Dal diario di un uomo qualunque

Il paradiso esiste solo nel rimpianto.

Finché ci abiti, non lo vedi.

Una polla di sorgente che ti inumidisce accidentalmente un piede ti pare una catastrofe.

Poi all’improvviso qualcuno serra i cancelli sospingendoti, passo a passo, fuori, qualcuno dalle braccia inesorabili che afferra il potenziometro dell’Universo e lo ruota all’improvviso in senso antiorario, variando con cadenza logaritmica la luce di tutte le stelle, compreso il sole, tutto il giardino annerisce scomparendo in una inestricabile riga nera, rimane solo una luce direzionale da palcoscenico a stagliare dalle tenebre quell’albero da cui per tempo immemore traevi primizie prelibate d’ogni specie e delle quali, in alcuni giorni che sembravano non finire più, sei giunto un giorno di un qualsiasi eri, persino a provarne noia.

Puoi imprecare contro i dimer, o le braccia inesorabili, contro l’Universo e contro le stelle che si son fatte rabbuiare, puoi imprecare contro una riga nera, contro il telegiornale, contro i profughi, contro i governi, le religioni, puoi imprecare fino a svuotarti le viscere e la testa e il cuore e fino a gonfiarti il fegato e sfiatarti i polmoni, ma un cancello serrato è il solito paradiso perduto di cui ti accorgi sempre e solo il lunedì all’alba. Quando un’altra settimana preme per entrare contromano e ubriaca nel tuo vissuto e tu, anche se vorresti fermarti a quel cancello, e trascorrere i giorni che ti restano seduto sulla ghiaia, con le mani strette a pugni sulle intersezioni tra piantini verticali e il tubolare orizzontale, le ginocchia incrociate, la fronte sulle mani e gli occhi fissi su quell’albero perduto per sempre, anche se vorresti fonderti tra zinco e ferro battuto, sai che è ormai mattina e ti tocca voltarti e tuo malgrado andare a sudarti il pane come ogni mattina per te e i tuoi figli, ti tocca dimenticare quello che hai perduto e “mantenere la testa quando tutti intorno a te la stan perdendo addebitandoti la perditaavere fiducia in te stesso quando tutti dubiteranno di te, tenendo però in considerazione anche i loro dubbi, sognare, senza fare del sogno il tuo padrone, confrontarti con Trionfo e Rovina, e trattare questi impostori esattamente allo stesso modo, guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte, e piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi, fare un solo mucchio di tutte le tue fortune, rischiarlo in un unico lancio a testa e croce, e perdere, e ricominciare di nuovo dal principio senza mai un sospiro per quel che hai perduto, serrare il tuo cuore, tendini e nervi nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti, e tenere duro quando in te non c’è più nulla se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”. E tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa, e — quel che più conta — sarai un Uomo.

Figlio mio.”

Se.

Advertisements

96 thoughts on “Dal diario di un uomo qualunque

  1. Mi stai dicendo che non sarò mai un Uomo e, benchè lo sapessi già, non è cosa da dire a quest’ora…
    Il paradiso esiste solo nel rimpianto, già. E i quasi-paradisi? Quanti si accorgono di esserci dentro? Forse non tutti sono portati per la felicità…
    (i dimer???)
    Ma… nemmeno un tag?

    Like

  2. Certamente questo tuo titolo va benessimo per l’inizio del mondo, per i primi che hanno goduto del bello, del buono, e poi l’hanno lasciato. Ma è come se il Paradiso ora costi una libertà, costi una scelta.ma è evidente che per iniziare ora non si tratta più di una terra e di un rimpianto, si tratta di un incontro che libera nelle circostanze quotidiane. Si può sempre ricominciare. Ciao

    Liked by 3 people

  3. Eh ma quanto pessimismo! Andare a lavorare é bello,se si fa un lavoro che piace,ed anche alzarsi alla mattina,guardare il cielo,la natura,i propri cari.É vero che adesso viviamo in un mondo schifoso,ma ognuno deve crearsi il suo paradiso personale in cui rifugiarsi 😊

    Like

    • Già. A volte però quando cammini su un pontile sotto cui vedi l’inferno e vedi i tuoi cari che hanno il legno a brandelli sotto i loro piedi, l’ottimismo ti vien davvero difficile. Ma si può fare.

      Like

  4. Da quando l’ho letta per la prima volta, ho sempre pensato che: “…confrontarti con Trionfo e Rovina, e trattare questi impostori esattamente allo stesso modo…” – sia una delle più belle frasi che siano mai state scritte da un essere umano.

    Liked by 2 people

  5. “Se sai guardare le cose, per le quali hai dato la vita distrutte e sai umiliarti a ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori…”. l’importante è che chi doveva e voleva, ti abbia passato questi valori…. un abbraccio stretto stretto avvochetto…

    Liked by 2 people

  6. Io sto cercando di migliorare le mie vibrazioni, per vedere se l’inferno si trasforma poco a poco. A volte rifletto anche mezzo secondo su quello che devo imparare dalle situazioni e dalle persone sgradevoli…quasi mai trovo risposta, forse non sono ancora Donna…ma vado avanti…

    Liked by 2 people

    • Andare avanti a volte è l’unica direzione possibile anche se dormi 😉 l’inferno non si trasforma a vibrazioni…ma si possono cavalcare le vibrazioni…che sono in fondo niente altro che onde radio che si sa viaggiano veloci…e uscire da lì può essere questione di secondi. Baci

      Like

  7. Capisco che stai vivendo un momento difficile. Il paradiso si vede e lo si riconosce solo per assenza. Quando succede qualcosa che lo fa sparire. In un modo o nell’altro il dolore quello del dolore è un rito di passaggio, che tutti noi uomini – e donne – qualunque siamo destinati a compiere. A presto.

    Like

  8. Cacciarsi o esser cacciati fuori da un paradiso pone di fronte a due opportunità: o ci si accontenta di vivere d’inferno o ci si cimenta nella creazione di un nuovo paradiso. Citando Pistoletto, tre paradisi dovrebbero essere garantiti per tutti. Quindi, quanti paradisi ti sei già chiuso alle spalle 😉? PS: la filosofia vale poco quando la realtà è tosta, lo so. Ma sono sempre stata convinta che il migliore dei paradisi è quello in cui non sono ancora stata, perché per pigrizia ho creduto fosse un paradiso il limbo in cui albergavo.

    Liked by 2 people

  9. Detto da te che hai attraversato un paio di oceani per andare a cercarti il tuo angolo direi che mi inchino al commento. Per quel che riguarda me, da maschietto, uomo con u minuscola, focalizzare aiuta, il cervello non è multitasking si sa, per cui anche scrivere mi aiuta a spegnere un poco. Questo post è un interruttore off. Non ha pretesa di filosofia, davvero, un semplice sfogo.

    Liked by 1 person

    • Detto da te, uomo con la u minuscola non si può sentire, perché la forza dei tuoi pensieri mi arriva intatta, malgrado ci separi una bella pozza d’acqua. E un uomo capace di pensare cose così è Uomo, anzi UOMO. Ho apprezzato l’onestà del tuo posto, la sincerità, la purezza con cui hai tratteggiato il tuo malessere senza drammi o melodramma, nè filosofie allegate. Sono io quella che tenta di scovarne ovunque e, anche se spero non serva, ti chiedo scusa per questo 😊. Ad ogni modo, c’è una cosa che mi ripeto tutte le volte che ho l’impressione di aver perso qualcosa di importante: “scurdammece o passat’, simm’ é Napule paisá!” E ad oggi resta la filosofia che più mi rinfranca, a qualsiasi latitudine io mi trovi 😀

      Liked by 1 person

      • Parole sentite 😊. Aggiungerei, giusto per non farci mancare un altro po’ di campanilismo, che o napulitan se fa sicc ma non more e… Ma lo sai che qui in Brasile la maggioranza delle persone pensa che Funiculì Funiculà sia l’inno nazionale italiano 😉? Comunque sia, spero che oggi il tuo “cielo interno” sia un po’ più sgombro di nubi. Ciao!

        Liked by 1 person

      • Non vedo che c’è da meravigliarsi…ma perché non è quello l’inno? 😂 cielo interno sgombro…wow…è un haiku! O quasi. Stupendevoli parole….e la risposta alla domanda implicita è sì, cara, oggi va meglio. Ho messo a fuoco…deciso cosa fare…e mi son distratto con altri progetti…ora sono solo un carro armato che punta al fronte…😉

        Liked by 1 person

  10. Eccheccazz. Proprio in concomitanza con un post serio, dovevo tornare???????
    E chi ce l’ha la forza di leggerlo?
    Facciamo che rispondo: “ehhhhh, la vita è così!!!”
    Ora tu, onestamente… dimmi se ci può stare, come risposta. Altrimenti, per punizione, leggerò il post. Parola di stlonzo.

    Liked by 2 people

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s