Io non so parlar d’amore

magritte-gli-amanti

[Magritte, 1928, The Lovers, MOMA di New York]

Me lo dicevi.

Forse non te lo ricordi più, ma me lo dicevi, che non so parlar d’amore e rovino ogni attimo romantico, e pioveva, te lo ricordi, come pioveva, certi giorni, che sembrava l’acqua non dovesse asciugarsi più?.

Ed invece l’acqua è evaporata, da quei parchi, da quelle strade che echeggiano d’inverni e di risate, di sussulti e di sviolinate, di impulsi, di slanci, di ombrelli e d’ombra divisa a metà.

Il sole certi giorni sembrava un bimbo timoroso a coricarsi tra le braccia dell’oceano, lì, proprio lì, dove segna una riga l’orizzonte.

Forse non te lo ricordi più, ma quando l’astro che illumina sia te che me ancor oggi, se ne fluttuava a mezz’aria indeciso sopra noi, mi dicevi in quei giorni anche che quando la lontananza mi imbaldanziva il cuore, riuscivo se non a parlare, almeno a scrivere, d’amore.

Stasera, anche se è tanto che…voglio scriverti emozioni.

Di stelle del deserto del Mojave, di fanali spenti.

Di covoni polvere e fieno che ruzzolano lungo uno sterrato sospinti da un refolo di scirocco.

Di sabbia e sale e cactus, di una landa desolata.

Di una caletta a Santa Monica, i tubi incrostati di ruggine tra le dune, i legni arsi dal sole leggeri come polistirolo tra l’aréna, di gabbiani e granchi.

Voglio parlarti di noi due come due sequenze di Fibonacci dipinte su una tela di cotone niveo intessuta da Penelope, intrecciate come glicine su un pergolato, noi due, noi due, noi due eliche inestricabili di DNA abbarbicate come catena e lucchetto erranti.

Voglio parlarti di una roulotte casa, un cielo mutuo, un pioggia doccia, una strada progetto, noi due raminghi, le radici fisse in petto.

Voglio parlarti di una corona di alloro, che poserei sui tuoi lunghi capelli accorto a non graffiarti.

Vorrei parlarti di quanto sono orgoglioso di te, per come sei, per come vivi la tua vita con perseveranza, tolleranza, genialità, curiosità e attenzione per chi ti si fa intorno, per la splendida donna emancipata, fiera, indipendente, intraprendente, infaticabile, frizzante, altruista, impavida, riottosa agli ottusi, ribelle agli opprimenti, accondiscendente con chi ti ama e sorprendente che sei diventata in questi anni, di cui il mio unico rammarico è di non aver influito se non per qualche sospiro in più che forse, tutto sommato, non abbisognavi.

Voglio dirti di come il cuore mi batte ogni volta che penso a noi.

Di come annuso l’aria sperando di cogliere la tua fragranza, un certo giorno dell’anno, in cui, secondo i miei folli calcoli, la città in cui vivo passa, nello sconfinato spazio che permea l’universo, propri nel punto in cui otto mesi prima si trovava la tua, e mi par di sentir, tra le righe dei miei folli calcoli, evaporar fragranza d’eterno come odore di cedro bruciato evapora da un comignolo, elisir di vaghi sogni e occhi lucidi e bocche tremule.

Vorrei parlarti di quando sogno ad occhi aperti.

E anche del futuro che non c’era e non ci aspettava.

Voglio dirti che ci vuole saggezza, come in quella preghiera di Niebuhr, per distinguere le cose che puoi e non puoi cambiare, e forza per accettare le seconde, e ancora saggezza per vivere assaporando un momento per volta, prendendo il mondo così com’è, non come io vorrei che fosse, confidando che qualcuno metterà a posto tutte le cose.

Vorrei dirti t’amo, se non temessi di sciuparla questa parola, se non volessi tenerla gelosamente in serbo per quando, sull’altra sponda del tempo, due ragazzi, animati dalle stesse passioni, ma senza passato, si incontreranno per caso, nella vita, a metà strada tra il cielo e il mare, proprio lì, dove batte l’orizzonte.

Ricordo il meraviglioso istante:
davanti a me apparisti tu,
come una visione fugace,
come il gesto della pura bellezza.

Passarono gli anni.
Il ribelle impeto delle tempeste
disperse i sogni di una volta,
e io dimenticai la tua tenera voce,
i tuoi tratti celestiali.

E il cuore batte nell’inebriamento,
e sono per esso risuscitati di nuovo
e la divinità e l’ispirazione,
e la vita, e le lacrime e l’amore.

Aleksandr Sergeevič Puškin

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217 thoughts on “Io non so parlar d’amore

  1. Proprio oggi che avevo voglia e bisogno di parole vere , scavate nelle emozioni , calde come baci al ritmo di una musica desiderata e capaci di portarmi via…..
    …Proprio oggi ho trovato il tuo post….
    La persona che lo ha ispirato e’ bella e forte , ma non tutti sono capaci di riconoscere le sfaccettature che hai mostrato di lei….
    Ciao, ciao ,ciao

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  2. Bellissima storia complimenti!
    E a guardare l’immagine dei due innamorati, mi ricorda una scultura che ha fatto la mia amica Eva Antonini. Peccato io non possa allegare la foto della scultura a questo commento ma se vai su Google e cerchi Eva Antonini scultrice di Lugaggia, potrai ammirare le sue sculture!
    Un caro saluto Maria

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  3. Bellissima dedica , se questo non é saper parlare d’amore , allora cos’é ? Tutto può tornare , con altre luci, con altri colori, con altre speranze, tutto può, solo se lo vuole Avvo…solo se lo si vuole veramente. Questo é un altro tuo pezzo di cuore , se non intero.

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      • Volare si , volare lontano dai ricordi, dagli errori , dalle paure, volare lontano dal passato -che rimane- ,ma é passato! Riprovare a volare abbracciati , perché uno compensi l’altro dell’ala mancante… Leggiti ” stringimi stringimi” e capirai cosa intendo e ” ricominciare” tra i miei post. Vola in alto Avvo…non aver paura di spiccare questo volo. Ti abbraccio forte

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  4. Ecco, giusto in questi giorni scrivevo che per saper far ridere, ma ridere davvero, bisogna sapere cos’è il dolore. Per me almeno, solo chi è capace di commuovere ed emozionare, perché conosce le emozioni e la commozione, può anche far ridere. E quindi non mi sorprende che tu sappia (anche) emozionare e commuovere, direi anzi che mi sorprenderebbe il contrario 🙂

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  5. L’atmosfera fuori dalla finestra è perfetta per leggere le tue parole… Le tue stupende parole… 😌😌😌
    Se tutti gli uomini non sapessero parlare d’amore come te … Saremmo molto più felici 😉
    Complimenti 😍

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  6. Che profumo… Non ë colpa del forno a cui sono appena passata davanti… Mi bagno… Non mi ero accorta piovesse… Vago in una cittá che non è più la mia… C’è una quercia, ora ricordo, ma la nostra panchina su cui ci rifuggiavamo quando pioveva non c’è piu… C’eri tu che dicevi tanto senza parlare perchè credevi di non saperlo dire…
    Complice un profumo orA mi era swmbrato piovesse mentre invece il sole è robusto. Starai anche tu guardando questo cielo che all’orizzonte si perde e si fonde nella maestositá del mare?

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      • avevo dubbio su questo e l’altro post!
        ammazza, me posso copià questo mio commento e lo scrivo a mo di post???? ti cito eh! grazieee!!!!!
        quanti azzarola de commenti ce facevamoooo!!!!! mado… passavamo le ore…. peccato tu non venga piu, o che non abbia piu tempo…!
        tutta tronfia io di aver trovato il poooost, che poi è l’altro!
        buona cavalcata!

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  7. Scusa ma mo te devo insultâ!
    Che te pozzino caricá avvocaccio!
    Mo tu incazzerellati quanto te pare ma quando scrivi ste cose io ce casco con tutte le scarpe, stivali, ciavatte… Fa mpo come te pare! M’è venuta la pelle d’oca tutta tutta! Qua qua! Mica posso esser solo capra!

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  8. Stavi perdendo colpi con la giapponese dell’Expo, quindi da grande uomo di marketing hai riportato subito la tua prosa sui binari dell’effetto “strappamutande” che fanno questo genere di scritti… di essere bello è bello anche se resti un broccolatore incallito…. 🙂

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      • si!
        ho una prova inconfutabile, dunque ti pregherei di cancellare i mie commenti.
        non impongo la mia presenza.
        cassiamoci.buone cose.

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      • …che dopo aver fatto il commento mi è arrivata una una mail da un tuo commentatore per diventare mio follow…nonostante fosse sparito il commento…poi “miracolosamente” è riapparso. Se come dici era in moderazione, complimenti al tuo commentatore paragnosta…
        dunque riassumo il mio pensiero, non lo gradivi, non era da femmina slinguazzante,tanto meno perchè non appartengo alla tua cerchia di quelle che possono osare, ma siccome non me l’ha ordinato il medico di leggerti e/o commentarti ti saluto, buon proseguimento.
        e sient’ a me, cancella tutto.

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  9. E naufragar m’è dolce in questo mar..di emozioni, ricordi, di vita..
    Appartengo anche io alla categoria di quelli che vivono amori “siderali” , lontani nello spazio e nel tempo, ma capaci ancora di illuminare il cammino in questo spazio di universo.
    Prendo in prestito questo post per dedicarlo alla mia stella gemella, che ancora rischiara la mia esistenza.
    Di certo io non so parlare d’amore e non potrei trovare parole più perfette per dirgli quanto mi senta privilegiata ad aver incrociato, anche solo per un soffio di eternità, un’anima perfetta come lui..
    Grazie Avvocatolo..sei prezioso. .

    P.s. non mi farai certo pagare i diritti d’autore, vero?Non sono abituata a trattare con gli avvocati, per questo non si sa mai..😄😄😄😄😜

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    • Come potrei mai! Davanti a una dichiarazione in sordina come la tua ma non per questo meno speciale, i diritti diventano cosucole…e sentirsi meno soli a questo mondo è un debito verso il tuo splendido commento 😘

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  10. Grazie. .!😉continua ad allietarci con il tuo talento Avvocatolo..da cui noi, esseri normali
    attingiamo, di tanto in tanto, per sentirci un po’ speciali😘

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  11. Allora, alcune cose che hai scritto sono anche carine, ma se mio marito mi dicesse all’improvviso che siamo “come due sequenze di Fibonacci dipinte su una tela di cotone niveo intessuta da Penelope, intrecciate come glicine su un pergolato”, ecco, qualche dubbio che una bottiglia se l’è scolata, prima di tornare a casa, di certo mi verrebbe… 😀 😉

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  12. Tu non sai parlare d’amore??? È sempre giusto sapere di non sapere, ma poiché la cosa più romantica che mi sia mai stata dedicata risale agli anni novanta ed era un “dalla prima volta che ti ho vista, il cuore mi è passato da destra a sinistra”, per favore, credimi se ti dico che tu dell’amore sai parlare eccome!! 😊

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  13. Le dichiarazioni d’amore sono sempre così scontate! Ma la tua stima verso questa persona è la dimostrazione più bella di quanto tu abbia apprezzato l’esistenza di lei. Una versione così delicata e romantica di amore è una cosa molto rara e sono contenta che il cuore di un uomo possa viverla in modo così intenso 🙂

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    • Certo che sì! Il mondo è pieno di uomini che vivono col cuore…solo che una distorta idea di machismo che viene inculcata fin da piccoli impedisce spesso di far venite a galla tutto ciò 😉😉

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      • Bè, veramente di uomini che vivono col cuore io ne conosco pochissimi e purtroppo la maggior parte vive invece di razionalità e distacco. Nonostante io legga spesso dei blog dove ci sono spesso poesie d’amore, o dichiarazioni d’amore, poi nella realtà conosco uomini che il cuore non ce l’hanno affatto o non lo usano proprio per niente. Sì, l’educazione ai sentimenti non viene fatta da nessuno però esistono molti modi di esprimere amore, non solo a parole, ma molti hanno proprio paura dei sentimenti come se fossero la peggiore delle malattie.

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  14. “Voglio parlarti di noi due come due sequenze di Fibonacci dipinte su una tela di cotone niveo intessuta da Penelope, intrecciate come glicine su un pergolato, noi due, noi due, noi due eliche inestricabili di DNA abbarbicate come catena e lucchetto erranti.”

    Io dikiaro kuerra a cki non za parlar d’amore ya!

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  15. Pingback: I nostri due altri noi stessi potrebbero essere sul mondo parallelo delle scelte perdute… | ilmioblogpercaso

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