Per chi ha voglia di piangere

Trovo questo video straordinario.

Per ovvi motivi di solidarietà e di immedesimazione, il papà di questo video mi ha fatto commuovere in modo oserei dire poco dignitoso.

Lacrime da sbucciamento di cipolle per un reggimento intero (di cinesi).

Quel momento in cui abbandona il suo tutore per fare gli ultimi metri DA SOLO, lui e l’urlo della folla, quel momento di eroismo, mentre il papà lo segue da dietro come un angelo custode, e vede il figlio cadere, non un figlio qualsiasi, ma un figlioletto di 8 anni affetto da paralisi cerebrale, lo vede cadere e non muove un dito per alzarlo, per soccorrerlo, e tu lì per lì pensi guarda che stronzo, a te viene voglia di alzarti anche se sai che è un video, mica puoi davvero aiutarlo tu, ma il piccolo si rialza e continua verso il traguardo, e tu fai il tifo, è inevitabile, non puoi farne a meno, e lui ricade, e stavolta non ce la può fare a rialzarsi, è caduto tuffandosi in avanti, non ha più forze, tu salti sulla sedia e bestemmi e pensi AIUTALO AIUTALO AIUTALO che è stremato, il triathlon per un bimbo di 8 anni con paralisi cerebrale, porcamiseria, che ti è saltato in mente a te, papà, è troppo, AIUTALO, AIUTALO, AIUTALO, ALZALO, ma niente, il padre aspetta, il fotografo non sa neppure se sia il caso di intervenire lui o continuare a scattare, e allora il piccolo si puntella sulle braccine esili, gracili, due grissini snodabili, si rialza e porcaputtana se non taglia da solo quel traguardo.

E quell’abbraccio.

E quelle lacrime del papà che sono di tutti i papà (ma anche le mamme) del mondo.

Se siete dei papà, prima di pigiare play, procuratevi un pacco scorta di kleenex.

Lo stesso vale per le mamme 1, donne che non siano né mamme né papà2, e insomma: per chiunque abbia un cuore nel petto che batte come Unieuro (forte, sempre).

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128 thoughts on “Per chi ha voglia di piangere

    • Assolutamente, è il mio eroe quel papà. Si vede persino di spalle che ha sofferto le pene dell’inferno in quei secondi in cui era a terra. E’ davvero devastante questo video.

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      • Oh tantissimo. Mia figlia è nell’età delle sbucciature…e ogni volta che cade a me prende un coccolone e mi fiondo come un dannato…ma mi rendo conto che il gesto di quel papà ha reso memorabile quella fatica. Quel bambino porterà sempre nel cuore l’orgoglio sconfinato di avercela fatta da solo, se l’avesse aiutato sarebbe stato meno del miracolo che è. Ammutolisco davvero di ammirazione per quel papà.

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  1. Io, invece, non piango.
    Mi commuovo, nel profondo, ma sorrido.
    Sorrido perché in queste immagini rivedo una mia particolare esperienza personale. Due fratelli. Tra di loro, ovviamente, ma poi diventati miei di vita. Amiotrofia spinale. Impossibilità di fare qualunque cosa. Dal mangiare, al più ovvio andare al bagno. Eppure che risate. Quanti giochi. Quanti “lavoretti” insieme. E Mima (il maschietto) al quale rompevo sempre le asole passacinta dei pantaloni per tirarli su dopo la “tintin” (come diceva lui?). Erano risate con le lacrime, dovete credermi. E poi ci finiva anche Juju a dover essere aiutata, che di risate, si sa, si finisce a correr in bagno.
    Ma lo sai il momento più bello? Quando si riusciva a sbolognare i genitori e restavo io, con loro.
    Mc Donald’s. Tassativo.
    Tutta una serie di manovre assurde per poterci mettere sul letto (credetemi non è semplice) e poi tutto il gioco per mangiare insieme. Ed il fatto che io dovessi imboccarli era il gioco più divertente. Io mordicchiavo tutti i panini e le patatine, prima, e loro non potevano far altro che ridere come i matti e tentare di fare i morsi più grossi che riuscissero.
    E quante, quante, quante volte mi hanno tirata su, strappato un sorriso.
    Quindi no, non piango. Ma mi commuovo, ammirata. E mi metto lì, a guardare il ricordo di quello che mi hanno insegnato.
    E il ricordo delle risate fino alle lacrime. Sono grandi i miei “fratellini di vita” ora. Studiano fuori e li vedo solo ogni tanto. Ma sono loro che chiamano ME, se mi percepiscono triste.
    Quel padre non si è trattenuto. Era, semplicemente, ammirato e fiero di quel piccolino. E stava imparando, da lui, la VITA.

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  2. Avvo, impara che, un genitore è tale, senza arrivare a questi estremi eroici, quando
    lascia liberi i propri figli in ogni loro scelta…amandoli per quello che sono e come sono.Sostenendoli quando richiesto, esserci,ma sempre un passo dietro…non c’è cosa più bella che un figlio che si costruisce sulle proprie gambe.
    Questo video non è commuovente (un pò si) ma istruttivo…
    cia’

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    • È la promessa che ho fatto a mia figlia nel blu dipinto di blu. Di non tirare mai il filo del palloncino, il filo di lei che vola nella vita. Non sarà semplice, per niente, ma una promessa è una promessa!

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  3. Oh compare, già fa caldo e trasudiamo liquidi a causa del sudore…adesso ti ci metti pure tu con le lacrime? Pensare che gli occhi erano l’unica parte del corpo che ero risuscito a non far sudare…dopo aver visto questo video sto sudando anche li. Ci sono persone che sono maestre di vita, veri eroi silenziosi a cui andrebbero dedicate vie e piazze, che se ne fottono delle bassezze di questa vita perché hanno capito qualcosa che noi ancora non sappiamo…ok lo hanno pagato a caro prezzo ma è un investimento umano che fa impallidire qualsiasi bene terreno. Sono convinto che quel padre non avrebbe scambiato la gioia di quell’abbraccio nemmeno con un quadro di Van Gogh… su questo post mi inchino e sono serio, perché le immagini parlano da sole e noto che anche tu ti sei trattenuto, lasciando sapientemente agli altri il compito di “sentire” certi momenti… chapeau!

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      • E’ il modo più semplice per non affrontare, no?
        Incolpare la vita, o gli altri, del proprio stato e aspettare…
        Questo video parla proprio di vivere, di volontà, determinazione, di tanto coraggio e di un grande amore
        E ti ringrazio per questo

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      • Ma grazie a te per l’onore del reblog. Parole sante le tue…sapessi quante volte mi capita di dirlo…a persone
        ..tu NON vuoi affrontare il problema. Va bene lamentarsi per carità ma poi AGIRE cambiare le cose. A volte mi viene il sospetto che invece pur di poter fare la vittima certe persone non ci si impegnino proprio…ahhhh mon dieux…fammi tacere…fammi tacere…. 😉

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      • Ci cadiamo un po’ tutti durante il percorso, chi più chi meno
        Anche sull’impegno hai ragione, è guadagnarsi simpatia senza sforzo, ma a lungo nadare la gente si stanca e, molto probabilmente, ti ritrovi solo e raggrumato
        Se rimani fermo rischi di ottenere solo gli avanzi delle vite altrui

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  4. Chissà quante volte lo avrà visto cadere prima di essere così forte ed impavido davanti ad un figlio che cade ma si rialza da solo.
    Ce l’hanno fatta in due. Hanno vinto in due.
    Non è meraviglioso?

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  5. Mamma… All’inizio non riuscivo a vedere il video e solo con le tue parole mi stavo stranendo.

    Poi si é aperto aia il tuo che quellp di gattosil… Eccole la! Pianfo come una bimba… E noi che ci lamwntiamo di tutto… Che abbiamo troppo e non sappiamo accontentarci… Chissà quante volte quel papâ avrà rialzato il suo bimbo prima di inaegnargli a farcela da solo… Hai visto il sorriso del bambino all’inizio prima di lasciarsi… Secondo me stava dicendo “io ce la faccio e aono il re dwl mondo”. Il papâ gli ha insegnato quello che lui può fare senza lasciarsi sopraffare dalla malattia… E pensara a tutte quelle persone che sanno solo piangersi addosso… Invece di godere delle piccole cose che la vira ci puó dare! Come al solito hai scaturito un abbraccio stritoloso con lia… Grazie!

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    • Sò di dire una bestialità ma quel sorriso lo ho visto eccome. E mi ha commosso profondamente perché somigliava tantissimo ai sorrisoni della mia principessa quando la sorprendo che balla pian piano da sola…le batto le mani e lei si accorge all’improvviso che la sto guardando e allora ride e diventa audace nel ballo. Ripeto…sò che sono cose lontane anni luce
      ..però quel sorriso mi ha bucato lo stomaco per questa associazione.

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      • Bah ma non é assolutamente una bestialitâ perche lei é il tuo cuore, proprio come quel bambino è il cuore del suo papà! sOno accorta che x ogni bambino riuscire nel suo intento é un orgoglio! E qul piccolo era orgoglioso del suo traguardo…! E chi ha delle difficolta purtroppo oggettive deve faticare di più,ma secondo me dopo gli scoppia la pancia dalla felicità! Dai mozzichetto sul culetto della piccola!

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      • Neanche questo c’entra nulla: quando lia é nata ha sofferto un pochino… Abbiam dovuto fare dei controlli tipo ecofrafia alla testolina e visita dalla neuropsichiatra… Io non aveve avuto a che fare prima con bimbi così piccoli,quindi non sapevo cosa avrebbe dovuto fare o meno… La dottoressa bravissima mi chiese se si prendesse i piedi… Io pensavo che a neanche un mese neanche sapeva di avere i piedi… Vabbé… Poi lei aveva iniziato a scoprire la lingua e alla visita dopo mi chiese se aveva sempre la longua fuori… Il giorno dopo non ho fatto altro che metterle la lingua dentro… Hihi porella! La pediatra mi ha intimato di non andare più da quella scema… Mi agitava solo x farmi continuar ad andare… Vorrei fargliela vedere ora… Conta quasi fino a trenta, fino a dieci in inglese e napoletano… Hihi! Vabbé scusa le parole a vanvera!

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      • Mi spiace per la tua esperienza ma son contento che sia tutto andato benone!! La lingua de fora ora ce lhai tu a correrla dietro hahahaha

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  6. Ok. Non sono un papà, ma ho un nipotino che ha avuto la sfortuna di perderlo presto e per questo mi sento un po’ vicino al bimbo del video perché ho visto cosa vuol dire rialzarsi da soli con le proprie forze… Ho dovuto usare forza per cacciarmi indietro le lacrime. C’è chi nella vita non cade mai, e chi cade e si rialza, sempre.

    Profonda stima per quel piccolo grande uomo e per suo padre.

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  7. Io per lavoro ho a che fare con questo mondo…e posso dirti che l’atteggiamento del padre è stato encomiabile, e giustissimo. Il figlio doveva farcela da solo per sé stesso e lui da bravo papà lo sapeva. Questi video sarebbero da far vedere a tanti genitori che crescono i figli nella perfezione e nella non accettazione della diversità (qualunque essa sia). Quante ne vedo ogni giorno, quanto veleno e quante incazzature verso persone e bambini cresciuti nell’insensibilità. È bello però sapere che ci sono persone come te (voi) . Ps. Non sono mamma né papà, ma mi sono commossa lo stesso! 😉

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  8. Io non ho tante parole, solo emozioni forti per esperienze che mi sono vicine.Penso a quel papà, a quell’amore, alla sua forza, penso a quel bimbo, a quel sorriso, alla sua forza.
    La vita sa stupire, sempre! E qui sono lacrime di commozione e di gioia!

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  9. Io padre non sono. Vorrei diventarlo… e lo diventerò.
    Ammiro il gesto silenzioso di quel genitore, che ogni secondo veniva inghiottito e tirato giù quanto pesa uno di quei passi, fatti e non fatti. È coraggio misto a speranza, è voglia di vincere, e io sono sicuro che anche se noi non lo vediamo, il suo amore senza rumore, senza gesti, ha vinto le leggi della fisica e l’ha aiutato, quel ragazzo. Mi piace pensarla così.
    Avevo una sorella, che camminava con le sue gambe ma aveva altri problemi, sempre fisici… Dannate malattie rare. E ad ogni passo ha attraversato un pezzo di inferno. Ma sai cosa? Nei suoi occhi c’era una forza che avrebbe spostato una montagna. Entrava e usciva dagli ospedali, quando era già morta per tutti si è fatta beffa delle statistiche e delle previsioni. Ce l’ha sempre fatta. E poi… un pirata della strada… e addio. Con lei ha vinto la fisica. E forse la morte si è presa la rivincita, ma quante volte ha perso… ha dovuto ingaggiare qualcuno, perché da sola non ci è mai riuscita.
    Dovremmo essere non come quel padre… ma come quel ragazzo. Quella è la più alta lezione di vita che nessuna somma potrà mai acquistare, di quelle che sui libri non la trovi mica. Grazie per la riflessione.

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  10. No non riesco ad emozionarmi (nel senso di pianto) sarà perché mi capita spesso di vedere caso simili,sarà perché sono un motivatore nato per queste cose,sarà perché ho dovuto motivare mia madre che sapeva di dover andarsene..sarà perché amo la vita e cerco di trasmetterlo di continuo,sarà perché ho curato bimbi così..sarà per tutto questo che non riesco più ad emozionarmi..il primo sentimento che mi viene fuori è orgoglio. Per un padre (come noi) che non alzandolo gli ha regalato la gioia di vivere.

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  11. Quando ero giovane e spensierata, negli anni migliori che uno possa vivere, la colonna sonora era proprio “Gente che spera”.
    Grazie per avermela ricordata. Sono ritornata una giovane di belle speranze!

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  12. Davvero bello girava in rete già da un po’ così come 1000000000000000 video strappa lacrime…apprezzo molto il gesto di quel papà sono cresciuta con un’ Amica che purtroppo ne hanno altresì di problemi motori. E ricordo come i ragazzini possano essere cattivi per chi non è uguale a loro. E io ero la prima a battermi in suo favore…ma mi ha insegnato che la ‘pena’ e l’iperpremurosità per chi ha problemi fisici non sono altro che un gesto che lava la nostra di coscienza non è né istruttivo nè li aiuta ad essere capaci di difendersi da soli…tant’è che dopo anni nemmeno gliele vedo più le gambe, o il modo di camminare… È uguale a me e non lo dico per perbenismo…davvero i miei occhi la vedono così… D’altro canto video del genere dovrebbero ricordarci che la compassione va dimostrata a tutti l’empatia altrettanto…le lacrime sono uguali per tutti, gli abbracci sono uguali per tutti, e un: “mi dispiace…sono qui per ascoltarti” è uguale e utile per tutti…. Scusa Per lo spazio 🙏🏻

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  13. Se fossi stata presente e mi fossi accorta che il padre aveva una seppur piccola mezza voglia di intervenire, lo avrei trattenuto … ovviamente piangendo come un vitello da latte. Averne di padri così, questo è amore!

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