Auguri Mamma

Auguri a te, mamma.
Auguri a te, si, proprio a te, che non hai mai visto la fine di quei maledetti 9 mesi.
Auguri a te che del tuo pancione ti è rimasto solo il resto di niente
A te che però c’è stato un momento lungo 3 mesi in cui in petto ti battevano due cuori.
Sei mamma anche se nessuno oggi ti farà gli auguri.
Auguri a te e ai tuoi sogni infranti.
Auguri a te e alle tue notti insonni.
Auguri a te, mamma, e al tuo latte versato invano.
Auguri a te, mamma speciale, il tuo bambino non vivrà una vita sola come tutti, ma le migliaia di vite che immaginerai per lui finché avrai un respiro in quel petto.
Auguri a te, mamma, che ho amato più del mio cuore, per la imperscrutabile ironia insita nelle vicende umane, proprio in un soffio di vita esteso esattamente quanto il tempo dei tuoi due cuori nel petto.
Auguri a te, mamma, anche se hai dimenticato che esisto.
Auguri a te, mamma, che hai fatto battere anche nel mio petto due cuori.
Auguri a te, mamma, e ai tuoi occhi grandi.
Alla tua pelle diafana.
Alla tua voce cristallina.
Alle tue mani come fusi.
Al tuo francese da manuale.
Al tuo sorriso contagioso.
Alla tua bontà.
Al tuo altruismo.
Alla tua fragilità.
Alla tua gelosia.
Alla tua cultura.
Ai tuoi disegni.
Alle tue foto.
Al tuo cuore che continua a battere anche se non lo posso più sentire.
Auguri a te, mamma.
E anche se non sarò mai lì a sentire i vostri battiti, ti auguro con il mio cuore in mano che nel tuo petto nasca di nuovo un altro cuore che batta al ritmo del tuo fino a quando diventerai di nuovo, ancora, e per sempre, mamma.

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102 thoughts on “Auguri Mamma

  1. Ma dai! Non si può scrivere così appena svegli, che una come me poi legge e si stropiccia gli occhi e tutti intorno le chiedono come mai ha gli occhi umidi. E una come me risponde che niente, non è niente, è solo che ieri sera si è coricata dimenticando di struccarsi gli occhi … Ecco perché lacrimano.

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  2. L’unico regalo che ho ricevuto dai miei figli , e’ stato ,anni fa , il libro : “Di mamme ce n’è una sola …per fortuna!”……..
    Adesso non ricordo l’autore , ma era uno bravo, e (dopo il primo impatto) , e’ stato divertente leggerlo.
    Il tuo inno e’ molto bello , lo sai , vero?

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    • se non ti ostinassi a non leggere Les Jours Tristes la batosta sarebbe completa…solo che non so mettere i link dal cel e tu temo non sia brava con la funzione ricerca 😸

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      • Siamo alle offese? E’ una sfida? Lo farò quando sarò pronta. Promesso. (trovo sempre tutto quando mi metto a cercare, spesso è roba che non avrei voluto trovare).

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      • Ahahha non ti offenderei mai cara! Soprattutto dopo che mi hai fatto un implicito complimento 😉 E sopratutto considerata la tua epopea newyorkese che hai descritto bene quanto avrebbe fatto John Fante (il tuo Jack o John non mi ricordo come se chisma…non somiglia a Arturo Bandini!? 😹

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      • 😀 hai effettivamente ragione. Dai vado a leggermi il tuo post, anche se oggi in quanto a tristezza non avrei certo bisogno di carichi da 90. PS: nella home page del tuo blog ci sono tutti i tuoi post in ordine alfabetico. Non serve un gran esperto della rete. Piuttosto, hai una parte del blog privata,vero?

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      • No nessuna parte privata. I post in ordine alfabetico in realtà è un modo distorto in cui uso le “categorie”. Quelle che vedi sono categorie che molto spesso quasi sempre coincidono con il nome del post. Insomma sono un casino ambulante 😼

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      • Quello l’avevo capito. Che eri un casino ambulante intendo. Vai un secondo su FB che ho qualche difficoltà con il tuo blog? Anche dopo, domani, mai. Come vuoi.

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  3. TI dice: quello l’avevamo capito che eri un casino ambulante ecc..
    Io ho risposto: mi hai rubato la BATTUTA.
    WP l’ha spostata più sotto così non di capisce il senso. Ecco perché ho scritto “non andava lì “

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  4. Una dedica particolare, per una mamma sui generis.
    Dissento da quello che dici. Mi pare di capire (ma forse mi sbaglio, ed in tal caso: come non detto) che tu definisca mamma -e le dia gli auguri- una donna che ha subito un aborto. Ora… se si tratta di un gesto gentile, o romantico per risollevare il morale di una donna che soffre… ok.
    Ma la mamma vera è colei che tira su un figlio. Che non dorme la notte, che si preoccupa e ci litiga, con quel bambino.

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    • Vedo che non ti smentisci e dimostri profondità di pensiero…sei andato ben oltre la superficie e hai centrato il punto: quando è che una mamma diventa mamma? Per me da subito. E quindi no non sono d’accordo con te. se fosse nato per 1 secondo sarebbe stato diverso? Per me no. Si potrebbe andare oltre e chiedersi quando è che una vita diventa vita…ma lasciam stare!

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      • Ammetto che trovare con precisione un punto di inizio diventi difficile. Tecnicamente… una mamma non esiste senza figlio. Ma non siamo qui a fare i sofisti, credo. Dunque se fosse nato per un secondo non sarebbe stato molto diverso, per me… ma un po si. La nascita è comunque un’esperienza che accresce il sentirsi mamma.
        Ma non sarebbe stato molto diverso, no.
        Se devo tentare una definizione, forse posso dire che si diventa mamma man mano che si viva da mamma. Via via che si espliciti quel sentimento innato di amore senza nulla chiedere verso il bambino.

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    • “La mamma vera è colei che tira su un figlio”…sto cancellando ogni impulso di risponderti male, io che tiro su due bambini e ne ho persi altri due e mi sono sentita mamma dal test di gravidanza.

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      • 7even calma cara calma. Ognuno ha la sua idea. Su questo punto da secoli teologi e scienziati si prendono a bastonate senza arrivare ad alcun punto fermo. La vita è un miracolo e i miracoli nelle categorie e nelle etichette difficilmente ci entrano.

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      • ehhhhh, esagerata! Rispondermi male solo perchè la penso diversamente da te? Eccheccazz!
        Sicuramente sarà come dici tu. Volevo intendere che è la quotidianità che certifica, poi… la VERA mamma. Non solo aver dato alla luce un figlio. Pensavo a coloro che li adottano, insomma, e volevo dire che quelli sono figli a tutti gli effetti.

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      • @7: ho letto il post solo adesso. Non volevo dire che non sei stata mamma di quel bambino… e capisco la tua rabbia e ti rispetto.
        Rispetto meno (ed a loro mi riferivo), però, chi abortisca volontariamente. O abbandoni il suo bambino. Non sono certo che si possano considerare mamme (o genitori, considerando anche i padri), quelle.
        Forse allora possiamo dire che è madre colei che voglia esserlo. E che doni se stessa al figlio.

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      • P.s.: In generale: so cosa accadrà, adesso. Cosa dirà qualcuno/a: che nessuno venga a parlarmi di donne obbligate ad abortire… di situazioni ecc ecc..
        I casi in cui (è il mio pensiero, che spero vorrete rispettare) è giusto abortire sono pochissimi davvero. Infinitesimi rispetto al numero degli aborti realmente necessari. Punto primo… ci si deve pensare prima, se non si vogliono figli. Hanno inventato i preservativi. Secondo… prima le famiglie erano più povere di quelle di adesso, ma i figli si tenevano. Quindi non invocate la vostra povertà. E non ditemi che non avete spazio. Prima si dormiva in dieci in un letto, e si viveva comunque.

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      • Brum me fai casino…ora mi spingi a esprimermi e entrambi ci beccheremo sonori sganassoni…ma sia : condivido…ho visto amici abortire perché un B test Aveva dato alte probabilità di sindrome di Down…ecco…mi ha rivoltato l’anima quella storia. E non posso dire certo come mi sarei comportato io…ma a me ha fatto molto molto male la loro scelta. Ho pensato tantissimo a quel bambino mai nato. E a mio cugino che ha la sua sindrome che non dirò per riserbo…ma diciamo grave quanto quella di down…e non riesco ad immaginare il mondo senza di lui e ammiro tantissimo mia zia e mio zio che sapevano benissimo e si son abbracciati la croce a braccia aperte e non li ho mai sentiti lamentarsi anche se campano oggi di pensione sociale e accompagnamento…

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      • Io sono qui per dire quello che penso, amico. Mica per compiacere i tuoi lettori… ahahaha.
        Il fatto è che siamo abituati a pensare che il bene sia la perfezione (che non esiste). Invece il bene è la diversità. E’ grazie ad essa che ci siamo evoluti.
        Inoltre, abbiamo perso il gusto del guadagnarci le cose. Il gusto dell’adattarsi. In poche parole, abbiamo perso l’altruismo, l’amore per il prossimo. Ogni cosa che ci porta lontani da ciò che è “benessere economico” e “comodità”, è un fastidio. Un peso di cui liberarsi. Anche se è un ipotetico figlio… ci autoconvinciamo che ancora non lo sia… e lo scartiamo. Comporterebbe sacrifici, e quelli non li vogliamo. Nel caso dei problemi di salute il discorso è ancora diverso.

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  5. Però. Niente male. Sembra che la figura materna faccia sempre il miracolo di rendere teneri anche chi non lo sembrerebbe. Ma tu lo sei tenero dai, proprio sotto quel cappello che copre lo sguardo ( sei tu ? ) si cela un’anima sensibile. Non è così forse? Isabella

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  6. Pingback: La mia Africa (nessuna razza dov’è l’amore) | avvocatolo

  7. Sarà che sono in un momento più intimista, di emozioni, suggestioni, sarà l’estate che mi rende sempre più sensibile e con i sensi “aperti” …ma questo post mi ha proprio toccato il cuore! Braverrimo! Bello!

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    • Grazie Mrs Bean! Come ci sei capitata? Eheh di post strappalacrime è disseminato il blog 😉 ma essendo statisticamente irrilevanti rispetto ai post cazzoni che scrivo a volte l’effetto sorpresa magari aiuta ad aprire emozioni intime altrimenti nascoste 😙

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      • I tuoi post cazzoni sono meravigliosi, però auguri mamma ha richiamato i miei occhietti e non ho resistito e ho letto subito….e di post dolci avevo già pizzicato qua e là qualcosa nel tuo blog!!!
        Nella vena cazzona mista a quella romantico-dolce mi ci ritrovo un sacco! 🙂 Bonne journée

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