Il Processo

Era fine Marzo.

La primavera premeva dai vetri facendo precipitare – sotto la spinta dei nuovi germogli inclini alla vita – le ultime rinsecchite foglie dalla messe di alberi d’alto fusto.

L’aria frizzantina si soffermava ingentilita dai tenui raggi solari, senza entrare nelle ossa, sull’epidermide increspandola di brividi sensuali, che usavo scrollarmi con uno scatto di tendini.

Nella quiete primaverile che – obliqua – s’incuneava tra le tende a strisce verticali, ricevetti una telefonata che segnò una frattura profonda nella percezione della mia stessa professione.

Mia madre in lacrime.

“Mamma che c’è…”

“20 anni, 20 anni”

“Mamma…”

“Non me lo dovevano fare”

“Mamma…”

“Ogni sabato ci portavo pure i gelati d’estate”

“Mamma…”

“Ah ma i’ m’accid…i nin ci vad’ a la galera, nin ve l’ deng‘ stu dispiacere”

“MAMMA! Che cazzo è stato?”

“Oh, che so’ ste parole!”.

La reminiscenza del suo ruolo di educatrice la placò.

Tre sue ex dipendenti avevano incardinato un ricorso per fallimento.

Una domanda mi bruciava la lingua ma la ricacciai dentro, non ora.

Nei mesi precedenti aveva incendiato nella stufa di ghisa – con maledizioni e improperi borbottati – due notifiche d’atti giudiziari, riconoscibilissime “carte verdi”.

Poi più nulla.

Ma quella mattina si era presentato da lei un tizio che le aveva chiesto una “lauta mancia” per “aggiustare” lui tutto.

Mia madre l’aveva scacciato, ma aveva finalmente preso coscienza del fatto che rimanevano ormai poco meno di due settimane.

Continuava a chiedermi perdono per aver infilato stupidamente la testa sotto la sabbia.

La domanda bruciante uscì dal recinto delle mie labbra:

“Chi è stato?”

Tre nomi, tre macigni: le ex-dipendenti più “fedeli”. Ad una di loro mia madre aveva battezzato due figli.

Il moto di orgoglio per esser stato preferito a mio fratello, avvocato di lungo corso e carriera inavvicinabile, è svanito in un lampo sotto il peso che mi gravava sulle spalle.

Non dovevo vincere, ma stravincere, fermare tutto alla prima udienza per evitare che il giudice, ravvisando la bancarotta, trasmettesse gli atti al PM: l’onta dello scandalo avrebbe ucciso mia madre.

Ero nella merda più totale.

Garantii a mia madre la vittoria, presagendo netta una sconfitta, errore imperdonabile per un avvocato.

La ditta di mamma era chiusa da 7 anni.

Il mio dramma era un cancrenoso debito verso il fisco ancora inchiavardato alle carte: 300 milioni di vecchie e compiante lire, eredità della precedente ditta fallita di mio padre.

Carte che dovetti ravanare nello scantinato: unici custodi i topi che avevano apposto timbri dappertutto.

Se il giudice avesse considerato quel debito (e perché mai non avrebbe dovuto?) ero fritto, non avrei potuto invocare la soglia di “improcedibilità”, sotto la quale i fallimenti non possono esser instaurati (30.000 Euro se ricordo bene).

Sono stato tentato dal falsificare il bilancio da allegare.

Al registro imprese la ditta risultava ancora in attività, quel genio del commercialista!

Alla fine non ho fiatato sul debito pregresso (non menzionato da controparte) lungo l’intera memoria difensiva, ma non si poteva dire che lo avessi occultato: il bilancio era allegato – in fondo a tutti gli altri allegati – ed era autentico.

Sono calato come una mannaia, con pervicace perfidia, su debolezze, incongruenze, persino errori di ortografia del ricorso di controparte.

Sollevai, incidenter tantum, una questione metagiuridica: era corretto notificare presso la  “teorica” sede della società (usando un vecchio indirizzo), quando le attrici conoscevano benissimo l’indirizzo dell’amministratore dove porgevano ogni anno ipocriti auguri di Natale e Pasqua?

Insinuai, attento a evitare la diffamazione, che se in 7 anni non avevano MAI fiatato sul loro credito, era perché forse puntavano non tanto ad un impossibile pagamento da parte di mia madre, pensionata sociale, quanto all’indennità dell’INPS riservata ai dipendenti indigenti che non avessero ottenuto il dovuto dalle società fallite. Gettai a tal proposito discredito sui loro retrodatati ISEE allegati (indicatori di situazione economica equivalente), producendo visure da cui risultavano alcuni loro beni immobili.

Feci notare la sciatteria dell’aver sbagliato indirizzo di notifica, quando quello corretto risultava dai registri pubblici.

Enunciai che, comunque, non intendevo avvalermi di vizio procedurali, reclamando ragione nel merito.

Non era un bluff: avvalersi di vizi di forma avrebbe solo procrastinato l’agonia di mia madre, facendo ripartire tutto il processo daccapo.

Analizzando il caso, le difficoltà mi si moltiplicavano di ora in ora: mia madre non aveva copia di nulla, neppure ricordava esattamente l’ultimo prelievo.

Il commercialista storico si ritraeva come rettile: non era tenuto a farci da archivista, non consegnò alcun bilancio, e si rifiutò di firmare una ricostruzione contabile aggiornata che avevo faticosamente messo in piedi come richiesto dalla legge.

Sbrindellai la memoria avversaria in tutti i modi possibili, ma rimanevano due fatti inoppugnabili: le dipendenti avevano diritto a quei soldi, e il debito totale superava le soglie di improcedibilità.

Giocai l’unica carta possibile: la camera di commercio avrebbe dovuto cancellare ex officio la ditta alla terza mancata presentazione del bilancio annuale. Da quel termine, bisognava cominciare a conteggiare due anni, trascorsi i quali, per legge, una società cancellata dal registro non può più esser soggetta a fallimento perché deve considerarsi estinta definitivamente.

Era una tesi ardita, basata su una cancellazione “virtuale” mai avvenuta benché dovuta, anche se le singole argomentazioni erano tutte sorrette da precedenti autorevoli.

Il mio domiciliatario mi pregava di non andarci pesante, e comunque di non sperare di poter dichiarare estinta la società, sarebbe stato troppo bello evitare così qualsiasi tentativo dei creditori, anche futuro.

Come chiedere al fuoco di non bruciare.

Avrei potuto e forse dovuto spedire lui all’udienza, ma mia madre aveva bisogno di suo figlio, non di un avvocato.

Dopo le frasi di rito, iniziò un sadico gioco: il giudice poneva domande alla controparte, io attendevo che la capra si affannasse sfogliando le carte, poi rispondevo al suo posto con precisione svizzera, senza degnare di un’occhiata le carte.

Il giudice mi redarguiva (ma con l’aria tutt’altro che severa), poi accigliato ingiungeva all’avvocato di sbrigarsi perché toccava a lui rispondere.

Non starò a tediarvi coi dettagli della disfatta, solo un particolare: ottenni la condanna a pagare le spese legali di mia madre.

Vittoria schiacciante ed umiliante: il domiciliatario mi redarguì, rosso in volto, per lui era una enorme scortesia verso il collega insistere sulle spese, nel mio caso era anzi autentica prevaricazione essendo chiaro a tutti, compreso il giudice, che mia madre l’avvocato non lo pagava.

Ero una carogna implacabile e godetti sadicamente dell’imbarazzo dell’avvocato che rispondeva alle domande delle tre serpi. Aveva assicurato loro la vittoria, nel peggiore dei casi un mancato guadagno, di sicuro non si aspettavano di dover esser loro a pagare.

Il fragoroso sospiro che tirò mia madre quando solcai a ritroso le file dei palchetti di legno dove sedevano avvocati, clienti e umanità varia, e lei vide le mie dita aperte a forma di V, dal fondo dove si era rintanata in disparte, quel sospiro ha avuto il sapore e il valore di un premio Nobel.

Uscimmo nella luce di Marzo e sebbene le sue labbra rimanessero mute, mi urlò il suo grazie trafiggendomi con i suoi occhi verde germoglio di primavera, gettandomi uno sguardo mai rivoltomi prima: non ero più il suo bambino.

In quel Marzo, davanti quel tribunale, per mia madre, ero improvvisamente diventato un uomo.

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164 thoughts on “Il Processo

  1. Sempre una traccia di malinconia, che in realtà è la vita stessa, ma già il registro della felcità sta cambiando!
    Bravo Avvocatolo e complimenti per il tuo successo e per il difficilissimo rito di iniziazione dall’infanzia alla maturità: proteggere la propria madre.
    (Però stanno maturando i tempi per un bell’articolo con tanto di video, non credi? 😉 )

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    • Ahahha massai che mentre scrivevo ho penzato “tiè ysingrugno mo’ dimmi che è un ricordo triste”! AHhaha è FELICITA’ estrema quella che provai! Tutto il resto, il passato, i debiti, mio padre, fluì via come tracce di terra in uno scarico di lavandino! I tempi son maturi…solo che una collaboratrice ancora si nega…e il video che avevo in mente da tempo attende il suo intervento

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      • Allora qui ti stanno boicottando! Io sentivo che tu eri pronto! Devono smetterla di boicottarti, diamine! DEVONO SMETTERLA!
        No, non è un ricordo triste, è un ricordo potente e felice. A fanculo tutti quelli che se lo meritano! 😉

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      • E sai che ancora mia madre non mi sguinzaglia…ma io ho conservato la condanna alle spese e prima o poi alle tre serpi gli arrriva, quando meno se l’aspettano, la richiesta di pagarle!

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      • Anche io non capisco molte cose di mia madre. Poi man mano che cresco alcune cose che non capivo le comprendo. Forse è una continua crescita, ma ovviamente non so di cosa sto parlando!

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      • Naaa lo sai bene e lo so pure io. Quando poi avrai un figlio caro mio ci saranno all’improvviso una VAGONATA di altre cose che comprenderai, cose che in passato non solo non comprendevi, ma neppure prendevi in considerazione, quando non davan solo sui nervi. Non c’è nulla da fare, la chioma, la chioma, amico caro, cresce in funzione delle radici, benché poi siano vento e sole a modellarne in gran parte la foggia. Ma nel profondo, in fondo in fondo, la linfa che scorre, viene da lì sotto.

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  2. Grandissimo. Non perchè hai dimostrato a tua madre di essere diventato un uomo. Non perchè hai dimostrato a te stesso di essere capace di vincere quando è necessario e nella maniera più corretta. Non per tutto questo. Grandissimo per esserci stato. In ed oltre il tuo ruolo. Perchè un uomo non si misura dal giudizio che gli altri (fossero anche i suoi genitori) hanno di lui, ma dalla capacità di essere dentro le cose. E tu, ancora una volta, ci sei.

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    • Eh Kalosf caro, sì, ci fui addentro in un modo che non ho mai più sperimentato in nessun altro caso! L’avvocato, quello vero, di famiglia, lesse il ricorso e non ebbe cuore di aggiungere né sottrarre nulla…non credo che non avrebbe avuto modo di correggere, ma penso che abbia temuto per la sua incolumità 😀

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  3. Ci hai fatto partecipare con foga campanilistica a questa impresa giuridico/familiare , ed e’con grande orgoglio che abbiamo festeggiato la vittoria…insieme a te e a tua mamma!
    E’ come se avessi preso una seconda laurea!

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  4. Caro avvocatolo leggo con le lacrime agli occhi questi tuo scritto. Hai aperto un fiume di ricordi… ingiustizie (e mai vendicare) fatte ai miei genitori dopo una vita spesa al lavoro… Anche da chi hanno aiutato tantissimo.
    Leggo nei commenti che è una storia vera… Non ho parole… Sono solo felice di quei meravigliosi occhi verdi che ti guardano non come un semplice uomo, ma come il suo Salvatore, il suo amore che diventa grande e la salva. Da madre posso solo immaginare la soddisfazione e l’orgoglio provato. Complimenti ❤️

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    • Mi dispiace leggere il tuo commento 😦 Purtroppo il mondo è pieno di ingiustizie che però, se ci pensi, fan risaltare per contrasto l’amore dei cari, un po’ come il buio che avvolge una bella candela. Senza di esso, in fondo, nessuno le darebbe peso 😉

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      • Eh Sara bedduzza, cerco appunto di vederlo mezzo pieno il bicchiere. Ciò non riempie purtroppo l’altra metà vuota…mi meravigliò molto all’epoca l’enfasi che mia madre pose non tanto sui rischi che correva (che comunque l’atterrivano, lei donna d’un pezzo) quanto sull’infamità di aver ricevuto lo sgarbo da chi lei aveva sinceramente amato e coccolato per anni e anni. Uscendo dalla sala si avvicinò alle serpi e pronunciò le vere parole di vittoria. Disse loro “se me lo aveste chiesto per favore, avrei fatto i debiti per pagarvi”…

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      • Una grande, la stimo …
        Quanti problemi in meno se si usasse di più l’umanità e il rispetto reciproco e meno i tribunali …
        Anche i miei, traditi da chi avevano tanto aiutato 😔
        Ma fa nulla… Il bicchiere è sempre mezzo pieno 😃 altrimenti la vita sarebbe troppo triste ☺️

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  5. Ha saputo farti tirar fuori il meglio di te, tutto per non farla soffrire, bravo Avvo, credo che il suo sguardo sia stato la ricompensa più grande che tu abbia mai avuto! 😉

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    • Hai perfettamente ragione! L’aspetto più gratificante è stato che da allora, giuro, ha preso a guardarmi con occhi nuovi. Una fiducia al contrario, come quella che vedo negli occhi di mia figlia quando mi porge un braccialetto rotto e mi chiede “papà me lo puoi aggiustare”. E’ difficile da esprimere…ma forse mi capisci intuendo.

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      • Oh certo. In quello sguardo sparirono all’istante tutte le mie ansie, le insonnie, le ore buttate sui libri, le riunioni saltate, il capo incazzato, i soldi (pesanti per me che non avevo ancora la carriera avviata) del biglietto, tutto svanì di colpo, e oggi quando ripenso a quei momenti l’unico sentimento che sento addosso è la felicità, il sollievo di un guaio scampato, null’altro è rimasto di quei giorni, solo questo, ed è davvero bello. Sono grato a mia madre anche di questo.

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  6. Bliiiin bloooon
    COMMENTO A TUTTI I COMMENTATORI E NAVIGANTI:
    GRAZIE!!
    Grazie mille a tutti per l’uso delle stelline! Continuate così! E non abbiate timore a mettere voti bassi, non cerco solo pacche sulle spalle (per quelle c’è sempre il caro e vecchio like!), ma di capire quel che vi piace nella misura in cui vi piace e SE vi piace! Stesso discorso per ciò che NON vi piace! Il voto è TOTALMENTE anonimo! Quindi anche se lo usate sui commenti vostri, miei e di altri, male non fa! Fine commento di servizio 😀 Bliiiin bloooon

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    • Le motivazioni sono state la carenza di legittimità passiva per…estinzione del soggetto passivo! E’ stata una contorta applicazione dell’art. 299 cpc. La motivazione di sostanza che ha retto l’applicazione della norma precudrale, è stata che la norma della legge fallimentare che prevede la possibilità di dichiarare falliti gli imprenditori entro due anni (oggi mi pare il termine sia ridotot a uno) “dalla cancellazione dal registro delle imprese” deve intendersi in senso sostanziale, ovvero, ciò che rileva è non solo la cancellazione effettivamente avvenuta dal registro imprese, ma anche il verificarsi di quelle cause che per legge imporrebbero la cancellazione dell’impresa, non potendo l’imprenditore dover subire gli effetti della negligenza del registro imprese nel cancellare la società. In poche parole, la società di mia madre doveva esser cancellata dal registro per omessa presentazione di 3 bilanci consecutivi, e da quel momento andava conteggiato il periodo entro cui poter chiederne il fallimento. All’epoca dei fatti eran già belli e che trascorsi 4 anni….non so se se capisce!

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  7. ti posso commentare solo ora ma ho letto il tuo articolo alle 16 in mezzo la strada con il rischio di essere investita perché non staccavo gli occhi dal cell. Non scendo nel merito dei tecnicismi procedurali, perché son discorsi che faccio spesso e mi complimento perché tentare l’impossibile è ciò che tutti i colleghi dovrebbero fare, solo lì la vittoria è schiacciante e solo lì hai dimostrato di aver capito cosa vuol dire fare l’avvocato! Quello che mi ha commosso è la fine … quanto avrei voluto io poter vivere un momento così con mia madre … sai sono diventata avvocato perché da piccola ho subito indirettamente ‘un’ingiustizia’ (non posso scendere nei dettagli) ma mia madre è stata una vita tra avvocati e battaglie legali, l’ultima l’aveva lasciata a me e quando me ne ha fatto cenno i termini erano spirati e l’amaro in bocca lo sento più oggi che lei non c’è più che allora quando mi fu detto… perché non ho potuto vedere nei suoi occhi l’orgoglio che finalmente avevo fatto qualcosa di grande per lei… che tutti i suoi sacrifici erano serviti a qualcosa . È troppo difficile anche commentare, hai colpito e affondato le mie emozioni. Ti abbraccio

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    • Eh sto sentendo you are beautiful e mi commuovo leggendo il tuo commento…temo che io e te siam diventati avvocati per lo stesso motivo…oggi ti ho fatto già rischiare troppo. Domani quando sarai in un posto sicuro e non in mezzp alla strada ti indico il post dove spiego anche questo…e dove andò a finire come nel tuo caso…con l’amaro in bocca di termini scaduti….

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      • proprio per questo che sono arrivata ad un punto dove quando manca ciò per cui forse hai fatto qualcosa tutto non ha più ragion di esistere, tutto si annulla in un tamquam non esset… :’-(

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      • No no no Beatriz non si annulla proprio un bel nulla!!! Io so bene quali e quanti sacrifici sono necessari per esercitare…e quanta avversione preconcettuale un avvocato deve subire per i soliti luoghi comuni sul ns esser squali, spietati, avidi e burocrati…e se hai passato tutto questo e sei ancora lì la tua professione si autogiustifica e non hai bisogno di terzi fini! No no no su quella faccina su!

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      • non è proprio così per me ma non posso scendere nei dettagli … grazie comunque veramente delle tue parole, è un tasto troppo dolente e qui per ovvie ragioni non posso spigarti.. bacio

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  8. Quanta luce c’è qui stasera… L’avvo cuore di panna che diventa katerpillar col cuore di ghiaccio per proteggere la prima persona importante della sua vita. Quella persona che ad 1 secondo di vita ti ha donato il primo abbraccio. Questo post merita 20.000 stelline: se ne metto 5 pure a tutti i commenti, vale uguale? Esistono avvocati veri diventati tali anche x le vicissitudini della propria vita e avvocati da strapazzo senza scrupoli. Tu sei riuscito a superare tutto e a fare meta! …e quella coltre di ghiaccio che dentro si scioglie,ma fuori diventa corazza per nascondere le insicurezze fa di te l’Avvocato di cui aveva bisogno tua mamma. La cosa piu bella sarebbe che un giorno le ns bimbe guaedassero noi con la stessa ammirazione e orgoglio con cui ti osservavano allora quei due occhi verdi, belli, intensi e dignitosi di tua mamma… Ciao avvo

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    • Ah Alessialia me devi sempre far spuntare i lagrimoni nei post “cruciali”…poi mi spieghi un giorno come fai a capire quali sono quelli veri! Ci azzecchi sempre…eh sì…quanto sarebbe bello davvero…io cerco di fare il massimo e di seguire l’esempio di mia madre che però è inarrivabile…stasera l’ho chiamata perchè avevo dopo il post proprio bisogno di dirglielo che la stimo più di ogni altra persona al mondo, e che apprezzo i suoi insegnamenti, e lei mi ha detto ma io ho fatto solo la mamma, almeno ho cercato di farlo…eh…lo so, apparirò come il solito terùn mammone, ma io a mia mamma la vedo davvero come una montagna, la guardo con gli occhi all’insù! Un abbraccccione forte

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      • La luce che si vede qui stasera è proprio questa tua che ti brilla negli occhi che guardano in su!
        Non ci credo che i miei commenti ti commuovono sempre… Ma di la da me mi stavi a chiamâ ve?mica l’avevo capito sa! Ovvio che tu non potrai mai essere come tua mamma per la piccolina perche non avete gli stessi vissuti di allora…io credo proprio che tu e sua mamma non le farete mancare quwllo di cui ha bisogno per sentirsi sicura e trovare il suo posto nel mondo! Il terrun mammone ha fatto bene a chiamarla perche anche se lo sa quello che pensi di lei le fa piacere sentirselo dire e fare i genitori è la cosa piu difficile da fare guarda… A quarant’anni siamo ancor piu figli di quando ne avevamo 5. Ricambio l’abbraccio!

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      • Prima era diverso. Ero totalmente freddo…e mia madre non è mai stata tipo da elemosinare nè concedere troppe smancerie…ma da quando è nata la piccina le ho detto sempre quel che avrei voluto sentirmi dire…e insomma son diventato mammone! La chiamo e le dico tvb e quando la vedo me la strapazzo…sto recuperando gli anni persi in inutili pose da macho!

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      • Eh come ci cambiano ste cosarielle eh!io son diventata ancor piu emozionabile e stupibile di prima sa! Si è capito che tipo dignitoso era tua mamma sa… Ovvio che non infastidiva il super macho,ma acrebbe voluto strapazzarti tutto!
        E fai bene a coccolarla ora che se lo merita! Mammone è bello perche è la prima donna della ns vita! Oggi io mi sono commossa a vedere lia alla prima festa della compagna d’asilo… Dovevi vederla!

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      • Aspè che sto passando da wonder woman! Non lavoro tutti i giorni e sono contenta di questo cosi posso godermi tutti i momenti della gnocca! Da gennaio non starò piu al palo tutti i week end ma solo due come prima!

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      • Manco tanto lo trascuro!io ho scritto sa… Solo che non li hai visti i post!Ma sti giorni avevo scritto pure cose un po di testa… Prima il post su chi deve dirci delle cose ma non ce le dice,poi quello dove dico che si devono fare gli affari propri.. Quindi nun te sei perso niente!non è che di solito uno che si perda invece eh!😁

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  9. I pezzi che parlano di te da sempre sono quelli che amo di più e non mi stancherò mai di dirtelo. Bravo, bravissimo, ogni tuo nuovo post emana una luce nuova…gli occhi verde germoglio di primavera di tua mamma me li sto immaginando, occhi nuovi di fronte a un figlio nuovo diventato uomo! Bellissimo avvo, grazie per questo prezioso e delicato pezzetto di te 😊 😘

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  10. Lascio anche io i miei complimenti per tutto ciò che hai buttato dentro in un bel taglio di post. Dalla storia vera ben raccontata, lo stile scorrevole, le pause giuste. Anche se devo ammettere di non aver capito molto del processo. Infine, ho una segreta invidia, mi aspetto di trovarmi su qualche banco di libri il tuo prima o poi 😀
    un saluto!

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      • Questo mi è chiaro 🙂 Mi sembrava di aver capito che tua mamma avesse un reale debito verso le signore (stipendi arretrati??) e mi riferivo a questo.

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      • Cavilloso…. Se posso, rimango un pò dispiaciuta perchè le signore non sono state pagate. Forse la giustizia non ha trionfato al 100%. Ma non penso fosse il punto centrale del tuo racconto, quindi andiamo oltre.

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      • Beh forse dovrei aggiungere che le signore hanno intascato in nero ben più di quel che spettava loro…in sede di chiusura si son spartite fino all’ultimo euro che era nelle casse sociali. Per 7 anni non han detto nulla per il semplice motivo che eran già state pagate…no per me ha trionfato al 200×100 altro che…

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  11. Compà, questa tua disamina della professione sotto un punto di vista di pelle e cuore mi ha fatto riflettere… Forse si dovrebbero affrontare tutte le questioni nel modo in cui l’hai raccontata tu. Ma sappiamo bene io e te che è pura utopia. Certo, quello non era un processo come un altro, la posta in palio aveva un valore che nessuna parcella potrebbe mai raggiungere… ed avevi il cliente più caro e difficile del mondo…
    So bene che non è possibile metterci quello che ci hai messo tu in tutti i processi che affrontiamo ma anche un decimo andrebbe bene…
    Deve essere stata una goduria immensa, forse uno dei momenti più belli della tua vita, ti capisco…per noi, vincere un processo perso in partenza è un piacere indescrivibile, che gli altri non possono capire. Ti confesso che mi sarebbe piaciuto vivere un’esperienza come la tua…ma la mia specializzazione non me lo ha permesso… più volte ho cercato di convincere mio padre ad ammazzare i vicini per fare esperienza ma non ne ha mai voluto sapere…ahahaha

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    • Grazie Gigi! So che mi capisci bene e apprezzo due volte. Ho seguito pochi casi giudiziali, tu capisci il tema sicuramente, io ero orientato molto alla consulenza societaria e bancaria quindi cause poche. Ma quelle volte che mi è capitato ti dirò che pur non mettendoci l’anima che misi in quel processo (fu proprio la “causa della mia vita” senza dubbio) ho sempre messo la stessa tenacia e rigidità. Alla fine se fai un lavoro davvero fatto bene, ti leggo le sentenze dell’avversario ma per esteso non solo le massime, ti studi la dottrina e non ti fermi al primo libro che ti da ragione ma vai avanti, provi tu stesso a metter in dubbio le tue tesi e provi a cercare sentenze contrarie alla tua tesi e studi anche quelle e già prepari le obiezioni possibili…se hai fatto diligentemente tutto ciò sicuramente vinci e se non lo fai anche il cliente più ignorante si accorge che non potevi dare di più. È un peccato che per golosità e avarizia tantissimi avvocati prendano più incarichi di quanto possan sopportare perché per agire come ho descritto di tempo ne devi avere una marea…quanto al esser utile per omicidi vari potresti sempre togliere me dalle pesti un giorno…tanto prima o poi mi inchiodano per molestie 😂😂

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      • Infatti vecchio mio, hai ragione. Il problema è che la maggior parte dei colleghi, pur di accaparrarsi clienti, arraffano il maggior numero di cause possibili, anche quelle che sanno bene di non poter gestire perché gli manca la competenza…più di quante possano gestirne. Ho visto civilisti in aula penale che dicevano robe da mettersi le mani nei capelli. Ed inevitabilmente la qualità ne risente…e la gente paga (non gli avvocati, ma in senso figurato). Studiare ed assistere qualcuno in maniera adeguata richiede una mole di lavoro e di attenzione enorme, e questo non viene compreso. La professione è molto scaduta, troppo. E’ una delle ragioni per cui mi sono chiamato fuori.
        Per te assistenza gratuita… le molestie le facevo a colazione, ti tiro fuori ad occhi chiusi… 🙂

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  12. Ho letto il tuo post nel pomeriggio di ieri. Ho continuato a rifletterci, a rincorrere con la memoria un momento mio nel quale avrei potuto rispecchiare il sentimento meravigliosamente narrato del figlio che diventa adulto agli occhi del genitore. Non l’ho trovato ed ho preso una direttrice diversa, chiedendomi quali sarebbero stati invece i risvolti, nel caso in cui non avessi vinto la causa. Quale sarebbe stato il finale. Come ti avrebbe guardato tua madre. Ma sono mie domande 😉 Complimenti per il trionfo e tutto il resto!

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    • Ah posso risponderti…non ho mica solo avuto fortuna…anni addietro avevo tentato di far valere l’usurua per certi “sconti” mensili che il committente applicava da tempo immemore (erano in realtà finanziamenti mascherati da “sconti” che guarda caso venivano applicati solo quando le fatture venivano pagate all’istante….)…gestii malissimo il tutto, prima minacciando troppo, e dopo non dando seguito …insomma disastro totale. Mia madre non ebbe il minimo moto di disappunto, doveva andare così, sospirò e mi abbracciò e mi disse “va tutto bene”…come ogni volta che ho avuto un pomeriggio scuro, un crepuscolo, un abbattimento, mia madre una colonna portante, sempre lì, sempre positiva, anche quando attraversava l’inferno, io mia madre me la ricordo sempre forte come una roccia. Incrollabile, davvero. Dovresti vedere come la guardo io…quello credo sia uno sguardo interessante…lo sguardo di chi venera!

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      • Spero tu non abbia scambiato il mio commento per cattiva fede. Mi auguravo una replica del genere e, poi, come ti ho detto, erano domande “mie”, perché, come al solito, i tuoi post mi aiutano nell’introspezione. 😊 belli gli sguardi di chi venera!

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      • ah adesso ho capito l’equivoco indotto dalla mia risposta. Ho detto “Non ho avuto mica solo fortuna” ma intendevo dire non sempre ho avuto fortuna, mi è capitato anche il contrario! Non è che pensavo tu avessi insinuato ad un colpo di fortuna…non so se mi sono spiegato sull’equivoco 😀 Me so incartato me sa, ma so sicuro che tu sei sagace e mi stai dietro pure che so contorto 😀

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      • Capito tutto 😉! Ma, mettiamo avessi frainteso davvero… Quante sono le possibilità che si possa uscire vincenti da un dibattimento basandosi su un mero colpo di fortuna? Poche, eh? Tu sei bravo, avvoca’! E si capisce bene che il merito è tuo.

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  13. Pingback: Emozionami Tag CIO’ CHE NON POTETE NON AVER LETTO !!! | Il Cuore di Beatrix Creazioni a maglia ed uncinetto

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