L’amore ai tempi della collera

[Per prevenire Ysingrinus, sappiate che questo pezzo è tratto dal nuovo libro di Avvo, nuovo rispetto al vecchio, che per ora è nuovo].


Lei sta morendo, lenta, perché ha la scorza dura.

Finalmente.

Così avrà pace la mia ira.

Viviamo la “Grande Depressione” che io chiamo era della collera.

Le testate nazionali sono infarcite di “ira”, l’ira di Alfano, l’ira di Bruxelles, l’ira del Vaticano, l’ira del Papa.

Per non parlare dell’orribile neologismo anglo-italico: haters.

Io mi sento proprio così, un odiatore professionista, commento tutti acido, virulento ed offensivo, ed è quel che merita chi scrive.

Tutti parlano di odio, tranne mia moglie.

Ho trafugato dal suo diario la seguente accozzaglia di melensaggini per ricordare a me stesso che siamo chi siamo, e chi siamo lo sappiamo solo noi:

<<Lui dice che è solo un amore virtuale. Che significa “solo” un amore virtuale?

Esiste anche un amore reale da contrapporsi a quello virtuale?

E quand’è che qualcuno, usando l’amore per scalpello, è riuscito anche solo a scoppiare una bolla di sapone del “reale”?

Col pigiamino già indosso, ieri rileggevo Il Piccolo Principe (versione pop-up stupenda e integrale) mentre tenevo la tenera mano della mia piccola principessa immaginaria, mi pareva davvero di sentire la sua pelle. Lei ormai completa le battute a memoria quando la incito interrompendomi con tono interrogativo: “…e innaffiò… e innaffiò…” e lei “LA ROSA!” e io “BRAVA” e faccio un saltello e rompo un’antina della casetta in legno che le ha costruito lui con le sue rozze mani, solo dopo le mie insistenze e con grandi sbuffi perché, secondo lui, una casetta vera per una figlia immaginaria sarebbe pura perdita di tempo. Come se i muratori conoscessero sempre i futuri abitanti dei muri che erigono.

Lui, sentendo trambusto, è entrato e ci ha rimproverato entrambe che era tardi.

Mentre usciva scuotendo la testa, l’occhio mi è caduto sulla seguente massima:

… è il tempo che dedichi alla tua rosa che la rende così importante.

E mi sono chiesta se non sia proprio questa la magia dell’amore: il tempo che dedichiamo ad esso.

Forse, mi dico, l’amore, ecco, forse l’amore assorbe il tempo e col tempo, forse, l’amore diventa nettare di tempo.

Come una premuta d’olive, l’amore preme le ore e gli istanti degli anni che gli dedichiamo.

Ed è forse per questo che dalle olive premute solo una volta nasce quello che si chiama olio extravergine.

Forse è per questo che le nostre prime volte son sempre così tenere, come le olive prime.

Forse l’amore vero è quel che resta dopo la premitura, e se non resta niente, non era niente.

L’amore virtuale, io non lo vedo contrapposto al reale.

L’amore, come mi è capitato di scrivere su Facebook, non nasce, non muore.

<

p style=”text-align:justify;”>L’amore non esiste.

L’esistenza presuppone una nascita che pone fine alla non-esistenza, e una morte che pone fine alla nascita.

Ma l’amore non nasce dove esso non c’è, non si può partorire l’amore partendo dalla sua assenza, da un seme, no, nessun travaglio, nessuna gravidanza, l’amore è.

E quando è, è, punto.

Non nasce, ma sopratutto l’amore non muore, non muore mai.

Perché il cuore è un imbuto e può sembrare che l’imbocco sia largo e chiunque possa entrarci, ma la maggior parte delle persone della nostra vita si ferma all’imbocco. Dall’altro lato del collo. Non arriva mai veramente al centro del nostro cuore.

Ma allora non conta nulla se nella parte larga dell’imbuto ci si sia finiti parcheggiando sotto casa, scopando su una scrivania, vivendo trent’anni di un matrimonio finito prima di cominciare, o semplicemente stando seduti davanti a uno schermo, non conta nulla perché quello non è il luogo dell’amore nel nostro cuore, quello è solo l’ingresso.

Se non ti fai piccino piccino, nel mio cuore non ci arrivi, nel cuore del mio cuore, nel suo nucleo.

E se non arrivi in fondo, tu nel mio cuore non ci sei mai stato, è come pretendere d’aver visto Parigi solo per avervi fatto scalo senza neppure uscire dalla sala transiti, quello non è amore, né reale né virtuale, quello NON è, punto.

Ma quando qualcuno riesce ad infilarcisi in quell’imbuto, non importa se usa una tastiera per bussare, se qualcuno ti entra in quell’imbuto, poi non ne esce più. Rimane lì, dove tutto è magma incandescente come nel nucleo della Terra.

A volte si può pensare che dopo la lava rimangano solo i lapilli e la cenere, ma quello che si vede è solo ciò che viene dalle viscere della terra rompendo la crosta.

Ma un vulcano non è solo il suo cratere, un vulcano è un iceberg, sotto la linea di galleggiamento c’è la parte più vera e più grande che ribolle silente.

E se ci si fa piccini, e si racchiude tutto l’orizzonte tra due zolle, come diceva Verga, e si pone l’occhio dall’altro lato del cannocchiale, se ci si tuffa con coraggio, si può vedere che sotto il pelo dell’acqua, nel centro del vulcano, c’è solo un serbatoio magmatico e, in definitiva, c’è tanta luce bianca.

Una luce che ci rischiarerà sempre, anche quando uno dei due sarà uscito dal campo visivo, dalla campata delle nostre gambe, anche se avremo entrambi chiuso gli occhi, giacché non si vede bene che col cuore, essendo l’essenziale – si sa – invisibile agli occhi.

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194 thoughts on “L’amore ai tempi della collera

  1. Basta. É deciso, devo assolutamente mettermi in pari. Non posso rischiare che il nuovo arrivi prima che io abbia letto il vecchio. Questo pezzo é splendido, profondo, pieno e rotondo…c’è tutto…ho voglia di rileggerlo e rileggerlo ancora…grazie, Avvo…io non vedo l’ora che esca il nuovo, ma nel frattempo, mi metto in pari col vecchio, che per me…é ancora nuovo! 😘

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    • Uerasovain sai che ci speravo moltissimo tu lo prendessi? C’è tantissimo di me dentro, e più leggo te, più mi viene voglia di farmi conoscere, è strano! Sempre nel rispetto di Mr. Vain eh! (che poi… se ci penso a quel disgrazieto!…). Un abbraccio forte e non dimenticare di farmi sapere che ne pensi!!!

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      • Volevo aspettare di prenderlo cartaceo, ma per ora fregherò il tab di mia sorella e mi accontenterò del digitale…per il cartaceo aspetto che vieni a Roma, che voglio mettermi in fila per l’autografo con dedica (possibilmente 😁)…lo vedo sempre fare nei film e non l’ho mai fatto nella vita reale, ma per Avvo questo ed altro! ps. Grazie davvero per quello che hai detto, so che sei sincero e sinceramente ti dico che non vedo l’ora di leggerlo..ora mi fiondo su Amazon…ovvio che poi tu dico cosa ne penso, ma sappi che sono una lettrice un pò lentina…non riesco mai a ritagliarmi momenti per me, mi interrompono sempre 😁

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      • Ma il mio progetto è tutto lentissimo, mica si diventa scrittori in un mese o due, ci vogliono anni, quindi saprò aspettare 😉 E poi la tua opinione mi interessa diciamo a margine del progetto, come dire, da amica se posso vantarmi di considerarmi così. E le opinioni degli amici le si aspettano anche mesi 😀

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      • Sei assolutamente un mio word-friend, Avvo…e dal tuo pezzo si evince che amicizia virtuale non é seconda a quella reale se si sa vedere col ❤️!
        Ps. L’ultimo Abele virtuale é MIO! ✌️✌️✌️

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      • Comunque Avvo, io non so se tu te lo ricordi, magari per nulla perché tu stavi semplicemente passando di lì…ma io me lo ricordo benissimo come é iniziata la nostra word-friendship: con te che mi davi della cap’e cazz 🐴 e io che pensavo ma questo qui che Minchia vuole e che contavo fino a 10 prima di risponderti 😂😂😂 chi l’avrebbe mai detto eh? Poi quando sono da pc se ritrovo il commento te lo linko!😊😘

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      • Noooooooo! Non me lo ricordo minimamente! Che storieeee! Comunque è già comparso il tuo acquisto Yuppieeeeeee una copia speciale oggi quindi 😀 Uerasovaaaaaaaaain! Sent sent ma una domand: ma tu su faisbiuk ci stai? Ci linkiamo?

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      • No Avvo, ho solo Instagram e Twitter, niente Faccialibro…uso, quando é proprio indispensabile o quando vengo presa da insensati attacchi di stalkeraggio (lo so non si dovrebbe, mea culpa mea culpa mea culpa!) il Facebook di mia sorella…se vuoi poi ti mando una “mela” con instagram e Tw, anche se li uso poco…qui non linko niente che preferisco restare anonima, dovesse esser preso da attacchi di stalkeraggio pure Mr. Vain 😉

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      • Hahaha ahahha certo tranquilla non chiedevo di linkarlo qui ☺ Anche io non uso faccialibro ma ho un account tipo wordpress anonimo ☺ anche se c’è una mia foto vera per profilo ma con occhiali e cappuccio 😂 Twitter non lo uso ma ho instagram cerca Massimo della Penna 😉

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      • Ok! Faccio subito così non ti sarà difficile capire chi sono, anche su Instagram non ho nome e cognome ma solo iniziali, ma sono le mie…e anche la faccia😁😁😁

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  2. Avvo complimenti…è esattamente il mio pensiero sull’amore e non credo che ci siano parole migliori di queste. Mi piace e cercherò di reperire il tuo libro 😀

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      • Intendevo che non mi pronuncio sulla mia idea di amore. Che tu sia pieno di amore in questo periodo è indubbio. Ohi però non mi capisci proprio in questi giorni. Ah e poi volevo dirti che al corso di Lettere all’università di Torino una volta c’era un corso di Archivistica e biblioteconomia (pressoché impronunciabile), potresti inserirlo nel piano di studi 😂 (i consigli della zia).

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      • Grandissima! Lo inserisco sicuramente!!! E’ proprio quel che mi serve, biblioteconomia è la materia che sto studiando con l’aiuto di questa amica! Quanto all’amore avevo capito benissimo che non ti pronunciavi sulla TUA idea, e la mia domanda era volta proprio a sapere cosa ne pensi TU, non cosa pensi di quel che ho scritto 😉 Che mi hai già detto col tuo like, nel quale so ben leggere io, quando viene da te 😉

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      • Ahaha. Vuoi sapere davvero cosa penso dell’amore? Quale amore?! 😄 Penso che l’idea dell’imbuto sia bella. Non ci avevo mai pensato. Usando la tua metafora potrei dirti che ho sempre utilizzato l’imbuto del ferro da stiro, hai presente? Finché è arrivata la mia bambina, da allora ho un imbuto per la marmellata. Ho reso l’idea?

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      • HHAHAHAHA HAHAHAHAHA AHHAAH hai reso benissimo l’idea se l’ho capita! Almeno quello per la marmellata lo conosco bene, amplissimo il “mantello”, strettissimo il collo, giusto?

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  3. ma dai! eccolo la…. non vedo l’ora di gustare il tuo secondo libro! sbrigati ad uscirlo! le pagine del primo sono come le ciliegie, una tira l’altra…!
    io commento sempre troppo e poi va a finire che uno si abitua e neanche ci fa più caso e fa più piacere stanare chi invece di solito è silente… ma il fatto è che se capita al contrario io non mi stanco mai. ho voglia di confronto e non solo di quello che ti dice si brava, ma anche di quello che ti dice no, io non la penso così.
    Sto stralcio è bellissimo… perchè ancora una volta ci sei tu. non come quegli scrittori che scrivono per sentito dire senza mettersi in gioco, come invece fa avvochetto!
    ecco quell’imbuto… a volte mi vuene voglia di attapparlo… senti, ma se io entro dentro a quell’imbuto e mi faccio piccola piccola e arrivo al nucleo di un cuore, e poi il/la padrone/a del cuore si stufa di tenermi li? che si fa? si deve uscire per forza, ma l’arrampicata al contrario è più faticosa…

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    • No no no… quando si entra se è casa mia si è prigionieri a vita dell’imbuto! E tu è da mò che hai superato il collo 😙 E non mi abituo no ai tuoi commenti, che sono più preziosi di chi commenta raramente, senza offesa ler nessuno, ma tu sei ALESSALITALIA! Un nome una garanzia per volare… 😙

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      • beh una bella prigione allora direi!
        :.P
        spesso si chiama qlc perchè devi dire qualcosa, o LAMENTARTI di qualcosa, o raccontare una gioia… a me sai a volte perchè mi verrebbe una gran voglia di chiamare? “ciao come stai? volevo farti un saluto, anche se non dovevo dirti nulla di importante!”
        scusa il commento un po così, ma io sto un po così, quindi…
        se sono preziosi non lo so, però son quelli che c’ho in testa!
        volare… mhhh senza mongolfiera…?

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      • l’ho riletto con attenzione ora….e la sensazione era giusta, e ora ti spiego perché: non credo che tu lo sappia ma prima di questo avevo un blog da tanti anni sempre qui in wordpress, e si chiamava “In fondo al cuore” e questo era la mia descrizione del blog: “Quando si ha il coraggio di fare questo viaggio e di arrivare in fondo al cuore, si ritrova tutto il nostro passato…….i dolori mai dimenticati……..i momenti straordinari così splendidi…..e così brevi……….le parole mai dette……le emozioni mai condivise…….i sogni più nascosti……e proprio in fondo…..ritroviamo noi stessi………la persona che avresti voluto essere…….ma che hai relegato in quel luogo sicuro senza mai farla uscire……..forse per paura…….forse per vigliaccheria…..o per le circostanze.
        Non è facile fare i conti con se stessi……non si può mentire.”
        Arrivare in fondo al cuore è molto…molto difficile 😉

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  4. Questa filosofia sull’amore è un’intuizione formidabile. Non mi ero mai soffermata sul fatto che l’amore è ..non nasce perché nn muore! Vero non muore perché è senza tempo né spazio.
    Devo ancora incominciare il tuo libro ma veramente stai già lavorando sul secondo?

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  5. Ci devo pensare mi sa. Sul virtuale-reale dico. Se l’amore non è messo alla prova nel reale è un amore solo potenziale, mi sembra… Non so, non mi è molto chiaro il discorso, come per il “per sempre”. Se è amore è per sempre, se non è per sempre non è amore, ok, ma mica è così facile capirlo… Mmm… Non ho le idee chiare, e poi parlo per sentito dire, come sempre.
    Molto bene che tu sia già al lavoro, proiettato al futuro. Hai sicuramente ancora molto da dire, e questo è il bello 😉
    Ogni bene! 🙂

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    • ivano f non so se te l’ho mai detto ma non sai quanto apprezzo la tua presenza qui. Gli scambi privati che abbiamo avuto, e quelli pubblici, avrebbero allontanato persone normali. Che tu sia qui per me è un segno che siamo entrambi un pizzico speciali! Fatta questa premessa, io lo vedo tutto virtuale l’amore. Non so, sto in questo mood, non chiedermi perché. Lo vedo come uno stato dell’anima, che fino a un certo punto è influenzato dallo stato dei sensi corporei. Come la felicità. In realtà forse volevo parlare proprio della felicità. Che non dipende dall’annusare una foglia che cade, ma dal provare gioia al pensiero che tale profumo può provocarti. Boh, probabilmente sto tornando adolescente, le mie elucubrazioni qualcuno su facebook le ha appunto definite da adolescente, ed è come mi sento in questi giorni. Rinsavirò. Forse…

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      • Prima di tutto grazie per non avermi chiamato Ivanof, ormai capita raramente! 😀
        Se nonostante tutto sono qui a commentare è merito esclusivamente tuo, la mia parte era quella del cattivo, mi pare di ricordare… Perciò grazie a te, per come sei.
        Ha un che di adolescenziale quello che dici, mi fa pensare (non so se c’entra) a quelli che dicono che l’amore vero è quello non ricambiato, perché sarebbe più puro. Ma non sono mica tanto convinto, e non credo sia solo questione di sensi corporei, mettersi alla prova insieme è qualcosa di più.
        Però adolescenziale non è per forza uno sminuire, se l’adolescenza la prendiamo come un tempo in cui crediamo con tutti noi stessi alla faccia dei disillusi, allora forse solo un’adolescente può amare davvero. Non so se ha senso quello che ho scritto…

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  6. Che meraviglia avvo, non mi ricordo di aver letto una descrizione così intensa e palpitante sull’amore! Sublime, calda, netta e sicura. Ti sento ispirato e ben determinato su questo secondo libro. Non ho dubbi sull’esito, anche se sono di parte ormai 😉

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  7. Ma perché sono arrivata così tardi? Ora che posso dire che non sia ancora stato detto????
    Io penso che l’imbuto lo uso dall’altro lato: faccio la selezione nella parte stretta poi una volta passato da lì la strada è tutta in discesa.
    Boh? Tu capisci quello che scrivo? Io per prima faccio fatica a interpretarlo..

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  8. Da secoli ci si interroga sull’Amore, se esso sia eterno oppure no, se sia reale oppure no, effimero, totalizzante, legato ai sensi, alla memoria, al sesso.
    Io mi riallaccio al “Mondo delle Idee” teorizzato da Platone, secondo il quale ogni descrizione sarà sempre imperfetta per descrivere le cose.
    Quindi l’Amore è l’Amore.
    Punto.

    K!

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