Bambini

Sono tre anni e mezzo che mia figlia mi stupisce.

Ma, in questi due giorni di vacanza che ho inteso prendermi per motivi di cui vi parlerò più avanti, la mia principessa mi ha stupito aprendomi squarci di auto percezione in due occasioni, aprendomi una finestrella sull’infinito.

Squarci amplificati da un’amabile chiacchierata con una mamma coraggiosa, colta e dalla simpatia travolgente. I suoi amici (tra cui non posso vantarmi di essere annoverato, ma conto di entrarci presto e non solo per qualche commento sul web) ne parlano con entusiasmo e alcuni di loro ho avuto la fortuna di incrociarli e ammirarli (il che amplifica il valore del loro giudizio su Margherita, il cui nome è davvero azzeccato). Ha un’energia inesauribile, una roccia travestita da vetro soffiato, con cui ieri si parlava – col ritmo sincopato dal mondo digitale frenetico in cui siamo immersi, un messaggio ora, una risposta dopo cinque minuti, poi dieci botta e risposta in un secondo – di come siano senza filtri i bambini, a volte terribilmente “cattivi” nel loro astrattismo spinto. Di come ci si abitui a tutto, ai giudizi superficiali dei passanti, agli sguardi di ingiusto rimprovero per essere chi siamo, all’altezzosità di chi ritiene che essere conformi ad una maggioranza significhi superiorità ontologica, di chi rifiuta di confrontarsi con chi ha il colore della pelle diverso dal suo, e giudica il prossimo con scarsa indulgenza e ampia frettolosità, probabilmente perché è più semplice e gratificante che giudicare se stessi.

Tornando ai due momenti accennati sopra: l’altro ieri avevo scadenzato l’intero arco della giornata, e stavo rischiando seriamente di far saltare l’intera “agenda” accompagnando, tardissimo, mia figlia all’asilo.

La trascino, le chiedo di darsi una mossa, lei oppone la resistenza capricciosa tipica della sua età e della fase di affermazione del proprio io mediante contrasto con gli altri.

La isso in braccio e via di corsa.

Lei mi batte con una manina sulla spalla e mi chiede di fermarmi.

Sbuffo inferocito come un toro, mi fermo e le chiedo con autentico astio, che non so da dove possa venire verso la carne della mia carne: “Cosa diavolo c’è, su che è tardi”.

E lei: “Papà, papà, papà, guarda, da quel comignolo esce pumo”.

PUFF!

Orologi cancellati.

Guardo il comignolo (che in realtà è lo scarico di un ristorante) da cui sbuffi di pumo salgono in danze elicoidali verso il cielo limpido di una giornata insolitamente tiepida per dicembre. La principessa scende dalle mie braccia e saltella, io saltello con lei, a piedi uniti, sul marciapiede, danzando come quel fumo, due perfetti idioti che saltellano sul bordo frastagliato di una palla enorme che gira intorno al sole, felici e spensierati. Non mi importa più un fico secco di arrivare tardi. La passeggiata è proseguita placida, come se non avessi più nulla da fare, mi sono attardato a osservare con lei frantumi di sole danzare tenui e brillanti come polvere di vetro tra le mille gocce degli zampilli di una triplice fontana (Giardini Balbo), ho scattato qualche foto, ho osservato il mondo lentamente, il primo sole che baciava le facciate dei palazzi e scintillava rimbalzando sul vetro di una finestra, un cane che si scuoteva il pelo arruffato scrollandosi l’acqua di dosso e sprizzando scintille nella luce che lo avvolgeva docilmente come un asciugamano fresco di bucato, il conducente dello Star 2 (linea urbana GTT) che mi ha indirizzato un cenno col mento per chiedermi se intendevo salire, le mamme e le tate e i papà ritardatari che, come me, accompagnano le loro gemme di vita nelle palestre del mondo che sono le scuole d’ogni grado. Mi sono infine fermato a sentire il suo cuoricino che batte, ed è un suono che ha spento tutto il clangore cittadino, persino la radiazione cosmica di fondo si è per un attimo sospesa e ammutolita.

Ieri il secondo episodio: ripassiamo dal solito comignolo, stavolta mi fermo io quasi con nostalgia a constatare che non esce più fumo. La principessa alza il suo ovale tenero come una foglia d’ulivo e tondo come il guscio di un pulcino e mi dice con aria di sufficienza: “Andiamo papà, saranno morti”.

Tipica semplificazione della realtà: se c’è fumo, la casa è abitata e val la pena di essere immaginata dietro le volute azzurrognole che si confondono nell’azzurreo cielo, se non c’è pumo, sono tutti morti, e allora tanto vale andare via.

Semplice, come quando, con la lingua che spunta tra i denti, disegna il mondo intero con quattro figure geometriche di una eleganza e chiarezza disarmanti: un quadrato per le mura, un triangolo per tetto, due linee verticali, due orizzontali e un cerchio ciascuno per papà, mamma e principessa, un cerchio a patata per il sole, che splende dappertutto, e altre due linee e un cerchio vaporoso per un albero che simboleggia e racchiude la natura intera.

Di cos’altro si può mai avere bisogno, nella vita, a questo mondo?


In concorso su http://bloggerandblogcommunity.blogspot.it/EVENTO 5  DICEMBRE 2015 BLOGGHIDEE BLOGGER AND BLOG COMMUNITY


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96 thoughts on “Bambini

  1. Che meraviglia l’episodio della tua principessa… La magia prima e poi l’estrema semplificazione della realtà… Mi incantano gli occhi e i pensieri dei bambini, vorrei per almeno un giorno vivere con i loro sguardi e ragionamenti…
    Sulla prima parte, mi sono commossa avvo…una roccia travestita da vetro soffiato, che immagine! Cosa posso dire? Oggi un mio amico mi ha aperto la giornata in modo unico, ti abbraccio forte

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  2. E meno male che ci sono i bambini che sanno fermarci a guardare il mondo e le piccole cose con la loro disarmante semplicità e che sanno far riemergere il bambino che è in noi, buona giornata Avvo! 🙂

    Date: Fri, 18 Dec 2015 07:01:19 +0000 To: silvia-1959@live.it

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  3. Cos’altro desiderare? La serenità interiore e curve astrali favorevoli per continuare stupirci gli uni con gli altri senza sovrastrutture che ci permettano di collegare il pumo e la morte come del tutto naturale conseguenza l uno dell’altra.
    Sherabientot

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    • Lasciando stare le curve astrali, “senza sovrastrutture che ci permettano di collegare” non l’ho capita, non ti prendo in giro, semplicemente leggo con attenzione tutti i commenti e se non capisco alzo la mano. Tu hai fatto una seconda versione decisamente più semplice, e l’ho capita. Non c’è nessuna presa in giro! Se l’hai letta tra le righe me ne dispiace, io non prendo in giro nessuno, se ho da dire qualcosa di negativo ti assicuro che non lo mando a dire con i cuoricini e le iconcine! Sono abbastanza irascibile e permaloso e per nulla diplomatico, quindi stai sicura che finché ci sarà un sorrisino in una mia risposta non ti starò mai prendendo in giro, ma giocando sempre nel rispetto reciproco che mi pare qui non manchi mai!

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  4. Quando parli di tua figlia dai il meglio. Spero che non ti dispiaccia…non vorrei che suonasse tipo “hai fatto bene a tagliarti i capelli, prima stavi proprio male” Giuro che il senso non è quello! È che c’è un sacco di tenerezza e a me la tenerezza piace.

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  5. La naturalezza dei bambini che una volta adulti perdiamo, quella capacità di immaginare, di osservare le cose semplici. Dovremmo sforzarci di evitare di perdere quel lato di bambino che abbiamo dentro. I bambini hanno molto da insegnare a noi adulti, e se noi adulti abbiamo l’umiltà di imparare da loro, possiamo allora essere in grado di trasmettere loro insegnamenti di vita enormi e dal valore eterno. Parola di donna che non è mamma, ma è figlia ed ha il privilegio di essere zia di cuore (se pur non di sangue) e cerca di esserlo con tutto il cuore.

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    • AliDifarfalla ma che bel commento il tuo, una testimonianza direi impreziosita dall’assenza per ora di figli che se leggo tra le dita “compensi” riversando amore in abbondanza ai tuoi fortunati nipotini! Il fanciullino è davvero prezioso… ogni tanto si perde, purtroppo, inutile fingere di essere Peter Pan… ma quanto è ancor più bello ritrovarlo certe mattine! Un abbraccio e grazie del commento!

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  6. Cia si abitua veramente a tutto ai consigli non richiesti, alle mamme che rimproverano il bimbo ma stanno rimproverando te etc etc…meno male che poi ci sono i bambini che ti fanno simenticare tutto, con la loro visione chiara e semplice delle cose!

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    • Ah le mamme che rimproverano il bimbo per rimproverare te in un paio di occasioni si sono prese una bella rispostina da me! A Milano mi succedeva più spesso, mamma che odiose! E ha freddo, e la copra, e la scopra, e il passeggino andrebbe messo così, e ancora il ciuccio, e non si gioca col cucchiaino, e non si fa questo, e non si fa quello… E NON SI ROMPONO LI COJONI signora mia, no? 😀 Ciao FRAAA

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      • Una reflessione che faccio spesso é: perché c’é sempre qualcuno che si sente in dovere di dirti cose, quando io mi faccio gli affari miei e rispetto (anche se non condivido) le cose che fanno gli altri genitori?

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  7. mannaggia avvochetto… quando scrivi le cosine belle per la principessetta io ho sempre vicino la mia e me la posso stritolare e sbaciucchiare… ora lei sta all’asilo e io al lavoro… me so ricommossa!
    e che belli che sono i bambini quando ci guardano con gli occhietti attanti facendoci sapere che loro capiscono molte più cose di noi… e che meraviglia quando spalancano la bocca per dire ohhh… cosa che noi di corsa non facevamo quasi più… che bello quando come te ci fermano il tempo e ci riscaldano solo tenendoci un dito con la manina…! è che scappano troppo in fretta! il loro mestiere di crescere lo fanno troppo bene…
    avvo…
    un bacino li… proprio li!

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  8. Bello e intelligente che tu ti accorga di tua figlia e impari da lei..
    Con il pretesto che andiamo tutti di corsa s rischia di perdere il filone centrale della miniera-vita.
    (Anche a me commuove “il pumo”!)

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  9. In effetti tendo a concordare con Stravagaria. Tra l’altro quando parli di tua figlia anche la tua evidente (direi, leggendo il libro) passione per figure retoriche, espressioni insolite, uso di sinonimi e in generale l’amore per le parole viene come smorzato, mi pare che ne usi di meno, più immediate e dirette, e a volte anche più emozionanti (vale quello che ha detto Stravagaria anche qui: ci sono pagine estremamente emozionanti anche altrove, scrivi benissimo ecc. ecc. e insomma, è un complimento senza se e senza ma anche questo) 😀

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  10. sono meravigliose …. se potessi raccontarti questi giorni sapresti come riescono meglio di noi ancor di più (anche in vicende inquietanti che non dovrebbero accadere) ma non posso qui … 🙂 un bacio grande a te e a lei! 😉

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  11. Sempre ascoltare i bambini, anche se si è in ritardo.
    Ti danno una visione del mondo che abbiamo dimenticato, accantonato, volutamente ignorato..i bambini…è uno di quei motivi (direi al secondo posto) per cui il posto che mi piace si chiama mondo.

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  12. I bambini ci sorprendono sempre. Rimanere bambini in un corpo adulto è difficile, richiede costanza tra le mille maschere che indossiamo da adulti. La curiosità, la semplicità, la schiettezza, il sorriso e il pianto. I capricci e la concentrazione in ogni gesto o segno che si muove intorno a noi. Per i bambini è facile e ce lo ricordano quando possono. Complimenti per il racconto scritto molto bene a mio parere, con una sincerità che si può racchiudere nel termine “Pumo”. Grazie! Ci si legge 🙂

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    • Ciao reoloscrivano e benvenuto qui ☺ Sottoscrivo le tue parole… quelli che citi sono aspetti di un complesso carattere che tento sempre di non perdere… curiosità semplicità schiettezza sorriso e pianto. Proprio un bel miscuglio di ingredienti fanciulleschi! I capricci magari provo a evitare ma non sempre mi riesce 😉 A presto!

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  13. Io, a 40 anni suonati da un bel pezzo, disegno nello stesso modo di tua figlia.
    Non sono mai stato capace di tenere in mano una matita.

    Ma guarda che è bellissimo allontanarsi dagli obblighi delle quotidianità e passare del tempo con i figli. Guardare insieme un gatto, contare gli alberi di natala addobbati, fantasticare con le nuvole, parlare di qualsiasi cosa.
    E’ il modo migliore per spendere il proprio tempo, al diavolo tutto il resto.

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  14. La semplicità e la schiettezza nn che lo spirito di sintetizzare…. è parte integranti dei piccoli.. guai se a quell’età avessero tutte le pippe mentali d noi grandi e i fiorellini nei discorsi di donne ed un neurone x gli uomini… ecco… avvocatolo… voi nascete e crescete restando invariati… ma allora xche a noi donne sono stati dati i fiorellini …. x abbellire il tutto???? E qui neuroni con l’avanzare dell’età iniziano a dare i numeri?
    Cmq la frenesia della città è un qualcosa che ci travolge e ci fa dimenticare della spensieratezza che invece i piccoli hanno e se la godono.

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    • Cioè cioè cioeeeeee dici che noi abbiamo un solo neurone? Io credo che ti sbagli… di uno 😂 Non ne abbiamo proprio… al posto dei neuroni abbiamo ormoni 😂 a parte gli scherzi condivido cara… condivido appieno e seguo perfettamònt il tuo discorso. Le città e la maturità a volte ci fan dimenticate l’essenziale 😉😘😘😘

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      • orca l’loca avvocatolo… io vivevo ai tempi del neurone che diceva c’è qualcuno??? si infatti con te riesco ad esprimermi come mamma mi ha fatto… sento il richiamo del sud via web… e sono sciolta nell’esprimermi.. e so che dall’altra parte trovo una persona (PERSONA) che sa leggere tra le righe (diceva il mio prof di italiano) e non solo sulle righe… è un piacere averti nella cerchia ^_^

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  15. È sempre bello e divertente perdersi nel l’immaginazione dei bambini… Ed è ancora più bella quando i genitori assecondano i loro figli.

    Con il mio lavoro ogni giorno è sempre un’avventura nuova😊

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  16. Caspita! Ma come mai non c’è il mio commento???
    Che dire.. un racconto che come ti ho già espresso è semplicemente dolcissimo!
    Mantenere quell’ingenuità, entusiasmo e leggerezza nei movimenti dei pensieri dovrebbe (potrebbe) essere il nostro modo di migliorarci e tu.. l’hai saputo esprimere nei migliore dei modi Ti ho appena incontrato da poco, eppure sei un vero travolgente vulcano 🙂
    Complimenti!!!

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  17. I bambini sono meravigliose, le signore ficcanaso decisamente insopportabili. Sai che nelle piccole città siamo più individualisti ? Niente mezzi pubblici, intanto passano raramente e qualche nonna o zia per accompagnare in auto i dolci monelli. Auguri per i tuoi bambini. Marisa

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  18. Molto bello e poetico. Complimenti. ComplimentI anche per tua figlia perché da come scrivi sembra piuttosto arguta. È bello che sia riuscita a farti rallentare anche in un momento di fretta 🙂 la magia del “pumo”.
    Buona notte a te ed alla tua principessa.

    Poiana

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  19. Complimenti a te e a alla tua principessa, goditela un momento dopo l’altro, ora e finché lei te lo consente! Anche Sara, mia figlia, era la mia principessa e non solo per il nome, finché me lo ha consentito, appunto!

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