La saga del chiodo (non dirò nulla sulla scala se non sotto tortura) – Parte V


NELLE PRECEDENTI PUNTATE

Chiodo Uno viene giustiziato e perde la testa – molti modi di usare una depinzatrice – Chiodo Due affonda nella parete – abbambinamento di uno sgabello di provincia – un martello in fuga – la scatola dei chiodi non si trova – ma poi si.


Dunque la scatola dei chiodi, si, dove l’ho messa? Ecco, l’ho lasciata ai piedi dello sgabello.
Provo a prenderla con un piede ma scivolo e ci finisco sopra.
Impiego mezz’ora a raccattare i chiodi, molti infilatisi tra le fughe del parquet.
Ne infilo 9 in bocca, uno in mano, chiamiamoli Chiodo Quattro, Chiodo 5, Chiodo 6, Chiodo 7, Chiodo 8, Chiodo Paraculo, Chiodo Non Si Sa Mai, Chiodo Avete Perso il Conto, Chiodo E Infatti Non Erano Nove, Chiodo Ma Dieci.

Armato di martello e buona volontà, che dico buona volontà, pazienza di un Santo Martire, risalgo, che dico risalgo, ascendo, immolandomi, sullo sgabello [ho sentito 6?].
Il Chiodo Quattro va che è una meraviglia, i primi 2 cm andati, SBUMMETE SBAMMETE, entra di altri 2 cm, SBIMMETE, SBEMMETE, ormai per non deludere il mio pubblico esagero i movimenti disegnando col braccio movimenti da pendolo oscillante il cui fulcro è Chiodo Quattro, le martellate sembrano dei dritti e rovesci di tennis, SBIM, dritto, SBAM, rovescio, ci siamo CI SIAMO

SBLOCKETE

porcaputtana!

Dietro l’intonaco c’è una pietruzza che, muovendosi, ha reso la sede del chiodo vacante, come quella del Papa, e il chiodo fermo non ci sta più, c’è un tunnel che potrei appenderci un quadro di Rita Hayworth e girare Il Miglio Verde (del resto qui somiglia parecchio ad un braccio della morte, per molti aspetti).
Porto istintivamente la mano alla bocca per prendere uno degli altri chiodi ma m’è scappata una bestemmia al momento del SBLOCKETE e i chiodi ora sono di nuovo nelle loro amatissime, fottutissime fessure del parquet.
Riscendo, raccatto i chiodi dalle loro inseparabili fughe di parquet, risalgo [siamo a 7?] sullo sgabello ma…ormai neppure lo sgabello è alto a sufficienza.
Riscendo, raccatto una scala da carpentiere (stanno rifacendo una parte degli uffici), risalgo ([facciamo 8 o ricominciamo a contare da 1 per distinguere la scala dallo sgabello?] ormai furente, martello come un pazzo, SBIMMMETE, e mi prendo il pollice in pieno.
Mi scappa una Madonna e un martello.
Riscendo urlando ma ancora imperterrito e più agguerrito che mai mi reimpossesso dello strumento di morte, non salgo, i pioli li SCALO, guadagno la cima [Ho sentito bene, siamo a 9 salite per 1 chiodo?], mi avvento furioso come un martello pneumatico, SBBADABUMMETE, un tiro così forte che riesco a vedere l’ufficio accanto, infilo la mano nel buco, faccio un saluto veloce al Merda che ha la capoccia piena di detriti (Chiodo 6 gli si è appiccicato dietro un orecchio), salgo di un altro gradino, SBBRUUUMMETE, intonaco a terra, Chiodo 7 disperso, un altro gradino, SBBBRAAANGHETE, Chiodo 8 spezzato, gradino, SBADABAMMETE, Chiodo Paraculo scappato, gradino, SBENG, pollice sfiorato e testa di Chiodo Non Si Sa Mai spezzata, gradino, urlo di Conan, SBADABRAMM, Chiodo Avete Perso il Conto (Un’Altra Volta) si piega ma non si spezza…
Ormai c’è un tifo da stadio, tutti urlano:
A-vvo-ca-to-lo
a-vvo-ca-to-lo.

Una voce si distingue dalle altre:

“A-a-a-avvocatolo”.

“CHE CAZZO VUOI NON LO VEDI CHE SO TUTTO SUDATO E C’HO DAFFARE”.

“Il chiodo, chiodo, chiodo, chi chi chi chi chi-odo, il chiodo, dico, cioè, il chiodo, dico cioè, cioè voglio dire che il chi chi chi chiodo”.

“….il chiodooo?”

“Già c’è, un chiodo, se solo sali di un altro gradino, è proprio lì dove c’era il bastone delle tende, usa quello, no?

Non è una cattiva idea in fondo, lascio andare Chiodo E Infatti Non Erano Nove e Chiodo Ma Dieci, scendo, recupero il quadro, risalgo [chi l’avrebbe mai detto…siamo a 10], riassurgo direi a ruolo di re della scala, lo appendo.
Riscendo, mi piazzo i palmi delle mani sui fianchi a mo’ di Peter Pan, e guardo quel quadro sbilenco e pericolante con un senso mistico di orgoglio.
Dice che per guardare il mio quadro la gente deve alzare troppo lo sguardo, e gli viene il torcicollo, perchè, dice, mica che si appendono i quadri all’altezza dei bastoni delle tende, ma so’ dettagli, piccolezze, invidie, tutta invidia, intanto il chiodo me lo so messo da me.

C’è gente che ama il faidate, c’è chi ha il pollice verde, io il pollice viola ho avuto per due settimane.

TO BE CONTINUED, OR NOT TO BE CONTINUED, THIS IS THE MATTER

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8 thoughts on “La saga del chiodo (non dirò nulla sulla scala se non sotto tortura) – Parte V

  1. Eggià. Il quadro si appende in maniera tale che il suo baricentro sia alla stessa altezza degli occhi di un ipotetico osservatore. Presumendo che l’altezza standard in Italia sia di 1,75 circa, va messo col baricentro a 1,65 m. Ma puoi sempre dire di averlo messo all’altezza ideale per un gigante. O che intendi far rialzare il pavimento. o che prevedi un dissesto strutturale di assestamento del muro. O, infine, puoi semplicemente dire che si facessero i caxxi loro.
    P.s.: Forse ti conveniva abbattere il muro e ricostruirlo cementando il chiodo in fase di esecuzione.

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  2. Pingback: La saga del chiodo (e di tanta altra robba) – Parte VII | AVVOCATOLO

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