Odio i Francesi

Paris Paris PARIS!

Immagine Personale

Io odio i francesi.

Tutti, anche quelli nati fuori dalla Francia ma che abbiano vissuto per sufficiente tempo (tipo oltre i primi 10 minuti dall’atterraggio, ai primi bliiin sui telefonini riaccesi) sul suolo dei mangiatori di wurstel[1].

Non è colpa mia se Dio ha fatto i francesi così odiosi.

Ha provato pure a rimediare col Diluvio Universale, ma quelli, i francesi, come i tronisti e Android (stessa cosa), peggiorano a ogni nuova release, anno dopo anno.

Dio, se mi stai ascoltando, riavvolgi tutto fino al 6° giorno, ricomincia dal punto “E Dio sputò nel fango e fece l’uomo a sua somiglianza al che l’uomo asciugandosi la sputazzata di Dio disse / La storia comincia bene”.

Ogni altro tentativo di miglioramento dei francesi e delle francesi più a valle nella Storia sarebbe inutile (avete fatto caso all’indeclinabilità di genere del termine “francesi”, uguale per F e M? lo dico sempre, lo stronzo è privo di gender).

Se Adamo fosse stato francese avrebbe avuto da ridire persino con Dio circa la Sua pronuncia.

Detto questo (niente), recentemònt, vincendo i miei ben saldi (SALDI!) pregiudizi, sono stato a Parì (le Saint Germain!, quant’ l’è caire!) con la mia demì douche [2].

Non appen que nous somme arrivè, le pourtièr de l’hotél c’ha chiést chiaramònt la manche, qui l’est – in mia test – un petit cadeaux a compensasiòn di un trattamònt dignitoso ricevuto da portieri, lacchè, camerieri, etceterà etceteraux.

Siccome che il portieaux in questiòn era stato certamònt gèntil, ma mic tropp, avendo finto spudoratamònt di non parlèz nè italienne nè anglais, io non ci ho allunghèz manc o ghézz, altro che mancia.

Lui ha dìt propriamònt comme cì: “Monsieur mais…et la manche?“.

E moi: “Di-manche…dimanche maten te deng la manche, comprì?”.

Poi nous somme stati al Louvre solo che ho trovato chiuso.

Quando l’ho detto a mia nonna, lei m’ha risponnu “Si vede stella della nonna che hai trovato chiuso, si vede…“.

E io: “No’, guarda che ho detto Louvre, non Lourdes…“.

E lei: “Sint’ n’ po’, va ‘ndo cazz te par’ a tte, bast’ ca t’ l’ fì fà lu miracol’ ca tien’ tant’ bbisogn’ [3]“.

Ma son già arrivato velocemònt alla fine-du-viage, mentre nous somme appena partiti, come diceva quel tizio in quel libro di Johann Richard Bach[4].

Dicevo che li francesi mi stanno sullo stomaco.

Non parlano mai inglese, nè tantomeno italiano, anche se conoscono entrambe le lingue oltre al francese (quest’ultimo lo conoscerebbero, stando a loro, meglio di Dio).

Non cercano mai di comprendere le tue esigenze, figuriamoci soddisfarle.

L’altro jour, puor esemplificatiòn, c’avevo un attacco di cacarella micidiale.

Mi sono recato, velocemònt, verso la resèptiòn, tenendo bien bien stritt stritt il mio panzòn, per evitare fughe gas e fluidodinamiche verso l’alto anteriore o il basso posteriore.

L’hostèss mi guardava come pesc’ less’, evidentemònt fingendo di non capire che stavo per dimagrire istantaneamente di un paio di chili senza dieta. Io ci ho detto “Imòdium, Imodiùm, Imodìum“, ho messo l’accento dappertutto, pure nel cafè au lait, ma lei continuava a fissarmi come una Carfagna strafatta e stupe-fatta.

Ho anche azzardato un paio di dimostrazioni pratiche del teorema sulle onde d’urto gravitazionali ma lei?

Nada

Nisba.

Niet.

Rien.

Mi sarebbe venuta voglia di lasciarle un souvenir che viene in sul calar del braghe, recando in mano un mazzolin non di viole ma di tartufi rari…quelli marreaux.

Con sforzo sovrumano riassorbo le fughe, usando i pori della pelle come tanti micro-gasdotti (Putin ne sarebbe pazzo per tale invenzione di pro-cesso), e ho salutato con un “‘a bientôt” seguito da un sibilato “a fammòc”(con sforzo sovra-alieno, son riuscito a non aggiungere “zucculòn”).

Ho appestato il bar di fronte soffermandomi a gustare il lezzo…è inutile che facciate quella faccia scandalizzata, pure a voi piace, lo so, lo so bene, io vi leggo dentro.

Come una supposta.

I francesi…tsk…quel loro fingere spudoratamònt di essere monogami a livello linguistico è solo uno degli aspetti del loro peculiare e inconfondibile carattere di pou-pou.

Sono falsi come un servizio di Emilio Fede sul Che.

Ti chiedono sempre pardòn / escuseme a muà, anche se sei stato tu a tagliar loro la strada, il che ti tocca i nervi e ruggisci il tuo sbraitone all’italiota “cujòn, che cazz ti scusi se è colpa la mia?” e lui si scusa d’essersi scusato senza…una scusa per scusarsi, allora alzi il cofano e al centro della ruota di scorta trovi LEI, “la ragione” (intesa come causa risolutiva di una controversia favorevole al possessore di “ragione”), O CRICK in poche parole, cominci a bastonare il mangiaranefritte sul fronte occipitale e lui continua a “mais escusèz moi ma pourquoi…” e tu scleri.

Capita che si scusino con finto savoir-faire anche quando te stanno a en-cul-à senza congruo preavviso scritto. Un balzo fulmineo laterale sui baffetti, violà, op-là-là, e te lo appoggiano (dove? eheh, che domandòn…) e nel mentre ti dicono “oh! pardòn pour l’inculòn, escusèz moi mais je n’e l’è fait pas a-post a metter-te-l in quel pòst”.

E l’incul-infibul-assiòn da un francoise l’è proprio une brutte chose, purquoi les parisiennes, comme tous le francoises, noun se fait jamais lu bidet.

Note al testo redatte dal mio alter ego

[1]: In realtà trattasi di mangiatori di baguettes. I mangiatori di wurstel sono i tedeschi, comunque odiati dal mio alter ego (le note sono dell’alter ego di avvocatolo, per cui il mio alter ego è l’alter ego dell’alter ego, quindi avvocatolo, chiaro?).
Torna a leggere su, pirla

[2]: In realtà douche non vuol affatto dire “metà”, bensì “doccia”, per cui la frase significa “sono andato a Parigi con la mia doccia metà”. Il che non ha alcun senso.
Torna a leggere su, pirla

[3]: La nonna non parla affatto così.
Torna a leggere su, pirla

[4]: Nel testo si fa riferimento a Richard Bachman (e non Richard Bach), noto alter-ego di Stephen King. Tuttavia, nè l’ego autore di questo post nè l’alter-ego autore delle note ricorda il titolo del libro. Potrebbe anche essere una hit da spiaggia di Gioacchino Sebastiano Bach, se è per questo (ma anche per quello).
Non tornare più giù ma torna a leggere su, genio

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