Nel blu dipinto di blu

Penso che un giorno e un sogno così non ritorni mai più.

Quel giorno.

Quel giorno eterno.

La luce di quel giorno.

Dio, la luce di quel giorno.

Quella luce gialla, anomala, l’aria tinteggiata di sabbia sahariana, come prima di una tempesta in una giornata afosa.

Quella maledetta riunione fiume.

11 persone venute da ogni dove, bimba mia.

Il boss che non aveva letto una riga del contratto da 60 pagine, unica copia nel mio pc e in una chiavetta USB.

Tutto da negoziare con la controparte, società in ristrutturazione che, secondo l’anomalia tutta italiana da deontologia allo specchio, pagava le parcelle a noi, consulenti delle banche.

Bimba mia, tu stavi per arrivare ed io sudavo in un’aula due piani sotto terra.

Pratica troppo importante per ottenere un rinvio, nonostante avessi espresso il timore di perdere il primo appuntamento con te, bimba mia.

Niente da fare, gli affari non hanno cuore.

Un paio di rappresentanti di due banche di minoranza erano in ritardo.

Mi rivedo ancora accendere il pc, collegarlo al proiettore, infilare la spina, sbattere frenetico le gambe con gli spasmi trasmessi a tutto il corpo, aprire il file, richiudere lo schermo spingendolo secco con una mano, consegnare platealmente, stendendo il braccio, la chiavetta USB al boss, e nello sbigottimento generale annunciare “Devo andare, ho una figlia che sta per nascere”.

Quanto me l’ha fatta pagare la carogna.

Ma fu un prezzo davvero irrisorio, non voglio neppure parlarne.

Una corsa in taxi.

Ogni semaforo un pugnale conficcato dritto nel petto.

Ogni singolo giro di pneumatico un rullo compressore sulle mie viscere.

Arrivo a casa e la mamma spalanca gli occhi chiedendomi “come diavolo facevi a sapere….?“.

Le contrazioni appena iniziate.

La corsa ovattata in ospedale, guidando sulle uova.

Quell’alba dopo quella notte.

Quella del primo raggio di sole che premeva per entrare dentro quella stanza esposta ad EST, infilandosi tra le persiane metalliche.

E tu che pulsavi tra le mie mani per uscire fuori, pulsavi come un quasar, l’energia sprigionata pari a centinaia di galassie puntiformi, condensate.

La vista che mi si annebbia, e tu, luce.

Non è poesia, bimba mia, ricordo proprio così, come se qualcuno avesse girato il dimer di Dio sfumando e abbassando la luminosità al mondo intero tranne che al tuo piccolo corpicino caldo e tremulo come una foglia che si stacca dall’albero (piantato nell’altrove da cui provenivi dopo 9 mesi di apnea) e si tuffa sulla terra.

Quel cordone che ho reciso come il gambo del più raro fiore senza svenire, contro ogni pronostico familiare.

Bimba mia, piccina mia.

Pensavo sarebbe stato stupendo averti tutta per me e prevedevo un amore sconfinato, egoista, spavaldo e avido di possessione verso le tue manine che sognavo da mesi.

E invece.

Stupore di una scoperta inimmaginabile.

Quel giorno, più tardi, dopo il bagno nelle acque liquide e limpide dei tuoi occhi grigioverdi, sono in strada, ad asciugarmi ancora la gioia dal volto.

I solchi delle mie mani riempiti dai fili di mille palloncini satolli di elio.

Apro lo sportello e un palloncino vola via dalle mie mani, rapito dal vento.

Era il più elaborato, pieno da scoppiare, l’unico col tuo nome a caratteri cubitali.

Lo osservo salire su, non distolgo lo sguardo neppure quando un colpo di vento lo fa passare sul sole (tu, bimba mia, piccina mia, splendida eclisse di una stella che eclissa il sole), lo osservo salire, e salire, sempre più su, lo fisso inebetito volare nel blu dipinto di blu, finché riesco a scorgerlo, fino a quando si confonde coi lineamenti del cielo e sparisce chissà dove.

Mi è parsa quella parabola balistica la simbologia dell’averti messo al mondo.

Non c’entrava nulla l’egoismo, la possessione, l’agognare il tuo amore incondizionato ed esclusivo.

La verità è che ti ho (abbiamo) donato al mondo.

Non sei mia, non lo sei mai stata, non lo sarai mai.

Posso solo starmene coi piedi per terra, col gomito appoggiato al tettuccio dell’auto, a riempirmi gli occhi del tuo volo nel cielo del mondo dove ti hanno messa mamma e papà, o forse Dio, chi lo sa.

E finché questa vita e questa terra accoglierà i miei piedi, rimarrò sempre inebetito a guardarti volare sempre più su, e, lo so, lo so benissimo, sempre più lontano dalle mie braccia che oggi hanno il privilegio di cullarti ogni notte, ogni giorno, di abbracciarti ogni dove, ogni quando, ogni sempre, un sempre che so non esser per sempre, ma è qui ed ora, hic et nunc, ed è eterno finché dura e lo sarà anche dopo che sarai volata al di fuori della campata delle mie braccia.

E sarà magia.

Come quando sorridi e mi chiedi chi c’è dentro il palloncino che lo spinge su, e io ti dico che c’è un mago piccino piccino che soffia.

E tu non hai nessun dubbio che sia così, perché tu sai che c’è magia.

E ridi e sbatti le mani e saltelli di gioia e saluti il mago che vola via.

E sarà magia, bimba mia.

Sarà magia, vederti salire così.

E ti giuro che quel filo, appeso a quel palloncino che vola nel blu, dipinto di blu, rapito dal cielo infinito, io non lo tirerò mai giù.

E quando questa vita e questa terra non sarà più sotto i miei piedi, di questa vita e di questa terra non avrò alcuna nostalgia, e se potrò ancora guardarla, questa vita, dall’altro lato del blu, di questa vita mi mancherai soltanto tu.

Perché per quanto in alto tu possa volare, bimba mia, piccina mia, e per quanto lontano da questa terra possa trovarmi un giorno tra miliardi di miliardi di anni luce, io continuerò sempre a sognare negli occhi tuoi belli come un cielo trapunto di stelle.

E questa è tutta per te.

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151 thoughts on “Nel blu dipinto di blu

  1. Senti tu, Avvocatolo da strapazzo… Non ti permettere mai più una cosa del genere! Io vengo a casa tua aspettandomi di rotolarmi dalle risate ed invece tu mi fai PIANGERE?!?
    Io so cosa prova una donna quando regala al mondo un figlio suo, ma questo tuo punto di vista, quello da padre, mi ha davvero profondamente commossa.
    Maledetto! Detesto gli uomini che mi fanno piangere!! :-*

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  2. Cosa vuoi dire, dopo una dichiarazione d’amore così. Donna fortunata, piccola donna, tua figlia: un amore così grande lo ha e sopratutto, nessun altro uomo potrà mai né toglierglielo, né offuscarlo. Sei anche tu, una stella che brilla su di lei…

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  3. Ho appena istituito un nuovo award: “Papa’ d’oro 2015/16/17/18/19/20…ecc ecc ecc.”
    Glielo diamo?

    Fammi capire, sei anche cosi’ , tu , Avvocatolo? Benedetto chi ti sta accanto e che fortuna conoscerti!
    Un bacio speciale,
    A.

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  4. Quando ti lasci andare e vieni fuori come sei, come ti conosco, come so, sei meraviglioso.
    Un padre meraviglioso, un uomo meraviglioso.
    Sono una privilegiata: conosco di te questo aspetto che non è solo che un quinto di quello che sei veramente e totalmente.
    Siete una famiglia splendida!

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  5. Sai cosa ho appena fatto?ho preso lia e l’ho abbracciata forte… Mi hai fatto emozionare… Lei sta mangiando dei biscotti al cioccolato… Mi ha guardata e mi ha stampato un bacio sulla guancia… Mi ha sporcato tutta e siamo scoppiate a ridere… Solo quando arriva un simile dono si puó capir la grandezza di queste emozioni… Mi hai colpito anche perché stamattina ho vissuto le tue stesse emozioni ribbloggando il mio post sarà la primavera…. Fortunata la tua bimba ad avere due genitori come voi!é la tua principessa… Noi possiamo proteggerle fin quando son fagottini… Poi dobbiamo restare un po indietro per permettergli di cadere… Ed aiutarle a rialzarsi… Loro vivranno tutte le prime volte che abbiamo vissuto anche noi e cercheremo di proteggerle dalle delusioni,ma non potremo perché loro devono vivere la loro vita… E gioiremo delle lor gioie e dei loro traguardi
    .. Non so che video tu abbia messo ma visto che é dedicato a lei sarà bellissmo… Quando un uomo parla del suo gioiello é più bello… Tanto lo avevo capito che hai un animo bello e che si fa trascinare anche dalla pancia… Dalle un mozzichetto!

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    • È il video della canzone di Modugno. Cioè un video a caso…con quella canzone. Che cosa stupenda aver ispirato (se ho inteso le tue parole) un abbraccio e um bacio cioccolattoso…ieri io e la principessa ci siamo dipinti mauausu fin sulle ciglia coi pennarelli quelli grossi ihihi a mamma ovviamente non sa nulla shhhhh non diciamo che ci fa un vestito verde nascosto tra i panni della palestra nel cesto….in fondo in fondo…shhh

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      • Bella la canzone che le hai dedicato! Daltronde ti ci porta proprio quel palloncino lassù… E no che non glielo dite alla mamma…. Schhhhhhh…. Riempite sempre il cesto così non arriva in fondo…. Ma se poi saprà quanto vi siete divertiti non si arrabbierà! Magari scriverà sulla tua maglia da calcetto (se giochi) hihi!

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    • Allora: ti spiego… Ho dato un bacio ed un abbraccio allaia bimba che mangiava un biscotto al cioccolato… So che son parole difficili da capire, ma ora te l’ho spiegato! No guarda la d’urso proprio no, grazie!

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  6. E come faccio a commentare? Qualsiasi parola sminuirebbe la bellezza di questo post, e soprattutto la bellezza di ciò che sorregge questo post… Da adesso quando penserò all’amore paterno, non potrò fare a meno di pensare a queste tue parole
    e braav! 😉

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  7. È’ per post come questi che ti vengo a leggere (anche dopo averti visto ignudo ed aver pensato : ma perché?)
    Posso dire di averti “amato” già quando hai mollato la chiavetta al boss, per non parlare di quando hai guardato salire il palloncino nel blu realizzando in quel momento il vero significato di mettere al mondo un figlio.
    E per quella magia del mago piccolissimo che soffia da dentro al palloncino per farlo salire, ti conquisti l’aggettivo “adorabile” perché ai bimbi bisogna insegnare a sognare…
    🎈😗

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  8. Ho impresso nella mia mente è nel mio cuore il viso dei miei figli la prima volta che li ho visti… Prima uno è subito dopo l’altro, uguali ma diversi e tu… Mi hai fatto rivivere quel l’attimo ormai assopito da un po’… Un innamoramento immediato, una folgorazione che mi ha tenuta sveglia per notti intere ad osservarli dormire … Come se fossero la fonte dell’aria che respiro. Grazie ❤️ mi ha trasmesso emozioni immense e profonde… Complimenti 💋💋💋

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  9. e che te lo dico a fare?
    però una risposta da sceneggiata(così provoco una colica addominale a Silvana) la do ” E figli so piezz’ e cor ”
    ed ho detto tutto…

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  10. bè compare che te devo dì? il post è un ricamo di amore per il bene più bello del mondo che io ho la sfortuna di non avere (ancora)…alterni parole che vengono dal cu…lo a parole che vengono dal cu…ore, un’altalena di deiezioni e poesia allo stato puro…sei un buon papà ma un blogger di merda ahahahahah e dico il tutto in amicizia spassionata, scanzonata ed ammirata per come riesci a renderla, saltando dal sacro al prof…ano che non è il tuo professore culo delle scuole medie…. 🙂

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  11. Ma che meraviglia questa dichiarazione d’amore!
    Quale amore più grande? Per me non c’è.
    E ti ringrazio di queste parole perchè sono una flebbo di energia (e dolcezza) dopo una flebbo di dolore (e amarezza).
    Ora sorrido dopo le lacrime, e pensare che non volevo accendere il pc e non volevo neanche passare di qua…
    Grazie.

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  12. Bellissime parole..io non sono ancora genitrice ma sono figlia di un padre stupendo…che probabilmente non saprebbe esprimere parole così ma credo che ogni padre le senta sue. Quindi immagino la difficoltà nello scriverle in quanto è un pezzetto molto interno da condividere con degli sconosciuti apprezzo il coraggio. Ma…leggo anche un velo di nostalgia o mi sbaglio?

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  13. Pingback: Il primo giorno del resto della mia vita | avvocatolo

  14. Testo davvero toccante! Tocca, soprattutto, chi ha un figlio. Mi fai venire in mente la canzone “Mio cucciolo d’uomo” di Eugenio Finardi che ho dedicato al mio, quando è nato, 6 anni fa.
    L’amore per un figlio è davvero qualcosa che finché non ti arriva non ne puoi proprio parlare.

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  15. No, vabbè così non vale…ho seguito il tuo rimando a questo post e mi hai fatto piangere come una fontana, così a tradimento, mi aspettavo qualche sfida avvocatesca e invece SBAM…un post d’amore, che più amore non si può…e poi soprattutto, mi sorge un dubbio, avrò scarse abilità deduttive, ma…ma…ma…niente niente che oggi mi sei diventato padre di nuovo? Onde non incorrere in altre fig di emme corro a rileggere i commenti di là…ma, intanto gli AUGURI te li faccio che non si sa mai… :-*

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  16. Pingback: Milioni di altre volte ancora | AVVOCATOLO

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