compiuta Laurence Sterne nel suo libro che si dice essere il capostipite del romanzo moderno (Vita e opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo).  Anche la narrazione sulla narrazione (metanarrazione), è mutuata da lui, come quando faccio una metafora orribile (bruno come un portafogli) e poi mi scuso con il lettore adducendo come giustificazione di avere solo un portafogli davanti da cui trarre ispirazione (è andata davvero così!).

L’atto III, infine, è la vecchiaia di Pippo (personaggio chiave) e la morte della dolce metà del protagonista. No, non abbiate paura, non vi ho rovinato la sorpresa, sin dalle prime pagine vi svelo che morirà. Ho voluto imitare Stoner, di John Williams, un (vero) capolavoro, che alla prima pagina annuncia la morte del protagonista.

CURIOSITA’

Mentre scrivevo avevo in mente il vecchio espresso Napoli-Milano che fermava in mille stazioni e che ho preso milioni di volte. Lungo la scrittura ho provato a dare una forma alla trama che la facesse somigliare a uno stivale, usando i capitoli come fermate del treno. Se salirete sulla prima pagina, vi assicuro che viaggerete dentro me.

Il protagonista impiegherà oltre centocinquanta pagine a rivelare il proprio nome. Fatevi giudare dall’immaginazione.

La sua memoria è imperfetta come imperfetta è la memoria umana (la mia soprattuttto…).  Gli errori di memoria (vi sfido a scoprirli tutti…) sono voluti: ce lo ha insegnato Proust, quando ha descritto un neo nella Ricerca del Tempo Perduto in almeno cinque punti diversi del volto dello stesso personaggio (sulla punta del mento, vicino le labbra, ecc.).

Le ripetizioni abbondanti simboleggiano la storia di un’ossessione, anzi, di una ossessione. Senza apostrofo a sottolineare una determinatezza indeterminata dell’ossessione.

Il termine “papà” ricorre 75 volte.

Il termine “morto” e sue derivazioni 69 volte.

Il termine “nato” 5 volte, di cui solo 2 riferite al protagonista.

QUINDI?

L’ultimo Abele è, in definitiva, un grido di dolore contro i pregiudizi e una speranza che noi si possa, acquisendone consapevolezza, evitare la discriminazione che promana da essi.

L’intento esplicito è di ingannarvi facendo leva proprio sui vostri pregiudizi.

Quanto, poi, nel mio intento, mi sia riuscito di scrivere un prodotto che meriti la tua attenzione, beh, questo dimmelo tu!

E se condividi questo post sul tuo blog e sui tuoi canali social, Abele te ne sarà eternamente grato!

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167 thoughts on “L’ultimo Abele – ma di che tratta?

  1. Mmmm…..meno male che la guida alla lettura non l’ho letta prima. Il gusto della scoperta personale (e pazienza se l’interpretazione data forse non è quella intesa dall’autore) è troppo stuzicante. Mi piace arrovellarmi il cervello. Anche con i numeri.

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  2. sono arrivata a metà post per capire che questo post conteneva spoiler, caro Avvo, se non vuoi che finisca tutto davvero in tragedia metti un bel SPOILER ALERT nel titolo per tutti quelli come me che stanno ancora leggendo…
    Ps. Non ti nascondo che il fatto che i capitoli seguano la serie fibobacci é stata però notizia utile che mi permetterà di dormire più serena la notte, perché nn é affatto vero che nessuno se lo domanda…io, almeno, posso dirti di essere andata indietro più volte a ricontrollare i numeri dei capitoli chiedendomi ma che cazzzz????? Grazie per aver risposto a questa domanda, la mia insonnia cronica ti é un pò debitrice…

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  3. ma che ghez!
    guarda che chi ha letto il libro aveva le cose già piu chiare in testa! emmmmmmenomale che ion sono tra quelli che già abbiamo letto che sennò dicevo: uè maronna!
    mo chi non l’ha letto? cominciano incasinati! e non si possono fa n’idea loro!
    e fibonacci io c’ero arrivaaaaataaaaaa!!!!!!!!! e pure la numerazioni a numeri e a lettere!

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  4. Pingback: REBLOG: SPOILER ALERT – L’ultimo Abele – ma di che tratta? | uaresovain

  5. Con i tempi sempre piú rapidi dell’interwebz, oramai io sono diventato un “nonno”. Infatti a me nessuno ha dato chiavi di lettura ed indizi: è stata una continua ricerca e scoperta. Bravo Avvocatolo, quando si scrive la guida alla lettura si diventa un po’ Joyce con l’Ulisse!

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      • no, ma io scherzavo perché negli altri commenti dicevano che non si capiva e tu allora hai detto che forse dovevi riscriverlo 😀
        Devo dirti la verità, all’inizio un po’ di fatica l’ho fatta a entrare nella storia, non so, mi sembra che questa tua “sinossi” (eheheheh) sia molto in linea con la storia. Incuriosisce. Magari non si capisce tutto però uno capisce che sotto c’è qualcosa. Come il libro, appunto 🙂

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  6. Ahahah non potevo perdermi tutti i commenti che t’hanno massacrato…secondo me meglio leggerlo senza istruzioni, talvolta perdersi e domandarsi se si è davvero capito, tornare indietro. Andare avanti. Insomma stare nel proprio casino di interrogativi curiosi e intriganti e chiedersi dove ci stai portando…credo che sia una delle prerogative più interessanti di questo libro!
    Bravo Avvo!!! 2 mesi di Abele e chissà cosa deve ancora succedere 😉😘

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  7. Con questo articolo ho capito un paio di cose. Soprattutto mi chiedevo con che criterio avessi numerato i capitoli…me lo sono chiesta subito… era diventata UNA OSSESSIONE per cui ti avrei chiesto lumi a breve…ma mi hai anticipata 😊

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  8. Non seguo mai le guide, nemmeno quando compro un nuovo elettrodomestico (inserire il pezzo A nel pezzo B servendosi dell’apposita chiavetta C). Però l’ho letta e va beh, trattandosi di te, ci può stare! Il libro l’ho appena iniziato e ci vado con cautela, non si sa mai che può succedere, è un pò come giocare a Candy crash soda, clikki ed esplodono bombette. Piuttosto una cosa, sono perplessa circa il nome dell’autore … Massimo della Penna … nel senso che quello che hai scritto è il massimo che può dare la tua penna, e quindi ci dobbiamo rassegnare, oppure significa che, in quanto avvocato, ci infliggi il Massimo della Pena poiché siamo rei di credere in te?
    Ecco spiegamelo ed io sarò più tranquilla.

    ps. Gabriel Garcia Marquez ti fa neppure il solletico…

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  9. Puff … finalmente arrivato il fondo per poter salutar …
    Confesso letto tutti ma tutti commenti annessi e connessi e per dire una; ti uscirebbe un altro libro divertente.
    Auguri e Complimenti, anche se solo sentito dire, delle amiche che non e per niente male il libro del nostro caro amico “avvocatolo” … e presto avrò anche io il libro!
    Quanto alla spiegazione non ho capito niente, … compreso mi son divertito, tenendomi compagnia nella ennesima notte di insonnia!
    Buona lettura a me … e Bocca al lupo (che viva) a lungo “L’ultimo Abele ”
    Buon 2016 a tutti …

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    • Ma grazie Elisa! Son felicissimo tu l’abbia preso e anche che le tue amiche te ne abbiano parlato! Io non ho un editore e nemmeno i mezzi per farmi pubblicità e quindi solo grazie al vostro passaparola posso sognare! 😙😙😙

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  10. 😅 direi che per alcuni la spiegazione potrebbe servire per apprezzare di più il libro… Per altri è solo un voler spiegare ciò che si avvince dal racconto tramite le emozioni…
    Attenzione non è una critica assolutamente!
    Quando andavo a scuola e la prof spiegava le poesie e facevamo la prosa e contavamo i versi e analizzavamo … insomma hai compreso😁 beh, io lo facevo (dovevo farlo) ma non sono mai stata d’accordo. La poesia è emozione… Va letta, riletta, riletta, riletta… fino a quando non la comprendiamo e non è detto che comprendi quello che voleva dire l’autore… perché la poesia è personale, intima…
    Il tuo libro è poesia…
    A posteriori è bello sapere tutte queste spiegazioni 😉 io le avrei aggiunte in fondo al libro per quei lettori che vogliono schematizzare oppure per chi è come me: curioso ☺️
    Ma, permettimi, prima si perde la magia… è come uno spoiler. Questo è solo il mio modestissimo parere, da non tenere minimamente in considerazione, mi raccomando.
    Buona giornata caro scrittore 😘
    Ps: sembra tutto un delirio… ma si comprende benissimo che è tutto programmato ☺️👍😘
    Ps

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  11. Bè per andare controcorrente, visto che tutti dicono che sei un casinista, ti dirò che in questo post mi sei piaciuto. E mi pare tu abbia pure spiegato bene com’è strutturato il libro. ( Forse sono casinista anch’io se ti comprendo …) Io ti faccio i complimenti anche senza averlo letto e per darti notorietà rebloggo il post. Un abbraccio. Isabella

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  12. La sequenza di Fibonacci la conosco bene, essendo io di estrazione matematica.
    La si ritrova in natura e nelle arti nei posti più impensati, così come nella musica, nella geimetria, addirittura nella planetologia.
    Mancava solo nell'”Ultimo Abele”.
    Ciao

    K!

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  13. Manco per un po’…. Non aggiorno per un po’ e te scrivi e pubblichi un libro?!?!?!?! Ma…. Ma…. Ma………….. Un Fabio Volo fra i contatti e manco a saperlo 😂😂😂 scherzo …. Mi rileggo i precedenti e vedo di capirci qualcosa

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